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19 agosto

San Ludovico d'Angiò (di Tolosa)

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza tra Provenza e Italia

La vita del santo è durata appena ventitré anni e il titolo d'Angiò deriva dalla dinastia angioina, fondata alla fine del secolo nono da Folco il Rosso, signore della antica contea di Angiò. Nel 1234 la contea di Angiò fu annessa alla Francia dal re san Luigi IX, vissuto tra il 1214 e il 1270. Nel 1246 la contea di Angiò fu assegnata dal re al fratello Carlo, Carlo I, vissuto tra il 1226 e il 1285. Carlo I allargò la dinastia oltre i confini francesi ottenendo vasti domini in Italia. Papa Clemente IV, di nazionalità francese, chiamò Carlo I a contrapporsi alla Casata degli Svevi. Carlo I sconfisse Corradino di Svevia, ultimo discendente della Casata degli Svevi, vissuto tra il 1252 e il 1268. Dopo la sconfitta di Corradino, Carlo I divenne il signore assoluto di tutto il Meridione d'Italia. Carlo II, figlio primogenito di Carlo I, sposò Maria, figlia ed erede del re Stefano IV d'Ungheria. Carlo II visse tra il 1248 e il 1309. Ludovico nacque nel febbraio del 1274 come secondogenito di Carlo II e Maria, e nacque a Brignoles in Provenza secondo alcuni studiosi, mentre secondo altri studiosi nacque nel castello di Nocera in provincia di Salerno. La nascita a Nocera era possibile perché il padre Carlo II, detto lo Zoppo, era all'epoca sia principe di Salerno sia governatore della Provenza. Ludovico crebbe insieme a numerosi fratelli e sorelle, e la madre educò cristianamente i figli. Il padre Carlo II si preoccupò di scegliere validi educatori nelle arti liberali e nelle scienze teologiche e filosofiche per i figli. La fanciullezza di Ludovico trascorse in grande serenità tra preghiera, studio, svaghi con i fratelli e passeggiate nei parchi dei castelli di famiglia in Provenza e in Italia. Ludovico si adoperò per aiutare i bisognosi sottraendo cibo dalle cucine per i poveri affamati.

La cattività in Catalogna e la vocazione

Il 5 luglio 1284 il padre Carlo II d'Angiò fu fatto prigioniero da Alfonso III d'Aragona durante una battaglia navale nelle acque di Napoli. La cattura avvenne nell'ambito della Guerra dei Vespri Siciliani in corso tra Angioini ed Aragonesi per il governo della Sicilia, e Alfonso III d'Aragona visse tra il 1265 e il 1291. Carlo II fu liberato quattro anni dopo la cattura per succedere sul trono al padre Carlo I, morto nel 1285. Con il trattato di Camporeale del 1288 Alfonso III d'Aragona concesse la libertà a Carlo II a patto che lasciasse tre suoi figli come ostaggi. I tre figli dati in ostaggio furono Ludovico, Roberto e Raimondo, insieme a cinquanta gentiluomini del regno. Carlo II accettò la condizione chiedendo però per loro un'educazione confacente al rango di principi. Il 18 novembre 1288 i tre giovani principi si imbarcarono per la Spagna. La prima tappa fu il grande castello di Moncada in Catalogna, dove rimasero per un anno. Dal 1289 al 1293 i principi furono nel castello di Ciurana. Nel 1293 rimasero per alcuni mesi a Castile. Fino alla metà del 1294 i principi rimasero a Barcellona. Nel 1294 i giovani furono ricondotti al castello di Ciurana dove rimasero fino al 31 ottobre 1295. I giovani furono restituiti alla famiglia il 31 ottobre 1295 dopo sette anni di prigionia. Durante il periodo catalano i tre ostaggi vissero insieme a due francescani per volere del padre. I due francescani educatori furono Francesco Brun, futuro vescovo di Gaeta, e Pietro Scarrier, futuro vescovo di Rampolla e confessore della regina Sancia. I giovani furono sempre in contatto epistolare con il dotto francescano Pietro di Giovanni Olivi, ricevendone conforto. I contatti francescani ebbero un'influenza decisiva sulla vita di Ludovico e sulla sua vocazione al sacerdozio nata nel periodo catalano. La vita di Ludovico fu vissuta intensamente nella preghiera con episodi premonitori come la lotta contro un grande gatto nero. Il gatto nero assalì Ludovico mentre era in preghiera ed egli lo mise in fuga con un segno di croce. Nel gennaio 1290 Ludovico si ammalò gravemente di tisi polmonare al punto da sembrare vicina la morte. I fratelli esiliati e i gentiluomini del seguito cercarono di curarlo con i rimedi più nuovi dei medici. Ludovico si affidò alla fede in Dio e alla Sua volontà guarendo prodigiosamente e istantaneamente tra lo stupore dei medici. Ludovico confidò ai due francescani la promessa fatta sull'orlo della morte di indossare il saio dell'Ordine di san Francesco. Il padre Carlo II seguì da lontano Ludovico con trepidazione e alla fine acconsentì alla sua scelta religiosa nonostante qualche perplessità per l'Ordine mendicante. Nel 1294 all'età di vent'anni papa Celestino V permise a Ludovico di ricevere la tonsura e i primi quattro Ordini minori. Nel 1290 Ludovico aveva già indossato l'abito ecclesiastico nella piccola cappella della fortezza di Ciurana.

La rinuncia al trono e l'ordinazione sacerdotale

Nel 1295 morì il fratello primogenito Carlo Martello, re d'Ungheria dal 1292 ed erede del trono di Napoli. In seguito alla morte del fratello, Ludovico diventò erede del Regno nella linea di successione. Egli aveva tentato di entrare fra i francescani di Montpellier durante il suo viaggio di ritorno dalla lunga prigionia in Catalogna. Non viene accettato dai francescani perché è un principe reale designato al trono. Prosegue il viaggio dopo aver incontrato i suoi genitori giubilanti. Arriva a Roma dove nel Natale del 1295 papa Bonifacio VIII gli conferisce il suddiaconato. Ripartito da Roma, giunge con i fratelli finalmente a Napoli, sede della Casa Angioina, fra il tripudio del popolo. Fra il gennaio e febbraio del 1296 compie il gesto ufficiale di rinuncia sui diritti del Regno di Napoli e sulle contee di Angiò e di Provenza. La rinuncia è a favore del fratello Roberto d'Angiò. Roberto d'Angiò è nato nel 1275 ed è morto nel 1343. Roberto d'Angiò governò lasciando una grande impronta della sua grande personalità nel regno. Roberto d'Angiò, cultore delle lettere, è soprannominato il Saggio. Ludovico, libero dagli impegni ereditari, si ritira per un breve periodo con alcuni religiosi nel Castel dell'Ovo sul litorale napoletano. Nel Castel dell'Ovo trascorre in preghiera e meditazione la preparazione al sacerdozio. Verrà ordinato sacerdote il 19 maggio 1296 dall'arcivescovo di Napoli. L'ordinazione sacerdotale avviene nella basilica francescana di San Lorenzo Maggiore. Il giorno seguente celebra la prima Messa nella Cappella del Palazzo Reale. Ludovico resta a Napoli proseguendo la sua opera di carità verso i bisognosi, fra il rispetto di tutti per il suo stato sacerdotale. Interviene presso il padre Carlo II per risparmiare la vita di un centinaio di uomini sovversivi di una galera catturata. Il padre Carlo II accondiscese alla richiesta di risparmiare la vita dei sovversivi.

Vescovo di Tolosa e il ritorno in Francia

Da Roma giunge la notizia inaspettata che papa Bonifacio VIII lo vuole nominare vescovo di Tolosa in Francia. Egli corre a Roma per cercare di rifiutare la carica a causa della sua giovane età. Ha appena ventidue anni quando viene nominato vescovo. A quei tempi erano altri i criteri nell'assegnazione di cariche così importanti. Dopo l'insistenza del papa, accetta la carica solo con la condizione di potersi fare prima francescano. Il 24 dicembre 1296 pronunziò i voti nel convento dell'Ara Coeli di Roma. Aveva trascorso un periodo di preparazione all'evento facendo vita in comune con i frati nel convento dell'Ara Coeli. Indossa il saio sotto la veste ecclesiastica per consiglio del papa, per non turbare la suscettibilità del re suo padre. Il 30 dicembre 1296 nella basilica di San Pietro viene consacrato vescovo dal papa con una solenne celebrazione, così contrastante con lo spirito francescano di cui si sente pervaso. Affronta di nuovo il viaggio fino a Napoli con varie tappe per non compromettere le sue delicate condizioni fisiche. A Napoli la regina sua madre, con la corte e una folla festante, gli va incontro per ricevere la sua benedizione episcopale. La regina gli dona l'anello pastorale fatto cesellare apposta per lui. Ludovico ritorna per un po' nella pace del Castel dell'Ovo per ritemprarsi nello spirito e nel corpo dopo tante emozioni. Agli inizi del 1297 intraprende il lungo viaggio per la sua nuova diocesi in Francia. Fa varie tappe durante il viaggio, di cui una al convento dell'Ara Coeli. Al convento dell'Ara Coeli si dice depose solennemente gli abiti ecclesiastici indossando il saio francescano, suscitando lo scontento del padre. Si fermò sempre in conventi francescani a Firenze, Siena, Genova, Marsiglia e Montpellier. Viene accolto festosamente dai frati, consci del suo rango, che invece lui non voleva ad ogni costo far risaltare. Nel maggio 1297 arriva a Tolosa tutta in festa per il suo nuovo vescovo. A Tolosa Ludovico, sebbene giovane, attua il suo ministero episcopale senza risparmiarsi. È sempre presente dove c'è da aiutare, senza escludere quanti sono ammalati di mali oscuri probabilmente contagiosi. Il suo amore della povertà, il suo disprezzo per ogni fasto e vanità mondane, il rifiuto di ogni comodità e il desiderio di seguire le orme di Cristo povero ne fanno decisamente un francescano della posizione degli spirituali. La sua posizione è in opposizione ai frates communes, che costituivano i movimenti contrapposti in seno all'Ordine Francescano.

Il transito e la glorificazione

Un mese dopo l'arrivo a Tolosa si reca in Spagna in Catalogna. Il viaggio in Catalogna ha lo scopo di riappacificare Giacomo II re d'Aragona e il conte di Foix. Giacomo II re d'Aragona è suo cognato perché sposo di sua sorella Bianca. Durante il suo ritorno dalla Catalogna, egli pensa di recarsi a Roma per assistere alla canonizzazione del suo prozio san Luigi IX re dei Francesi. In piena estate si mette in viaggio e a fine luglio 1297 arriva a Tarascona, nella Francia sud-orientale. A Tarascona tiene una predicazione in onore di santa Marta. A Tarascona apprende che il re suo padre si trova a Brignoles in Provenza e desidera vederlo. Benché molto affaticato per il caldo afoso e per le strade accidentate, si reca dal padre a Brignoles. Viaggia sempre a dorso di mulo. Il cavallo è da lui rifiutato per un incidente capitatogli qualche anno prima. Viaggia con alcuni frati. Arriva a Brignoles il 3 agosto e s'incontra con il padre. Il padre, vedendo il suo viso sofferente, lo invita a fermarsi qualche giorno per riprendersi. Il giorno dopo la festa di san Domenico celebra la Messa alla presenza del re e della corte. Durante il rito della Messa si manifestano i segni del pessimo stato di salute del santo. Il 5 agosto celebra la Santa Messa in suffragio del defunto fratello Carlo Martello. Alla sera dopo un malessere viene colto da febbre alta. Dal momento dell'insorgenza della febbre si dibatte tra la vita e la morte. La sua condizione genera lo sgomento del re, dei superiori francescani e di tutta la corte. Il 15 agosto chiede e riceve il Santo Viatico. I medici lottano inutilmente per quattro giorni contro la tisi polmonare. Ludovico affronta la sofferenza offrendola a Dio. Edifica tutti i presenti attraverso la preghiera e la sopportazione. Muore serenamente il 19 agosto 1297 all'età di soli ventitré anni. Il decesso avviene nella sua città natia tra la costernazione generale. Per suo espresso desiderio viene tumulato nel convento dei Frati Minori di Marsiglia. La sua tomba a Marsiglia diventa immediatamente meta di pellegrinaggi di tantissimi fedeli. Le sue spoglie rimangono a Marsiglia fino al 1423. Nel 1423, per volere di Alfonso V d'Aragona, le spoglie vengono traslate nella cattedrale di Valencia in Spagna. Le reliquie riposano tuttora nella cattedrale di Valencia. I procedimenti per la canonizzazione vengono avviati nel 1300, tre anni dopo la morte. La canonizzazione avviene il 7 aprile 1317. La canonizzazione è proclamata da papa Giovanni XXII nella città pontificia di Avignone in Francia. La sua festa liturgica è fissata al 19 agosto. Il Martirologio registra il suo transito presso Brignoles nella Provenza in Francia. Era vescovo e nipote del re san Luigi. Desiderò la povertà evangelica molto più delle lodi e degli onori del mondo. Fu giovane di età ma maturo nella virtù. Fu elevato alla sede episcopale di Tolosa. Fu consumato da una malferma salute e si addormentò presto nella pace del Signore. Nacque a Brignoles in Provenza nel febbraio 1274.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Ludovico d'Angiò?

La festa liturgica di San Ludovico d'Angiò si celebra il 19 agosto, giorno in cui si ricorda il suo transito.

Di quale diocesi fu vescovo San Ludovico d'Angiò?

San Ludovico d'Angiò fu elevato alla sede episcopale di Tolosa, in Francia.

Presso Brignoles nella Provenza in Francia, transito di san Ludovico, vescovo, che, nipote del re san Luigi, desiderò la povertà evangelica ben più che le lodi e gli onori del mondo e, ancor giovane di età ma maturo nella virtù, fu elevato alla sede di Tolosa, ma, consumato dalla sua malferma salute, si addormentò presto nella pace del Signore. — Martirologio Romano