25 agosto
Beato Paolo Giovanni Charles
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita monastica e l'opera di carità
Don Paolo Charles rivestiva l'incarico di priore a Sept-Fons quando assunse la guida della comunità monastica, poiché l'abate in carica si era rifugiato presso la sua famiglia. In seguito agli eventi storici, Don Paolo Charles occupò il convento dei Cappuccini di Montluçon insieme a diciannove monaci. A Montluçon la comunità continuò la vita monastica e svolse una grande opera di carità nonostante le scarse risorse a disposizione. Questa intensa attività caritativa dei monaci valse loro la profonda riconoscenza della municipalità locale.
Il rifiuto del giuramento e l'arresto
Durante la rivoluzione francese, sacerdoti e religiosi furono considerati nemici del popolo e di conseguenza inseguiti, arrestati e ammassati nelle carceri dei diversi dipartimenti. I monaci guidati da Don Paolo Charles rifiutarono di prestare il giuramento imposto dalle autorità civili. Tale rifiuto del giuramento costrinse le autorità municipali ad applicare il decreto di evacuazione delle case religiose. L'evacuazione avvenne nonostante la stima e l'amore della popolazione locale per i monaci. Dopo l'evacuazione i religiosi si dispersero, e Don Paul Charles fu arrestato il 30 marzo 1793.
La deportazione e i pontoni di Rochefort
I prigionieri furono condotti verso la costa, spesso con marce forzate, per essere deportati nella Guyana, sebbene per molti di essi la Guyana non fu mai raggiunta. Dopo l'arresto, Don Paul Charles fu avviato verso Rochefort. Nella primavera del 1794 i prigionieri soggiornarono nelle fortezze della Gironda o su navi negriere ancorate nella rada dell'isola di Aix, vicino a Rochefort. Le navi negriere principali utilizzate come pontoni furono la 'Deux Associés' e la 'Washington'. Don Paul Charles fu specificamente detenuto sulla nave 'Deux Associés'.
Il martirio sull'isola Madame e la beatificazione
L'affollamento eccessivo, le fumigazioni mattutine pestilenziali, il cibo malsano e insufficiente e l'infestazione di pidocchi trasformarono i pontoni in un inferno. Le condizioni di vita sui pontoni portarono alla morte di due terzi dei deportati in pochi mesi, registrando 547 morti su un totale di 829 deportati. Il colpo di stato del 9 Termidoro mitigò parzialmente la deportazione nota come la ghigliottina secca. Sull'isola Madame fu allestito un ospedale di tende dove morirono altri numerosi prigionieri. Don Paul Charles era stimato e amato dai suoi compagni di prigionia, e diverse relazioni testimoniano la pietà, la carità e lo spirito d'abbandono di questi monaci. Egli morì il 25 agosto 1794, e il suo corpo fu sepolto nell'isola Madame. Tra i sessantaquattro martiri beatificati da Papa Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1995 vi erano due monaci di Sept-Fons, uno della Trappa e lo stesso Beato Paolo Giovanni Charles.
La vita
Il percorso terreno del Beato Paolo Giovanni Charles si è intrecciato con la storia turbolenta della Francia del diciottesimo secolo. Nato nell'anno millesettecentoquarantatré, egli dedicò la propria esistenza al servizio di Dio nel ministero sacerdotale. La sua missione lo condusse a ricoprire l'importante ufficio di priore presso il monastero di Sept-Fons, dove esercitò il suo compito con dedizione proprio mentre il clima politico del paese mutava radicalmente a causa della Rivoluzione francese.
Nel marzo del millesettecentonovantatré, il suo rifiuto di prestare il giuramento richiesto dalle autorità civili segnò l'inizio della sua prova suprema. A seguito di questa scelta di fedeltà alla Chiesa, fu tratto in arresto e condotto lontano dai luoghi del suo apostolato, presso la città di Montluçon. Da lì ebbe inizio un doloroso viaggio verso la costa, che lo portò a essere rinchiuso nelle condizioni disumane della nave chiamata Deux Associés, ancorata presso Rochefort. La prigionia si trasformò presto in un calvario vissuto sull'Isola Madame, dove il sacerdote fu costretto a subire gli effetti devastanti della detenzione. Indebolito dalla mancanza di nutrimento e gravemente provato dalla malattia, egli concluse il proprio cammino terreno il venticinque agosto del millesettecentonovantaquattro. La sua morte, avvenuta per inedia e stenti, ha suggellato un ministero vissuto in totale dedizione, rendendo la sua memoria una testimonianza indelebile di fermezza spirituale di fronte alle persecuzioni del suo tempo.
Il culto
La memoria del Beato Paolo Giovanni Charles è stata custodita con venerazione dalla Chiesa cattolica, che ha visto nel suo sacrificio un esempio cristallino di fedeltà al ministero sacerdotale. Il riconoscimento ufficiale della sua santità è avvenuto nell'anno millenovecentonovantacinque, per opera di Giovanni Paolo Secondo, che lo ha annoverato tra i beati martiri della Rivoluzione francese.
Oggi, la figura di questo sacerdote continua a essere un punto di riferimento per i fedeli, specialmente nella ricorrenza del venticinque agosto. In questa data, la liturgia e la preghiera comunitaria si uniscono nel ricordo del suo coraggio, celebrando colui che, pur nelle tenebre della violenza, ha saputo mantenere accesa la luce della propria testimonianza cristiana. La sua vita, seppur segnata da una fine tragica, risplende come segno di speranza per chiunque cerchi di vivere la propria fede con integrità e dedizione totale alla volontà di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Paolo Giovanni Charles?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 25 agosto.
In una sordida galera ancorata al largo di Rochefort in Francia, beato Paolo Giovanni Charles, sacerdote e martire, che, priore cistercense, nel corso della rivoluzione francese, strappato dai persecutori al monastero di Septfontaines a causa del suo sacerdozio e consegnato agli arresti navali, morì consunto dall’inedia e dalla malattia. — Martirologio Romano