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mercoledì 19 agosto 2026 · Santo del giorno

San Giovanni Eudes

Sacerdote

San Giovanni Eudes

San Giovanni Eudes nacque nel diciassettesimo secolo, precisamente il quattordici novembre millenseicentouno, nel villaggio francese di Ri. Proveniente da una nobile casata normanna nota come Eudes de Mézeray, crebbe avendo accanto un fratello minore di nome Francesco, il quale sarebbe in seguito diventato storico di corte. Dopo aver compiuto i primi studi, fu accolto a Parigi nella Congregazione dell'oratorio, istituzione creata nel millenseicentoundici dal sacerdote e futuro cardinale Pietro de Bérulle con il compito specifico di formare buoni predicatori. Ordinato sacerdote nel millenseicentoventicinque, fu mandato nella sua Normandia nativa, stabilendosi a Caen, dove la sua esistenza si intrecciò profondamente con le urgenze spirituali e materiali del suo tempo travagliato. In quel contesto di sofferenza e smarrimento, egli seppe farsi instancabile servitore del Vangelo, dedicandosi per molti anni alla predicazione nelle parrocchie e rispondendo alle necessità spirituali dei fedeli attraverso cicli di missioni itineranti che toccarono profondamente il nord della Francia.

Il suo cammino si svolse sullo sfondo di un'epoca segnata da gravissime difficoltà storiche, tra cui la guerra dei Trent'anni, la fame e le devastazioni che piegavano la popolazione rurale, oltre a una profonda crisi della pratica religiosa cattolica acuita dalle precedenti guerre di religione e dall'avanzata del movimento giansenista, caratterizzato da una religiosità severa che ispirava timore piuttosto che fiducia. Di fronte a un clero francese spesso scadente, apatico e segnato dall'ignoranza, il sacerdote si convinse che la priorità assoluta fosse il rinnovamento dei pastori della Chiesa. Non avendo ottenuto da Parigi l'appoggio sperato per promuovere tale sforzo tramite l'Oratorio, nel millenseicentoquarantatre fondò la Congregazione di Gesù e Maria, i cui membri, legati dal voto di obbedienza e chiamati Eudisti, avevano lo scopo di tenere missioni al popolo e soprattutto di aprire e dirigere seminari per la formazione spirituale dei futuri sacerdoti. Accanto a questa grande opera per il clero, diede vita alle monache di Nostra Signora della Carità per la riabilitazione delle donne vittime di sfruttatori, e incrementò moltissimo la devozione verso i sacri Cuori di Gesù e di Maria, simboli dell'amore incessante di Dio. La sua vita terrena si concluse piamente nel Signore a Caen il diciannove agosto millenseicentottanta, lasciando un'eredità spirituale che fu riconosciuta dalla Chiesa con la beatificazione proclamata da Pio X nel millenovecentonove e la canonizzazione celebrata nel millenovecentoventicinque da Pio XI.

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Gli altri santi di oggi

San Sisto III

Papa

San Sisto III è stato un presule di matrice romana, eletto al soglio pontificio il trentuno luglio del quattrocentotrentadue. Il suo papato si colloca nel quinto secolo, durante il delicato tramonto dell'Impero Romano d'Occidente, e viene ricordato per due questioni fondamentali per l'epoca cristiana. La prima questione fu la riuscita nell'imporre le conclusioni del Concilio di Efeso, attraverso cui ricompose in seno a Santa Romana Chiesa i dissapori e le filosofie teologali sorte in Medio Oriente e guidate dal patriarca Giovanni di Antiochia, il quale aveva palesemente appoggiato le eresie nestoriane e pelagiane. In questo modo, il pontefice riuscì a reimporre il dogma della Santa Trinità e, attraverso il verbo e lo Spirito Santo, impose la maternità di Maria quale Madre di Dio, riuscendo inoltre a ricomporre i dissensi tra il patriarcato di Antiochia e quello di Alessandria.

La seconda questione del papato fu l'abbondanza di ricchezze distribuite per la costruzione e l'ornamento di nuove chiese romane, segno tangibile della sua sollecitudine pastorale. San Sisto III morì il diciannovescimo giorno di agosto del quattrocentoquaranta. Fu proclamato santo per le sue qualità, lasciando un ricordo profondo nella comunità cristiana di Roma, dove consegnò al popolo di Dio la basilica di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino. Secondo il Martirologio, la sua deposizione avvenne a Roma sulla via Tiburtina presso San Lorenzo, e infatti fu sepolto a San Lorenzo fuori le mura a Roma.

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Sant' Ezechiele Moreno y Diaz

Sant' Ezechiele Moreno y Diaz, vissuto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, è una figura luminosa di pastore che ha attraversato confini geografici e culturali per annunciare il Vangelo. Nato ad Alfaro, in Spagna, nel 1848, egli ha consacrato la propria esistenza al servizio della Chiesa, vivendo un ministero itinerante che lo ha condotto dalle Filippine, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1871, fino alle terre della Colombia. La sua vita è stata un incessante cammino di dedizione, segnato da una profonda obbedienza alla volontà divina e da una sollecitudine instancabile per le anime affidate alla sua cura pastorale.

Egli è ricordato oggi come un instancabile servitore della fede, capace di incarnare la missione episcopale con spirito di sacrificio e umiltà. Dopo essere stato nominato vicario apostolico di Casanare nel 1893 e successivamente vescovo di Pasto nel 1895, ha speso le sue ultime energie per il bene del popolo colombiano. Rientrato in Spagna nel 1905 a causa del declino della salute, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno a Monteagudo nel 1906. Canonizzato da San Giovanni Paolo II nel 1992, la sua memoria continua a ispirare quanti cercano nel ministero dei vescovi un segno tangibile della carità di Cristo.

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San Bertolfo

Abate

San Bertolfo fu una figura luminosa del settimo secolo, un uomo che dedicò interamente la propria esistenza alla ricerca di Dio attraverso la vita monastica. Entrato nel monastero di Luxeuil sotto la guida dell'abate Eustasio, egli seppe assimilare profondamente la spiritualità del tempo, preparandosi a compiti di grande responsabilità. Il suo cammino lo condusse successivamente a Bobbio, dove fu chiamato a succedere a sant'Attala nel governo dell'abbazia. La sua opera si distinse per la sapienza con cui guidò la comunità monastica, consolidando l'autonomia del cenobio e presiedendo alla crescita spirituale e materiale dei suoi fratelli per circa tredici anni.

Il ricordo di San Bertolfo rimane strettamente legato alla storia dell'abbazia di Bobbio, luogo in cui concluse i suoi giorni nell'anno seicentotrentanove. Egli è ricordato per la fermezza nel difendere la libertà del monastero, avendo ottenuto nel seicentoventotto da Papa Onorio il privilegio dell'immunità dalla giurisdizione vescovile. La sua memoria è custodita con devozione, segno di una fedeltà che ha attraversato i secoli. Attraverso il suo esempio, siamo invitati a riscoprire il valore del servizio umile e costante, vissuto nell'obbedienza alla volontà divina e nella cura premurosa per la propria comunità.

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Beato Ugo Green

Sacerdote e martire

Il Beato Ugo Green visse nel corso del diciassettesimo secolo, segnando la sua esistenza con la fedeltà al Vangelo e il sigillo del martirio. Nato a Londra intorno al 1584 da genitori protestanti, compì i suoi studi presso il Saint-Peter's College di Cambridge, dove maturò il cammino spirituale che lo condusse alla conversione alla fede cattolica e al desiderio di servire la Chiesa come sacerdote.

Egli è ricordato per il generoso ministero svolto in Inghilterra per trent'anni sotto nome fittizio e per la testimonianza suprema offerta a Dorchester il diciannove agosto 1642. Beatificato da Pio XI il quindici dicembre 1929 insieme a numerosi compagni d'fede, la Chiesa ne custodisce la memoria liturgica nel giorno della sua nascita al cielo.

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Beato Guerrico di Igny

Abate

Il Beato Guerrico di Igny nacque a Tournai, in Francia, intorno al 1080, benché alcune stime collochino la sua nascita verso il millecentosettanta. Visse nel dodicesimo secolo, distinguendosi come abate e vero discepolo di san Bernardo, ed è ricordato per la sua intensa produzione spirituale che lo colloca tra i migliori scrittori del Medioevo. La sua esistenza si divise tra l'insegnamento teologico e la ricerca del silenzio claustrale, fino alla guida del monastero di Igny.

La sua memoria liturgica si celebra il diciannovesimo giorno di agosto, data in cui compì il suo transito terreno nel millecentocinquantasette. Il culto a lui tributato fu formalmente approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti nel mille ottocento ottantanove, e le sue reliquie sono custodite nell'abbazia di Igny, oggi abitata da monache cistercensi.

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San Giulio di Roma

Martire

Nel corso del secondo secolo, la figura di San Giulio emerge attraverso le fonti agiografiche e storiche legate alle persecuzioni della Chiesa antica. Il suo nome compare nella passio dei martiri Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, all'interno di una narrazione che intreccia la conversione personale, la testimonianza della fede e il sacrificio estremo. Senatore romano, Giulio accolse il messaggio cristiano e offrì tutti i suoi beni ai poveri, ricevendo il Battesimo insieme alla sua famiglia per mano del prete Rufino. Da quel momento, orientò la propria esistenza alla diffusione delle verità cristiane, fino a subire il giudizio dell'imperatore Commodo e il martirio per mano del generale Vitellio. Il suo corpo, raccolto dai compagni, fu sepolto nel cimitero di Calepodio il diciannovesimo giorno di agosto.

Nel corso dei secoli successivi, la memoria di questo martire è stata oggetto di studi, approfondimenti e complesse valutazioni storiografiche. Il cardinale Cesare Baronio inserì la commemorazione del senatore Giulio nel Martirologio Romano alla data del diciannovesimo giorno di agosto, traendone l'elogio dalla passio tramandata. Mentre alcuni studiosi, tra cui i bollandisti recenti, hanno espresso dubbi sull'autenticità degli Atti, altri agiografi come Giovanni Battista Du Sollier hanno discusso l'attendibilità dei documenti e il ritrovamento di reliquie a Roma. La tradizione ricorda inoltre la presunta traslazione delle reliquie in Spagna, documentata da fonti che testimoniano la profonda devozione riservata al martire attraverso le generazioni.

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Santa Sara

Moglie di Abramo

Santa Sara, sposa fedele del patriarca Abramo, figura nel cuore della storia della salvezza come la madre che ha accolto la promessa di Dio nella propria esistenza. Nata a Ur, ha attraversato le terre di Canaan, Gerar ed Ebron, accompagnando il cammino del suo sposo in un percorso segnato da prove profonde e da un misterioso disegno divino. La sua vita non fu esente da tribolazioni, essendo stata sottratta alla protezione del marito sia dal faraone che da Abimelec, in momenti di grande vulnerabilità durante il pellegrinaggio del popolo eletto.

Santa Sara è ricordata soprattutto per il dono prodigioso della maternità, giunto in età avanzata. Nonostante il peso degli anni, ella concepì miracolosamente il figlio Isacco all'età di novanta anni, divenendo madre per grazia divina. La sua figura è segnata anche da scelte umane complesse, come quando offrì la sua schiava Agar ad Abramo, per poi esigere, in seguito, l'allontanamento di quest'ultima insieme al figlio Ismaele. Il cambio del suo nome, da Sarai a Sara, sancì il compimento del patto tra il Signore e la sua famiglia, elevandola a madre di un popolo destinato a benedire l'umanità intera.

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San Ludovico d'Angiò (di Tolosa)

Vescovo

San Ludovico d'Angiò nacque nel febbraio del 1274 e visse appena ventitré anni, consumando la sua breve esistenza tra la preghiera fervente, la carità operosa e la scelta radicale della povertà evangelica. Appartenente alla potente dinastia angioina, rinunciò ai diritti regali sul trono di Napoli e sulle contee di Angiò e di Provenza per abbracciare la vita religiosa e servire la Chiesa come vescovo di Tolosa, unendo la giovinezza dello spirito a una straordinaria maturità di virtù.

Egli è ricordato soprattutto per la sua dedizione ai poveri, il rifiuto di ogni vanità mondana e l'adesione profonda agli ideali di San Francesco, affrontando la malattia e le fatiche del ministero con esemplare fortezza. Le sue spoglie mortali, custodite prima a Marsiglia e poi nella cattedrale di Valencia, continuano a testimoniare la luce di una vita spesa interamente nell'amore di Dio e del prossimo.

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Beato Giordano da Pisa (o da Rivalto)

Domenicano

Il beato Giordano da Pisa, sacerdote dell'Ordine dei Frati Predicatori vissuto tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo, rifulse come uno dei più insigni maestri della parola e della scienza teologica del suo tempo. Nato a Rivalto oppure nella stessa città di Pisa, entrò giovanissimo nel convento domenicano di Santa Caterina, compiendo un rigoroso percorso di studi che lo portò a Parigi, a Bologna e nei principali centri culturali d'Europa. Profondo filosofo e teologo dalla memoria prodigiosa, unì a una vasta erudizione biblica e linguistica un impegno costante nella ricerca della virtù e della perfezione cristiana. La sua esistenza fu interamente spesa al servizio della predicazione itinerante, condotta con uno stile apostolico vigoroso e popolare che rinunciò al latino per adottare la lingua volgare, segnando profondamente le origini della prosa italiana.

Ricordato per la straordinaria efficacia spirituale dei suoi sermoni, capaci di operare profonde conversioni, pacificazioni civili e un rinnovamento dei costumi a Firenze e a Pisa, il beato Giordano lasciò un segno indelebile nella Chiesa e nella società del Trecento. Fondatore di confraternite e instancabile annunciatore del Vangelo fino al giorno della sua pia transizione avvenuta a Piacenza, fu oggetto di immediata devozione popolare. Il suo culto liturgico venne solennemente confermato da papa Gregorio XVI nel diciottesimo secolo, consacrandone la memoria spirituale per l'Ordine domenicano e per le comunità cristiane che ne custodiscono l'eredità.

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Beati Ludovico Flores e Pietro de Zuñiga, sacerdoti religiosi, e 13 compagni marinai

Martiri

I beati Ludovico Flores, Pietro de Zuñiga e i loro tredici compagni marinai rappresentano una luminosa testimonianza di fede vissuta fino all'estremo sacrificio nel corso del diciassettesimo secolo. Questi uomini, giunti da terre lontane come Anversa e Siviglia o convertitisi al cristianesimo in terra giapponese, hanno intrecciato i loro cammini nel nome del Vangelo, dedicando la propria esistenza alla missione evangelizzatrice in Oriente. Il loro percorso, segnato da viaggi attraverso il Messico e le Filippine, è culminato nella dedizione totale a Cristo sulle coste del Giappone.

Il ricordo di questi martiri rimane vivo nella memoria della Chiesa, che li celebra per la fermezza dimostrata dinanzi alla persecuzione e alla morte. Catturati da corsari inglesi mentre tentavano di raggiungere il Giappone per portare il conforto della fede, subirono la prigionia a Firando e il martirio mediante il rogo a Nagasaki nel 1622. La loro testimonianza, solennemente riconosciuta dalla Chiesa con la beatificazione per mano di Papa Pio Nono nel 1867, ci ricorda come la fedeltà al Signore superi ogni confine geografico e ogni umana avversità, illuminando ancora oggi il cammino dei credenti.

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San Magno

Venerato a Cuneo

San Magno è una figura luminosa e profondamente radicata nella devozione delle Alpi piemontesi, celebrato come un testimone della fede che ha donato la propria vita per annunciare il Vangelo. La tradizione lo venera come un soldato della Legione Tebea, giunto in queste terre impervie non per portare la guerra, ma per recare il messaggio di salvezza tra le genti di montagna. Il suo sacrificio, avvenuto nel luogo che oggi accoglie il celebre santuario a lui intitolato, lo ha reso un punto di riferimento spirituale per generazioni di fedeli, che vedono in lui un protettore fedele e un intercessore potente presso Dio.

La memoria di San Magno trascende i secoli, unendo la storia locale a un respiro universale. La sua figura è talvolta accostata a quella di San Magno di Fussen, in un intreccio di devozioni che sottolinea il suo ruolo di evangelizzatore infaticabile. Ancora oggi, la sua ricorrenza richiama numerosi pellegrini verso Castelmagno, dove il ricordo del martirio si rinnova nella preghiera. Egli è invocato con fiducia come custode delle campagne e degli animali, segno di una santità che si fa vicina alle necessità quotidiane del lavoro e della vita rurale, proteggendo ciò che è essenziale per il sostentamento e per la vita dell'uomo.

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San Bartolomeo di Simeri

Eremita, fondatore e abate

San Bartolomeo di Simeri visse nel corso dell'undicesimo secolo in Calabria, distinguendosi come sacerdote, abate ed eremita di profonda santità. Nato a Semeri, nel catanzaro, con il nome di Basilio da Giorgio ed Elena, fu consacrato a Dio fin dalla giovinezza e scelse la via della rigorosa ascesi prima tra i monti della Sila e poi fondando celebri cenobi. La sua opera fu fondamentale per la rinascita spirituale e culturale del monachesimo italo-greco, attraverso l'istituzione del monastero del Patirion e del celebre scriptorium.

Egli è ricordato soprattutto per la straordinaria sapienza teologica, per l'amore verso le Sacre Scritture e per la difesa della fede che lo portò a compiere prodigi prodigiosi, come la colonna di fuoco apparsa durante la celebrazione eucaristica a Messina. Nonostante la sua grandezza e la fondazione di monasteri influenti tra la Calabria e la Sicilia, la sua memoria si è in parte perduta nel tempo, sebbene il suo culto persista nell'abbazia di rito greco di Grottaferrata e nella ricorrenza liturgica fissata al diciannove agosto.

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San Sebaldo (Sinibaldo)

Eremita

San Sebaldo, vissuto tra il decimo e l'undicesimo secolo, è una figura luminosa di eremita che ha consacrato la propria esistenza alla solitudine e alla preghiera nelle terre della Franconia. La sua memoria è indissolubilmente legata alla città di Norimberga, dove il suo spirito di contemplazione ha lasciato un segno profondo nella comunità cristiana. Egli incarna la vocazione di chi sceglie il silenzio del deserto interiore come via privilegiata per cercare Dio, offrendo ai contemporanei e ai posteri una testimonianza di dedizione assoluta che trascende il tempo.

La memoria di San Sebaldo è tramandata attraverso la cura devota delle sue spoglie e il riconoscimento solenne della Chiesa. Egli è oggi venerato come patrono di Norimberga, città che ne custodisce le reliquie e ne celebra la santità. Il suo culto, documentato fin dall'anno millecentosettantadue, attesta quanto sia radicata la venerazione per questo eremita nel cuore del popolo. La sua vita, sebbene avvolta nella sobrietà tipica di chi vive per il Signore, continua a richiamare i fedeli alla riscoperta dell'essenziale e alla fiducia nella protezione dei santi.

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Beate Elvira della Natività della Nostra Signora Torrentallé Paraire e 8 compagne

Vergini e martiri

La Beata Elvira della Natività della Nostra Signora Torrentallé Paraire e le sue otto compagne rappresentano una luminosa testimonianza di fedeltà cristiana nel turbolento scenario del ventesimo secolo. Queste religiose, appartenenti alla famiglia delle Suore Carmelitane della Carità, offrirono la propria vita in un atto di suprema dedizione, sigillando con il sangue la loro consacrazione a Dio. Il loro cammino terreno, sebbene segnato da una conclusione drammatica, risplende oggi come esempio di perseveranza nella fede e nell'amore per il Signore, anche di fronte alla prova estrema della persecuzione.

La memoria di queste nove martiri è custodita con profonda devozione dalla Chiesa, che ne onora il sacrificio avvenuto nel mese di agosto del millenovecentotrentasei. Ricordarle significa ripercorrere un capitolo di storia vissuto con umiltà e coraggio, in cui la testimonianza del Vangelo è stata resa manifesta attraverso la donazione totale di sé. La loro causa di beatificazione, avviata a Roma nella metà del secolo scorso, ha portato al riconoscimento ufficiale della loro testimonianza, permettendo ai fedeli di invocare la loro intercessione e di trarre ispirazione dalla loro costante adesione alla volontà divina.

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Beati Martiri Spagnoli Lasalliani di Ciudad Real

Beatificati nel 2007

Nel corso del ventesimo secolo, precisamente nel doloroso frangente storico del mille novecento trentasei, la terra di Spagna fu teatro di una aspra persecuzione religiosa. In quel tempo di prova, che nella diocesi di Ciudad Real vide la distruzione di chiese e l'uccisione di numerosi sacerdoti, si compì la luminosa testimonianza dei Beati Martiri Spagnoli Lasalliani. Cinque religiosi appartenenti all'istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dediti all'educazione della gioventù in una piccola scuola della località di Santa Cruz de Mudela, affrontarono la persecuzione con saldo coraggio cristiano. Essi offrirono la vita per la fede, suggellando il proprio cammino di consacrazione con il martirio nel mese di agosto del medesimo anno.

La memoria liturgica di questi martiri è fissata al diciannove agosto. La loro beatificazione, solennemente celebrata il ventotto ottobre duemila sette, corona un iter processionale avviato dalla Curia di Ciudad Real e concluso dal Decreto sul martirio promulgato da Papa Benedetto XVI. Essi rappresentano non soltanto la fedeltà radicale al Vangelo, ma anche il sostegno fraterno offerto ai compagni di prigionia durante i giorni oscuri della cattività. La Chiesa ne custodisce il ricordo come esempio di mitezza, fortezza e carità operosa anche di fronte alla violenza estrema.

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San Magino di Tarragona

Martire

Nel territorio di Tarragona in Spagna, san Magìno, martire.

San Donato di Sisteron

Eremita

Nel territorio di Sisteron in Francia, san Donato, sacerdote, che si ritiene abbia condotto per molti anni vita anacoretica.

Sant' Italo

Martire

San Bernardo

Venerato a Candeleda

Beato Leone II

Abate di Cava

Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, beato Leone II, abate.

Beato Angelo da Acquapagana

Ad Acquapagana nelle Marche, beato Angelo, eremita dell’Ordine Camaldolese.

Sant' Andrea il Tribuno e Compagni

Soldati martiri

In Cilicia, nell’odierna Turchia, sant’Andrea tribuno e compagni soldati, che, come si tramanda, ottenuta per aiuto divino la vittoria sui Persiani, si convertirono alla fede di Cristo e, accusati per questo crimine, furono trucidati sotto l’imperatore Massimiano nelle gole del monte Tauro dall’esercito del governatore Seleuco.

San Timoteo di Gaza

Martire

A Gaza in Palestina, san Timoteo, martire, che durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, sotto il governatore Urbano, superati molti supplizi, fu infine bruciato a fuoco lento.

Beato Tommaso Sitjar Fortiá

Sacerdote gesuita, martire

Nella città di Gandía nello stesso territorio, beato Tommaso Sitjar Fortiá, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che nella medesima persecuzione sparse per Cristo il suo sangue.

San Magno di Anagni (o da Trani)

Vescovo e martire

A Ceccano nel Lazio, san Magno, martire.

Beato Francesco Ibanez Ibanez

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Llosa de Ranes nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beato Francesco Ibáñez Ibáñez, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione contro la fede, terminò la sua vita in adesione a Cristo fino alla morte.

Beato Michele Soriano

Mercedario

Beato Felice Gonzalez Bustos

Sacerdote e martire

Beato Pietro Buitrago Morales

Sacerdote e martire

Beato Giusto Arevalo Mora

Sacerdote e martire

Beato Agapito León (Remigio Olalla Aldea)

Religioso lasalliano, martire

Beato Josafat Roque (Urbano Corral González)

Religioso lasalliano, martire

Beato Julio Alfonso (Valeriano Ruíz Peral)

Religioso lasalliano, martire

Beato Dámaso Luis (Antolín Martínez Martínez)

Religioso lasalliano, martire

Beato Ladislao Luis (Isidro Muñoz Antolín)

Religioso lasalliano, martire

Beato Damián Gómez Jiménez

Sacerdote e martire

Beato Gregorio Martos Muñoz

Sacerdote e martire

San Rufino

Venerato a Mantova

San Credano di Evesham

Abate

Dal Martirologio Romano

San Giovanni Eudes, sacerdote, che si dedicò per molti anni alla predicazione nelle parrocchie e fondò poi la Congregazione di Gesù e Maria per la formazione dei sacerdoti nei seminari e quella delle monache di Nostra Signora della Carità per confermare nella vita cristiana le donne penitenti; incrementò moltissimo la devozione verso i sacri Cuori di Gesù e di Maria, finché a Caen nella Normandia in Francia si addormentò piamente nel Signore. — Martirologio Romano