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16 aprile

Beato Gioacchino da Siena

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e ingresso nell'Ordine

Il Beato nacque a Siena nel 1258 e alla nascita gli fu imposto il nome di Chiaramonte. Alcuni biografi del sedicesimo secolo lo descrivono come un discendente della nobile famiglia Pelacani, mentre fonti di epoca più tarda ne ipotizzano la discendenza dalla casata dei Piccolomini. È tuttavia doveroso rilevare che non vi è alcuna traccia delle genealogie Pelacani e Piccolomini all'interno della sua prima biografia. Questa prima testimonianza scritta fu redatta qualche anno dopo la sua morte da un confratello, identificato forse in Lamberto da Prato. Spinto da una profonda e precoce devozione verso la Madre di Dio, Chiaramonte decise di entrare nell'Ordine dei Servi all'età di quattordici anni, abbracciando la condizione di fratello laico. La sua accoglienza richiese l'intervento diretto di san Filippo Benizi, allora priore generale dell'Ordine. Tale ricezione in persona si rese necessaria poiché il giovane non poteva essere ammesso a causa della sua tenera età secondo quanto stabilito dalle Costituzioni dell'Ordine. Nel momento stesso del suo ingresso, gli fu mutato il nome di battesimo in quello di Gioacchino.

La vita conventuale e il mistero della malattia

Gioacchino trascorse quasi tutta la sua vita nel convento di Santa Maria dei Servi a Siena, eccezion fatta per un solo anno trascorso in terra aretina. In quegli anni, il convento di Siena viveva una stagione particolarmente fiorente grazie all'rigorosa osservanza della regola e alla santità di vita dei suoi membri. Tra le mura di quel cenobio dimoravano, a partire dal 1288, il beato Francesco da Siena e, attorno al 1290, san Pellegrino Laziosi. Durante il periodo trascorso nel convento dei Servi di Arezzo, Gioacchino fu protagonista di un evento tramandato dal suo antico biografo. Una notte, trovandosi casualmente in un ospizio accanto a un ammalato di epilessia, e mosso dal desiderio di condividere il dolore dell'infermo, fece offerta di se stesso al Signore affinché il malato potesse guarire e la sua infermità ricadesse sul proprio corpo. L'offerta fu accolta ed egli fu colpito dal mal caduco. L'episodio concretizza pienamente le parole di san Paolo alla comunità dei Galati, riprese con cura dal biografo. Richiamato dai confratelli che erano venuti a conoscenza della sua malattia, Gioacchino fece ritorno al convento di Siena. Nel corso della sua esistenza operò diversi miracoli quando era ancora in vita, distinguendosi costantemente per umiltà servizievole, obbedienza e contemplazione. Alcuni anni dopo l'insorgere dell'epilessia, fu colpito da un'altra grave malattia che produceva piaghe ulcerose in diverse parti del corpo, un dolore che egli scelse di nascondere ai confratelli finché gli fu umanamente possibile. Si spense il sedici aprile 1306, che coincideva con il venerdì in passione et morte Domini, all'età di quarantasette anni.

Memoria artistica e riconoscimento del culto

Cinque anni dopo la sua scomparsa terrena, ebbe inizio la lunga serie di miracoli compiuti da Dio per sua intercessione. Nei resoconti di questi prodigi si fa costante menzione degli ex voto portati al suo sepolcro e della presenza di un altare a lui dedicato, accanto al quale erano state amorevolmente trasferite le sue reliquie. Tra il 1320 e il 1335, un artista senese oggi non identificato scolpì una pregevole predella marmorea destinata al suo sepolcro, nella quale compaiono raffigurati il suo ingresso nell'Ordine e due prodigi compiuti in vita. Nello stesso torno di tempo, tra il 1320 e il 1335, si avvertì la viva necessità di redigere la legenda, forse ad uso liturgico locale, allo scopo di fissare in modo definitivo i tratti della sua santità. Il consiglio generale della Campana del comune di Siena testimoniò ufficialmente la festa del beato e la grande partecipazione popolare in data ventotto marzo 1320. Successivamente, il diciannovesimo giorno di aprile del 1329, lo stesso consiglio generale decretò, su pressante richiesta dei frati, che alla festa del beato dovessero intervenire i Nove, il Podestà, il Capitano del popolo e gli altri ufficiali del Comune. La celebrazione annuale fu stabilita nella chiesa dei Servi il lunedì successivo alla Pasqua. Papa Paolo V approvò formalmente il culto il quattordicesimo giorno di aprile del 1609. Le ossa del beato furono infine riposte nel 1636 all'interno di un'arca di legno, la quale fu collocata al sommo del transetto, a sinistra di chi guarda l'altare maggiore, dove tuttora riposa.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Gioacchino da Siena?

La festa liturgica del beato all'interno dell'Ordine viene celebrata il 3 febbraio, mentre la sua memoria storica e popolare è legata alle antiche disposizioni della comunità senese.

Di cosa è patrono il Beato Gioacchino da Siena?

Il Beato Gioacchino da Siena è particolarmente venerato come protettore contro il mal caduco.

A Siena, beato Gioacchino, religioso dell’Ordine dei Servi di Maria, che rifulse per singolare devozione verso la beata Vergine e adempì i precetti di Cristo portando su du sé gli affanni dei poveri. — Martirologio Romano