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1 gennaio

Beato Giovanni da Montecorvino

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

I primi passi e le missioni in Medio Oriente

Intorno al 1279 Giovanni da Montecorvino fu inviato insieme ad altri frati minori in Armenia, Persia e in altre regioni del Medio Oriente. In questa prima fase del suo ministero in terra asiatica ottenne notevoli risultati per la diffusione della fede e della civiltà cristiana. Nel 1289, dopo dieci anni di missione trascorsi con dedizione, tornò in Italia per riferire al papa Niccolò IV e ricevere nuove istruzioni. In quell'occasione si presentò al pontefice anche in veste di ambasciatore del re d'Armenia Haiton II e del re d'Argun di Persia. Entrambi i sovrani si trovavano in una posizione di grande vulnerabilità, minacciati dalle richieste tributarie e dagli attacchi dei Tartari e dei Saraceni. Forte di questo duplice mandato, nel 1289 ripartì per le missioni orientali come legato pontificio presso i re d'Armenia e Persia, altri principi orientali e il Gran Khan della Cina, Kubilai. Portava con sé lettere del papa dirette a questi sovrani e ai patriarchi di Antiochia e Georgia. Il quindici luglio 1289 lasciò Rieti, la città in cui risiedeva la curia papale allora itinerante, munito delle più ampie facoltà per diffondere il Vangelo tra i popoli asiatici. Partendo da Venezia o da Ancona, raggiunse per prime Antiochia e la Georgia per poi dirigersi verso la capitale dell'Armenia, Sis, e la sede del re di Persia, Tabriz. A Tabriz svolse un breve apostolato, venendo accolto con calore nei conventi dei Minoriti e dei Domenicani.

Il viaggio verso l'India e l'arrivo in Cina

Nel 1291 riprese il viaggio verso l'India accompagnato solo da Nicolò da Pistoia e dal ricco e pio mercante italiano Pietro Lucalongo. In India operò per tredici mesi con grande zelo, convertendo un buon numero di abitanti alla fede cristiana. Nel territorio di Madras, precisamente a Maliapur vicino San Tomé, costruì una chiesa per i neo-convertiti indiani. Durante questa sosta dolorosa perse il compagno domenicano Nicolò da Pistoia, che seppellì amorevolmente nella chiesa appena edificata. Continuò quindi il viaggio verso la Cina insieme a Pietro Lucalongo, affrontando la traversata probabilmente via mare. Egli fu tra i primi europei a utilizzare la rotta marittima tra l'India e la Cina, come notato con ammirazione dallo storiografo Almagià. Nel 1294 ripartì da un porto cinese non identificato alla volta di Khambalik, l'odierna Pechino, che fungeva da capitale del Gran Khan. Al suo arrivo fu accolto con grandi onori come legato di Roma da Timur, il quale era succeduto a Kubilai, morto il diciotto febbraio 1294. Il nuovo sovrano gli offrì ospitalità presso la corte imperiale, permettendogli di iniziare subito la sua opera missionaria e di invitare il Gran Khan ad abbracciare il cristianesimo. Il Gran Khan Timur rimase tuttavia legato all'idolatria, pur dimostrandosi sempre benevolo verso i cristiani.

L'apostolato a Khambalik e le opposizioni

Ebbe invece grande successo la predicazione condotta da Giovanni presso Giorgio, re nestoriano di Tenduc. Il re Giorgio si convertì sinceramente al cattolicesimo, volle ricevere gli Ordini minori e condusse alla nuova fede molti dei suoi sudditi. Per venire incontro alle esigenze spirituali dei fedeli, lo stesso re Giorgio fece costruire una chiesa dedicata alla Santissima Trinità, denominata Chiesa romana in onore del papa e del suo legato. A causa di questa coraggiosa scelta, il re Giorgio fu accusato di apostasia dai nestoriani locali. Contemporaneamente, i medesimi ambienti nestoriani mossero pesanti accuse contro Giovanni, bollandolo come un impostore, un mago e un falso legato papale. Queste calunnie crearono gravi ostacoli all'apostolato di Giovanni, minacciandone l'incolumità e l'efficacia della missione. Dopo essere stato riconosciuto pienamente innocente davanti al Gran Khan, Giovanni poté riprendere con successo le sue attività pastorali. Rimase a Khambalik per trentacinque anni, facendone il centro propulsore di tutta la sua missione cristiana in Estremo Oriente.

L'opera educativa, le traduzioni e la crescita della Chiesa

A Khambalik costruì tre chiese e conventi e fondò due istituti assimilabili a moderni seminari. In questi istituti accolse e istruì nel latino, nella liturgia e nel canto quaranta fanciulli di età compresa tra i sette e gli undici anni. Preparò questi fanciulli a diventare trascrittori di testi liturgici e li ricordò con affetto mentre intonavano salmi nelle chiese cittadine. Scrisse personalmente per i suoi giovani alunni trenta Salteri, vari Innari e due Breviari per facilitare il culto divino. Imparò perfettamente la lingua del paese, come attesta con ammirazione il suo compagno di missione Arnoldo Alemanno. Tradusse il Nuovo Testamento e il Salterio in lingua mongola e progettò persino la traduzione dell'intero Breviario. Utilizzò sapientemente la predicazione, le immagini dipinte nelle chiese, il canto e la musica come strumenti efficaci per l'evangelizzazione delle popolazioni locali. Giovanni da Montecorvino edificò ulteriori chiese e monasteri a Yangtchon nella regione del Kiang-su, a Zayton nel Fukien, nel Tchekiang, nel Tenduc e ad Armalek in terra di Kulgia. Grazie a queste opere instancabili, migliaia di individui di etnia mongola si convertirono al cristianesimo. Giovanni ha descritto gran parte di questi avvenimenti in due missive spedite in Europa l'otto gennaio 1305 e il tredici febbraio 1306, mentre ulteriori dettagli storici sono tratti dai resoconti e dalle lettere di contemporanei, confratelli e missionari come Arnoldo Alemanno, Andrea da Perugia, Pellegrino da Città di Castello e Giovanni da Core.

L'istituzione della gerarchia e gli ultimi anni

Negli scritti di Giovanni da Montecorvino è presente una vibrante e costante richiesta di inviare altri missionari in quelle terre lontane. Nuovi missionari vennero finalmente inviati grazie all'intervento di papa Clemente V e del ministro generale dei Minori, Gonzalvo di Spagna. Il ventitré luglio 1307 sette missionari, appartenenti all'ordine dei Frati Minori, furono nominati vescovi e inviati in Cina. La missione dei sette vescovi prevedeva la consacrazione di Giovanni da Montecorvino ad arcivescovo di Khambalik e patriarca di tutto l'Oriente entro i territori dominati dai Tartari. Sfortunatamente, tre dei vescovi designati, Nicolò da Banzia, Ulrico da Seyfridsdorf e Andreuccio da Assisi, morirono durante il tragitto attraverso l'India senza riuscire a raggiungere la Cina. Il vescovo Guglielmo da Villanova differì invece il momento della sua partenza. Tra il 1309 e il 1310, gli altri tre vescovi, ovvero Andrea da Perugia, Gerardo Albuini e Pellegrino da Città di Castello, giunsero a destinazione insieme a un folto gruppo di missionari. Successivamente all'arrivo dei tre vescovi superstiti, Giovanni da Montecorvino fu finalmente consacrato arcivescovo. Ai tre vescovi suffraganei si unirono in seguito il ritardatario Guglielmo e, nel 1311, tre nuovi vescovi: Pietro da Firenze, fra Tommaso e Girolamo di Catalogna. In quel periodo venne strutturata la prima gerarchia ecclesiastica cinese con le diocesi di Khambalik, Zayton e Caffa. Giovanni guidò la Chiesa locale fino al 1328, anno della sua morte avvenuta nella sede arcivescovile e primaziale. Giovanni da Core narra che si tennero solenni funerali per il trapassato, a cui presenziò una grande moltitudine di fedeli e di pagani. La tomba di Giovanni fu immediatamente oggetto di grande venerazione da parte dei credenti.

Il culto, le fonti e la memoria storica

Fra Elemosina definì Giovanni un devoto imitatore di San Francesco, mentre Arnoldo Alemanno evidenziò la semplice purezza di vita e la condotta santa e lodevole del missionario. Giovanni de' Marignolli, in visita a Khambalik nel 1342, testimoniò che Tartari e Alani lo veneravano sinceramente come un santo. Giovanni fu inserito col titolo di beato nel Martirologio Francescano, che lo ricorda il primo gennaio definendolo il primo apostolo della Cina. La causa di beatificazione è stata presentata presso la Santa Congregazione dei Riti. A causa delle gravi distruzioni che colpirono la sua opera missionaria nei secoli quattordicesimo e quindicesimo, la continuità del culto storico non è pienamente provata nei documenti. Per tale motivo è stato inoltrato un supplice libello per richiedere una beatificazione equivalente per viam exceptionis. Il primo concilio plenario cinese, riunitosi a Shanghai il dodici giugno 1924, ha rivolto una simile richiesta a papa Pio XI, sebbene tale istanza non abbia ancora ricevuto un riscontro diretto. Le cronache moderne confermano che Giovanni da Montecorvino nacque a Montecorvino Rovella in provincia di Salerno nel 1247 ed è deceduto a Beijing in Cina il tre gennaio 1328, lasciando un'impronta indelebile nella storia della Chiesa universale.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giovanni da Montecorvino?

Il Beato Giovanni da Montecorvino si festeggia il primo gennaio, giorno in cui viene ricordato nel Martirologio Francescano.

Quali riconoscimenti storici accompagnano la sua figura?

È ricordato come il primo apostolo della Cina e il fondatore della prima gerarchia ecclesiastica cattolica in quei territori d'Oriente.