19 agosto
Beato Giordano da Pisa (o da Rivalto)
Domenicano
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e formazione
Il beato Giordano nacque probabilmente intorno al mille duecentosessanta, un dato che si collega a un'origine legata o al castello di Rivalto, nella repubblica pisana, in seno alla nobile famiglia Orlandini, oppure alla città di Pisa stessa quale membro della famiglia da Rivalto. Dopo aver completato i primi studi nella celebre università di Parigi, nel mille duecentosettanta fece ritorno a Pisa per abbracciare la vita consacrata tra i figli di san Domenico nel convento di Santa Caterina. Concluso il periodo del tirocinio, approfondì ulteriormente la sua preparazione culturale e spirituale studiando a Pisa, a Bologna e nuovamente a Parigi, dove dimorò stabilmente tra il mille duecentottantacinque e il mille duecentottantotto. Successivamente intraprese lunghi viaggi in molte regioni d'Europa, dedicandosi con pari zelo allo studio e al ministero della predicazione.
Rientrato in patria, fu chiamato a insegnare a Pisa, rivelandosi maestro di profonda dottrina e insigne religioso. La sua attività didattica proseguì nello studio generale di Santa Maria Novella a Firenze, riconosciuto allora come il più importante centro di studi dell'intera provincia romana. Nel mille trecento cinque fu ufficialmente dichiarato lettore primario nel medesimo convento fiorentino. Possedeva conoscenze così vaste che la tradizione popolare tramandava come egli solo sapesse più cose di tutti gli altri religiosi della provincia messi insieme. Aveva letto con attenzione gli autori antichi e possedeva competenze approfondite del greco e dell'ebraico, oltre a una solida familiarità con la filosofia e la teologia. Conosceva perfettamente i libri sacri, mostrando una predilezione particolare per gli scritti di san Paolo, e sapeva a memoria il Breviario, il Messale, gran parte della Sacra Scrittura e la Secunda di san Tommaso d'Aquino.
Il ministero della predicazione e la lingua volgare
Profondamente convinto che la sola scienza non fosse sufficiente alla salvezza, il beato Giordano si dedicò con ogni sforzo al conseguimento delle virtù, divenendo un vero modello di predicatore e facendo ascoltare la sua voce in numerose contrade d'Italia. Nel mille trecentosole si recò forse in Germania per prendere parte al capitolo generale del suo Ordine celebrato a Colonia. La sua attività apostolica era incessante e faticosa, al punto che predicava fino a cinque volte al giorno, spostandosi continuamente tra le chiese e le piazze. Usava iniziare un sermone al mattino all'interno di un edificio sacro, continuarne lo sviluppo a metà giornata sulla pubblica piazza e concluderlo la sera in un'altra chiesa. Il popolo fiorentino, avido di ascoltare la sua parola, lo seguiva fedelmente ovunque senza curarsi dei disagi fisici o climatici, mentre vari uditori raccoglievano i suoi discorsi trascrivendoli direttamente ai piedi del pulpito o redigendone accurati riassunti.
Il suo genere di predicazione era eminentemente apostolico, del tutto privo di sottigliezze e ricercatezze accademiche, fondato su una parola evangelica e popolare che sapeva unire la verità della fede e la profondità teologica a una forma semplice e vigorosa. A lui si deve l'altissimo merito storico e religioso di aver introdotto la purezza espressiva nella lingua volgare, abbandonando l'uso esclusivo del latino per predicare unicamente in italiano secondo un costume nuovo per i pulpiti del tempo. Le sue prediche costituiscono ancora oggi un monumento prezioso della prosa volgare italiana del Trecento, sebbene siano state tramandate e stampate soltanto in parte. Il suo unico interesse spirituale era la sincera conversione delle anime a Dio.
Frutti spirituali e ultimi giorni
Durante una solenne predicazione tenuta davanti a un pubblico numerosissimo, la tradizione riferisce che una croce rossa apparve visibilmente impressa sulla sua fronte, venendo contemplata con stupore da tutti i presenti. L'efficacia della sua predicazione produsse una profonda e autentica trasformazione spirituale nella città di Firenze, inducendo molte persone a rigettare il vizio per abbracciare la virtù. Le donne fiorentine modificarono i loro comportamenti poco modesti adeguandosi prontamente alla decenza cristiana, mentre scomparvero le antiche inimicizie e si registrarono numerose e durature pacificazioni tra le fazioni contrapposte dei Guelfi e dei Ghibellini. Un identico successo spirituale accompagnò successivamente la sua missione nella città di Pisa, dove istituì i Disciplinati e la Confraternita del Santissimo Salvatore, nota come Confraternita del Crocione, la quale esiste tuttora conservando i suoi statuti originari.
Nel corso del suo cammino all'interno dell'Ordine, dovette accettare la carica di predicatore generale e, in seguito, quella di definitore del convento pisano. I superiori progettarono a lungo di affidargli l'incarico di maestro nell'università di Parigi, finché il maestro generale Americo da Piacenza gli ordinò esplicitamente di partire per la Francia per salire sulla cattedra del convento di San Giacomo. Tuttavia, giunto nella città di Piacenza durante il viaggio, fu colto da una grave malattia. Morì a Piacenza il diciannovove agosto mille trecento undici, assistito amorevolmente dallo stesso maestro generale. La sua scomparsa suscitò un immenso dolore nella comunità di Pisa, i cui maggiorenti si recarono appositamente a Piacenza per prendere in consegna il suo corpo. La salma divenne immediatamente oggetto di fervente devozione popolare e la sua tomba si trasformò in meta continua di pellegrinaggi. Nel mille cinquecento ottanta ebbe luogo la prima traslazione delle sue reliquie, alla quale fecero seguito una seconda nel mille seicentottantasei e una terza nel mille settecento ottant cinq. Nel mille ottotento trentatré papa Gregorio XVI approvò formalmente il suo culto, consentendone la celebrazione liturgica per l'Ordine dei Frati Predicatori e per la diocesi di Pisa.
Il cammino di fede
Il cammino spirituale del Beato Giordano da Pisa ha avuto inizio nel 1280, quando ha accolto la chiamata del Signore entrando nell'Ordine dei Domenicani presso la città di Pisa. Da quel momento, la sua vita è stata un continuo pellegrinaggio di studio e missione, che lo ha condotto in centri di cultura e spiritualità fondamentali per l'Europa di quel tempo, come Parigi, Bologna e Colonia. In questi luoghi, egli ha approfondito la conoscenza delle Scritture e della teologia, forgiando uno spirito pronto a servire la Chiesa con intelligenza e dedizione.
Il momento culminante del suo ministero si è manifestato nel 1305, quando è stato nominato lettore primario presso il convento di Santa Maria Novella a Firenze. Da quella cattedra, Giordano non si è limitato a trasmettere dottrina, ma ha saputo parlare al cuore del popolo. La sua scelta di predicare in lingua volgare ha segnato una svolta significativa, poiché ha permesso alla luce della fede di illuminare la vita quotidiana dei fedeli, superando le barriere linguistiche e culturali. La sua parola, chiara e incisiva, ha guidato molte anime lungo il sentiero della conversione e della carità fraterna. Oltre alla predicazione, ha manifestato una profonda attenzione per il laicato, fondando a Pisa la Confraternita del Santissimo Salvatore, un'istituzione nata per sostenere la devozione e la vita comunitaria dei fedeli. Il suo pellegrinaggio terreno si è concluso a Piacenza, il 19 agosto 1311, lasciando dietro di sé una scia di sapienza e di umile servizio che ancora oggi interpella chiunque desideri seguire le orme del Signore con sincerità di cuore.
Il culto e la memoria
La figura del Beato Giordano da Pisa ha trovato un riconoscimento solenne nel 1833, quando Papa Gregorio Sedicesimo ne ha confermato il culto, elevandolo agli onori degli altari. Questo atto ha sancito ufficialmente la santità di un uomo che aveva fatto della predicazione il suo strumento principale di evangelizzazione. La sua eredità spirituale è custodita con cura particolare all'interno dell'Ordine dei Frati Predicatori, che ne celebra la memoria liturgica il 6 marzo, data condivisa dalla diocesi di Pisa, che lo venera come un figlio illustre e un maestro di vita cristiana.
La memoria del Beato Giordano non è soltanto un ricordo del passato, ma un invito costante a riscoprire la bellezza della Parola di Dio predicata con semplicità e rigore teologico. I fedeli che si rivolgono a lui trovano nel suo esempio un sostegno per la propria preghiera e un modello di dedizione al bene comune. La sua vita, trascorsa tra lo studio e l'annuncio, rimane una testimonianza eloquente di come la fede possa trasformarsi in cultura e carità, divenendo nutrimento per le generazioni che si succedono nel tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Giordano da Pisa?
La memoria liturgica del beato Giordano da Pisa si celebra il diciannovove agosto, mentre la sua festa è consentita il sei marzo per l'Ordine dei Frati Predicatori e per la diocesi di Pisa.
A Piacenza, beato Giordano da Pisa, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che spiegava al popolo in lingua volgare alti concetti con grande semplicità. — Martirologio Romano