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1 gennaio

Beato Luigi (Lojze) Grozde

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e l'infanzia

Il soggetto nasce con lo stigma sociale di essere un figlio illegittimo. Lojze Grozde è nato precisamente il 27 maggio 1923 a Gorenje Vodale, in Slovenia. Viene al mondo nel corso del ventesimo secolo e riceve il battesimo il 27 maggio 1923 nella chiesa parrocchiale di Tržišče na Dolenjskem, situata nella diocesi di Novo mesto in Slovenia. Sua madre rifiuta di allevarlo per non avere costantemente il ricordo della propria colpa. Il padre naturale rifiuta di riconoscerlo come figlio. Essendo nato fuori dal matrimonio e non essendo stato riconosciuto dal padre naturale, viene trascurato insieme alla madre da molti parenti. All'età di quattro anni del bambino, la madre sposa un uomo di cognome Kovač. L'uomo che sposa sua madre quattro anni dopo rifiuta di accoglierlo in casa. La madre di Lojze era sempre molto impegnata con il lavoro. La madre è costretta a lavorare duramente presso diversi padroni per sostenere economicamente sé e il figlio. Il bambino viene accudito e cresciuto dai nonni e dalla zia. Viene cresciuto concretamente dai nonni materni e dalla zia. L'assenza della madre provoco molta sofferenza a Lojze. Al bambino manca continuamente l'affetto della figura materna. Cresce in aperta campagna all'interno di un ambiente contadino povero e caratterizzato da un duro lavoro. L'ambiente contadino e povero in cui trascorre l'infanzia influisce sul suo carattere, rendendolo una persona riservata e timida.

Gli anni della scuola e la formazione spirituale

Lojze iniziò a frequentare la scuola elementare all'età di sei anni. Ottiene eccellenti risultati negli studi scolastici. Trova nei successi a scuola una compensazione alla mancanza di affetto materno e al suo senso di inferiorità rispetto ai compagni. Lojze fu educato fin da bambino nella fede cattolica, nell'amore verso Dio e nell'amore verso la patria. I nonni e la zia lo educano alla fede religiosa e all'amore per la patria. La profonda vita interiore di Lojze emergeva già dai suoi temi scolastici. Lojze superava tutti i suoi compagni per il maggiore sviluppo spirituale. Lojze terminò con successo la scuola elementare. Viene mandato a proseguire gli studi liceali a Lubiana, la capitale. Lojze iniziò a frequentare il ginnasio-liceo a Lubiana, capitale della Slovenia. Si diploma a pieni voti al liceo. Lojze ottenne la maturità classica dopo otto anni di studio. Una benefattrice gli paga gli studi e il soggiorno presso il convitto. Durante il periodo degli studi, Lojze ottenne un posto nel convitto vescovile Marijanisce grazie all'aiuto di benefattori. Lojze era molto generoso nell'aiutare i suoi compagni di scuola e di convitto. Lojze riuscì a conquistare la simpatia di tutti i suoi compagni. Nel periodo del convitto Lojze iniziò a scrivere poesie. All'età di 13 anni entra nella Congregazione Mariana, della quale diverrà anche presidente per un periodo. L'8 dicembre 1936 Lojze divenne membro della Congregazione Mariana e si consacrò all'Immacolata. L'esperienza nella Congregazione Mariana non risulta decisiva per la maturazione della sua fede. Alcuni anni dopo la sua adesione, Lojze divenne presidente della Congregazione Mariana. Durante il liceo, alcuni membri dell'Azione Cattolica invitarunt Lojze a partecipare alle loro riunioni. All'età di 15 anni viene introdotto all'Azione Cattolica da alcuni compagni di liceo. Gli ideali dell'Azione Cattolica stimolarono Lojze ad assumere nuovi impegni apostolici. Attribuisce all'intercessione della Madonna la grazia di essere entrato nell'Azione Cattolica. Lojze desiderava fare tutto per il regno di Dio, condurre i giovani a Cristo e sacrificarsi per la salvezza delle anime. Lojze era convinto che la Vergine Santissima, verso cui nutriva grande devozione, lo avesse guidato verso l'Azione Cattolica per ampliare la sua vita spirituale e il suo raggio d'azione. Consolida rapidamente la propria fede attraverso la preghiera, i momenti formativi, la lettura e l'apostolato attivo. Inizia a praticare la comunione quotidiana, ad offrire una forte testimonianza e a mostrare un atteggiamento solare. Lojze sviluppò una fede salda e uno spirito di sacrificio. La fede incrollabile di Lojze lo rendeva una persona ottimista. Utilizza lo studio come strumento di apostolato per avvicinare i compagni e annunciare la propria fede. Scrive di non voler essere un uomo mediocre e di ritenere che il compito proposto dall'Azione Cattolica meriti di essere vissuto a qualsiasi costo. Lojze scrisse nel proprio diario che il giovane di Azione Cattolica deve essere sempre pronto al sacrificio, al martirio e alla morte. Annota sul suo diario la frase profetica secondo cui il giovane di Azione Cattolica deve essere sempre disposto ai sacrifici, fino al martirio e alla morte. Sviluppa una forte vita spirituale e un totale dedizione al Regno di Dio attraverso l'esercizio del sacrificio. Lojze traeva la forza per il suo apostolato laico dall'Eucaristia quotidiana o quasi quotidiana e dalla Comunione quotidiana. Durante gli studi liceali Lojze pensò spesso alla possibilità di diventare sacerdote. Valuta la possibilità di diventare sacerdote, ma sceglie poi di operare come laico impegnato e coerente. Dopo aver pregato e riflettuto a lungo, Lojze decise che avrebbe servito meglio il Regno di Dio e la salvezza delle anime rimanendo un laico dell'Azione Cattolica. Con il passare degli anni Lojze continuò a lavorare al proprio miglioramento personale.

Il contesto storico e il viaggio drammatico

In Jugoslavia la situazione politica si complica e il regime comunista guidato da Tito avvia una feroce persecuzione contro i cattolici. Lojze possedeva un forte senso di appartenenza alla nazione slovena. Lojze intuiva il pericolo rappresentato dalla rivoluzione comunista per il popolo sloveno. Durante la seconda guerra mondiale la Slovenia fu occupata da Italiani e Tedeschi ed fu teatro di una guerra civile. Alla fine del 1942 Lojze desiderava ardentemente tornare a casa per le festività natalizie. In occasione delle feste natalizie del 1942 decide di mettersi in viaggio per fare visita alla propria famiglia. Il viaggio verso la sua terra natale era pericoloso a causa della presenza di numerosi partigiani armati. Lojze era fortemente motivato dal desiderio di far visita alla madre per condividere la gioia del Natale. Lojze viaggiò in treno da Lubiana a Trebnje. Il primo gennaio 1943, durante il viaggio, si ferma presso il monastero cistercense di Stična per fare la comunione, che risulterà l'ultima della sua vita. Il primo gennaio 1943 Lojze arrivò a Stična nonostante i pericoli del viaggio. Presso il monastero cistercense di Stična Lojze si accostò alla comunione per l'ultima volta nella sua vita. Lojze proseguì il suo viaggio verso Mirna.

La cattura, le torture e il martirio

Lo stesso giorno viene fermato e catturato dai partigiani di Tito con l'accusa di essere un corriere dei militanti anticomunisti. A Mirna i partigiani catturarono Lojze e lo sottoposero a un primo interrogatorio con l'accusa di essere un corriere. Di sera Lojze fu trascinato nella trattoria di Vidmar, dove iniziarono le torture a suo danno. Due partigiani accusarono Lojze di essere una spia segreta dei militanti anticomunisti e gli ordinarono di confessare presunti intrighi ostili al popolo. Durante la perquisizione gli vengono trovati addosso unicamente un messalino, un libretto di preghiere e delle immaginette religiose. Lojze si rifiutò di dichiarare il falso non avendo nulla da confessare. Gli unici oggetti trovati addosso a Lojze furono un piccolo messale romano, il libro Imitazione di Cristo e alcune immaginette della Madonna di Fatima. Viene sottoposto a crudeli torture per un'intera notte al fine di estorcergli confessioni su complotti e attività di spionaggio inesistenti. Lojze fu sottoposto a torture disumane che sopportò con grande forza spirituale e abbandono alla volontà di Dio. Viene infine ucciso dai partigiani in quanto ritenuto un cattolico pericoloso. Al termine di una lunga tortura i partigiani uccisero Lojze. Lojze concluse la sua vita come martire cristiano all'età di soli vent'anni. Lojze Grozde è deceduto a Mirna, in Slovenia, il primo gennaio 1943.

Il ritrovamento, la sepoltura e la fama di santità

Il 23 febbraio il suo corpo, recante evidenti segni di atroci torture, viene ritrovato casualmente da alcuni ragazzi. Il corpo martoriato di Lojze fu ritrovato il 23 febbraio 1943. Il cadavere insepolto di Lojze fu rinvenuto da alcuni bambini in un bosco nei pressi di Mirna, vicino al ruscello Vejersca. Viene sepolto in un piccolo cimitero locale. I resti mortali di Lojze Grozde furono sepolti nel cimitero di Šentrupert na Dolenjskem, vicino al suo luogo di nascita. Subito dopo la diffusione della notizia della sua morte, i fedeli considerarono Lojze un martire cristiano. La sua tomba e la fama del suo martirio iniziano ad attrarre una vasta devozione popolare. La tomba di Lojze nel cimitero di Šentrupert divenne meta di pellegrinaggi da parte di singoli fedeli e di gruppi. Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale il regime comunista al potere in Slovenia proibì di parlare pubblicamente della morte di Lojze Grozde. I fedeli continuarono a visitare segretamente la tomba e il luogo del martirio di Lojze, portando fiori e candele e chiedendo la sua intercessione. La morte del beato Lojze Grozde è considerata un martirio formale. I persecutori di Lojze Grozde agirono spinti dall'odio per la fede. Lojze Grozde ha offerto la propria vita per amore della fede e della Chiesa cattolica. La fama del martirio di Lojze Grozde si è diffusa tra i fedeli fin dal momento del suo decesso. La convinzione che la morte di Lojze Grozde sia stata un martirio di fede persiste ancora oggi. Papa Giovanni Paolo II ha sottolineato la fama di martirio di Lojze Grozde durante la sua visita pastorale in Slovenia dal 17 al 19 maggio 1996. Papa Giovanni Paolo II ha definito il Beato con l'espressione discepolo di Cristo. Papa Giovanni Paolo II ha incluso Lojze Grozde tra gli eroici testimoni della Fede. I fedeli hanno continuato a testimoniare la fama di santità e di martirio di Lojze Grozde in modo ininterrotto dalla sua morte fino all'epoca contemporanea. La Chiesa cattolica riconosce ufficialmente il suo martirio nel mese di marzo antecedente alla stesura del testo. Viene solennemente beatificato nella città slovena di Celje durante il Congresso Eucaristico sloveno. Lojze Grozde rappresenta il simbolo di tutti i cattolici sloveni che hanno subito il martirio durante e dopo la seconda guerra mondiale per la loro fedeltà religiosa. Lojze Grozde è considerato una delle figure giovanili più rilevanti della Slovenia. La figura di Lojze Grozde rimane tuttora un modello morale per la gioventù slovena.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Lojze Grozde?

La sua ricorrenza si celebra il primo gennaio di ogni anno.