2 febbraio
Presentazione del Signore
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il mistero del Tempio
La denominazione della festa ricorda il racconto evangelico della Sacra Famiglia. Nel Vangelo, Maria si recò al Tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Il viaggio al Tempio fu compiuto in ottemperanza alla legge per offrire il primogenito e compiere il rito legale della purificazione. L'atto di obbedienza al rito legale da parte di Gesù e Maria costituisce una lezione di umiltà. Il mistero natalizio presenta il Figlio di Dio e la sua divina Madre nella cornice del presepio, caratterizzata da estrema povertà. La cornice del presepio evoca la precaria esistenza dei baraccati, degli sfollati, dei perseguitati e degli esuli. L'offerta di Gesù al Padre nel Tempio prelude alla sua offerta sacrificale sulla croce. L'incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l'aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo. Quaranta giorni dopo la divina maternità, la profezia di Simeone fa intravedere a Maria le prospettive della sua sofferenza con la frase una spada ti trafiggerà l'anima. Maria viene associata al sacrificio del Figlio grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo.
La diffusione del culto e le tradizioni
La festività odierna ha la sua prima testimonianza nel quarto secolo a Gerusalemme. L'imperatore Giustiniano decretò il secondo febbraio giorno festivo in tutto l'impero d'Oriente a causa del grande risalto dato alla festa. Roma adottò la festività verso la metà del settimo secolo. Papa Sergio I, nel periodo tra il seicentottantasette e il settecentouno, istituì la più antica delle processioni penitenziali romane. La processione penitenziale romana partiva dalla chiesa di San Adriano al Foro e si concludeva a Santa Maria Maggiore. Il rito della benedizione delle candele ha testimonianza già nel decimo secolo. Il rito della benedizione delle candele si ispira alle parole di Simeone sulla luce per illuminare le genti. Dal rito della benedizione delle candele è derivato il nome popolare di festa della candelora. Beda il Venerabile riportò la notizia secondo cui la processione sarebbe un contrapposto ai Lupercalia dei Romani e una riparazione alle loro sfrenatezze. La notizia fornita da Beda il Venerabile riguardo ai Lupercalia non trova conferma nella storia. La festa fu denominata fino alla recente riforma del calendario come festa della Purificazione della Santissima Vergine Maria. La riforma liturgica del millenovecento sessanta ha restituito alla celebrazione il titolo originario di presentazione del Signore.
Il mistero del Tempio
Nel silenzio solenne del Tempio di Gerusalemme si compie un gesto di umile fedeltà. Maria e Giuseppe, custodi del mistero, recano il piccolo Gesù per presentarlo al Signore, conformandosi alle prescrizioni del tempo. In quel medesimo istante, guidati dallo Spirito, gli anziani Simeone e Anna riconoscono nel neonato il Messia atteso da generazioni. L'incontro tra la fragile novità del Bambino e la fedele attesa dei due anziani rivela il compimento delle promesse divine nel cuore di Gerusalemme.
Questo primo ingresso del Signore nel luogo santo prefigura l'offerta totale che si consumerà sul Calvario. L'atto della presentazione, infatti, non rimane un rito isolato dell'infanzia, ma si proietta verso il mistero redentivo della croce. L'offerta sacrificale che Gesù compirà attraverso la sua morte sul Golgota trova qui la sua prima, silenziosa espressione, unendo l'inizio e il compimento della sua missione terrena in un unico disegno di amore salvifico.
La liturgia della luce
La celebrazione liturgica del 2 febbraio esprime visibilmente questa realtà spirituale attraverso il rito della benedizione delle candele. I fedeli stringono tra le mani i ceri accesi, camminando incontro al Signore e testimoniando la fede in Colui che dirada le tenebre del mondo. Questa suggestiva liturgia della luce, che dà alla festa il nome di Candelora, invita a rinnovare la nostra offerta quotidiana e a camminare con vigilanza operosa sulle vie del Vangelo, sostenuti dalla speranza che non delude.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Presentazione del Signore?
La festività si celebra il secondo giorno del febbraio.
Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapánte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele. — Martirologio Romano