19 agosto
San Sisto III
Papa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il pontificato e la difesa della fede
Sisto III era un presule di matrice romana che salì al soglio pontificio il trentuno luglio del quattrocentotrentadue, durante il quinto secolo. Il suo ministero petrino si svolse nel contesto storico del tramonto dell'Impero Romano d'Occidente e fu segnato da due questioni fondamentali per l'epoca cristiana. La prima grande impresa fu la riuscita nell'imporre le conclusioni del Concilio di Efeso. Grazie alla sua guida spirituale, il papa ricompose in seno a Santa Romana Chiesa i dissapori e le filosofie teologali sorte in Medio Oriente e guidate dal patriarca Giovanni di Antiochia. Tale patriarca aveva palesemente appoggiato le eresie nestoriane e pelagiane, lacerando la comunione ecclesiale. Superando queste divisioni, Sisto III riuscì a reimporre il dogma della Santa Trinità. Sempre attraverso il verbo e lo Spirito Santo, impose la maternità di Maria quale Madre di Dio. Il suo impegno per la riconciliazione si estese anche al di fuori delle singole diocesi, poiché ricompose i dissensi tra il patriarcato di Antiochia e quello di Alessandria.
Le opere a Roma e la memoria liturgica
La seconda questione che caratterizzò il papato di Sisto III fu l'abbondanza di ricchezze distribuite per la costruzione di nuove chiese romane. Tra queste opere, promosse in particolar modo la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Maggiore in Trastevere, che era stata distrutta dalla sommossa per l'elezione di papa Damaso. Nella città di Roma, inoltre, consegnò al popolo di Dio la basilica di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino. A questa insigne basilica furono destinati doni preziosi per il culto. Alla chiesa di Santa Maria Maggiore fu dedicato un calice d'oro del peso di cinquanta libbre. Furono dedicate lamine d'argento per il rivestimento dell'altare per un peso di trecento libbre. Fu dedicata una fonte battesimale sormontata da un cervo d'argento del peso di trenta libbre, dalla cui bocca sgorgava acqua di fonte. Infine, fu dedicato un tabernacolo d'argento da cinquecentonodici libbre, donato specialmente dall'imperatore Valentiniano III. Sisto III fu proclamato santo per le sue qualità umane e pastorali. Morì il diciannove agosto del quattrocentoquaranta. Fu sepolto a San Lorenzo fuori le mura a Roma, e secondo il Martirologio, la sua deposizione avvenne a Roma sulla via Tiburtina presso San Lorenzo.
Il ministero apostolico
Nato a Roma e chiamato al soglio pontificio in un'epoca segnata da aspri confronti teologici, San Sisto Terzo si distinse per la sua capacità di mediazione e per il rigore dottrinale. Il suo primo grande compito fu quello di sanare le ferite aperte tra le comunità di Antiochia e di Alessandria, favorendo una ricomposizione pacifica che mirava a preservare l'unità della Chiesa universale. In questo contesto, egli non esitò a confermare e imporre le conclusioni del Concilio di Efeso, assicurando che il dogma della maternità divina di Maria fosse accolto con chiarezza e devozione in tutto l'Occidente.
La sua cura per la casa di Dio si manifestò in modo straordinario attraverso la promozione di una vasta attività edilizia nella città di Roma. Egli comprese che la bellezza delle forme architettoniche poteva elevare lo spirito dei fedeli, trasformando la città in un riflesso della gloria celeste. La consacrazione della basilica di Santa Maria Maggiore sull'Esquilino rappresenta il culmine di questo impegno, un atto che ha segnato profondamente la devozione mariana nella storia della Chiesa. Il suo operato, che si concluse con la morte avvenuta a Roma nel quattrocentoquaranta, riflette l'immagine di un pastore che ha saputo coniugare la fermezza del governo con una spiccata sensibilità per il decoro del culto divino. Riconosciuto santo per acclamazione, egli rimane un esempio di dedizione al bene comune della Chiesa e di amore per la bellezza che conduce al Creatore.
Il culto
La venerazione per San Sisto Terzo è radicata nella memoria della Chiesa di Roma, città che egli ha servito e arricchito con la sua solerte attività costruttiva. Il riconoscimento della sua santità, avvenuto per acclamazione, testimonia il profondo legame che il popolo cristiano strinse con la figura di questo vescovo, percepito come un custode fedele della tradizione apostolica e un restauratore dei luoghi di culto. La sua memoria liturgica, che ricorre il diciannove agosto, invita i fedeli a fare tesoro degli insegnamenti di unità e di preghiera che egli ha seminato durante il suo pontificato. La presenza della basilica di Santa Maria Maggiore rimane, ancora oggi, il segno più vivo della sua eredità spirituale, un invito costante a contemplare il mistero dell'Incarnazione che egli ha difeso con tanta determinazione.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Sisto III?
La memoria liturgica di San Sisto III si celebra il diciannove agosto.
A Roma sulla via Tiburtina presso San Lorenzo, deposizione di san Sisto III, papa, che ricompose i dissensi tra il patriarcato di Antiochia e quello di Alessandria e nella città di Roma consegnò al popolo di Dio la basilica di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino. — Martirologio Romano