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5 luglio

Beato Giuseppe Boissel

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e formazione

Joseph Boissel è nato il 20 dicembre 1909 a Le Loroux, in Bretagna, da una famiglia di poveri contadini. È stato battezzato il giorno stesso della sua nascita nella chiesa parrocchiale di Le Loroux, appartenente alla diocesi di Rennes. All'età di quattordici anni è rimasto orfano di padre. Ha svolto gli studi secondari nello iuniorato dei Missionari Oblati di Maria Immacolata a Jersey, nel Regno Unito. Successivamente è passato al noviziato sull'isola di Berder, situata nel dipartimento francese del Morbihan. Il maestro dei novizi lo ha giudicato un individuo molto ordinario e poco intelligente. Ciononostante, possedeva altre qualità che gli hanno permesso di proseguire la formazione nello scolasticato. Ha frequentato il corso di Filosofia a Liegi, in Belgio. In seguito ha compiuto gli studi teologici a La Brosse-Montceaux, in Francia. All'interno della comunità aveva l'incarico di fare da parrucchiere. Un altro suo compito comunitario era la riproduzione di spartiti di canzoni e canti religiosi per i confratelli. Il parere dei superiori nel tempo è divenuto più sfumato rispetto a quello del noviziato e sostanzialmente positivo. I superiori apprezzavano in particolare il suo attaccamento alla vocazione e la sua mancanza di paura verso il sacrificio. Di conseguenza è stato ammesso ai voti definitivi. Ha emesso l'oblazione perpetua il 29 settembre 1935 presso l'ospedale di Montereau. Infine è stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1937.

L'arrivo in missione e la guerra

Il 26 maggio 1938 ha ricevuto l'obbedienza, ossia l'invio in missione, insieme a tre compagni. Ha scelto di non chiedere al Superiore generale una destinazione specifica, diversamente dall'uso generale degli Oblati. È stato quindi inviato in Laos come uno dei primi Missionari Oblati a operare in quel paese dell'Estremo Oriente. È giunto in Laos nell'ottobre del 1938 ed è stato destinato alla stazione missionaria di Nong Ét, nella provincia di Xieng Khouang, all'epoca denominata Tran Ninh. La zona della sua prima destinazione si trovava alla frontiera con il Vietnam e l'evangelizzazione vi iniziava a fatica. Purtroppo ha dovuto abbandonare la località di Nong Ét a causa della guerra. Dopo l'allontanamento iniziale è potuto tornare presto in missione. Non ha ottenuto conversioni rilevanti, ma ha suscitato una notevole simpatia. La simpatia suscitata era rivolta in particolare verso le popolazioni di etnia hmong. Nel marzo 1945 l'esercito giapponese ha marciato sul Laos. Il 1° giugno 1945 è stato fatto prigioniero insieme al confratello Vincent Le Calvez e al Prefetto apostolico monsignor Jean Mazoyer. Il Prefetto apostolico monsignor Jean Mazoyer era anch'egli un Missionario Oblato di Maria Immacolata. Tutti e tre i prigionieri sono stati condotti a Vinh, in Vietnam. I tre prigionieri sono potuti tornare in Laos nel 1946. Al suo ritorno la missione di Nong Ét era devastata e la missione di Nong Ét è divenuta ben presto inaccessibile a causa della persistente insicurezza.

Condizioni di vita e ministero tra i villaggi

A fronte della situazione difficile, padre Joseph ha espresso per iscritto l'esigenza di installarsi definitivamente, l'incertezza sul luogo, e la necessità di fare il legnaiolo e il carpentiere per costruire la struttura. Le sue condizioni materiali di vita erano molto precarie e coltivava personalmente il riso per garantirsi il sostentamento alimentare. Ha scritto a monsignor Mazoyer, che si trovava in Europa, riflettendo sulla situazione critica del Laos e dell'Indocina e affidandosi a Dio. Nel 1948 ha preso un anno di riposo ed è tornato presso la sua famiglia poiché la sua salute era compromessa. Una volta rientrato in Laos si è dedicato alla formazione dei catecumeni e poi dei neofiti. Svolgeva l'attività formativa nei villaggi delle popolazioni kmhmu', nei dintorni di Ban Pha, dove risiedeva. Gli abitanti di quell'area apparivano estranei a qualsiasi tentativo di conversione. Nel novembre 1957 ha lasciato il villaggio al confratello padre Louis Leroy per prendersi un nuovo periodo di riposo. Sua sorella Victorine era l'unica parente prossima rimastagli in vita. Ha intrapreso un viaggio a cui teneva molto insieme al parroco del suo villaggio, l'abbé Louaisil. Il viaggio consisteva in un pellegrinaggio in varie località d'Europa svolto in automobile e dormendo prevalentemente in tenda. Durante il pellegrinaggio ha visitato Solignac, sede del nuovo scolasticato degli Oblati, Lourdes e Ars. I suoi superiori gli hanno proibito di proseguire fino a Fatima e di visitare i santuari belgi. L'ultima tappa del suo pellegrinaggio europeo è stata Roma.

Gli anni a Paksane e la testimonianza

Dopo il rientro dal pellegrinaggio è stato assegnato al distretto di Paksane. Inizialmente ha ricevuto l'incarico per il villaggio agricolo di Nong Veng. A partire dal 1963 si è stabilito a Ban Na Chik, a quattro chilometri da Paksane. Ha sostituito padre Henri Delcros nell'opera di riorganizzazione dei cristiani kmhmu' rifugiati dalla regione di Xieng Khouang. Ha operato continuamente sotto la minaccia della guerriglia cercando di donare speranza. Ha testimoniato per iscritto la propria sofferenza interiore nell'impossibilità di offrire aiuto materiale ai bisognosi che si rivolgevano a lui. Durante un episodio in cui i combattimenti si erano avvicinati al suo villaggio, è fuggito a cavallo. Durante la fuga a cavallo teneva le briglie con una mano e il ciborio con la riserva eucaristica nell'altra. I difficili anni di missione vissuti nella boscaglia e nei villaggi di montagna indurirono alcuni tratti del carattere di padre Joseph. Le esperienze missionarie non rovinarono le sue buone qualità, tra cui l'avere un gran cuore, la fedeltà alla preghiera e la piacevolezza nelle conversazioni e nella vita comune. Le qualità personali di padre Joseph furono testimoniate sia dai suoi confratelli sia da testimoni laotiani. Padre Joseph si recava verso la fine di ogni sabato in un villaggio e ripartiva l'indomani a mezzogiorno per garantire le funzioni religiose domenicali.

Il martirio

Sabato 5 luglio 1969 padre Joseph decise di andare a Hat I-Et, un villaggio di rifugiati kmhmu' situato a circa venti chilometri da Paksane, lungo il fiume Nam San. A causa della situazione rischiosa, quell'anno padre Joseph non aveva potuto prestare il suo ministero a Hat I-Et per alcuni mesi. Il catechista André Van si occupava dell'istruzione religiosa e aveva bisogno di sentirsi appoggiato. Padre Joseph partì verso le quattro del pomeriggio portando con sé due giovani laiche consacrate delle Oblate Missionarie di Maria Immacolata. Come di consueto, le due consacrate avrebbero dovuto aiutare padre Joseph nelle visite, nelle cure ai malati e nel servizio religioso. La nipotina di dieci anni di una delle consacrate salì di nascosto sulla jeep. Padre Joseph si accorse della presenza della bambina, la rimproverò dicendole che non doveva andare con loro e le ordinò di scendere. Padre Joseph affermò di aver donato la propria vita al Signore insieme alle due Oblate, che per loro la morte non importava essendo la loro vita offerta a Dio, e che la bambina non doveva accompagnarli. Per tutto il viaggio padre Joseph ribadì il concetto di non aver paura di morire, di aver donato la vita al Signore e che viaggiare in quel modo non era sicuro né prudente a causa del pericolo costante. Le due passeggere ascoltarono le parole di padre Joseph per tutto il viaggio senza replicare. A due o tre chilometri dall'arrivo a destinazione, una delle Oblate sentì una scarica di proiettili d'arma da fuoco diretta verso di loro. I proiettili bucarono gli pneumatici del fuoristrada e ferirono la consacrata alla mano. Dopo aver visto sventolare una bandiera rossa nella foresta al ciglio della strada, la consacrata sentì un'altra scarica da fuoco. Thérèse, compagna di viaggio della consacrata, fu colpita alla testa, così come padre Joseph. La vettura si capovolse e prese fuoco, e la consacrata si rese conto che padre Joseph era morto sul colpo. Poco dopo l'incidente, tre guerriglieri uscirono allo scoperto, girarono tre volte attorno alla vettura e lanciarono una granata prima di allontanarsi. L'esplosione della granata rese momentaneamente sorde le due Oblate, le quali si trascinarono fuori e attesero i soccorsi sdraiate sul ciglio della strada. Thérèse riportò seri danni cerebrali ma era ancora viva, mentre l'altra consacrata riferì l'intero accaduto. Il cadavere di padre Joseph rimase talmente bruciato da risultare quasi irriconoscibile. La consacrata che raccontò l'imboscata affermò che si sapeva degli spostamenti del martedì e del sabato del missionario nei villaggi, ritenendo l'aggressione una manifestazione d'odio contro gli stranieri, i sacerdoti e la religione cattolica.

Il processo di beatificazione

Padre Joseph Boissel è stato inserito, insieme a padre Louis Leroy, in un elenco di quindici uccisi tra Laos e Vietnam tra il 1954 e il 1970, comprendente sacerdoti diocesani, missionari e laici, capeggiati dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên. La Santa Sede ha concesso il nulla osta per la causa di beatificazione il 18 gennaio 2008. La fase diocesana del processo si è svolta a Nantes dal 10 giugno 2008 al 27 febbraio 2010 con il supporto di una commissione storica, luogo di origine di un altro dei potenziali martiri, padre Jean-Baptiste Malo. Dal 13 ottobre 2012, con l'inizio della fase romana, la Congregazione delle Cause dei Santi ha disposto che la loro Positio super martyrio, consegnata nel 2014, venisse coordinata e studiata congiuntamente a quella di padre Mario Borzaga, confratello dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e del catechista Paul Thoj Xyooj. La fase diocesana del processo per padre Mario Borzaga e Paul Thoj Xyooj si era svolta a Trento. Il 27 novembre 2014 la riunione dei consultori teologi ha espresso parere favorevole riguardo al martirio di tutti e diciassette i candidati. Il 2 giugno 2015 il congresso dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi ha confermato il parere positivo sul martirio, ma solo per Joseph Thao Tiên e quattordici compagni. Per padre Borzaga e il catechista Paul Thoj Xyooj il decreto sul martirio era già stato promulgato il 5 maggio 2015. Il 5 giugno 2015 papa Francesco ha autorizzato il decreto sul martirio per gli altri quindici candidati. La beatificazione congiunta dei diciassette martiri è stata stabilita per domenica 11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos, dopo accaniti dibattiti. La celebrazione della beatificazione è stata presieduta dal cardinale Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato nelle Filippine e Missionario Oblato di Maria Immacolata, in qualità di inviato del Papa.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giuseppe Boissel?

La sua memoria liturgica si celebra il 5 luglio, mentre la memoria liturgica dell'intero gruppo di martiri si celebra il 16 dicembre, anniversario del martirio di padre Jean Wauthier.