16 aprile
Santi Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio e compagni
Martiri di Saragozza
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio e la persecuzione
Il Martyrologium Romanum commemora in data sedici aprile ben tre distinte commemorazioni di santi martiri che subirono la prova suprema a Saragozza durante la persecuzione ordinata dall'imperatore Diocleziano. La morte di questi testimoni avvenne in terra di Spagna nell'anno 304. Il primo gruppo di questa nobile schiera comprende San Ottato insieme a diciassette compagni, i cui nomi sono tramandati con cura dalla tradizione ecclesiale: Luperco, Successo, Marziale, Urbano, Giulia, Quintiliano, Publio, Frontone, Felice, Ceciliano, Evodio, Primitivo, Apodemio e quattro fedeli che portavano tutti il nome di Saturnino. Il secondo gruppo è rappresentato dalla vergine Santa Engrazia, mentre il terzo gruppo comprende i martiri Caio e Crescenzio. Per la vastità della testimonianza offerta in quella terra, l'insieme di questi gloriosi confessori della fede viene talvolta definito con il nome di Innumerevoli Martiri di Saragozza. L'imperatore Diocleziano volle piegare le coscienze, ma San Ottato e i suoi compagni affrontarono torture e uccisioni, sigillando la loro esistenza con un nobile martirio che fu celebrato in versi immortali.
La testimonianza di Santa Engrazia
Tra i protagonisti di questa pagina di storia cristiana, la figura di Santa Engrazia riveste un ruolo di particolare rilievo, essendo il suo nome senza dubbio il più famoso del gruppo. Il poeta Prudenzio, originario di Saragozza e vissuto circa tra il 348 e il 410, compose un inno dedicato ai martiri suoi concittadini elencandone tutti i nomi senza tuttavia specificare il modo esatto in cui furono uccisi. Nello stesso componimento poetico, Prudenzio tratta ampiamente della vergine Santa Encratis, nota come Engrazia, descrivendo dettagliatamente le orribili torture che ella patì durante la persecuzione. Il poeta la definisce giovane veemente per il modo mirabile e coraggioso in cui difese la propria fede davanti ai carnefici. Particolarità della sua vicenda fu il fatto di essere sopravvissuta alle torture, tanto che lo stesso Prudenzio definì la sua casa santuario di una martire vivente, dimora in cui rimase fino alla morte sopraggiunta a causa delle gravi piaghe riportate. Gli storici ritengono probabile che Santa Engrazia abbia subito la persecuzione in un tempo successivo rispetto a San Ottato e che sia vissuta in un'epoca più vicina a quella del poeta Prudenzio.
Il culto e la memoria liturgica
Il culto di Santa Engrazia si diffuse rapidamente in tutta la Spagna e oltre i confini montani dei Pirenei, mentre San Ottato ed i suoi compagni furono venerati in special modo nella chiesa a lei dedicata. Nel corso dell'anno 592 si tenne a Saragozza un importante sinodo diocesano. Durante i lavori di quell'assemblea fu riconsacrato il santuario dedicato alla memoria dei santi martiri e venne redatta una Messa propria, nota come Messa di Santa Engrazia o dei diciotto martiri. La nuova consacrazione di quel luogo santo fu celebrata il giorno tre novembre, data in cui per un certo periodo venne solennemente celebrata la festa di questi santi. Ciononostante, la data del sedici aprile è oggi considerata più consona dal nuovo Martirologio cattolico per fare memoria di questa schiera luminosa di testimoni della fede cristiana.
Il martirio e la testimonianza
La storia dei Santi Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio e dei loro diciassette compagni si inserisce nei giorni cupi della persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano all'inizio del quarto secolo. A Saragozza, la comunità cristiana fu chiamata a una prova suprema, affrontando con fermezza le violenze del potere imperiale. Ottato e i suoi compagni di fede affrontarono il martirio con coraggio, testimoniando fino all'ultimo respiro la propria appartenenza al Signore. Accanto a loro, la figura di Engrazia brilla di una luce particolare: questa vergine, colpita da indicibili torture, sopravvisse inizialmente alle ferite inflitte, rendendo la sua sofferenza un inno silenzioso di fedeltà. Il poeta Prudenzio ha tramandato ai posteri il racconto di queste gesta, descrivendo il dolore e la forza di Engrazia in pagine che hanno segnato la spiritualità iberica. La loro testimonianza non fu un atto solitario, ma un evento corale che coinvolse molti membri della chiesa di Saragozza, uniti nel medesimo sacrificio d'amore. La loro memoria è giunta fino a noi come un monito prezioso, ricordandoci che la libertà dello spirito è un dono che nessuna costrizione umana può spegnere. La devozione verso questi martiri si è radicata profondamente nel suolo spagnolo, estendendosi con vigore anche oltre i Pirenei, dove il culto di Engrazia e dei suoi compagni ha trovato rifugio nei cuori di molti fedeli desiderosi di contemplare la vittoria della vita sulla morte e della grazia sulla violenza.
Il culto e la memoria
Il ricordo dei Santi martiri di Saragozza è stato preservato lungo i secoli dalla pietà popolare e dalla cura della Chiesa. Un momento significativo di questa devozione si compì nell'anno cinquecento novantadue, quando il santuario dedicato ai martiri fu riconsacrato, segno tangibile di una venerazione che non si era mai spenta. Tale evento testimonia come la memoria di Ottato, Engrazia e dei loro compagni sia stata un punto fermo per la comunità locale. La liturgia del Martirologio Romano, fissando la loro commemorazione al sedici aprile, invita l'intera Chiesa universale a unirsi al ricordo dei martiri di Saragozza. Attraverso gli inni di Prudenzio e la solennità dei riti, il loro sacrificio continua a parlare alle coscienze, ricordandoci che il martirio non è un fatto del passato, ma una luce che illumina il cammino presente. La venerazione di questi santi ci esorta a custodire il dono della fede con la medesima determinazione che essi dimostrarono, trovando nel loro esempio la forza necessaria per affrontare le sfide quotidiane, certi che ogni atto di amore offerto a Dio non svanisce nel tempo, ma rimane impresso nell'eternità.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santi Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio e compagni?
La memoria liturgica si celebra il sedici aprile, data stabilita dal Martirologio cattolico, sebbene in passato la festa sia stata celebrata anche il tre novembre in seguito al sinodo di Saragozza.
Di cosa è patrono Santi Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio e compagni?
Le fonti storiche e i dati disponibili non menzionano specifici patronati per questi martiri.
A Saragozza in Spagna, commemorazione dei santi Ottato e diciassette compagni, martiri, che durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano furono sottoposti a tortura e uccisi; il loro nobile martirio fu celebrato in versi da Prudenzio. — Martirologio Romano