3 aprile
Beato Lorenzo Pak Chwi-deuk
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La conversazione e i primi anni di fede
Lorenzo Pak Chwi-deuk nacque a Myeoncheon, nel distretto di Chungcheong, nel 1769, nel corso del diciottesimo secolo. Sentì per la prima volta la predicazione del cattolicesimo proprio nella sua città natale, accogliendo il seme della parola divina che avrebbe cambiato radicalmente il suo cammino. Per comprendere più a fondo la dottrina, si recò a Seul dove apprese il catechismo direttamente dal catechista Saba Ji Hwang. Fatto ritorno a casa, prese a pregare con grande fervore, nutrendo lo spirito nel silenzio e nella meditazione quotidiana. Non tenne tuttavia questo dono soltanto per sé, ma provò a proclamare il Vangelo tra i suoi familiari e i suoi vicini, desideroso di condividere la luce della fede con quanti vivevano accanto a lui.
Con lo scoppio della persecuzione Sinhae nel 1791, la situazione per i cristiani mutò profondamente e si fece assai difficile. Lorenzo dimostrò subito la sua carità fraterna andando spesso a visitare i fratelli nella fede che erano stati imprigionati per il loro credo. Mosso da un coraggioso senso della giustizia, si recò persino dal capo ufficiale per protestare vivacemente contro l'arresto e il pestaggio di gente innocente. Per questo gesto di aperta difesa dei perseguitati, venne subito arrestato a sua volta. Fu trasferito prima nel carcere di Haemi e successivamente a Hongju. Durante questa prima detenzione diede prova di grande tempra morale, poiché non si scoraggiò mai e non smarrì la fede. Meno di un mese dopo l'arresto gli fu concessa la libertà, vedendosi così negato il martirio che desiderava compiere per amore del Signore.
La seconda persecuzione e le prove estreme
Dopo la liberazione, incurante dei pericoli e delle minacce, continuò la sua predicazione con lo stesso ardore di prima. Mantenne inoltre stretti contatti con altri due credenti impegnati nella testimonianza cristiana: Giacomo Won Si-bo e l'ufficiale dell'esercito Francesco Bang. Con la persecuzione Jeongsa del 1797 venne nuovamente ordinato il suo arresto da parte delle autorità locali. Alla notizia del mandato di cattura cercò inizialmente di scappare, ma si arrese spontaneamente quando seppe che suo padre era stato incarcerato al posto suo, offrendosi così volontariamente ai persecutori per salvare il genitore.
All'inizio dell'interrogatorio, spiegò la dottrina cattolica punto per punto con chiarezza e mitezza. Il capo ufficiale ordinò immediatamente di torturarlo, ma la violenza rimase senza esito sui suoi propositi. Dopo ripetuti interrogatori e malmenamenti, fu tenuto in prigione per vari mesi. All'arrivo di un nuovo capo ufficiale fu nuovamente messo sotto torchio, ottenendo gli stessi risultati di prima nella sua ferma professione di fede. Venne quindi trasferito a Hongju dove mantenne lo stesso comportamento inalterato. Il comandante in capo ordinò infine di gettarlo in prigione, rompergli le gambe e metterlo a morte. Il governatore, debitamente informato, dispose di percuoterlo alle gambe e di ammazzarlo a meno che non si fosse arreso dopo quattordici percosse. Rimase in prigione per mesi e fu spesso punito pubblicamente di fronte al comandante in capo.
Le sofferenze fisiche inflitte a Lorenzo furono inaudite e prolungate nel tempo. Una volta fu privato dei vestiti e abbandonato di notte in un buco fangoso, totalmente esposto al freddo e alla pioggia della stagione. In quei momenti di desolazione, scrisse a sua madre di aver visto in sogno, due mesi dopo l'imprigionamento, la croce di Gesù che gli diceva di seguirla, traendo da quella visione spirituale la forza per andare avanti. Fu picchiato più di millequattrocento volte sul corpo martoriato e non gli fu concesso di bere neppure un sorso d'acqua per otto giorni interi. Le guardie carcerarie, pensandolo ormai morto a causa dei traumi subiti, lo denudarono e lo abbandonarono all'esterno della prigione, ma inaspettatamente lui sopravvisse.
Il martirio e la gloria degli altari
Messo nuovamente in prigione dopo essere miracolosamente scampato alla morte sulla soglia della cella, disse con fermezza alle guardie che sarebbe morto solo se fosse stato impiccato. La tradizione riferisce che alcuni fedeli, che lo visitarono di nascosto la notte successiva, videro che le sue ferite erano miracolosamente scomparse per grazia divina. Le guardie, attonite e credendo a un atto di magia da parte sua, decisero di affrettare la sua fine e lo impiccarono con una corda. Morì il 3 aprile 1799, giorno che corrispondeva al ventinovesimo giorno del secondo mese del calendario lunare. Al momento della morte aveva circa trent'anni, offrendo la sua giovane vita come sigillo supremo di fedeltà al Vangelo.
Egli fa parte di un gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, che include altresì Saba Ji Hwang, Francesco Bang e Giacomo Won Si-bo. La memoria del suo sacrificio e della sua tempra cristiana è rimasta viva nel cuore della Chiesa. È stato beatificato da papa Francesco il 16 agosto 2014 durante il memorabile viaggio apostolico compiuto in Corea del Sud, suggellando così la santità di un laico che ha saputo amare Cristo sino alla fine.
Il cammino della fede
La storia del Beato Lorenzo Pak Chwi-deuk trova le sue radici nell'incontro fecondo con la parola di Dio, avvenuto nella città di Seul dove egli ebbe modo di apprendere il catechismo grazie alla guida illuminata del catechista Saba Ji Hwang. Quell'insegnamento non rimase una mera nozione intellettuale, ma divenne il fondamento solido su cui Lorenzo costruì la sua intera esistenza. La sua testimonianza si rivelò in tutta la sua forza durante la persecuzione Sinhae del mille settecento novantuno, un periodo di grande prova per la comunità cristiana coreana.
Il momento decisivo della sua vita fu segnato da un atto di suprema abnegazione. Quando le autorità avviarono le indagini per sradicare la fede cristiana, il padre di Lorenzo fu arrestato. Senza esitazione, il giovane scelse di presentarsi spontaneamente alle autorità, offrendo la propria vita per liberare il genitore. Questo atto non fu soltanto un segno di profondo rispetto filiale, ma la manifestazione di una carità che supera ogni istinto di conservazione. In seguito alla sua consegna, Lorenzo Pak Chwi-deuk fu condotto in diverse località, tra cui Haemi e Hongju, subendo la durezza della prigionia e le torture inflitte per indurlo all'abiura. Nonostante i mesi trascorsi in cella e le ripetute percosse, egli rimase saldo nella professione della sua fede. Il suo martirio si compì infine nel mille settecento novantanove, quando, dopo aver sopportato indicibili sofferenze, fu giustiziato per impiccagione nelle carceri di Hongju. Egli accolse la morte come il sigillo definitivo della sua fedeltà a Dio, lasciando alla Chiesa un esempio indelebile di coerenza e di spirito di sacrificio.
Il culto e la memoria
Il culto del Beato Lorenzo Pak Chwi-deuk si inserisce nel più ampio e glorioso ricordo dei martiri coreani, testimoni che hanno irrigato con il loro sangue il terreno su cui è sorta la Chiesa in Corea. La sua beatificazione, proclamata solennemente da Papa Francesco il sedici agosto duemila quattordici, ha elevato la sua figura agli onori degli altari, riconoscendo ufficialmente la validità del suo sacrificio compiuto per amore di Dio e del prossimo.
Inserito nel gruppo guidato da Paolo Yun Ji-chung, Lorenzo viene venerato come modello di vita cristiana, specialmente per coloro che vivono le difficoltà quotidiane con lo sguardo rivolto al cielo. La sua memoria, celebrata il tre aprile, invita i fedeli a riflettere sul valore del catechismo come nutrimento dell'anima e sulla forza liberatrice del sacrificio. In ogni luogo dove il suo nome viene invocato, egli intercede affinché la fede possa rimanere salda anche nelle tempeste della storia, ricordandoci che nessun atto di amore offerto al Signore rimane sterile, ma porta sempre frutti di grazia e di speranza per le generazioni future.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Lorenzo Pak Chwi-deuk?
La memoria liturgica del Beato Lorenzo Pak Chwi-deuk si celebra il 3 aprile, giorno anniversario del suo martirio.
Qual era il ruolo del Beato Lorenzo Pak Chwi-deuk nella Chiesa?
Egli visse la sua testimonianza cristiana come fedele laico, impegnandosi nella preghiera, nell'insegnamento del catechismo e nella carità verso i fratelli perseguitati.