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2 febbraio

Beato Stefano Bellesini

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione religiosa

Il beato Stefano Bellesini nacque a Trento il 25 novembre 1774 in seno a una famiglia benestante, ricevendo un'educazione che preparò il suo animo alla ricerca delle cose celesti. All'età di diciotto anni, sentendo forte la chiamata del Signore, decise di vestire l'abito agostiniano nel convento di San Marco. Per compire il suo noviziato si trasferì a Bologna, muovendo poi i suoi passi verso Roma per approfondire la propria formazione spirituale e comunitaria. Successivamente fece ritorno a Bologna per dedicarsi con impegno allo studio della filosofia e della teologia, tappe fondamentali che consolidarono la sua vocazione sacerdotale. Questa intensa preparazione culminò nel suo ritorno a Trento, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1797, coronando il desiderio di servire l'altare e il popolo di Dio.

Gli anni dell'insegnamento e le prove storiche

Dopo l'ordinazione, il sacerdote visse stabilmente nel convento di San Marco fino al 1809, alternando la preghiera allo studio e alla cura dei fedeli. In quel medesimo anno 1809, tuttavia, la tempesta della storia si abbatté sulla comunità religiosa con la soppressione del convento di San Marco, disposta dalle truppe napoleoniche che costrinsero i religiosi ad abbandonare lo Stato pontificio. Il beato Stefano fu così costretto a fare ritorno nella propria famiglia d'origine a Trento. Non perdendosi d'animo, seppe convertire quella dolorosa prova in un'occasione di carità concreta, dedicandosi con amore all'assistenza dei ragazzi e aprendo nella propria casa una scuola gratuita per la loro istruzione. Quando il governo austriaco fece ritorno nella regione, l'attività scolastica poté continuare e il sacerdote si guadagnò rapidamente la stima e la fiducia profonda della gente comune e dell'autorità civile. Quest'ultima, riconoscendone le grandi doti morali e pedagogiche, lo nominò persino Ispettore Generale delle scuole del Trentino.

La scelta radicale per la vita religiosa

Nonostante i prestigiosi incarichi civili e l'apprezzamento generale, il suo cuore batteva unicamente per la sua vocazione originaria e desiderava ardentemente rimanere fedele alla sua professione religiosa. Poiché il governo non permetteva la riapertura del convento di San Marco a Trento, egli non poté realizzare lì il suo proposito e maturò una decisione radicale. Nel 1817 abbandonò definitivamente la carriera scolastica e si rifugiò di nascosto a Bologna, nello Stato Pontificio, dove la vita religiosa era stata finalmente ristabilita. Di fronte alle insistenze e agli inviti pressanti dell'autorità civile di Trento che lo rivoleva indietro, rispose con fermezza che il legame con Dio tramite i voti e con la Religione era infinitamente più vincolante di qualsiasi altro incarico terreno. Chiamato successivamente a Roma dal Generale dell'Ordine, dissetò lo spirito dei giovani svolgendo per alcuni anni il prezioso compito di maestro dei novizi.

Il ministero a Genazzano e il martirio della carità

Nel 1826 il sacerdote fu mandato a Genazzano, nel celebre santuario della Madonna del Buon Consiglio, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita terrena dedicandosi interamente al ministero parrocchiale. In questo luogo mariano attese con grande sollecitudine ai poveri e ai fanciulli, specchiandosi nell'amore di Maria per servire i più deboli e indifesi. La sua esistenza si concluse il 2 febbraio 1840, quando morì colpito dalla peste contratta eroicamente mentre assisteva i suoi amati parrocchiani colpiti dal contagio. I suoi resti mortali riposano tuttora nel Santuario del Buon Consiglio a Genazzano, meta di preghiera e di affidamento. In un'epoca di grandi sconvolgimenti sociali e politici, egli era rimasto saldamente fedele all'Ordine in difficoltà, spendendo ogni energia nell'educazione dei fanciulli, nella predicazione fervente e nella cura pastorale delle anime. Fu infine proclamato beato da San Pio X nel 1904, ricevendo il riconoscimento di primo parroco elevato agli onori degli altari.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Stefano Bellesini?

La sua memoria liturgica ricorre il 3 febbraio, giorno successivo al suo transito.

Qual è il ruolo del beato Stefano Bellesini nella Chiesa?

Egli è ricordato come sacerdote dell'Ordine di Sant'Agostino ed è il primo parroco ad essere stato elevato agli onori degli altari.

A Genazzano nel Lazio, beato Stefano Bellesini, sacerdote dell’Ordine di Sant’Agostino, che in un’epoca di sconvolgimenti rimase fedele all’Ordine in difficoltà, dedicandosi all’educazione dei fanciulli, alla predicazione e alla cura pastorale. — Martirologio Romano