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17 settembre

Beato Santos Alvaro Cejudo

Padre di famiglia, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la famiglia

Santos Alvaro Cejudo nacque a Daimiel, nei pressi di Ciudad Real in Spagna, il 19 febbraio 1880. All'età di tredici anni fu ammesso al noviziato minore dei Fratelli delle Scuole Cristiane a Bujedo, nella provincia di Burgos, dove trascorse otto anni nel noviziato lasalliano. Per tre anni diede lezioni ai bambini nel quartiere di Sales, presso il Collegio di Santa Susanna a Madrid. Problemi familiari costrinsero Santos a lasciare la congregazione e a tornare alla vita civile. Stabilì la sua residenza ad Alcazar de San Juan, dove sposò Maria Rubio, dalla quale ebbe sette figli. Nel 1931 Santos rimase vedovo e continuò a vivere insieme alle figlie. Successivamente, le sue figlie gli comunicarono il desiderio di intraprendere la vita religiosa come trinitarie.

La vita di fede e il lavoro tra le ostilità

Santos lavorava come ferroviere e manteneva una costante dedizione alla preghiera, praticando quotidianamente la recita del Santo Rosario e del Trisaghion alla Santissima Trinità. Partecipava alla Messa ogni qualvolta il lavoro gli permetteva di farlo e nutriva una grande devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù. Era membro fedele dell'Adorazione Notturna e non mancava mai alla vigilia del suo turno di adorazione, spesso presentandosi a digiuno dopo essere tornato tardi dal lavoro o dovendo lavorare il giorno successivo. I ferrovieri anticlericali non lo vedevano di buon occhio, specialmente dal 1931 quando si manifestò apertamente l'ostilità alla religione. Santos difese senza rispetto umano la sua fede e la Chiesa nell'ambiente ostile del mondo delle ferrovie. Santos non rimase zitto quando venivano offesi Dio e i suoi ministri, prendendo le loro difese e soffrendo molto tra i colleghi. In un'occasione, i colleghi notarono il distintivo sulla sua camicia raffigurante una croce con la scritta In hoc signo vinces e lo minacciarono di morte se non vi avesse rinunciato.

L'arresto, la prigionia e il martirio

Fu arrestato il 2 agosto 1936. Dal giorno dell'arresto fino al martirio avvenuto il 17 settembre 1936 fu imprigionato a Santa Cruz de Mudela. Sua sorella e suo figlio gli fecero visita per portargli da mangiare, ma non poterono parlare con lui per ordine delle guardie. Durante la prigionia scrisse che il battesimo cancella il peccato originale, ma che il sangue versato per Gesù Cristo permette di perdonare i peccati di tutta la vita. Nella stessa prigione erano detenuti tre sacerdoti di Ciudad Real e cinque Fratelli Lasalliani. I tre sacerdoti e i religiosi furono prelevati dalla prigione la notte del 18 agosto e portati al cimitero di Valdepeñas, dove furono uccisi.

Il cammino della causa di beatificazione

La causa di canonizzazione comprende undici martiri della Diocesi di Ciudad Real capeggiati dal vescovo Monsignor Narciso Estenaga Echevarría, assassinati a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. L'inchiesta diocesana si svolse presso la Curia di Ciudad Real dal 18 gennaio 1956 al 27 giugno 1958. L'inchiesta diocesana constò di 102 sessioni in cui furono chiamati a deporre 84 testimoni. La Causa giunse a Roma e ricevette il Decreto di validità il 20 novembre 1992. Il 28 aprile 2006 papa Benedetto XVI emanò il Decreto sul martirio. Santos Alvaro Cejudo e i suoi compagni furono beatificati il 28 ottobre 2007 da Benedetto XVI. I resti mortali del Beato sono stati traslati alla chiesa del convento della Santissima Trinità ad Alcazar de San Juan.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Santos Alvaro Cejudo?

La memoria liturgica del Beato Santos Alvaro Cejudo si celebra il 17 settembre.

Quali furono le tappe principali della sua vita e del suo martirio nel ventesimo secolo?

Nato a Daimiel nel 1880, fu educato dai Lasalliani, visse come padre di famiglia e ferroviere ad Alcazar de San Juan, e subì il martirio a Santa Cruz de Mudela nel 1936.