10 settembre
Beato Miguel Beato Sánchez
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la famiglia
Don Miguel nacque a La Villa de Don Fadrique, Toledo, il 10 aprile 1911. Più precisamente, in Calle Toledo 3, quel giorno nacquero i gemelli Miguel e Domingo. I genitori dei gemelli erano i coniugi Miguel Beato López e Andrea Sánchez Villanueva. I genitori erano cristiani devoti ed abili lavoratori. La coppia ebbe in tutto sette figli: Juan, Maria Esperanza, Miguel, Domingo, Maria Teresa, Maria Dolores e Jesús. Purtroppo la vita della famiglia fu segnata da precoci dolori, poiché i figli Juan e Maria Esperanza morirono giovani, mentre il figlio Domingo morì a tre anni d'età. Due giorni dopo la nascita, Miguel fu battezzato nella chiesa parrocchiale dell'Assunzione della Vergine Maria. Il 14 giugno 1916 Miguel ricevette la Cresima dal Vescovo ausiliare di Toledo monsignor Juan Bautista Luís Pérez. Nella primavera del 1917 ricevette l'Eucaristia. A casa Miguel era ubbidiente ai genitori e aiutava i fratelli compiendo i favori che essi rifiutavano di fare.
La religiosità della famiglia favorì numerose vocazioni. Le tre figlie femmine entrarono nell'Istituto Secolare Alleanza in Gesù per Maria, fondato da padre Antonio Amundarain. Miguel sentiva da tempo l'attrazione verso il sacerdozio. La sorella Maria Teresa raccontò di averlo visto giocare a celebrare la Messa con bavaglini come casula e altarini fatti in casa. I nonni e gli zii speravano che il primogenito Juan entrasse in Seminario. Quando Juan dichiarò di non voler entrare in Seminario, Miguel disse alla nonna che sarebbe diventato prete. Nel 1923 giunse a La Villa un giovane sacerdote zelante che notò le inclinazioni di Miguel dodicenne. Dopo averlo preparato, il sacerdote lo condusse nel Seminario Minore di Toledo intitolato a san Tommaso di Villanova. Miguel si distinse subito per religiosità, buon carattere e disponibilità ad aiutare i compagni in difficoltà. Frequentò quattro anni di Latino e Umanità, tre di Filosofia e cinque di Teologia.
Il cammino verso il sacerdozio
Il percorso di formazione ecclesiastica proseguì con le tappe canoniche stabilite dalla Chiesa. Il 20, 21 e 22 dicembre 1934 ricevette la Tonsura e gli Ordini Minori. Successivamente, il 16 giugno 1935 ricevette il Suddiaconato. Gli ordini sacri gli furono impartiti dal cardinale Isidro Gomá y Tomás, Arcivescovo di Toledo e Primate di Spagna. Non poté ricevere gli Ordini Maggiori nel 1935 a causa del servizio militare. Fu riformato alla visita medica per il servizio militare. Trascorsi il periodo di attesa risistemando la biblioteca dell'Arcivescovo, che lo ringraziò regalandogli alcune sue opere letterarie. L'8 marzo 1936 divenne diacono. L'11 aprile 1936, un giorno dopo il suo compleanno, fu ordinato sacerdote. Tra i compagni di ordinazione vi furono due suoi compaesani martiri: don Ambenio Diaz-Maroto e don Telesforo Hidalgo. Celebrò la Prima Messa il 21 aprile all'altar maggiore della parrocchia nativa. Non poté fare la Messa cantata nonostante la concelebrazione di una ventina di sacerdoti, a causa del clima di rivoluzione nel paese.
Il ministero e la tempesta della guerra
Il 18 aprile ricevette la nomina a vicario nella stessa chiesa per assistere il parroco don Francisco López-Gasco Fernández-Largo. Lavorò con i giovani dell'Azione Cattolica organizzando spettacoli teatrali, conferenze religiose e ritiri spirituali. Si dedicò alla catechesi e trascorse lunghe ore nel confessionale. Portava personalmente l'Eucaristia ai lavoratori nei campi e visitava frequentemente gli ammalati. Il 18 luglio, con lo scoppio della guerra civile, la chiesa fu chiusa. Il parroco affidò a don Miguel il compito di custodire in casa le Sacre Specie per comunicare i fedeli e assistere i bisognosi. Il 3 agosto don Francisco fu catturato e il 9 agosto fu ucciso. Il giovane vicario celebrò la sua ultima Messa nel giorno in cui il confratello otteneva il martirio. La sorella Maria Teresa lo vedeva pregare ogni giorno in ginocchio recitando un Padre nostro e una preghiera per essere vittima e mai traditore per la salvezza della Spagna. A chi lo invitava a togliersi la talare e indossare abiti civili rispose che non se l'sarebbe tolta finché non si fosse tinta di sangue. Don Miguel accettò a malincuore di togliersi la tonaca dopo aver saputo che quella di don Francisco era stata oltraggiata dai miliziani. Indossò un grembiule per evitare di andare vestito come la gente comune. Apprese che il Santissimo Cristo del Consuelo, patrono di La Villa, fu tra le prime immagini ad essere profanate. Commentò amaramente che il meglio da farsi era radunare tutto e bruciarlo per evitare una simile profanazione.
La Passione e il martirio
I miliziani vennero a cercarlo in casa sua la mattina del 5 settembre 1936. Si presentò spontaneamente ai miliziani. Tornò a casa a mezzogiorno per mangiare il 5 settembre e il giorno successivo. I familiari non lo rividero più dopo il 6 settembre, data in cui ebbe inizio la sua Passione. Don Miguel fu sottoposto a un interrogatorio. Le sue uniche risposte durante l'interrogatorio furono che Dio c'è, che crede in Dio e Viva Cristo Re. Venne rivestito come ad impersonare Gesù in una rappresentazione della Via Crucis. Fu schernito dai suoi persecutori. Fu costretto a un nuovo interrogatorio e mantenne lo stesso comportamento. Fu gettato in un porcile. Gli venne tagliata la lingua perché si rifiutava di pronunciare bestemmie. Coloro che gli portarono da mangiare lo insultarono chiedendogli perché il suo Dio tanto amato e vicino non venisse ad aiutarlo. L'8 settembre fu condotto presso un'altra abitazione. Si oppose a chi voleva fargli oltraggiare il Crocifisso. Due giorni più tardi, secondo una testimone oculare, gli esecutori lo davano per morto. Quando lo udirono sospirare invocando Dio, lo riempirono di bastonate. Subì le percosse finché ebbe appena la forza di pronunciare l'invocazione alla madre. Morì il 10 settembre 1936. Venne seppellito in un campo vicino alla città chiamato La Veguilla. Fu lasciata scoperta una sua mano stretta a pugno. Un pastore ritrovò il corpo grazie al segno della mano scoperta. Il corpo era stato probabilmente divorato dai cani. I suoi resti mortali furono esumati nel 1939. I resti furono traslati nel presbiterio della chiesa dell'Assunzione a La Villa de Don Fadrique.
La vita
Il cammino del Beato Miguel Beato Sánchez ha avuto inizio nel millenovecentoundici a La Villa de Don Fadrique, luogo che avrebbe fatto da sfondo all'intera parabola della sua vita. Spinto da una vocazione precoce e sincera, nel millenovecentoventitré, ancora adolescente, ha fatto il suo ingresso nel Seminario Minore di Toledo. In quel contesto di preghiera e studio ha maturato il desiderio di donarsi totalmente al Signore, un proposito che ha trovato compimento l'undici aprile del millenovecentotrentasei, giorno in cui ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale. La sua missione è iniziata in un momento storico quanto mai difficile, caratterizzato dal clima di forte tensione della guerra civile.
Nonostante le circostanze avverse, il giovane sacerdote ha scelto di non abbandonare il proprio gregge, svolgendo con dedizione il ministero di vicario parrocchiale. Il suo impegno pastorale è stato però bruscamente interrotto il cinque settembre del millenovecentotrentasei, quando è stato arrestato dai miliziani. Nei giorni successivi, ha affrontato con fede incrollabile le torture inflitte dai suoi persecutori, restando fedele alla sua identità di ministro di Dio fino al momento estremo. Il dieci settembre del millenovecentotrentasei, il Beato Miguel Beato Sánchez ha coronato la sua testimonianza con il martirio a La Villa de Don Fadrique, rendendo la sua vita un'offerta gradita al Signore e lasciando un segno indelebile nella comunità cristiana.
Il culto
La venerazione per il Beato Miguel Beato Sánchez si radica nel profondo legame che egli ha saputo creare con la terra e la comunità di La Villa de Don Fadrique. La memoria liturgica, che viene celebrata il dieci settembre, invita i fedeli a ripercorrere il sacrificio di questo sacerdote che, nella pienezza della sua giovinezza, ha saputo testimoniare la carità di Cristo in un contesto di odio e persecuzione. La Chiesa, nel riconoscere il suo martirio, addita la sua figura come un modello di coerenza evangelica per ogni ministro dell'altare.
Il culto che circonda il suo nome non è soltanto il ricordo di un evento tragico, ma un invito costante alla preghiera e alla riflessione sul valore della fedeltà alla propria vocazione. Attraverso la sua intercessione, i fedeli sono chiamati a custodire il dono della fede, specialmente nelle difficoltà del presente, guardando al suo coraggio come a una luce che non si è spenta con la morte, ma che continua a brillare nella comunione dei Santi. La figura del martire rimane per tutti i cristiani un richiamo alla pace, alla riconciliazione e alla testimonianza coraggiosa della verità nel mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Miguel Beato Sánchez?
La memoria liturgica del beato Miguel Beato Sánchez si celebra il 10 settembre, giorno della sua nascita al cielo.