13 ottobre
Beato Giovanni Fornasini
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione
Nacque a Pianaccio di Lizzano in Belvedere in provincia di Bologna il 23 febbraio 1915. I suoi genitori erano Angelo e Maria Guccini. Nel 1925 la famiglia si trasferì a Bagni della Porretta, attuale Porretta Terme. Il padre lavorava come procaccia postale. La famiglia abitò in una casetta sul Rio Maggiore presso le terme alte. Terminate le scuole elementari frequentò la scuola di Avviamento Commerciale presso il Collegio Albergati. A Porretta prestò servizio come chierico indossando solo la cotta bianca perché non si trovava una veste abbastanza lunga per la sua statura magra e molto alta. A Porretta maturò la sua vocazione sacerdotale. Nell'ottobre del 1931 entrò nel Seminario di Borgo Capanne. In seguito studiò nel Seminario Arcivescovile di Villa Revedin e poi nel Pontificio Seminario Regionale di Bologna. Fu ordinato diacono nel 1941. Nel 1941 l'Arcivescovo lo destinò alla parrocchia di San Tommaso a Sperticano come coadiutore festivo dell'anziano parroco don Giovanni Roda. Rimase a Sperticano per un anno. Ricevette l'ordinazione sacerdotale il 28 giugno 1942 nella cattedrale di San Pietro a Bologna dall'Arcivescovo Cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca. Il 28 giugno 1942 venne nominato Vicario Adiutore della parrocchia di San Tommaso a Sperticano. Celebrò le sue prime messe a Pianaccio, a San Luca e a Porretta. Durante l'omelia a Porretta disse che il Signore lo aveva scelto monello fra i monelli.
Il ministero pastorale nella tempesta della guerra
Il 20 luglio 1942 morì l'anziano parroco Don Roda. Il 21 agosto 1942 don Giovanni succedette a Don Roda come parroco. Iniziò la sua attività pastorale nel difficile periodo bellico mostrando grande zelo, carità, bontà e costante attenzione per i parrocchiani. Si prodigò in campo educativo cercando di aprire una scuola simile a quella frequentata da lui a Porretta. Dopo il bombardamento di Bologna del 1943 accolse in canonica molti sfollati. Utilizzava una bicicletta per recarsi ovunque ad aiutare i confratelli sacerdoti anziani. Il 27 novembre 1943 fu presente a Lama di Reno per soccorrere i feriti di un tragico bombardamento aereo. Era presente ovunque e sorridente per aiutare chiunque avesse bisogno. Quando arrivò il fronte, intensificò il suo impegno facendo da portavoce e difensore della popolazione senza timore. Affrontò emergenze e situazioni pericolose con coraggio e dolce insistenza, paragonato a un angelo biblico. Non dimostrò paura nel trattare con l'esercito occupante tedesco, sostenuto da grande fede e coerenza sacerdotale. Nel maggio del 1944 i tedeschi compirono numerose rappresaglie e don Giovanni corse a seppellire i morti incurante del pericolo. Scrisse il suo testamento il 10 settembre 1944, un mese prima della sua morte, consapevole dei pericoli. Per difendere una ragazza adocchiata da un ufficiale delle SS in canonica, fu costretto a partecipare a una sguaiata festa dei tedeschi dove fu insultato e sbeffeggiato, riuscendo comunque a proteggere la giovane.
Il martirio e la memoria
Il 13 ottobre seguì i tedeschi verso Caprara sopra Panico. Salutò la madre prima di partire con le parole: "Quando tornerò mi vedrete...". Non fece ritorno e la sua morte è avvolta nel mistero riguardo a ragioni, modo e autori. Il suo corpo martoriato fu ritrovato alla fine della guerra, il 22 aprile dell'anno successivo, presso il cimitero di San Martino con la testa staccata dal corpo. La sua vita si concluse tragicamente e fu associata alle parole del Vangelo sul buon pastore che dà la vita per le pecorelle. Fu chiamato l'angelo di Marzabotto. Gli è stata conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Nel 1963 gli fu intitolato il Circolo giovanile della Parrocchia di Porretta Terme. Il 18 ottobre 1998 l'Arcivescovo di Bologna, cardinale Giacomo Biffi, aprì a Marzabotto il processo diocesano per la beatificazione di don Fornasini e dei sacerdoti Ferdinando Casagrande e Ubaldo Marchioni, considerati martiri di Monte Sole. Il processo diocesano si concluse il 6 novembre 2011. Il 21 gennaio 2021 papa Francesco, ricevendo il cardinale Marcello Semeraro, autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava don Fornasini ufficialmente martire, aprendo la via alla sua beatificazione.
Il cammino sacerdotale
Il percorso spirituale di Giovanni Fornasini trova il suo compimento nella vocazione sacerdotale, accolta con dedizione assoluta. Il ventotto giugno del millenovecentoquarantadue, nella cattedrale di Bologna, ricevette l'ordinazione presbiterale, divenendo poco tempo dopo, il ventuno agosto dello stesso anno, parroco di Sperticano. In un periodo storico drammatico, egli non si chiuse nel conforto della propria chiesa, ma scelse di abitare le sofferenze del suo popolo con cuore vigilante. La sua azione pastorale fu caratterizzata da una vicinanza concreta verso chiunque soffrisse a causa del conflitto bellico che infiammava le terre tra Pianaccio, Porretta Terme e le zone circostanti.
La memoria del suo impegno risplende in particolare nel soccorso prestato ai feriti durante il bombardamento di Lama di Reno, avvenuto nel millenovecentoquarantatré, dove dimostrò una carità che non conosceva stanchezza. La sua fermezza morale si manifestò anche in episodi di grande tensione, come quando non esitò a difendere una giovane parrocchiana dalle molestie di un ufficiale appartenente alle truppe delle Saint, esponendosi a rischi personali gravissimi. Giovanni Fornasini comprese che essere pastore significava farsi scudo per il gregge, affrontando con spirito cristiano le tenebre della guerra. La sua scomparsa, avvenuta il tredici ottobre del millenovecentoquarantaquattro, segnò il termine di una esistenza offerta interamente per amore. Dopo mesi di attesa e preghiera, il suo corpo fu infine ritrovato il ventidue aprile del millenovecentoquarantacinque, restituendo alla comunità un segno tangibile di colui che aveva vissuto per il bene dei fratelli.
Il ricordo e il culto
La Chiesa ha riconosciuto nel ministero e nella morte di Giovanni Fornasini un autentico martirio, testimonianza suprema di fedeltà al Signore. Il percorso che ha portato alla sua beatificazione ha visto il suo compimento nel duemilaundici, culminando poi nel decreto di martirio autorizzato da Papa Francesco il ventuno gennaio del duemilaventuno. Egli è venerato oggi come l'angelo di Marzabotto, un titolo che riassume il legame inscindibile tra il suo servizio sacerdotale e le popolazioni che egli protesse con estremo coraggio.
La sua figura continua a parlare ai fedeli di ogni età, invitando a una carità che non si lascia scoraggiare dalle avversità. La celebrazione della sua memoria, fissata per il tredici ottobre, rappresenta per la comunità un momento di riflessione sulla forza dello spirito cristiano capace di vincere l'odio. Onorare il Beato Giovanni Fornasini significa riaffermare l'importanza della dignità umana e della protezione dei più fragili, valori che egli ha incarnato fino al dono totale di sé.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giovanni Fornasini?
La sua ricorrenza si celebra il 13 ottobre.
Di cosa è patrono il Beato Giovanni Fornasini?
I dati biografici forniti non menzionano specifici patronati ufficiali.