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20 ottobre

Sant' Andrea in Crisi (o il Calibita)

Monaco

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita ascetica e il viaggio a Costantinopoli

Nato a Creta nell'ottavo secolo, il santo scelse fin da giovane una rigorosa via di ascesi. La sua dedizione spirituale gli valse l'appellativo di colui che vive in un tugurio, appellativo che aiuta a distinguerlo dall'omonimo Andrea di Gortina, il quale morì verso l'anno 740. Sebbene rimanga il dubbio sul fatto che sia stato stilita in Creta, è certo che visse come monaco o anacoreta. La sua testimonianza si scontrò con il clima di aspre divisioni del tempo, dominato dalla persecuzione dell'imperatore iconoclasta Costantino V Copronimo. Mosso da uno spirito saldo, nel 767 Andrea si recò a Costantinopoli, entrando direttamente nel palazzo di San Mamante dove l'imperatore giudicava quanti veneravano le sante immagini.

Il martirio e la testimonianza della fede

Nel palazzo imperiale, Andrea apostrofò arditamente il sovrano, difendendo la sacralità delle icone come riflesso dell'immagine e somiglianza di Dio fatto uomo. Poiché Costantino non riuscì a confutare il monaco sul piano della dottrina, ordinò che fosse crudelmente flagellato e imprigionato. Condotto nuovamente al cospetto del persecutore il giorno seguente, Andrea rimase irremovibile, rifiutando ogni blandizia e minaccia. Abbandonato alla furia della plebaglia, fu battuto a sangue per le vie della città e trascinato nel Forum Bovis, una piazza che prendeva il nome da un camino bronzeo a forma di bue, tradizionalmente legato al martirio di Antipa. In quel luogo un pescatore gli troncò il piede destro e il santo subì il lincinio. Tali eventi si compirono il 20 ottobre 767, completati dal tragico epilogo riportato nel Martirologio, che ricorda come il corpo sia stato precipitato tra le immondizie dalle mura della città.

Il culto, le reliquie e le fonti storiche

La salma fu gettata in una fossa comune nel cimitero Pelagio, accanto a pagani e assassini. Nottetempo, alcuni fedeli riconobbero miracolosamente i resti e li trafugarono per offrire loro una decorosa sepoltura in un luogo chiamato Krisis, da cui derivò l'appellativo del santo. Intorno alla tomba sorse rapidamente un monastero a lui dedicato, sebbene oggi non si sappia che fine abbiano fatto le sue reliquie dopo la conquista turca di Costantinopoli nel 1453. La memoria di questi eventi ci è giunta attraverso due diverse agiografie pubblicate negli Acta Sanctorum. La prima, anonima e composta poco dopo la morte lontano dalla capitale, si distingue per la sua semplicità e grande attendibilità; la seconda, scritta da Simeone Metafraste, risulta invece meno accettabile a causa delle sue amplificazioni leggendarie.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Andrea in Crisi?

La Chiesa latina celebra la memoria del santo il 17 ottobre. La Chiesa greca lo ricorda il 17, 19 e 20 ottobre, e inoltre il 28 novembre insieme a santo Stefano junior.

A Costantinopoli, sant’Andrea, detto in Crisi o Calibita, monaco e martire, che, nato nell’isola di Creta, più volte fustigato sotto l’imperatore Costantino Copronimo per il culto delle sacre immagini e sottoposto a tortura, morì precipitato tra le immondizie dalle mura della città. — Martirologio Romano