9 febbraio
Beato Leopoldo da Alpandeire Marquez Sanchez
Cappuccino
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle valli di Ronda alla vocazione cappuccina
Il nome di battesimo del beato era Francisco Tomás, nato ad Alpandeire, un piccolo paese situato all'estremità della serra di Jarestepar, a sud di Ronda, nella provincia di Málaga. Da piccolo Francisco Tomás allevava pecore e capre e coltivava la terra. Svolgeva i compiti di pastore e contadino mentre recitava il rosario. Chi conobbe Francisco Tomás da piccolo raccontava che quando diceva l'espressione Ave Maria, piena di grazia sembrava che stesse vedendo e parlando con Nostra Signora. Fin da piccolo coltivò virtù come la generosità e il distacco dai beni. Condivideva la sua merenda con altri pastorelli più poveri di lui. Dava le proprie scarpe a un povero che ne aveva bisogno. Consegnava il denaro guadagnato nella vendemmia di Jerez ai poveri incontrati sulla via del ritorno. Francisco Tomás scoprì la sua vocazione dopo aver ascoltato la predicazione di due cappuccini a Ronda nel 1894. La predicazione a Ronda nel 1894 celebrava la beatificazione del cappuccino fra' Diego José de Cádiz. A trentacinque anni Francisco Tomás vestì l'abito nel convento di Siviglia. Cambiò il proprio nome da Francisco Tomás a Leopoldo secondo gli usi dell'Ordine. L'ingresso nella vita religiosa non fu una conversione clamorosa o un cambiamento radicale, ma un sublimare impegni e atteggiamenti già coltivati. L'amore per Dio, la preghiera, il lavoro, il silenzio, la devozione per la Vergine e la penitenza caratterizzavano già la sua vita precedente. La croce e la passione di Cristo divennero oggetto di meditazione e imitazione dal momento dell'ingresso nell'ordine. Il sedici novembre 1900 fece la sua prima professione religiosa. Dopo la prima professione si dedicò all'orto nei conventi di Siviglia, Antequera e Granada. Il ventitré novembre 1903 emise i voti perpetui a Granada. Nel 1914 fra' Leopoldo si recò di nuovo a Granada, dove rimase fino alla morte. A Granada ricevette l'incarico di elemosiniere.
Il cammino tra la gente e le prove della storia
Le montagne, le valli, le vie polverose e le strade diventarono il tempio e il chiostro della sua vita cappuccina. Il contatto con gli uomini divenne il suo mezzo per raggiungere la santità nonostante la sua grande sensibilità per la vita contemplativa. Il contatto con la gente lo aiutava a uscire da se stesso e a caricarsi del peso degli altri per comprendere, aiutare, servire e amare. Un devoto definì fra' Leopoldo distinto ma non distante. Lo si vedeva per le strade a piedi nudi, con lo sguardo rivolto verso il cielo e il rosario in mano. Attirava l'attenzione e l'aiuto dei passanti. Ogni volta che riceveva un'elemosina recitava tre Ave Maria. Ascoltare le tre Ave Maria recitate da lui faceva venire i brividi, secondo alcune testimonianze raccolte da padre Alfonso. Durante la persecuzione religiosa spagnola del 1936, fra' Leopoldo subì calunnie, rifiuti, insulti e minacce di morte. Quasi tutti i giorni veniva preso a sassate durante la persecuzione religiosa. Una volta sfuggì alla lapidazione perché alcuni uomini intervennero in sua difesa. Nel 1953 cadde dalle scale e si fratturò il femore. Dopo la frattura del femore riprese a camminare con l'aiuto di due bastoni. Il vicepostulatore ha affermato che fra' Leopoldo poté dedicarsi totalmente a Dio, che era stato l'unica passione della sua vita. Fra' Leopoldo morì il nove febbraio 1956. Fra' Angel de León ha scritto un articolo intitolato Il giorno in cui fra' Leopoldo è morto. L'articolo è stato pubblicato sulla pagina web ufficiale della beatificazione. La notizia della morte di fra' Leopoldo provocò un grido di dolore che da ogni angolo della città confluiva verso l'umile convento. Migliaia di abitanti di Granada accorsero a vedere il corpo senza vita di fra' Leopoldo. Fra' Ángel scrive che la cripta di fra' Leopoldo è testimone dello scorrere silenzioso di infinite lacrime di riconoscenza. Molti uomini messi alla prova dalla vita narrano prodigi sperimentati sulla propria carne o su quella di persone care, come scrive fra' Ángel. La fama di fra' Leopoldo si diffuse a macchia d'olio, senza alcuna forma di propaganda. Il vicepostulatore afferma che il frate testimoniò il mistero di Cristo povero e crocifisso con l'esempio e la parola. La testimonianza del frate avvenne al ritmo umile e orante della vita quotidiana.
La via umile alla santità e la solenne beatificazione
Fra' Leopoldo era un umile frate cappuccino con la barba bianca e lo sguardo sereno. Il vicepostulatore di fra' Leopoldo è padre Alfonso Ramírez Peralbo OFMCap. Padre Ramírez ha dichiarato che la santità del frate non è consistita nel realizzare grandi opere sociali come ospedali o grandi organizzazioni non governative. Fra' Leopoldo non apparteneva a dinastie nobili. Il frate non parlava da cattedre o pulpiti e non brillava per il suo sapere. Fra' Leopoldo non aveva lasciato il suo convento per diventare missionario in terre lontane. Fra' Leopoldo ha raggiunto la santità nelle piccole cose, facendo ogni cosa come se fosse la prima volta. La freschezza degli atti ripetuti in modo monotono dava un senso soprannaturale e riempiva la vita del frate. Circa trecentomila fedeli, soprattutto dal sud della Spagna, erano attesi alla beatificazione del frate. La devozione verso fra' Leopoldo è maggiore nel sud della Spagna. La cantante andalusa Rosa López ha aperto la cerimonia di beatificazione cantando l'Ave Maria. La cantante Rosa López è stata accompagnata dal pianista Alfonso Berrío. Fra' Leopoldo è stato beatificato domenica dodici settembre 2010 a Granada. La cerimonia di beatificazione è stata presieduta da monsignor Angelo Amato in rappresentanza di Papa Benedetto XVI. Monsignor Angelo Amato era prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Fra' Leopoldo commentò il suo cinquantesimo anniversario di vita religiosa dicendo a un confratello che si diventava religiosi per allontanarsi dal mondo e si finiva perfino sui giornali. Il cinquantesimo anniversario di vita religiosa di fra' Leopoldo fu riportato da alcuni giornali della sua città. Oltre ottocentomila pellegrini visitano ogni anno la tomba di fra' Leopoldo.
Il cammino di umiltà
Leopoldo nacque ad Alpandeire nel mille ottocento sessantaquattro. Fin dalla giovinezza, il suo animo fu attratto dalla ricerca di una vita più vicina al Vangelo, che lo condusse a compiere una scelta radicale. Nel mille ottocento novantanove entrò nell'ordine dei cappuccini presso Siviglia, dando inizio a un percorso di spoliazione e di preghiera. Dopo un periodo di formazione e di prova, emise i voti perpetui a Granada nell'anno mille novecento tre, consacrando per sempre la propria esistenza a Dio tra le fila della famiglia serafica. Il suo ministero si intrecciò profondamente con la storia e le strade di diverse città andaluse, ma fu a Granada che la sua missione trovò la pienezza della sua espressione quotidiana.
A partire dal mille novecento quattordici, il Beato Leopoldo assunse l'incarico di elemosiniere, un servizio che svolse con instancabile dedizione. In questo ruolo, egli non si limitava a distribuire beni materiali, ma portava con sé la luce della fede e il conforto di una parola buona per tutti coloro che incontrava. Nel corso del ventesimo secolo, anni segnati da profonde lacerazioni, egli divenne un punto di riferimento per una moltitudine di persone. Durante le drammatiche vicende della persecuzione religiosa del mille novecento trentasei, non esitò a camminare tra le minacce e le aggressioni, rimanendo saldo nella sua fede. La sua perseveranza in quel tempo di prova testimonia la profondità del suo radicamento in Cristo. Fino al termine dei suoi giorni, avvenuto a Granada nel mille novecento cinquantasei, egli visse come un umile servo, lasciando dietro di sé una scia di pace e di silenzioso abbandono alla Provvidenza, che ancora oggi continua a ispirare il cuore dei fedeli.
La memoria del Beato
La figura del Beato Leopoldo da Alpandeire è custodita con grande devozione nel cuore della Chiesa, in particolare nella terra di Granada, dove egli ha consumato i suoi anni migliori. La solennità della sua testimonianza è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa quando, il dodici settembre del duemila dieci, è stato elevato agli onori degli altari. La beatificazione, avvenuta per mano di Papa Benedetto Sedicesimo, ha confermato la santità di un uomo che ha saputo fare della strada il suo altare e del volto dei poveri il suo libro di preghiera.
Il culto che circonda il Beato Leopoldo non è legato a clamori, ma nasce dalla gratitudine silenziosa di chi ha trovato in lui un intercessore mite e un esempio di vita evangelica vissuta senza riserve. Ogni anno, la ricorrenza del nove febbraio e il ricordo della beatificazione offrono l'opportunità di rinnovare l'impegno a seguire Cristo con la stessa semplicità che ha distinto il frate cappuccino. La sua eredità spirituale continua a parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, invitando a riscoprire il valore profondo dell'umiltà, della carità fraterna e della fiducia incondizionata nel Signore, anche nelle ore più oscure della storia.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Leopoldo da Alpandeire?
La sua ricorrenza si celebra il nove febbraio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1956.