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20 ottobre

Sant' Alderaldo di Troyes

Arcidiacono

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le fonti e le origini

La ricostruzione storica della figura di Sant'Alderaldo si affida a un documento di donazione di Montierender che permette di collocare temporalmente gli elementi leggendari legati al santo. La principale narrazione biografica a lui dedicata si presenta come un panegirico composto da luoghi comuni ed esortazioni, privo di precisazioni storiche, di indizi sulle fonti e di riferimenti all'agiografo. La sua figura riceve tuttavia autorevole riscontro nelle cronache di san Mariano d'Auxerre e di san Pietro di Sens, che ne registrano la memoria. Nato nei pressi di Troyes da una famiglia ricca, Alderaldo compì la sua prima formazione all'interno di un monastero, ponendo le basi per il suo successivo e fecondo cammino di consacrazione nella Chiesa.

Il ministero e le riforme

Inserito profondamente nel tessuto ecclesiale della sua terra, Alderaldo divenne dapprima canonico della chiesa locale di San Pietro. Successivamente, tra il 982 e il 991, il vescovo Manasse lo chiamò al delicato incarico di arcidiacono, ruolo di cui rimane testimonianza nella sua firma autografa conservata in un documento di Montierender. Forte di questa autorevolezza, l'arcidiacono avviò radicali riforme nei monasteri della diocesi di Troyes. Intervenne con decisione in comunità monastiche dove purtroppo si privilegiavano commerci e guadagni anziché la ricerca di una vita autenticamente ascetica.

Il pellegrinaggio e la prova

Spinto da profonda devozione, Sant'Alderaldo partì per un pellegrinaggio in Terra Santa, visitando i luoghi santi della Palestina. Durante il viaggio affrontò prove estreme: fu catturato dai Turchi, che lo sottoposero a sevizie e torture nel tentativo di costringerlo a violare la regola monastica, e riuscì a fuggire dai ceppi dei pirati barbareschi. Anche durante la prigionia presso i Saraceni, egli diede grande lustro alla regola canonica attraverso i suoi ammonimenti e il suo irreprensibile esempio. Mantenne sempre la rigorosa osservanza della regola, resistendo fermamente a ogni pressione e curando in modo particolare la consuetudine del silenzio dopo compieta.

Il ritorno e la fondazione del santuario

Conclusa l'esperienza in Oriente, Alderaldo fece ritorno a Troyes percorrendo la via di terra e recando con sé numerose e insignificanti reliquie, tra cui un prezioso frammento del Santo Sepolcro. Per custodire degnamente tale dono, edificò un santuario a Samblières, località posta a dodici chilometri da Troyes. Intorno al santuario sorse rapidamente un borgo. La gestione liturgica del luogo fu affidata ai monaci cistercensi di Cluny. Il borgo e il monastero mantennero il nome di Santo Sepolcro sino al 1673, anno in cui la denominazione fu mutata in Villacerf. Tra i monaci di questa comunità l'arcidiacono concluse i suoi giorni terreni nel 1002, sebbene altre fonti indichino gli anni 1004 o 1005, ricevendo sepoltura nello stesso anno 1002.

Il culto e la memoria

Il culto in onore di Sant'Alderaldo conobbe una notevole diffusione in tutta la diocesi di Troyes a partire dal tredicesimo secolo. Nel diciassettesimo secolo le sue reliquie furono solennemente trasferite all'interno della chiesa parrocchiale di Villacerf, dove all'inizio del diciannovesimo secolo venne eretto un apposito monumento a sua memoria. Nel Martirologio il santo è ricordato presso Troyes, lungo la Senna, in Francia, e viene espressamente definito arcidiacono, a suggello di una vita interamente donata al servizio di Dio e della Chiesa.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Alderaldo?

La festa di sant'Alderaldo si celebra il 2 ottobre.

Presso Troyes lungo la Senna in Francia, sant’Aderaldo, arcidiacono, che diede lustro alla regola canonica con i suoi ammonimenti e con il suo esempio, anche mentre in Terra Santa era tenuto prigioniero dai Saraceni. — Martirologio Romano