San Bartolomeo di Simeri

Eremita, fondatore e abate

Aggiornato il 21 luglio 2026

San Bartolomeo di Simeri

Il cammino monastico

La vocazione di San Bartolomeo di Simeri trasse linfa vitale dall'esperienza eremitica, vissuta nel silenzio e nella preghiera lontano dalle distrazioni del mondo. Dopo aver ricevuto l'abito monastico dall'eremita Cirillo, Bartolomeo comprese che la sua missione non si sarebbe limitata alla contemplazione solitaria, ma si sarebbe tradotta nell'edificazione di luoghi dove la preghiera potesse farsi respiro comune. La fondazione del monastero del Patirion, situato in una posizione privilegiata presso Rossano, segnò il culmine di questa visione, trasformando una realtà locale in un faro di cultura e spiritualità bizantina. La sua sapienza non rimase confinata in Calabria, ma fu richiesta in luoghi lontani e complessi come il Monte Athos, dove il Santo si recò per riformare il monastero di San Basilio, applicando la sua profonda conoscenza della regola e dello spirito monastico.

Il prestigio di cui godeva Bartolomeo era tale da permettergli di dialogare con le massime autorità religiose e civili del tempo. L'esenzione del Patirion dalla giurisdizione episcopale, ottenuta per intercessione diretta presso papa Pasquale Secondo, testimonia non solo il suo spessore diplomatico, ma soprattutto la sua volontà di preservare l'autonomia spirituale dei suoi confratelli. Verso la fine della sua esistenza, il suo zelo lo condusse a Messina, dove, rispondendo all'appello di Ruggero Secondo, diede vita al monastero del Santissimo Salvatore. Questo atto finale di fondazione rappresenta la sintesi della sua vita: un continuo edificare per il Signore, fino al ritorno alla casa del Padre avvenuto nel monastero del Patirion nell'anno mille centotrenta.

La memoria liturgica

La figura di San Bartolomeo di Simeri è onorata dalla Chiesa con un culto che affonda le radici nella memoria storica, definito come ab immemorabili. La sua testimonianza di santità, pur legata a epoche lontane, continua a parlare al cuore dei fedeli attraverso la liturgia e la devozione, specialmente all'interno delle abbazie che custodiscono ancora oggi il rito greco. Nonostante il trascorrere dei secoli, il ricordo del suo operato rimane vivo come un richiamo alla fedeltà e alla ricerca costante di Dio.

La celebrazione liturgica, fissata al diciannove agosto, invita a riflettere sulla stabilità del monaco e sulla fecondità del suo lavoro. È nell'abbazia di rito greco di Grottaferrata che il culto del Santo trova una delle espressioni più alte e sentite, mantenendo viva la tradizione di un uomo che seppe fare della propria vita un tempio vivente. Celebrare San Bartolomeo significa riconoscere il valore del silenzio, del rigore spirituale e dell'impegno instancabile per il bene della comunità, virtù che egli ha incarnato nel suo pellegrinare tra Simeri, la Sila, Rossano, Corigliano e le terre lontane raggiunte nel nome di Cristo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Bartolomeo di Simeri?

Si festeggia il diciannove agosto, con particolare solennità nell'abbazia di rito greco di Grottaferrata.

In Calabria, san Bartolomeo di Simeri, sacerdote e abate, che, dopo aver praticato vita eremitica, fondò il monastero dei Greci. — Martirologio Romano