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martedì 3 febbraio 2026 · Santo del giorno

San Biagio

Vescovo e martire

San Biagio

San Biagio, vissuto a cavallo tra il terzo e il quarto secolo, occupa un posto di profonda devozione nel cuore della tradizione cristiana. Vescovo della comunità di Sebaste, nell'antica Armenia, egli seppe unire la cura pastorale delle anime alla sollecitudine per i corpi, avendo esercitato con dedizione la professione di medico prima di essere chiamato alla guida del suo popolo.

La memoria di questo santo pastore è legata indissolubilmente al suo martirio e alla sua straordinaria fama di guaritore, in particolare per i mali che colpiscono la gola. Ricordato ancora oggi come testimone luminoso di fede incrollabile di fronte alla persecuzione, San Biagio continua a essere un punto di riferimento per i credenti che cercano protezione e salute, sia fisica che spirituale.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Oscar (Ansgario)

Vescovo

Sant'Oscar, conosciuto anche come Ansgario, nacque a Corbie in Francia intorno all'anno 800 ed è ricordato come il grande apostolo del Settentrione europeo. La sua esistenza fu un cammino di fede speso interamente nell'annuncio del Vangelo alle popolazioni di Danimarca e Svezia, affrontando con fortezza d'animo una terra difficile e segnata da continue tempeste politiche e sociali. Sviluppò la sua vocazione tra le mura della celebre abbazia benedettina del suo paese natale, dove fu prima scolaro, poi monaco adulto e infine magister interno, estendendo questo ruolo di insegnamento anche nella comunità della Nuova Corbie in Sassonia.

Nominato vescovo di Amburgo nell'anno 831 e successivamente vescovo di Brema in Sassonia, fu inoltre scelto da papa Gregorio IV come suo legato in tutto il Settentrione. La sua opera pastorale si svolse tra prove dolorose, devastazioni e ripartenze continue, sostenuta da una speranza ostinata che non venne meno neppure quando i frutti del suo lavoro parvero svanire. Morì sfinito dalle fatiche a Brema il 2 febbraio dell'anno 865, lasciando il ricordo luminoso di un pastore che seppe seminare il Vangelo nei luoghi più remoti d'Europa.

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San Celerino di Cartagine

Martire

San Celerino visse nel terzo secolo ed è ricordato come insigne martire della Chiesa antica, originario dell'Africa e probabilmente nativo di Cartagine. La sua storia di fede affonda le radici in una straordinaria e nobile stirpe di testimoni di Cristo, essendo egli nipote di san Lorenzo e di sant'Ignazio, e nipote della santa martire Celerina. La Chiesa cartaginese custodiva con devozione la memoria di questa famiglia, celebrando ogni anno il giorno della loro nascita al cielo. La sua vita spirituale e il suo ministero si intrecciano profondamente con le vicende della Chiesa perseguitata sotto l'imperatore Decio, segnando un cammino di coraggio e di comunione ecclesiale.

La sua testimonianza si distinse per la fermezza nella persecuzione, le sofferenze affrontate nelle carceri romane e il successivo servizio reso a Cartagine accanto al vescovo san Cipriano. Il suo nome è tramandato dai martirologi storici e dalla venerabile tradizione antica, che ne conservano il ricordo luminoso. La sua figura rimane un punto di riferimento fondamentale per comprendere le dinamiche pastorali, le prove e la riconciliazione che caratterizzarono la comunità cristiana africana nei momenti di maggiore tribolazione e prova.

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Santa Vereburga

Badessa

Santa Vereburga, vissuta nel settimo secolo, nacque nel seicento cinquanta in Mercia e compì il suo cammino terreno come vergine consacrata al Signore. Ella apparteneva a una straordinaria famiglia di santi, nella quale spiccavano la madre Santa Ermenilda, la nonna materna Santa Sexburga e la zia Santa Ercongota, oltre a numerose altre figure di illustri consanguinee che resero luminosa la fede in terra inglese. Figlia del re Wulfhere di Mercia, la santa scelse di abbandonare i fasti della corte per abbracciare la vita monastica nell'abbazia di Ely, dove la tradizione vuole che abbia ricoperto anche la carica di badessa, succedendo alle sue venerate antenate. Il martirologio la ricorda con gratitudine a Chester, nella regione della Mercia in Inghilterra, celebrandone la memoria liturgica il terzo giorno di febbraio, giorno in cui probabilmente concluse la sua giornata terrena. La sua vita fu un esempio mirabile di dedizione alla riforma monastica, di carità operosa e di profondo amore per la preghiera.

Nel corso della sua esistenza, Santa Vereburga fondò e diresse vari monasteri nelle contee dell'Inghilterra centrale, tra cui Weedon, Trentham e Hanbury, introducendo ovunque una regola austera e rigorosa. La sua intercessione e la sua memoria sono legate in modo indissolubile alla cattedrale di Chester, della quale ella è la venerata protettrice e dove le sue reliquie trovarono riposo dopo alterne vicende storiche e provvidenziali traslazioni. La sua figura vive ancora oggi nella memoria della Chiesa, tramandata da antiche cronache e agiografie come quella scritta nel millenovantacinque da Goscelino, che immortalò la santità di una donna capace di unire la stirpe regale alla totale povertà evangelica. La sua eredità spirituale rimane un punto di riferimento per quanti cercano il volto di Dio nel silenzio del chiostro e nel servizio umile ai fratelli.

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Santa Berlinda di Meerbeke

Santa Berlinda visse nel corso del decimo secolo, precisamente tra gli ultimi decenni del nono secolo e l'anno novecentotrentacinque, nella terra di Meerbeke in Brabante, nell'odierno Belgio. La sua esistenza terrena si svolse in un'epoca segnata dalle devastazioni delle invasioni normanne, che coinvolsero profondamente la sua famiglia d'origine e il territorio tra Anversa e Condé. Rimasta presto orfana di madre, la giovane vergine assistette con dedizione amorevole il padre Odelardo, signore di Meerbeke, colpito dalla lebbra dopo la fine delle guerre. In seguito a un fraintendimento, il padre la diseredò a favore del monastero di Santa Geltrude di Nivelles, spingendo Berlinda a ritirarsi nel monastero di Moorsel per vivere in estrema povertà insieme ad alcune monache. Tornata a Meerbeke dopo la morte del genitore, vi trascorse il resto dei suoi giorni tra preghiera, austerità e carità, spegnendosi circa ventisette anni dopo il padre e trovando sepoltura nella chiesa di San Pietro.

La memoria di Santa Berlinda è affidata a una biografia antica scritta verso la metà dell'undicesimo secolo da un monaco di Lobbes dall'iniziale H., probabilmente identificato con Uberto, autore della vita di santa Gudula. Sebbene la cronologia originaria indicasse il settimo secolo, gli studi storici successivi hanno corretto tale datazione, distinguendo tra elementi leggendari e dati attendibili. Dopo la sua morte, l'abbazia di Nivelles entrò in possesso dei beni e promosse la devozione, culminata nella solenne traslazione delle reliquie guidata dal vescovo di Cambrai Autberto II nella nuova chiesa della Vergine. Profondamente radicata nell'ambiente agricolo, la santa è ricordata con grande affetto popolare nel Belgio e invocata come patrona contro le malattie in generale, con particolare riguardo per gli animali e i bovini, richiamando ogni anno pellegrini provenienti da diverse regioni.

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Beato Elinando

Monaco a Froidmont

Il Beato Elinando, nato ad Angivillers nell'anno 1160, rappresenta una figura luminosa nel panorama spirituale e letterario del dodicesimo e tredicesimo secolo. La sua esistenza si è snodata attraverso un cammino di profonda conversione, passando dai fasti della corte di Filippo Augusto, dove fu apprezzato trovatore, alla solitudine orante dell'Abbazia di Froidmont. Entrato nell'ordine cistercense intorno al 1182, egli ha saputo coniugare l'ardore della contemplazione con una feconda attività intellettuale, lasciando ai posteri opere di grande spessore spirituale e storiografico.

Elinando è ricordato per la sua capacità di elevare il pensiero verso le cose eterne, come testimoniano i celebri Versi della Morte e la redazione del Chronicon. La sua testimonianza non si è limitata al chiostro, ma si è estesa fino alla predicazione apostolica a Tolosa, durante il concilio contro gli Albigesi nel 1229, anno che precede la sua morte avvenuta nel 1230 a Froidmont. La sua memoria, iscritta nel Compendium sanctorum ordinis cisterciensis, continua a offrire un esempio di dedizione totale a Dio, in cui il talento umano viene interamente consacrato al servizio della Verità e della Chiesa.

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San Simeone il Vecchio

San Simeone il Vecchio è una figura di profonda spiritualità del primo secolo, la cui esistenza rimane inscritta nel mistero della fedeltà a Dio. Uomo giusto e timorato, egli visse la propria vita in una costante e vigile attesa, guidato dallo Spirito Santo nel cuore di Gerusalemme. La sua memoria è indissolubilmente legata all'evento della presentazione di Gesù al Tempio, momento in cui il tempo dell'attesa si compie nel riconoscimento del Messia.

Egli è ricordato come colui che ha saputo scorgere, nel piccolo volto di un bambino, la luce destinata a illuminare le genti e la salvezza per l'umanità intera. Il suo incontro con la Sacra Famiglia rappresenta un vertice di fede e di profezia, poiché in quel gesto egli seppe presagire sia la missione universale di Gesù sia il dolore profondo che avrebbe trafitto il cuore di Maria. La sua testimonianza continua a interpellare ogni credente sulla capacità di riconoscere il passaggio di Dio nella quotidianità della storia.

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Beata Maria Anna Rivier

Fondatrice

Gesù nel Vangelo insegna ai discepoli che chi chiede riceve, e la Beata Maria Anna Rivier viene indicata come esempio luminoso di questa fiduciosa richiesta. Da bambina fu segnata da una grave infermità fisica che la rendeva piccola, storpia e gracile, incapace di reggersi in piedi, ma attraverso una continua e insistente preghiera ottenne la guarigione che la trasformò in un vero colosso della religiosità operosa cattolica. Visse al tempo della Rivoluzione Francese, quando tutti gli Ordini religiosi e le Congregazioni venivano chiusi, eppure seppe fondare la Congregazione delle Suore della Presentazione di Maria per istruire il popolo cristiano nella fede.

Respinta inizialmente dal convento a causa della sua salute malferma, non si arrese e diede vita a una grande opera educativa e pastorale. Nacque a Montpezat-sous-Bauzon, nel territorio di Viviers, in Francia, il 19 dicembre 1768 nel corso del XIX secolo, e si spense all'età di settant'anni il 3 febbraio 1838 nella Casa Centrale di Bourg-Saint-Andéol. Fu beatificata il 23 maggio 1982 da papa Giovanni Paolo II, e la sua celebrazione liturgica è fissata al 3 febbraio.

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Beata Maria Elena Stollenwerk

Fondatrice

La Beata Maria Elena Stollenwerk, ricordata come insigne confondatrice della Congregazione delle Suore Missionarie Serve dello Spirito Santo, nacque a Rollesbroich, nella arcidiocesi di Colonia, in Germania, il 28 novembre 1852. Fin dall'infanzia coltivò una profonda vocazione per le missioni, superando con la preghiera e la tenacia le difficoltà di un'epoca segnata dal Kulturkampf. La sua vita fu un cammino di dedizione silenziosa, prima nella casa paterna e poi accanto a San Arnold Janssen a Steyl, dove spese le sue energie per la diffusione del Vangelo.

Nel corso della sua esistenza terrena, ricoprì l'incarico di Superiora e guidò con prudenza le consorelle, prima di compiere una coraggiosa scelta di nascondimento e preghiera entrando nel ramo delle Ancelle dello Spirito Santo dell'Adorazione Perpetua. Morì nel villaggio di Steyl in Olanda il 3 febbraio 1900, lasciando un'eredità spirituale di amore fraterno e zelo apostolico. Il 17 maggio 1995 fu proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II, suggellando una vita interamente consacrata a Dio.

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Beato Luigi Andritzki

Sacerdote e martire

Il Beato Luigi Andritzki è ricordato come un giovane sacerdote e martire del ventesimo secolo, la cui breve esistenza terrena si è consumata nell'arco di soli ventinove anni. Nato in Germania nel 1914 da genitori di origine serba, insegnanti e buoni cattolici, visse una vita limpida e coerente, culminata nella testimonianza suprema della fede nel campo di concentramento di Dachau. La sua vocazione fiorì durante il buio del regime nazista, in un contesto familiare profondamente cristiano che vide ben tre figli entrare in seminario. Ordinato sacerdote nel 1939, don Luigi spese i suoi quattro anni di ministero a Dresda dedicandosi con passione educativa e spirituale ai giovani, esercitando su di essi un forte e luminoso ascendente. La sua attenzione per le nuove generazioni, unita alla limpidezza della predicazione e alla lucida critica verso la dittatura, attirò presto le attenzioni oppressive della Gestapo, che lo giudicava un individuo subdolo e pericoloso per il regime. Arrestato, condannato e infine deportato nel Lager, seppe conservare intatta la propria dignità sacerdotale e umana attraverso la carità, il sorriso e l'eroica resistenza interiore. La Chiesa ne onora la memoria liturgica il 3 febbraio, giorno della sua nascita al Cielo, dopo che papa Benedetto XVI ne ha autorizzato la beatificazione celebrata nel 2011.

La figura di don Luigi Andritzki si staglia nel panorama della testimonianza cristiana del ventesimo secolo come un modello di straordinaria coerenza evangelica e di mite fortezza. Nel contesto della persecuzione nazista contro i sacerdoti più entusiasti e influenti, egli scelse di non arretrare di fronte alla verità, parlando di Dio ai ragazzi attraverso il linguaggio dello sport, della musica e del nuoto, pur sapendo di andare incontro a gravi pericoli. La sua profetica consapevolezza del destino che attendeva i cristiani non frenò il suo zelo apostolico. Anche nella prova estrema della prigionia a Dachau, dove le umiliazioni e i lavori forzati logoravano il fisico, don Luigi mantenne fede al patto di non lamentarsi, prodigandosi nel curare i malati, sostenere gli anziani e consolare i tristi con la forza del sorriso e persino con esercizi di equilibrio. Riconosciuto martire dalla Chiesa cattolica, il suo percorso verso gli altari ha visto il compimento nell'ordinazione del decreto firmato da papa Benedetto XVI e nella solenne celebrazione di beatificazione presieduta dal cardinale Angelo Amato nella piazza della cattedrale della Santissima Trinità a Dresda.

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San Leonio

Sacerdote

A Poitiers in Aquitania, ora in Francia, san Leonio, sacerdote, che si tramanda sia stato discepolo di sant’Ilario.

San Lupicino di Lione

Vescovo

A Lione in Francia, san Lupicino, vescovo, al tempo della persecuzione dei Vandali.

Sant' Adelino di Celles

Abate

Nel monastero di Celles nell’Hainault, nell’odierno Belgio, sant’Adelino, sacerdote e abate.

Beato Giovanni Nelson

Sacerdote e martire

A Londra in Inghilterra, beato Giovanni Nelson, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che negò alla regina Elisabetta I la potestà suprema nelle questioni spirituali e, condannato per questo a morte, a Tyburn morì impiccato.

Santa Maria di Sant'Ignazio (Claudina Thevenet)

Religiosa

A Lione in Francia, santa Maria di Sant’Ignazio (Claudina) Thévenet, vergine, che mossa da carità e da forza d’animo fondò la Congregazione delle Suore dei Sacri Cuori di Gesù e Maria per la formazione cristiana delle giovani, soprattutto povere.

Sant' Anna

Vedova e profetessa

A Gerusalemme, commemorazione dei santi Simeone e Anna, il primo anziano giusto e pio, l’altra vedova e profetessa: quando Gesù bambino fu portato al tempio per essere presentato secondo la consuetudine della legge, essi lo salutarono come Messia e Salvatore, beata speranza e redenzione d’Israele.

San Tigrido (Teridio) di Gap

Vescovo

A Gap in Provenza in Francia, santi Teridio e Remedio, vescovi.

San Remedio di Gap

Vescovo

A Gap in Provenza in Francia, santi Teridio e Remedio, vescovi.

Beato Giovanni Vallejo

Mercedario

Sant’ Evanzio di Vienne

Vescovo

San Cuanna di Glenn

Abate

Dal Martirologio Romano

San Biagio, vescovo e martire, che in quanto cristiano subì a Sivas nell’antica Armenia il martirio sotto l’imperatore Licinio. — Martirologio Romano