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3 febbraio

Santa Berlinda di Meerbeke

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e le prove del tempo

La storia di Santa Berlinda affonda le sue radici negli ultimi decenni del nono secolo, un periodo segnato da profondi sconvolgimenti politici e sociali nelle Fiandre. Nacque a Meerbeke, nei pressi di Ninova nella Fiandra orientale, da Odelardo, signore del luogo, e da Nona, la quale fu a torto detta sorella di sant'Amando. Intorno all'anno ottocentoottanta, la regione subì la violenta invasione normanna delle Fiandre, durante la quale il padre Odelardo ricevette l'alto incarico di difendere il territorio compreso tra Anversa e Condé. Nel corso di quei conflitti sanguinosi, la famiglia patì la dolorosa perdita del figlio Eligardo. La svolta militare giunse con la definitiva sconfitta dei Normanni avvenuta nell'anno ottocentonovantuno. Tornato nella propria terra dopo tale data, Odelardo fu tragicamente colpito dalla lebbra. Berlinda, che aveva già perduto la madre durante la malattia del padre, rimase accanto a lui per curarlo con amorevolezza e dedizione filiale negli anni difficili del morbo.

Il ritiro, il ritorno e la morte

Durante la lunga malattia, Odelardo fraintese gli atteggiamenti della figlia, credendo di scorgere in essa un senso di disgusto per la sua infermità. Irritato da tale impressione, il padre diseredò Berlinda, destinando i suoi beni al monastero di Santa Geltrude di Nivelles. La giovane, così abbandonata, decise di ritirarsi nel monastero di Moorsel, vicino ad Alost, dove visse vari anni in estrema povertà insieme alle poche monache che erano tornate dall'esilio dopo essersi rifugiate precedentemente a Chévremont presso Liegi per sfuggire all'invasione normanna. Ricevuta interiormente la rivelazione della morte del padre, Berlinda fece ritorno a Meerbeke per curarne personalmente la sepoltura nella chiesa del devastato monastero di San Pietro. Trattenutasi sul posto in seguito alle insistenze dei familiari, condusse una vita austera fatta di preghiera e di carità insieme ad alcune pie donne. La sua morte sopraggiunse ventisette anni dopo quella del padre, in un arco di tempo compreso tra il novecentotrenta e il novecentotrentacinque, e il suo corpo fu sepolto nella medesima chiesa di San Pietro.

Fonti storiche, prodigi e traslazioni

La memoria della santa è tramandata da un'antica opera intitolata Vita Berlindis, redatta verso la metà dell'undicesimo secolo da un monaco di Lobbes che si celava dietro la sola iniziale H., e che gli studi riconducono probabilmente a Uberto. Sebbene l'autore attribuisca la vicenda al settimo secolo, le ricerche condotte da R. Podevyn hanno dimostrato la necessità di collocare la vita della vergine tra la fine del nono secolo e l'inizio del decimo. Il testo unisce elementi storicamente attendibili a vari racconti di prodigi, tra cui compaiono avvenimenti occorsi in vita e ritenuti chiaramente fantastici. La tradizione riferisce di singolari trasformazioni, come quella di pesce in carne e di acqua in vino avvenute nei giorni solenni, oltre al mutamento del materiale del sarcofago della santa da legno a pietra. Solo dopo la sua scomparsa, l'abbazia di Nivelles prese possesso dei beni di Meerbeke e iniziò a promuovere attivamente il culto. Circa trenta anni dopo il trapasso, tra il novecentosessanta e il novecentosessantacinque, il vescovo di Cambrai Autberto II eseguì una solenne traslazione delle reliquie nella nuova chiesa edificata a Meerbeke e dedicata alla Vergine. La custodia di questo nuovo luogo sacro fu affidata a sei monache e sei ecclesiastici, guidati da un prevosto nominato direttamente dall'abbadessa di Nivelles, mentre una parte delle reliquie fu trasferita nel monastero di Santo Stefano di Tulle.

Il culto e la devozione popolare

Santa Berlinda gode di una grandissima popolarità ed è una delle figure più venerate nel territorio del Belgio. La sua protezione è particolarmente invocata contro le malattie in generale, con un riguardo del tutto speciale per gli animali e i bovini, circostanza che la rende punto di riferimento essenziale per l'ambiente agricolo. Nel tempo di Pentecoste, la sua tomba diviene meta di numerosi pellegrinaggi compiuti da contadini provenienti dalla Fiandra, dal Brabante e dall'Hainaut. La sua memoria liturgica si celebra il tre febbraio nell'Ordine benedettino e nella diocesi di Gand, ricorrenza in cui la santa viene talvolta ricordata insieme alle consorelle Celsa e Nona. Ulteriori date di festeggiamento, fissate rispettivamente il tre maggio, il tre settembre e il ventinove ottobre, vennero stabilite nel corso del tempo per ricordare le diverse traslazioni delle sue reliquie.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Berlinda?

Santa Berlinda si festeggia il tre febbraio nell'Ordine benedettino e nella diocesi di Gand, talvolta assieme alle consorelle Celsa e Nona. Viene inoltre ricordata il tre maggio, il tre settembre e il ventinove ottobre in memoria delle traslazioni delle sue reliquie.

Di cosa è patrona Santa Berlinda?

Santa Berlinda è considerata patrona contro le malattie in generale ed è particolarmente invocata per la protezione degli animali e dei bovini, riscuotendo una profonda devozione nell'ambiente agricolo.

A Meerbeke in Brabante, nell’odierno Belgio, santa Berlinda, vergine, che condusse in questa città una religiosa vita di povertà e di carità. — Martirologio Romano