19 febbraio
Beato Giuseppe Zaplata
Religioso e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Gli anni della giovinezza e la vocazione religiosa
Nacque il 5 marzo 1904 nel villaggio di Jerka, vicino a Koscian, nel Voivodato della Vecchia Polonia. Venne battezzato nella chiesa parrocchiale di Lubin. I suoi genitori lavoravano nei campi ed erano poveri. A causa della povertà non poté andare oltre le scuole elementari. Prestò il servizio militare. Entrò nel 1927 nella Congregazione dei Frati del Sacratissimo Cuore di Gesù. Fu accolto dal Fondatore in persona, fra Stanisław Andrzej Kubiak. Compì la sua prima professione religiosa a ventiquattro anni, l'8 settembre 1928, a Poznań. Professione dei voti solenni il 10 marzo 1938 a Poznań. Venne incaricato di prestare servizio presso la Curia arcivescovile di Poznań. Stette a stretto contatto col cardinal August Hlond, per il quale è in corso il processo di beatificazione. Un testimone che lo conobbe all'epoca dichiarò che l'amore di Dio e del prossimo traspariva in ogni istante della sua vita quotidiana. Venne nominato sacrista della chiesa di Santa Elisabetta a Leopoli, oggi in Ucraina. Svolse in pari tempo le funzioni di superiore della locale comunità dei suoi frati a Leopoli.
La deportazione e la testimonianza nel campo di Dachau
Sin dall'inizio dell'occupazione nazista della Polonia, il 3 settembre 1939, la sua attenzione per i compatrioti destò la preoccupazione della Gestapo. Venne arrestato e trasferito nel campo di Mauthausen. Venne trasferito nel campo di Gusen. L'8 luglio 1940 fu destinato al campo di concentramento di Dachau. Trascorsero a Dachau l'intero periodo bellico. Nel campo fu marchiato col triangolo rosso che identificava i prigionieri politici. Fu contrassegnato dalla lettera P che segnalava la sua nazionalità polacca. Il suo numero d'identificazione era 22099. Nel febbraio 1945 si diffuse un'epidemia di tifo nel campo. Fra Józef si offrì spontaneamente per badare agli ammalati e ai moribondi. I malati erano tenuti in isolamento in un'apposita baracca. Sapeva che rischiava di restare contagiato ma volle servire i malati fino alla fine. Offrì il sacrificio della propria vita per ottenere il ritorno in Polonia del cardinal Hlond, costretto all'esilio. Morì a causa del tifo e delle privazioni il 19 febbraio 1945.
Il cammino della causa di beatificazione
La fase diocesana della causa è stata aperta il 26 gennaio 1992. La fase diocesana è stata chiusa esattamente due anni dopo, il 26 gennaio 1994. Il 10 marzo 1992 è stato rilasciato il nulla osta dalla Santa Sede. Il decreto che convalidava gli atti dell'inchiesta diocesana è stato emesso il 24 febbraio 1995. Dal 13 ottobre 1995 è stato incluso in un elenco di 108 potenziali martiri uccisi durante la persecuzione contro la Chiesa polacca. La persecuzione scaturì durante l'occupazione tedesca durata dal 1939 al 1945. La Positio super martyrio unitaria è stata trasmessa nel 1998 alla Congregazione delle Cause dei Santi. I Consultori teologi esaminarono la Positio il 20 novembre 1998. I cardinali e i vescovi del Dicastero la valutarono positivamente il 16 febbraio 1999. Il 26 marzo 1999 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto di martirio per i 108 Servi di Dio. Papa Giovanni Paolo II li ha beatificati il 13 giugno 1999 a Varsavia durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia.
Il cammino di fede
Il percorso terreno del Beato Giuseppe Zaplata inizia nel 1904 a Jerka, in Polonia, in un contesto storico che avrebbe presto conosciuto la durezza del conflitto mondiale. La sua vocazione matura nel 1927, quando decide di consacrare la propria vita a Dio entrando nella Congregazione dei Frati del Sacratissimo Cuore di Gesù. In quegli anni di formazione e servizio, egli si distingue per una profonda umiltà, prestando la sua opera presso la Curia arcivescovile di Poznań, un compito che ha svolto con dedizione e spirito di obbedienza. La sua vita, fino a quel momento scandita dalla preghiera e dal servizio quotidiano, viene bruscamente interrotta dall'occupazione nazista della Polonia. Arrestato dalla Gestapo, Giuseppe viene strappato alla sua comunità e all'esercizio del suo ministero religioso, dando inizio a un doloroso pellegrinaggio attraverso gli orrori dei campi di concentramento. Il suo transito avviene tra i luoghi di indicibile sofferenza di Mauthausen e Gusen, fino a giungere nel campo di Dachau. Qui, la sua fede viene messa alla prova suprema, ma è proprio in questo luogo di morte che la sua carità manifesta la sua forma più pura e autentica. Nonostante la debolezza fisica e la costante minaccia della fine, Giuseppe decide di farsi carico della sofferenza altrui, assistendo con instancabile dedizione i malati di tifo. In questo servizio silenzioso e rischioso, egli incarna il cuore del suo carisma religioso, diventando un segno di speranza per quanti, insieme a lui, condividevano il destino del martirio. La sua morte, avvenuta nel 1945, segna il compimento di una vita spesa integralmente per il Vangelo.
Memoria e venerazione
La figura di Giuseppe Zaplata è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa universale attraverso il processo di beatificazione, che ha visto il suo culmine il 13 giugno 1999, quando il Papa Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari. La sua memoria liturgica, che ricorre il 19 febbraio, offre ai fedeli l'opportunità di riflettere sulla forza della testimonianza cristiana in tempi di tribolazione. Il ricordo di questo religioso non è soltanto un atto di devozione verso un martire del ventesimo secolo, ma rappresenta un invito costante a riconoscere il valore infinito di ogni singola esistenza umana. Nel suo agire quotidiano dentro Dachau, Giuseppe ci insegna che la dignità della persona non può essere annullata da alcuna violenza, e che la carità cristiana rimane la risposta più alta e coraggiosa di fronte al male. La sua vita, breve ma intensa, continua a parlare al cuore dei fedeli, esortando alla perseveranza nella fede e alla cura premurosa verso chi è nel dolore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Giuseppe Zaplata?
La sua ricorrenza si celebra il 19 febbraio.
Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Giuseppe Zapłata, religioso della Congregazione del Sacratissimo Cuore di Gesù e martire, che, tradotto per la sua fede con violenza dalla Polonia, sua patria, ad una crudele carcerazione, colpito da malattia portò a compimento il suo martirio. — Martirologio Romano