Beato José Azurmendi Larrìnaga
Sacerdote francescano, martire
Aggiornato il 22 luglio 2026
La giovinezza e la formazione religiosa
Il santo nacque a Durango, in diocesi di Viteria, il diciotto agosto 1870 e fu subito battezzato a causa di un apparente pericolo di vita. Il trenta luglio 1878 ricevette la cresima nella chiesa parrocchiale di Durango per mano dell'Ordinario diocesano Monsignor Sebastiàn Herrero y Espinosa. Entrò molto giovane nel collegio di Chipiona insieme al fratello gemello Agapito, il quale tuttavia non perseverò nel collegio. In questo istituto il giovane intraprese gli studi umanistici. Il trenta uno gennaio 1887 vestì l'abito francescano e il ventitré febbraio dell'anno successivo fece la professione dei voti semplici. Il ventidue luglio 1891 emise la professione dei voti solenni nelle mani del rettore del collegio, padre Vicente Ribes. Il cammino verso l'altare proseguì con la ricezione della tonsura e degli ordini minori il sedici ottobre 1892, del suddiaconato il ventitré dicembre 1893 e del diaconato il nove marzo 1895. Infine, il trenta maggio 1896 ricevette il presbiterato dalle mani del Beato Cardinale Marcelo Espìnola, arcivescovo di Siviglia.
Le missioni in Terra Santa e l'impegno nei conventi
A causa della salute delicata, padre José rimase alcuni anni nel collegio della Regola e fu poi inserito nel primo gruppetto inviato a fondare il convento di Fuenteobejuna. Nel febbraio del 1900 partì per la missione di Terra Santa, facendo parte della comunità del convento del Santo Sepolcro. Appartenne anche ai conventi di Betlemme, Hain Carem e Nazaret, dedicandosi al culto dei santuari e a guidare i pellegrini in visita. Il trenta uno luglio 1902 fu nominato maestro degli studenti a Betlemme e nel 1907 passò al noviziato di Nazaret come secondo maestro. Nel settembre del 1907 fu nominato presidente dell'ospizio del Roseto presso Alessandria d'Egitto e nel luglio del 1908 fu trasferito a Damietta con lo stesso incarico di presidente.
Il rientro in Spagna e gli ultimi incarichi
Tornò in Spagna nell'estate del 1913, reintegrandosi nel collegio di Chipiona per poi essere destinato a svariati conventi. Dal venticinque agosto 1922 al ventuno novembre 1925 fu consigliere del Commissariato francescano provinciale. Nel novembre del 1925 si trasferì a Puente Genil e nel gennaio del 1929 fu destinato a Lebrija. Si trasferì successivamente a Coin, dove svolse l'incarico di vicario fino all'incendio dei conventi del maggio 1931. Nel 1932 svolse l'ufficio di cappellano nel convento delle clarisse a Sanlùcar de Barrameda e nel settembre del 1932 ritornò a Lebrija. Il quattro gennaio 1934 fu eletto per la seconda volta vicario del convento di Coin, prima di fare ritorno nuovamente a Lebrija. Nei primi giorni di luglio del 1936 partì da Lebrija verso la sua ultima destinazione a Fuenteobejuna.
Il martirio e la testimonianza suprema
Durante gli eventi drammatici della persecuzione, il religioso si rifiutò di bestemmiare. Fu ucciso a mezzogiorno del ventuno settembre 1936 nel patio del carcere di Azuaga. Al momento della morte aveva sessantasei anni di età, quarantanove di vestizione dell'abito e quaranta di sacerdozio. Egli fu il primo dei sette martiri del suo gruppo a compiere il sacrificio della propria vita.
Il cammino sacerdotale
Il percorso spirituale di José Azurmendi Larrìnaga ebbe inizio nel 1887, anno in cui ricevette l'abito francescano, intraprendendo un cammino di umiltà e preghiera che lo condusse nel 1896 alla solenne ordinazione sacerdotale. La sua dedizione al Signore si manifestò presto in un vasto impegno apostolico, che lo portò a servire in numerosi luoghi, tra cui Chipiona, Puente Genil, Lebrija, Coin, Sanlùcar de Barrameda e Fuenteobejuna, dove ricoprì con dedizione l'incarico di vicario in diversi conventi. La sua anima, tuttavia, fu segnata in modo particolare dall'esperienza missionaria vissuta in Terra Santa dal 1900 al 1913, periodo durante il quale prestò servizio anche ad Alessandria d'Egitto e Damietta. Questa lunga stagione di missione arricchì il suo spirito, consolidando in lui quella carità pastorale che avrebbe poi caratterizzato ogni suo ufficio. La sua vita fu un susseguirsi di spostamenti e incarichi, sempre affrontati con lo spirito di chi si sente pellegrino e servo della Parola. In ogni convento in cui fu chiamato a operare, il Beato José seppe farsi guida per i confratelli e per i fedeli, testimoniando la bellezza della vita consacrata e la gioia di appartenere totalmente al Signore, mantenendo sempre vivo il desiderio di conformare le proprie azioni alla volontà del Padre celeste.
La testimonianza suprema
L'atto conclusivo della vita del Beato José Azurmendi Larrìnaga avvenne nel 1936, nel carcere di Azuaga, dove fu condotto a causa delle turbolenze del suo tempo. In quel luogo di oppressione, egli affrontò la prova definitiva che avrebbe consacrato il suo apostolato. Di fronte alla violenza e alla prepotenza di chi cercava di umiliare la sua fede, il sacerdote scelse la via della coerenza assoluta, rifiutandosi fermamente di bestemmiare nonostante le minacce subite. Tale rifiuto non fu solo un atto di coraggio individuale, ma una testimonianza pubblica e solenne dell'amore che egli nutriva per il nome di Dio. Il suo martirio, avvenuto in prigionia, lo ha reso il primo tra i sette martiri di questo gruppo, elevandolo a modello di fedeltà per ogni cristiano. La Chiesa lo ricorda non solo per il suo operato pastorale, ma soprattutto per la fermezza con cui ha saputo proteggere la sacralità della propria fede nel momento del pericolo mortale. La sua memoria rimane un richiamo costante a non cedere mai di fronte alla tentazione del male, ricordandoci che la dignità del cristiano risiede nel rimanere saldi nella verità, anche quando il mondo intorno sembra smarrire il senso del sacro.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato José Azurmendi Larrìnaga?
La sua memoria liturgica si celebra il ventuno settembre, giorno della sua nascita al cielo.