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25 agosto

Beato Luigi della Consolata (Andrea Bordino)

Fratello cottolenghino

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle Langhe ai ghiacci della Russia

Andrea Bordino nacque a Castellinaldo, in provincia di Cuneo e diocesi di Alba, il 12 agosto 1922. A sette anni ricevette la prima comunione e a tredici anni ricevette la cresima. Completate le scuole elementari, aiutò il padre nel lavoro delle vigne nelle Langhe. Caratterizzato da indole atletica ed esuberante, trascorse l'adolescenza tra la parrocchia e il lavoro. Si formò cristianamente grazie all'amicizia con il viceparroco di Castellinaldo. A diciannov'anni fu nominato presidente dell'Azione Cattolica parrocchiale dal viceparroco, vista la sua disponibilità e le ottime doti. Nel gennaio 1942, all'età di vent'anni, fu arruolato nell'artiglieria alpina della divisione 'Cuneense'. Partecipò alla Seconda Guerra Mondiale venendo coinvolto nella Campagna di Russia insieme a suo fratello. Le truppe italiane risultarono inadeguate per il clima gelido russo, affrontando gravi pericoli e sofferenze. Un anno dopo l'arrivo in Russia, i due fratelli furono fatti prigionieri a Valuiki e le loro strade si divisero. Andrea Bordino fu inviato in Siberia nel Campo novantanove. Ridotto a una larva umana in mezzo alla disperazione e alla morte di decine di migliaia di alpini, si prodigò per dare conforto umano e cristiano ai morenti, ai sofferenti e ai sopravvissuti. Continuò le sue opere di carità anche dopo il trasferimento in Uzbekistan, tra gli ammalati agonizzanti e isolati nelle baracche perché infetti. Rifiutò per due anni ogni vantaggio personale durante la prigionia. Fu confortato dalla presenza del fratello ritrovato, che era prigioniero e lavorava come addetto alle cucine. I due fratelli rientrarono in Italia nell'ottobre 1945 con la fine della guerra. Le esperienze terribili e la visione della morte di molti giovani compatrioti segnarono per sempre Andrea Bordino.

Il dono di sé al Cottolengo

Una volta libero e riprese le forze, decise di dedicarsi alle persone colpite da malattie e dolori, maturando la vocazione alla carità. Il 23 luglio 1946 si presentò alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, il 'Cottolengo' di Torino, per donarsi agli altri come laico consacrato. Iniziò il noviziato il 23 luglio 1947. Nel 1948 emise la professione religiosa tra i Fratelli di san Giuseppe Cottolengo, noti come 'Fratelli Cottolenghini'. I Fratelli Cottolenghini si dedicavano alla cura e all'assistenza dei ricoverati dell'Istituto affetti da disparate malattie, deformità e disabilità fisiche e psichiche. L'Istituto Cottolengo era stato fondato nel 1832 da san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Assunse il nome religioso di Fratel Luigi della Consolata. Negli anni millenovecentocinquanta e millenovecentocinquantuno frequentò con grande profitto un corso di scuola infermieristica. Incominciò a lavorare nel settore ortopedico e chirurgico del Cottolengo. Fu un infermiere e anestesista di eccezionale bravura e un pioniere tra i donatori di sangue. Divideva il proprio tempo con gioia tra i sofferenti e i disgraziati che lo circondavano. Alla sera si dedicava ai poveri provenienti dalla città e dai dintorni, lavando e curando ogni tipo di piaga vedendo in essi, specialmente nei più gravi, Gesù sofferente. Dal 1959 al 1967 ricevette cariche di responsabilità dai confratelli e dal cardinale Pellegrino, arcivescovo di Torino, sia tra i Fratelli Cottolenghini sia nella direzione del Cottolengo.

La malattia e la beatificazione

Nel giugno 1975, sentendosi poco bene, si sottopose ad analisi che diagnosticarono una leucemia mieloide, malattia di cui conosceva la prognosi fatale. Affrontò la malattia senza disperazione, benedicendo la Provvidenza con la preghiera cottolenghina 'Deo gratias'. Gestì la sua dolorosa malattia per due anni come se appartenesse a un'altra persona. Morì santamente il 25 agosto 1977. Come atto supremo di donazione, offrì le cornee, gli unici organi rimasti sani, a due persone non vedenti. La sua vita terrena durò cinquantacinque anni. Il processo di beatificazione è in corso dal 1993. Il 12 aprile 2003 ricevette il titolo di Venerabile. Fu beatificato il 2 maggio 2015. La cerimonia di beatificazione si svolse a Torino nello spazio antistante la chiesa del Santo Volto. La cerimonia fu presieduta dal cardinale Angelo Amato S.D.B., prefetto della Congregazione per le cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco. Alla cerimonia di beatificazione parteciparono quasi quattromila fedeli. Nelle prime file erano presenti molte penne nere giunte da tutto il Piemonte e moltissime persone malate e disabili, amici prediletti di fratel Luigi.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Luigi della Consolata?

La sua memoria liturgica si celebra il 25 agosto, giorno della sua nascita al cielo.