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3 febbraio

Santa Vereburga

Badessa

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza nella terra di Mercia

Santa Vereburga nacque nell'anno seicento cinquanta nel regno di Mercia, figlia del re Wulfhere e della regina Santa Ermenilda. La sua stirpe vantava una straordinaria e fitta trama di santità familiare. Sua madre Santa Ermenilda, sua nonna materna Santa Sexburga e sua zia Santa Ercongota avevano già consacrato la propria esistenza al Signore. Le sorelle di Sexburga rispondevano ai nomi di Eteldreda, Etelburga e Vitburga, mentre la sorellastra di Vereburga era Santa Setrida. Questa illustre consorteria di donne forti nella fede aveva trovato nel monastero di Ely il centro della propria testimonianza, dove Eteldreda, Sexburga ed Ermenilda si erano già succedute nella carica di badessa. La tradizione vuole che anche Vereburga abbia ricoperto il prestigioso incarico di badessa di Ely dopo di loro. La giovinezza della principessa fu segnata dall'incontro con la fede più autentica anche grazie ai principi, suoi fratelli, che erano stati educati da San Chad, vescovo di Lichfield. San Chad viveva in una foresta, permettendo ai principi di mascherare le loro visite con spedizioni di caccia. La popolarità di Santa Vereburga è legata inoltre a una romanzesca leggenda in cui la giovane principessa respinse le avances di numerosi corteggiatori per salvaguardare la sua consacrazione al Signore. Il re, suo padre, concesse la figlia in sposa a Werbod, suo principale ammiratore, a patto che egli ottenesse il libero consenso di Vereburga. Werbod era pagano. La regina Ermenilda e i suoi figli si opposero fermamente a questa unione, suscitando la fiera ira del pretendente. Werbod denunciò al re le visite dei principi a San Chad. Il re, accecato dall'ira, fece uccidere i principi. Poco tempo dopo, Werbod morì di una morte misera e improvvisa. Il re, roso dal rimorso per il delitto commesso, migliorò i suoi rapporti con la santa consorte e con San Chad. Questi dolorosi eventi incoraggiarono Vereburga a chiedere al padre il permesso di entrare finalmente nel monastero di Ely.

Il servizio nei monasteri e il ritorno a Trentham

Nel seicento settantacinque, alla morte del padre Wulfhere, Vereburga rinunciò definitivamente ai fasti della corte e si ritirò nell'abbazia di Ely. Etelredo, fratello del defunto re, succedette al trono di Mercia. Etelredo fece tornare la nipote Vereburga dal monastero per affidarle un compito di grande responsabilità, consistente nell'introdurre una più rigida osservanza in un gruppo di case per religiose sparse nelle contee dell'Inghilterra centrale. Tra i monasteri affidati alla sua cura figurava quello di Weedon nel Northamptonshire. Weedon era in origine una residenza reale che la santa trasformò con dedizione in un fervido monastero. Tra le fondazioni curate dalla badessa figuravano anche Trentham nel Lincolnshire e Hanbury nello Staffordshire. Durante il suo apostolato fiorirono episodi prodigiosi tramandati dalla pietà popolare, come accadde quando un gruppo di oche selvatiche devastò i raccolti di Weedon e la santa le fece catturate. Nottetempo un servo uccise un'oca e la cucinò, ma la santa intervenne riportando miracolosamente in vita l'oca uccisa. Lo stormo di animali fuggì subito dopo senza tornare a rovinare i raccolti. La leggenda delle oche, la cui storiella era già stata utilizzata da Goscelino nella Vita di Santa Amalberga, trovò espressione anche nell'arte sacra. Essa è infatti raffigurata su una mensola di un sedile del coro nella cattedrale di Chester, dove la santa al centro tiene un bastone pastorale mentre un servo le porge un'oca, un uomo a destra confessa il furto e a sinistra si vedono le oche rinchiuse. Santa Vereburga concluse i suoi giorni terreni a Trentham, dove morì. Ella aveva tuttavia espresso il pio desiderio di essere sepolta ad Hanbury.

Le reliquie, il culto e la memoria liturgica

Le reliquie di Santa Vereburga furono in seguito traslate a Chester, probabilmente per salvarle dalla profanazione durante le scorrerie e le invasioni danesi. Il sacrario della santa fu posto nella cattedrale di Chester e divenne rapidamente una frequentatissima meta di pellegrinaggi per i fedeli di tutta la regione. Nel millenovantacinque, le reliquie di Santa Vereburga furono nuovamente traslate nella cattedrale di Chester. Nello stesso anno millenovantacinque, l'autore Goscelino scrisse la sua preziosa Vita di Santa Vereburga per perpetuare la memoria delle sue virtù. Il culto della santa conobbe secoli di fervore, ma il suo venerato sacrario fu purtroppo distrutto sotto il regno di Edoardo Sesto d'Inghilterra, nel contesto doloroso della Riforma Protestante e della nascita della Chiesa Anglicana. Santa Vereburga è festeggiata dal Martyrologium Romanum il tre febbraio, che viene considerato il giorno della sua nascita al cielo. Il ventuno giugno ricorre inoltre l'anniversario della traslazione delle reliquie nella cattedrale di Chester. Santa Vereburga è onorata come protettrice della cattedrale di Chester, dove la sua memoria continua a ispirare la preghiera e la lode a Dio.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Vereburga?

Si festeggia il tre febbraio, giorno della sua morte. Il ventuno giugno si celebra invece l'anniversario della traslazione delle sue reliquie.

Di cosa è patrono Santa Vereburga?

Santa Vereburga è la protettrice della cattedrale di Chester.

A Chester nella Mercia in Inghilterra, santa Verburga, badessa di Ely, fondatrice di vari monasteri. — Martirologio Romano