13 aprile
Beato Giovanni Bernardo Rousseau (fratel Scubilione)
Religioso lasalliano
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza in Borgogna
Giovanni Bernardo Rousseau nacque il 22 marzo 1797 ad Annay-la-Côte, nella Borgogna, nel dipartimento dell'Yonne in Francia. Era il primogenito di quattro figli, nato in un contesto segnato dal fervore e dalle difficoltà del periodo. Suo padre si chiamava Bernardo Rousseau ed era un tagliapietre, mentre sua madre si chiamava Regina Pelletier. La famiglia viveva in modeste condizioni economiche ma educava i figli alla laboriosità e alla pietà religiosa. Fratel Scubilione nacque nel 1797 in Francia, figlio di un umile tagliapietre della Borgogna e contemporaneo della Rivoluzione francese. Il neonato fu battezzato il giorno stesso della nascita in casa dei nonni. Il battesimo avvenne quasi di nascosto a causa della chiusura delle chiese determinata dalla Rivoluzione Francese. La famiglia si trasferì in seguito a Tharoiseau, sempre in Borgogna. Fu battezzato di nascosto nella casa del parroco a causa dell'acceso e sanguinoso clima della persecuzione religiosa. La madre gli insegnò a vivere da buon cristiano e il parroco gli impartì il catechismo, insegnandoli anche a leggere e scrivere. Giovanni Rousseau ricevette la Prima Comunione intorno ai 10 anni, e probabilmente anche la Cresima. La ricezione dei sacramenti segnò l'inizio di una vita cristiana più intensa. Fu guidato spiritualmente dal parroco abate Petitier, che lo aiutò negli studi forse per avviarlo al sacerdozio. A quattordici anni andò a fare il pastore per aiutare la famiglia, pur sentendo una chiamata a una vita diversa, frequentando la chiesa con assiduità e mostrando una devozione particolare per la passione di Gesù. Il parroco abate Petitier morì il 19 aprile 1811. Con la morte del parroco Giovanni perse l'insegnante e l'opportunità di studiare. A Tharoiseau non vi erano altri insegnanti e l'istruzione non era stata più riorganizzata dall'inizio della Rivoluzione. Sette anni dopo, il 4 ottobre 1818, arrivò un nuovo parroco che riprese l'insegnamento a Giovanni quando questi aveva quasi 22 anni. Quando fu riaperta una scuola a Tharoiseau, Giovanni Rousseau fu scelto come aiutante del maestro a causa del gran numero di studenti. Il parroco gli chiese di fare l'aiutante del maestro nella rudimentale scuola elementare aperta vicino alla chiesa parrocchiale grazie alla sua intelligenza e al forte ascendente sui bambini. Continuò a coltivare una religiosità attiva e il desiderio di dedicarsi interamente a Dio. Il parroco, considerando l'età non più giovanissima di venticinque anni e la scarsa formazione ricevuta, lo indirizzò all'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane.
La consacrazione e la formazione nell'Istituto Lasalliano
L'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane fu fondato nel 1683 da san Giovanni Battista de La Salle, vissuto tra il 1651 e il 1719. Giovanni visitò la comunità dei Fratelli ad Auxerre, dove fu accolto con molta simpatia. Condividendo l'ideale dei Fratelli di dedicarsi all'educazione dei giovani unita alla preghiera, scelse di entrare nella Congregazione. Il 9 novembre 1822 partì per il noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Parigi. Il 24 dicembre indossò l'abito religioso assumendo il nome di fratel Scubilione. Il nome Scubilione fu scelto in onore del santo monaco compagno di san Paterno, vescovo di Avranches. A venticinque anni entrò nel noviziato dei Lasalliani a Parigi, dove gli fu dato il nome di Scubilione. Durante l'anno trascorso a Parigi approfondì la pedagogia dei Fratelli e lo spirito religioso del Fondatore. Mentre era in convento cercò di fare propria la spiritualità del fondatore e di avvicinarsi a Dio con la preghiera e la penitenza. Il 4 novembre 1823 fu inviato per il secondo anno di noviziato nella comunità di Alençon, dove si occupò anche della cucina e del giardino. Il 15 settembre 1825 pronunciò i voti triennali che precedevano i voti perpetui secondo le regole dell'epoca. Nel 1826 conseguì l'abilitazione all'insegnamento. Fu mandato nella comunità di Poitiers con l'incarico di istruire i piccoli. Desiderando legarsi definitivamente all'Istituto Lasalliano, gli fu concesso di abbreviare il periodo dei voti temporanei. Il 27 settembre 1827, nel ritiro di Nantes, emise i voti perpetui di castità, povertà, obbedienza, stabilità nell'Istituto e di insegnamento gratuito. Negli anni 1831 e 1832 insegnò a Chinon alla prima classe della scuola, che contava oltre ottanta alunni. Seguendo il carisma dei Fratelli delle Scuole Cristiane si dedicò all'insegnamento nonostante la timidezza e i limiti culturali, suppliti dalla grazia di Dio.
La partenza per la missione nell'Isola di Réunion
Nell'aprile 1833 accolse l'invito a recarsi nell'Isola di Réunion per evangelizzare la popolazione. A quel tempo l'isola si chiamava Bourbon. Parte degli abitanti dell'isola era costituita da schiavi impiegati nelle piantagioni di caffè e canna da zucchero. Si imbarcò il 20 aprile 1833 insieme a un gruppo di Fratelli. Fratel Scubilione viaggia per ottantaquattro giorni per raggiungere la sua destinazione. Non passa a salutare la mamma prima della partenza. Dopo ottantacinque giorni di navigazione e un solo scalo all'Isola Maurizio, sbarcò nel porto di Saint-Denis a La Réunion il 15 luglio 1833. A trentasei anni fu mandato in missione nell'isola di Réunion nell'Oceano Indiano dai superiori che appagarono il suo desiderio. L'isola vulcanica fa parte dell'arcipelago delle Mascarene, situato nell'Oceano Indiano a seicento chilometri a est del Madagascar. L'isola fu scoperta nel 1505 dal portoghese Mascarenhas, da cui prese il nome di Mascarena. L'isola fu occupata stabilmente dai francesi nel 1649 e ribattezzata Bourbon in onore della Casa Reale di Francia. Nel 1644 fu data in concessione alla Compagnia delle Indie, che la popolò di schiavi e vi introdusse le coltivazioni di caffè e canna da zucchero. L'isola fu annessa alla Corona di Francia nel 1767. Nel 1793 l'isola mutò nome in La Réunion in memoria della riunione dei Marsigliesi e delle Guardie Nazionali avvenuta il dieci agosto 1792. Nel diciannovesimo secolo il nome dell'isola mutò in Bonaparte nel 1806, in Bourbon nel 1810 e in La Réunion nel 1848. I cambi di nome in Bourbon e La Réunion avvennero durante la permanenza di fratel Scubilione sull'isola tra il 1833 e il 1867. Dal 1946 l'isola costituisce un Dipartimento d'Oltremare della Francia. La religione prevalente nell'isola è quella cattolica. Rimase a La Réunion fino alla morte senza più allontanarsene. Rimane nel luogo di destinazione fino alla morte. La sua attività si svolge nell'isola di Réunion nell'Oceano Indiano.
L'apostolato e la cura degli schiavi
A La Réunion trascorse trentaquattro anni dividendo il suo tempo fra incarichi domestici e scolastici e un apostolato paziente e proficuo. L'apostolato fu sollecitato dai bisogni spirituali di una popolazione estremamente povera, sottosviluppata e a forte maggioranza creola, discendente da coloni francesi e nativi. Nel tempo si spostò in varie località dell'isola: a Saint-Benoit e Saint-Paul dal 1833 al 1843, a Saint-Leu dal 1843 al 1850, a La Possession dal 1850 al 1855, a Saint-Denis dal 1855 al 1856, e a Sainte-Marie dal 1856 al 1867. Gira da una scuola all'altra. Aprì scuole e curò la catechesi di fanciulli e adulti ricorrendo a ingegnosi espedienti pedagogici. Istruisce instancabilmente i fanciulli. Continua a fare catechismo ai bambini. Compose un sommario nella lingua locale creola adattato alla mentalità di quella gente di cultura limitata. Si dedicò all'assistenza dei più poveri e degli ammalati. Dà aiuto ai poveri. A quell'epoca l'isola è caratterizzata dal fenomeno della schiavitù. Il campo prediletto del suo apostolato fu l'assistenza agli schiavi, fornendo loro istruzione e organizzando una scuola serale di catechismo. Dà speranza agli schiavi. Andava di porta in porta a chiedere ai padroni di concedere agli schiavi un'ora di tempo la sera per poterli istruire. Bussa ad ogni porta per seminare del bene. Fratel Scubilione insegna catechismo agli schiavi, arrivando a trecento per sera. Il suo insegnamento agli schiavi attira le ire dei padroni ma raccoglie simpatia e rispetto della gente. Il suo insegnamento è semplice, adatto alla gente semplice da istruire. Fa imparare a memoria le verità principali della fede facendole cantare con versetti semplici e melodici. Gli schiavi possono intonare i canti a squarciagola mentre lavorano nei campi. Il 20 dicembre 1848 la Francia ripristinò l'antico nome di La Réunion e concesse la libertà ai circa sessantamila schiavi delle piantagioni che vivevano in condizioni miserevoli. Dopo l'abolizione della schiavitù profuse il suo impegno nel campo sociale per sollevare materialmente e spiritualmente gli ex schiavi, attivandosi tra l'altro per la costituzione di una Società di Mutuo Soccorso. A Sainte-Marie e Saint-Leu andava nelle campagne a cercare gli ex schiavi non ancora battezzati per prepararli a ricevere il Battesimo. Si calcola che trovò circa seicento ex schiavi, tutti istruiti e poi battezzati.
Gli ultimi anni, la morte e la glorificazione
Negli ultimi anni, oltre a insegnare ai bambini, condusse la vita domestica delle varie Case curando guardaroba e cantina. A La Possession ricoprì anche la funzione di vicedirettore. Il 14 dicembre 1856 arrivò a Sainte-Marie, dove lavorò con impegno e zelo per gli ultimi undici anni della sua vita. Nel 1859, quando l'isola fu devastata dal colera, si prodigò senza sosta nel soccorrere gli ammalati. Non si tira indietro e sfida il pericolo del colera. Cura, consola e conforta i moribondi durante l'epidemia di colera. La gente lo osserva, lo ammira e lo ama. La fama di santo lo segue anche nel luogo di missione. La gente per strada o al mercato lo chiamava il santo per il suo comportamento, la sua preghiera e la sua disponibilità verso gli altri. Il solo vederlo pregare è più eloquente di ogni predica. Consumato dalle fatiche e gravemente malato, morì il 13 aprile 1867 a Sainte-Marie dopo trentaquattro anni di missione. Muore il 13 aprile 1867 a causa di una breve malattia. Muore a Sainte-Marie, nell'Isola de La Réunion, il 13 aprile 1867. La gente lo piange come un membro della famiglia al momento della morte. I suoi funerali furono un trionfo per la partecipazione di una immensa folla. Nel 1839 i suoi resti mortali furono traslati dal cimitero di Sainte-Marie alla Casa dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Saint-Denis, capitale dell'isola. Il 30 maggio 1981 fu introdotto il processo di beatificazione. L'8 maggio 1987 fu approvato un miracolo attribuito alla sua intercessione. È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1984. Fu proclamato Beato il 2 maggio 1989 da papa Giovanni Paolo II a Saint-Denis nell'Isola de La Réunion, durante il suo quarantunesimo viaggio apostolico che toccò anche Madagascar, Zambia e Malawi.
Il cammino di una vita
La parabola terrena del Beato Giovanni Bernardo Rousseau ebbe inizio in Francia, terra che lo vide crescere e maturare la vocazione religiosa. Il suo percorso spirituale trovò una prima, solida dimora a Parigi, dove nel 1822 varcò la soglia del noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Questo passo segnò l'inizio di una dedizione assoluta, culminata nel 1827 con l'emissione dei voti perpetui all'interno dell'Istituto Lasalliano. La sua vita non fu però destinata a restare entro i confini europei; una chiamata missionaria lo condusse nel 1833 verso l'Isola de La Réunion, luogo che sarebbe diventato la sua vera casa e il campo della sua instancabile operosità.
Giunto nell'isola, fratel Scubilione comprese che la sua missione doveva farsi carico della sofferenza e dell'emarginazione. Nelle piantagioni, dove la condizione di schiavitù negava spesso ogni speranza, egli portò la dignità dell'istruzione e la parola liberatrice del Vangelo attraverso il catechismo. Non si trattava di un impegno puramente dottrinale, ma di un atto d'amore concreto che mirava a restituire il senso dell'essere figli di Dio anche a chi era considerato oggetto di proprietà. La sua presenza divenne un punto di riferimento fondamentale per la popolazione, specialmente nei momenti di maggiore prova. Quando, nel 1859, un'epidemia di colera si abbatté sull'isola seminando terrore e morte, egli non arretrò di fronte al pericolo. Assistette i malati con dedizione paterna, testimoniando che la fede in Cristo è capace di vincere la paura e di infondere coraggio anche nelle ore più buie. La sua morte, avvenuta nel 1867 a Sainte-Marie, chiuse una vita spesa nel silenzio operoso, lontano dagli onori del mondo ma profondamente radicata nella carità del Signore.
Il ricordo nella Chiesa
Il ricordo di fratel Scubilione è custodito dalla Chiesa con gratitudine, a testimonianza di come un uomo di umili origini possa diventare un faro di santità universale. La sua vita, trascorsa nel servizio costante ai fratelli più deboli, ha trovato il riconoscimento ufficiale nel 1989, quando il Papa Giovanni Paolo Secondo lo ha elevato agli onori degli altari, confermandolo come modello di virtù cristiana per il mondo intero. La sua memoria liturgica, che ricorre il 13 aprile, ci invita a riflettere sulla forza trasformatrice dell'educazione e della vicinanza fraterna.
Egli continua a essere invocato come un intercessore che conosce bene le fatiche del lavoro e le sofferenze del corpo, avendo egli stesso vissuto tra i poveri e gli infermi. La sua testimonianza richiama i fedeli a non dimenticare mai l'importanza di chinarsi sulle piaghe del prossimo, riconoscendo in ogni uomo, indipendentemente dalla sua condizione sociale, l'immagine viva di Dio. In un mondo che spesso corre verso il successo, il Beato Giovanni Bernardo Rousseau ci insegna che la grandezza risiede nel servizio umile e costante, nella capacità di restare fedeli alla propria missione anche quando il contesto appare difficile o ostile. La sua figura rimane un esempio luminoso di come lo Spirito Santo possa operare attraverso persone semplici, trasformando la loro dedizione in un dono prezioso per tutta la comunità dei credenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giovanni Bernardo Rousseau?
La memoria liturgica del Beato Giovanni Bernardo Rousseau, noto come fratel Scubilione, si celebra il 13 aprile.
Nell’isola di Réunion nell’Oceano Indiano, beato Scubilione (Giovanni Bernardo) Rousseau, religioso dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che istruì instancabilmente i fanciulli e diede aiuto ai poveri e speranza agli schiavi. — Martirologio Romano