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20 ottobre

Beato Giacomo Strepa (Strepar o Strzemie)

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione francescana

Giacomo Strepar o Strzemie, italianizzato in Strepa, nacque intorno all'anno 1340 nella diocesi di Cracovia, in Polonia, da una famiglia di nobili e ricche origini. Fin dalla giovinezza, il suo cuore fu conquistato dall'ideale francescano, che lo spinse a entrare in un convento di Frati Minori. Egli decise di mettere concretamente in pratica l'invito rivolto da Gesù al giovane ricco dei Vangeli, spogliandosi di tutti i propri beni per seguire fedelmente Cristo sulla via della povertà e del Vangelo. Questa prima scelta di radicalità cristiana pose le fondamenta di un cammino spirituale che avrebbe segnato profondamente la storia della Chiesa in terra d'Oriente, aprendo la strada a una vita interamente donata alla missione e alla cura delle anime più bisognose della luce della fede.

L'apostolato missionario in Ucraina e in Russia

Animato da un ardente zelo apostolico, Giacomo si aggregò alla Società dei Frati Pellegrini, un'istituzione formata da Francescani e Domenicani con il preciso obiettivo missionario di recarsi in Ucraina. La Provvidenza lo condusse a Leopoli, una città fondata intorno al anuo 1250, dove fu eletto guardiano del convento locale. Assunse questo delicato incarico in un periodo storico particolarmente difficile, segnato da forti contrasti all'interno della storia ecclesiastica di Leopoli, divisi tra il clero diocesano e i religiosi, nonché tra le comunità cattoliche e ortodosse. Per ben dieci anni svolse inoltre l'impegnativo compito di inquisitore della fede in Rutenia, adempiendo al suo ufficio con instancabile dedizione. Nel pieno della sua maturità spirituale ed ecclesiale, ricevette una nuova e importante missione per predicare la Parola di Cristo in Russia. Qui ottenne un grande successo nella predicazione, tale da meritare la nomina prima a vicario generale e successivamente a vescovo di Halicz, la cui sede vescovile fu in seguito trasferita a Leopoli. Diventò vescovo all'età di cinquantadue anni, ponendo subito mano a un'opera pastorale di vastissimo respiro e operando sempre come vescovo di Halicz appartenente all'Ordine dei Minori, insigne per sollecitudine pastorale e virtù apostoliche.

Il ministero episcopale e l'impegno per i poveri

Una volta assunto il governo della diocesi, Giacomo impiegò tutte le sue forze con straordinario impegno per il bene spirituale e materiale del gregge affidatogli. Costruì chiese nei luoghi più remoti ed eresse nuove parrocchie, curandosi di affidarle a sacerdoti di provate virtù fatti arrivare appositamente dalla Polonia per garantire una guida sicura ai fedeli. La sua generosità non conosceva confini, al punto che devolveva interamente le rendite del vescovado alle necessità dei poveri e al decoro dei luoghi di culto. Si impegnò inoltre attivamente nella costruzione di monasteri, scuole e ospedali, rispondendo ai bisogni concreti della popolazione. Svolgeva il suo ministero visitando ogni comunità a piedi, indossando semplicemente il saio francescano e rifiutando con fermezza qualsiasi onore mondano. Egli fu un luminosa testimonianza di umiltà, capace di coniugare armoniosamente un'intensa attività apostolica con rigide penitenze personali che fortificavano il suo spirito.

La devozione e lo zelo per l'unità della Chiesa

Tutta l'azione pastorale di Giacomo era mossa da una grande fede interiore, che egli traduceva nella trasmissione ardente delle sue devozioni particolari per il Santissimo Sacramento e per la Beata Vergine Maria. La sua profonda pietà mariana lo spinse a inserire la raffigurazione della Vergine nello stemma vescovile, a istituire l'adorazione perpetua e a invitare costantemente i fedeli alla recita quotidiana del Rosario. Il suo grande zelo spirituale produsse un diffuso risveglio religioso nel popolo di Dio. Nel contempo, mantenne sempre una viva indole missionaria nei confronti degli atei e degli ortodossi, coltivando nel profondo del cuore il forte desiderio di ricomporre l'unità dei cristiani. La sua alta autorità morale fu riconosciuta anche dalle istituzioni civili, che lo vollero senatore del Consiglio di Patria. In qualità di senatore, offrì suggerimenti pratici ed efficaci per la saggia amministrazione della città e non esitò a trovarsi a fronteggiare personalmente le pericolose incursioni dei barbari che minacciavano la sicurezza della popolazione.

Il transito, la protezione e la conferma del culto

Dopo una vita spesa senza risparmio per la gloria di Dio e il bene della Chiesa, Giacomo morì il venti ottobre 1409. In virtù dei suoi eccezionali meriti sia civili sia religiosi, fu unanimemente considerato da tutti come protettore, difensore e custode della patria, ricevendo ufficialmente il titolo di protettore del regno. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa dei francescani, indossando come in vita il saio e le insegne vescovili. La fama della sua santità si diffuse rapidamente e vastamente, generando un flusso continuo di pellegrinaggi alla sua tomba, dove ben presto si verificarono numerosi miracoli per sua intercessione. Dieci anni dopo la sua morte, in occasione della riesumazione, il corpo fu trovato incorrotto. La sua memoria rimase viva e il suo culto si estese largamente in Polonia, Lituania e Russia, fino a quando fu ufficialmente confermato da Papa Pio VI l'undici settembre 1790. Oggi le sue sacre reliquie sono venerate nella cattedrale di Leopoli, città che lo riconosce a pieno titolo come uno dei suoi padri fondatori e celesti patroni.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giacomo Strepa?

La memoria liturgica e il culto confermato del Beato Giacomo Strepa si celebrano il venti ottobre.

Di cosa è patrono il Beato Giacomo Strepa?

Il Beato Giacomo Strepa è patrono della Polonia, della Russia, dell'Ucraina e della città di Leopoli.

A Leopoli in Ucraina, beato Giacomo Strepa, vescovo di Halicz, dell’Ordine dei Minori, insigne per sollecitudine pastorale e apostoliche virtù. — Martirologio Romano