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lunedì 2 febbraio 2026 · Santo del giorno

Presentazione del Signore

Presentazione del Signore

La festività odierna della Presentazione del Signore, celebrata il secondo giorno del mese di febbraio e conosciuta nella tradizione come la Candelora, affonda le sue radici storiche nel quarto secolo a Gerusalemme. Fino alla recente riforma del calendario liturgico, la ricorrenza fu denominata festa della Purificazione della Santissima Vergine Maria, mentre la riforma liturgica del 1960 ha restituito alla celebrazione il titolo originario di presentazione del Signore. Questa solennità commemora il momento della storia della sacra Famiglia narrato nel secondo capitolo del Vangelo di Luca, quando Maria si recò al Tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Tale viaggio fu compiuto in ottemperanza alla legge per offrire il primogenito e compiere il rito legale della purificazione, un atto di obbedienza che costituisce per tutti i credenti una profonda lezione di umiltà.

Il Martirologio definisce la festa come la Presentazione del Signore, chiamata dai Greci Ipapánte, ricordando che quaranta giorni dopo il Natale Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio per adempiere la legge mosaica e incontrare il suo popolo. Lo stesso Martirologio descrive Gesù come luce per illuminare le genti e gloria del popolo Israele. L'incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l'aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, prefigurando la redenzione universale attraverso il dono totale del Figlio al Padre.

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Gli altri santi di oggi

Santa Caterina de' Ricci

Vergine

Santa Caterina de' Ricci, nata a Firenze nel mille cinquecentoventitré, è una figura luminosa della storia della Chiesa nel sedicesimo secolo. La sua esistenza, spesa interamente nel monastero domenicano di San Vincenzo a Prato, si è distinta per una profondità spirituale che ha lasciato un segno indelebile nel suo tempo. Entrata giovanissima nell'ordine, ella ha saputo coniugare il silenzio della clausura con una feconda attività di direzione spirituale, divenendo un punto di riferimento autorevole per nobili e figure religiose di rilievo attraverso un intenso scambio epistolare.

La memoria di Santa Caterina de' Ricci è indissolubilmente legata alla sua straordinaria esperienza mistica, che la vide partecipe della Passione di Cristo per dodici lunghi anni. Il dono delle stimmate, ricevuto nel mille cinquecentoquarantadue, ha suggellato la sua unione con il Signore, rendendola un'icona di dedizione e di sofferenza offerta per il bene della comunità. Canonizzata da papa Benedetto XIV nel mille settecento quarantasei, ella continua a essere venerata come modello di virtù e di sapienza evangelica, illuminando ancora oggi il cammino di chi cerca in Dio la propria dimora definitiva.

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San Giovanni Teofane Venard

Sacerdote e martire

San Giovanni Teofane Venard nacque il 21 febbraio 1829 a Saint-Loup-sur-Thouet, nel territorio della diocesi francese di Poitiers, in seno a una famiglia profondamente cristiana e patriarcale. Cresciuto dolce e mite di cuore ma risoluto di carattere, fu sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi e visse ad Hanoi nel Tonchino, ora Vietnam, affrontando con dedizione un ministero clandestino segnato da fatiche e sofferenze. Subì il martirio il 2 febbraio 1861 sotto l'imperatore Tự Đức, dopo essere stato rinchiuso in una gabbia e condannato a morte per la sua fede.

La sua memoria liturgica si celebra il 2 febbraio. Beatificato da papa San Pio X nel 1909 e canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1988 insieme ad altri centosedici martiri in terra vietnamita, San Giovanni Teofane Venard è ricordato per la sua straordinaria serenità di fronte alla persecuzione e per la gioia con cui offrì la propria vita per la diffusione del Vangelo in Estremo Oriente.

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Santa Maria Caterina Kasper

Vergine, fondatrice

Santa Maria Caterina Kasper visse nel diciannovesimo secolo in Germania, distinguendosi come umile contadina e fondatrice di una grande famiglia religiosa dedicata al servizio dei poveri. Nata a Dernbach nel 1820 da una numerosa famiglia, seppe coniugare una profonda vita interiore con un apostolato instancabile, fondando l'Istituto delle Povere Ancelle di Gesù Cristo. La sua opera si diffuse rapidamente in Europa, in America e in altri continenti, portando conforto agli ammalati, agli orfani e ai bisognosi.

La sua memoria liturgica si celebra il due febbraio, giorno della sua nascita al cielo. Canonizzata da papa Francesco nel duemila diciotto, Santa Maria Caterina è ricordata come una donna di straordinaria fede e fortezza d'animo, capace di realizzare grandi opere di promozione sociale confidando unicamente nella volontà e nella provvidenza di Dio.

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Beato Andrea Carlo Ferrari

Vescovo

Il Beato Andrea Carlo Ferrari è una figura luminosa tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, un pastore che ha dedicato l'intera esistenza al servizio della Chiesa e della cura delle anime. Nato a Lalatta di Prato Piano, in provincia di Parma, nel 1850, ha percorso un cammino di fede che lo ha condotto a ricoprire ruoli di grande responsabilità, giungendo a guidare diocesi importanti come Guastalla, Como e infine l'Arcidiocesi di Milano. La sua missione è stata segnata da una dedizione instancabile, che lo ha visto impegnato non solo nel governo pastorale, ma anche nell'attenzione verso i nuovi linguaggi della comunicazione e della cultura cattolica.

Egli viene ricordato oggi come un uomo di profonda obbedienza e coraggio, capace di attraversare anche le prove più difficili, come la visita canonica subita nel 1911, con spirito di sottomissione e dignità. Il suo lascito si esprime con forza nella fondazione del quotidiano L'Italia e nel sostegno lungimirante offerto alla nascita dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, di cui approvò gli statuti proprio negli ultimi istanti della sua vita terrena. La sua memoria rimane viva come esempio di un vescovo che ha saputo coniugare la fermezza della dottrina con una carità pastorale sempre attenta ai segni dei tempi.

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Santa Giovanna de Lestonnac

Santa Giovanna de Lestonnac nacque a Bordeaux il ventisette dicembre 1556 in una famiglia segnata dalle tensioni religiose del diciassettesimo secolo. Suo padre rimase fedele al cattolicesimo, mentre la madre aderì al calvinismo durante le sanguinose guerre di religione in Francia. Un illustre zio materno della santa fu Michel de Montaigne, noto pensatore e sostenitore del partito cattolico. In questo clima travagliato, la piccola fu battezzata da un sacerdote cattolico con il nome della madre, sebbene quest'ultima ne avesse affidato l'educazione a precettori calvinisti. La fanciulla seppe tuttavia resistere con fermezza agli inviti e ai tentativi materni di allontanarla dalla Chiesa cattolica. Nell'adolescenza si avvicinò ai Gesuiti, Congregazione nata a Parigi nel millenovecentotrentaquattro e approvata a Roma nel millenovecentoquaranta. In seguito obbedì al volere paterno sposando il nobile Gastone di Montferrand, in un'unione solida nonostante fosse combinata. Dal matrimonio nacquero sette figli, tre dei quali morirono nei primi anni, mentre gli altri quattro ricevettero cure sapienti dopo la morte del coniuge, avvenuta nel millenovecentonovantasette dopo ventiquattro anni di matrimonio.

Rimasta sola, la fondatrice orientò il proprio cammino verso la vita religiosa, dapprima come Fogliantina nel ramo femminile dei Cistercensi riformati, nati nell'abbazia di Feuillant per reazione alla decadenza dei costumi, con l'Ordine creato nel millenovecentosettantacinque e il ramo femminile nel millenovecentottantotto. Dopo una grave crisi di salute dovuta alla dura disciplina, la sua vera strada si rivelò nel millenovecentocinque durante un'epidemia di peste a Bordeaux, dove operò come volontaria tra i malati insieme ad altre donne. Comprese allora di doversi dedicare alle ragazze bisognose e fondò la Compagnia di Nostra Signora sul modello dei Gesuiti, con l'incoraggiamento dell'arcivescovo François d'Escoubleau de Sourdis. Divenuta volitiva superiora, subì nel millenovecentoventidue la deposizione da parte di alcune consorelle a causa del carattere deciso e lasciò Bordeaux, per poi essere richiamata alla guida sei anni dopo. Alla sua morte, avvenuta a Bordeaux il due febbraio 1640, l'Ordine contava trenta case in Francia. Pio XII la proclamò santa nel millenovecentoquarantanove.

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Beato Simone Fidati da Cascia

Il Beato Simone Fidati da Cascia nacque a Cascia intorno all'anno 1285, all'interno della famiglia Fidati, e visse durante il quattordicesimo secolo come sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino. La sua esistenza terrena si concluse tragicamente a Firenze il 2 febbraio 1348, dove morì vittima della grande peste. Le date biografiche ufficiali indicano la sua nascita in provincia di Perugia tra il 1280 e il 1290 e la sua scomparsa nel giorno della festa della Presentazione del Signore. Oggi i suoi resti mortali riposano nel Santuario di Santa Rita a Cascia, custoditi dalla devozione dei fedeli. Il culto a lui tributato nel corso dei secoli ottenne la solenne approvazione da parte di Papa Gregorio XVI nel 1833. La sua memoria liturgica si celebra il sedici febbraio nel calendario agostiniano, mentre il Martyrologium Romanum colloca la data di culto al due febbraio.

Nel corso della sua vita, il Beato Simone Fidati da Cascia si dedicò intensamente alla predicazione per tutta la vita, operando specialmente in Toscana. Egli biasimava senza paura i peccatori e trattava a volte con autentica ruvidezza le persone che cercavano la sua amicizia, poiché la sua severità si estendeva anche a coloro che cercavano la sua vicinanza. Nonostante questo carattere austero, il suo dire pieno di ardore e di passione affascinava sempre l'uditorio che accorreva ad ascoltarlo. Con la forza della parola e con la profondità dei suoi scritti, egli condusse molti uomini e molte donne a una migliore vita cristiana. La sua guida spirituale fu vicina a persone di ogni tipo e ceto sociale, influenzando profondamente la vita pubblica del suo tempo sia come predicatore popolare che come autore di importanti testi religiosi.

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Beato Stefano Bellesini

Il diciannovesimo secolo ha visto la testimonianza luminosa del beato Stefano Bellesini, sacerdote dell'Ordine di Sant'Agostino, la cui vita si è spesa tra la dedizione agli studi, l'insegnamento e il ministero pastorale. Nato a Trento il 25 novembre 1774 da una famiglia benestante, mosse i primi passi nel cammino di fede e di consacrazione fin da giovane, vestendo l'abito agostiniano nel convento di San Marco a diciotto anni. Da quel momento, il suo percorso umano e spirituale si è intrecciato con le vicende storiche e le prove del suo tempo, segnate da soppressioni, esili e momenti di intensa ricostruzione spirituale. La sua memoria liturgica ricorre il 3 febbraio, giorno successivo al suo transito terreno, mentre nel martirologio è ricordato a Genazzano nel Lazio come beato Stefano Bellesini, sacerdote dell'Ordine di Sant'Agostino. La Chiesa lo riconosce anche come il primo parroco elevato agli onori degli altari, testimone di una dedizione sacerdotale vissuta fino al dono supremo della vita.

La sua esistenza fu un cammino di costante fedeltà alla chiamata religiosa, vissuta in un'epoca di profondi sconvolgimenti sociali e politici. Dalle aule scolastiche di Trento, dove educò i fanciulli e diresse le scuole con la stima delle autorità civili, fino al santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, il beato Stefano seppe coniugare il rigore della formazione interiore con la carità operosa verso i poveri e i piccoli. Le avversità storiche, tra cui la chiusura del suo convento e le pressioni terrene, non distolsero mai il suo cuore dalla promessa fatta a Dio, preferendo la via stretta dell'obbedienza religiosa agli onori del mondo. La sua testimonianza continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, richiamando la bellezza di una vita spesa interamente per il Vangelo e per il gregge affidato alla sua cura pastorale.

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San Nicola da Longobardi (Giovanni Battista Saggio)

Religioso

San Nicola da Longobardi, nato al secolo Giovanni Battista Saggio nel 1650, è una figura luminosa di umiltà e dedizione nell'Ordine dei Minimi tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo. Originario di Longobardi, in provincia di Cosenza, egli ha saputo trasformare la semplicità della vita quotidiana in un cammino di santità profonda, segnato da una costante unione con Dio e da un amore concreto verso i fratelli più bisognosi. La sua esistenza, spesa nel silenzio e nel servizio, rappresenta una testimonianza eloquente di come la fede possa trasfigurare l'ordinario in un riflesso della gloria divina.

Ricordato per la sua vita di preghiera e per i frequenti stati di estasi mistica, il Santo è venerato per la dedizione con cui ha vissuto il suo ministero di fratello oblato. Dopo aver percorso le strade della Calabria e aver prestato servizio in diverse comunità religiose, tra cui quelle di Paola, Napoli e Roma, egli ha concluso il suo pellegrinaggio terreno nella città eterna nel 1709. La Chiesa, riconoscendo la sua virtù eroica, lo ha elevato agli onori degli altari per mano di Papa Pio sesto nel 1786, offrendolo alla devozione dei fedeli come modello di carità e di abbandono fiducioso alla volontà del Signore.

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Beato Pietro Cambiani da Ruffia

Sacerdote domenicano, martire

Il Beato Pietro Cambiani da Ruffia visse nel quattordicesimo secolo, distinguendosi come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e insigne inquisitore in Piemonte e in Liguria. Nato da nobile famiglia a Ruffia, in provincia di Cuneo, intorno all'anno 1320, scelse in gioventù di abbracciare la vita religiosa tra i Domenicani, unendo a una solida preparazione dottrinaria una profonda dedizione pastorale. Operò instancabilmente per difendere la fede cattolica in un contesto storico segnato da complesse tensioni religiose e sociali, in particolare legate alla diffusione del movimento valdese. La sua esistenza si concluse tragicamente il 2 febbraio 1365 a Susa, dove fu barbaramente trucidato nel chiostro da due sconosciuti in odio alla Chiesa, mentre adempieva al suo ministero. Per la Chiesa cattolica, un inquisitore barbaramente ucciso è considerato un martire, sebbene l'opinione comune tenda talvolta a leggerne la figura alla luce di dinamiche storiche e politiche circoscritte.

La memoria del Beato Pietro Cambiani da Ruffia è rimasta viva nei secoli grazie alla fama del suo martirio, riconosciuta ben presto da autorevoli testimonianze ecclesiastiche e culminata nella conferma del culto da parte di Papa Pio IX il 4 dicembre 1865, nel quinto centenario della morte. Egli è ricordato come il protomartire degli inquisitori piemontesi, una schiera di testimoni della fede che comprende anche il Beato Antonio Pavoni, subito la stessa sorte la domenica in Albis del 1374 a Bricherasio, e il Beato Bartolomeo da Cervere, ucciso nel 1466. Le sue reliquie, traslate solennemente a Torino nella chiesa di San Domenico, continuano a ricevere la venerazione dei fedeli. Il Martirologio Romano ne fissa la memoria liturgica al 2 febbraio, mentre il calendario domenicano la celebra il 3 febbraio.

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Beata Maria Domenica Mantovani (Giuseppina dell'Immacolata)

Fondatrice

La Beata Maria Domenica Mantovani, nota in religione come madre Maria Giuseppina dell'Immacolata, nacque nel diciannovesimo secolo, precisamente il dodici novembre 1862 a Castelletto di Brenzone, nella provincia di Verona. Visse la sua esistenza terrena nello stesso luogo che le diede i natali, spegnendosi il 2 febbraio 1934 all'età di settantadue anni a causa di febbri influenzali. La provincia di Verona vide per tutto l'Ottocento il fiorire di tante figure eccelse di fondatori e fondatrici di Ordini Religiosi e Opere Pie. La famiglia di Domenica era laboriosa, di costumi semplici, profondamente onesta e ricca di fede, e la fanciulla fu fortemente influenzata dall'esempio dei genitori e del nonno che viveva con loro. Seguendo le ispirazioni dello Spirito Santo, da ragazza cominciò a sentire una tenera devozione alla Madonna, alternando le faccende domestiche e il lavoro nei campi alla preghiera, alla meditazione e alla partecipazione alle funzioni in chiesa. Il suo cammino spirituale si legò indissolubilmente a quello del beato sacerdote Giuseppe Nascimbeni, giunto a Castelletto nel novembre del 1877 come cooperatore e maestro, e divenuto poi parroco del paese nel gennaio del 1885.

Affidatasi alla guida spirituale del sacerdote, che ne intuì il temperamento generoso e la forte volontà di progredire sulla via della perfezione, la giovane emise il voto di perpetua verginità l'otto dicembre 1886, giorno dell'Immacolata Concezione, all'età di ventiquattro anni. Da quel momento si dedicò completamente a Dio e si impegnò a coadiuvare il parroco in tutte le sue iniziative pastorali. Insieme fondarono la Congregazione delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, un'opera nata per servire in umiltà di vita e per amore di Cristo i poveri, gli orfani e i malati. Madre Maria Giuseppina guidò l'istituto come prima superiora fino alla morte, affrontando con la sapienza degli umili la crescita straordinaria della famiglia religiosa, che arrivò a contare oltre un migliaio di membri già nel 1931 e ottenne l'approvazione definitiva nel 1932. La sua opera è proseguita nei decenni attraverso le sue religiose, che oggi animano oltre centocinquanta case sparse in Italia e all'Estero. La Chiesa l'ha elevata agli onori degli altari il 27 aprile 2003, quando fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II a Roma.

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San Burcardo di Würzburg

Vescovo

San Burcardo nacque nell'amata Inghilterra durante l'ottavo secolo e, in gioventù, scelse di consacrarsi al Signore facendosi monaco benedettino. Animato da un profondo spirito di fede e dal desiderio di servire il Vangelo, verso l'anno settecentotrentacinque lasciò la sua terra natale per seguire il compatriota San Bonifacio Winfrido nella Germania ancora pagana. Visse a lungo nel monastero di Fritzlar, fondato dallo stesso San Bonifacio, prima di partire come missionario in Turingia per convertire le popolazioni locali alla fede cristiana.

Verso l'ottobre del settecentotrentadue, San Bonifacio istituì la diocesi di Würzburg per la Turingia Meridionale e per la Franconia Orientale, consacrando San Burcardo come primo vescovo di questa nuova Chiesa. La sua vita fu spesa interamente nel servizio episcopale e nella cura delle anime, fino alla sua santa morte avvenuta a Würzburg nel settecentotrecento. Oggi la Chiesa ne custodisce la memoria grata, ricordandolo nel Martirologio come zelante pastore e instancabile annunciatore della parola di Dio.

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San Lorenzo di Canterbury

Vescovo

San Lorenzo di Canterbury visse e operò nel corso del settimo secolo, segnando profondamente la storia della Chiesa inglese delle origini. Monaco originario del monastero di Sant'Andrea al Clelio a Roma, egli rispose alla chiamata alla vita apostolica lasciando la propria terra per raggiungere l'Inghilterra. Fece parte della celebre missione voluta con grande forza da papa San Gregorio Magno, il quale aveva ricevuto pressanti richieste di pastori dalla regina cristiana del Kent per convertire le popolazioni angle. Lorenzo affrontò quel lungo e pericoloso viaggio al fianco di Sant'Agostino di Canterbury, condividendo con lui le fatiche e le speranze dell'annuncio del Vangelo in terra pagana.

Egli è particolarmente ricordato per aver guidato la comunità cristiana di Canterbury in un momento di estrema fragilità, succedendo ad Agostino e difendendo la fede di fronte al ritorno del paganesimo. La sua testimonianza si distinse per la tenacia nel consolidare la Chiesa nascente e per la profonda dedizione pastorale, coronata dalla conversione del re Edbaldo. San Lorenzo morì il secondo giorno di febbraio del seicentodiciannove e fu sepolto accanto ad Agostino nella celebre abbazia di Canterbury, lasciando un'eredità di fede la cui antichità di culto è attestata da importanti documenti liturgici come il Messale irlandese di Stowe.

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Beato Tshimangadzo Samuele Benedetto Daswa (Bakali)

Martire

Il Beato Tshimangadzo Samuele Benedetto Daswa, nato nel 1946 e noto come il primo beato e martire del Sudafrica, ha vissuto la sua intera esistenza a Mbahe, nella diocesi di Tzaneen. Uomo di famiglia, educatore premuroso e catechista diligente, ha offerto una testimonianza eroica del Vangelo fino all'effusione del sangue. La sua vita si è spesa nella dedizione quotidiana al lavoro, nella cura dei fratelli e della comunità, rifiutando ogni compromesso con la superstizione e la violenza.

Egli è ricordato soprattutto per aver opposto la propria fede in Gesù Cristo alla pratica della caccia alle streghe, affrontando con coraggio la persecuzione e la morte il 2 febbraio 1990. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 13 settembre, in ricordo della sua beatificazione avvenuta nel 2015, e il 1 febbraio, mentre la sua testimonianza continua a ispirare i fedeli e la società intera nella ricerca della verità e della libertà interiore.

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San Flosculo (Floscolo) di Orleans

Vescovo

A Orléans nella Gallia lugdunense, oggi in Francia, san Flóscolo, vescovo.

Sant' Adeloga di Kitzingen

Badessa

Santi Martiri di Ebstorf

San Bernardo da Corbara

Sacerdote mercedario

Venerabile Francesco Maria Paolo Libermann

Religioso

Sant' Adalbaldo

Martire

Santa Sicaria di Orléans

Vergine

Beata Colomba Osorio

Badessa

Santa Feoca

Dal Martirologio Romano

Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapánte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele. — Martirologio Romano