7 agosto
Beato Tommaso Caccia e Matteo Nolli da Novara
Francescani
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il cammino francescano
Il beato Tommaso Caccia lasciò gli agi della propria nobile famiglia quando era ancora giovane per abbracciare la vita religiosa. Egli ricevette il saio francescano da san Bernardino da Siena nel convento di San Nazaro in Novara, divenendone fervente discepolo. Il Caccia cercò di imitare il maestro nell'umiltà, nella povertà e nello zelo per le anime, distinguendosi nella scrupolosa osservanza della regola. La sua giornata era caratterizzata dalla continua orazione e dalla rigorosa pratica della penitenza e del digiuno. Per questi meriti, il Signore lo favorì con i doni della profezia e dei miracoli, in particolare con l'immediata guarigione degli infermi. Anche il beato Matteo Nolli, appartenente a una nobile famiglia, entrò nell'Ordine al tempo di san Bernardino, forse contemporaneamente al Caccia, e visse anch'egli nel convento di San Nazaro. Il Nolli fu molto ricercato per le sue prediche, capaci di toccare i cuori dei fedeli.
Il transito e la memoria artistica
Il beato Tommaso morì piamente il sette agosto mille quattrocentosettantotto. Anche il beato Matteo morì nello stesso anno, nel mille quattrocentosettantotto, e fu sepolto nella chiesa di San Nazaro. Entrando nella chiesa di San Nazaro, che è attualmente affidata ai Cappuccini, si vede sulla lesena di sinistra un affresco ancora ben conservato che rappresenta il beato Tommaso. La figura nell'affresco è completa e dipinta al naturale, e il beato Tommaso vi è rappresentato con un libro aperto tra le mani. Sulle pagine del libro dipinto si leggono le parole: Maria Mater gratiae, Mater misericordiae, tu nos ab hoste protege et hora mortis suscipe. Sulla fascia superiore che racchiude il dipinto sono scritte in stile romanico e lettere maiuscole le parole Beatus Thomas de Cacciis. Sulla fascia superiore compare anche il nome del pittore, Thomasius de Cagnolis dictus a Corzarius. Il pittore morì nel millebussinotooto, e si ritiene che il dipinto sia stato eseguito poco dopo la scomparsa del Caccia. La tomba del Nolli si trovava invece presso l'altare di San Francesco, che era il primo dal lato del Vangelo, vicino all'altare maggiore.
Il culto e la traslazione delle reliquie
Il Caccia e il Nolli furono sepolti nel medesimo luogo ed entrambi furono celebri per virtù e miracoli. Nel sedicesimo secolo, precisamente nel mille seicentonovantanove, Matteo Buzzi pronunciò un'orazione funebre per le esequie del cardinale Federico Caccia, arcivescovo di Milano. Dall'orazione funebre del milleseicentonovantanove si apprende che presso la tomba ardevano ceri e pendevano tabelle che attestavano grazie ricevute per intercessione del Nolli e del Caccia. Per istanza del conte Giuseppe Trivulzio Caccia e con le debite facoltà, il cinque maggio mille ottocentoquarantanove i corpi dei beati Caccia e Nolli furono esumati. I corpi esumati furono collocati provvisoriamente nell'archivio canonicale di San Gaudenzio. Successivamente, l'otto giugno millenovecentoventitré, i corpi furono traslati e deposti sotto l'altare maggiore della chiesa francescana di Sant'Andrea in Novara.
Il cammino francescano
Nel corso del quindicesimo secolo, la città di Novara fu teatro di una vocazione straordinaria che vide protagonisti il Beato Tommaso Caccia e il Beato Matteo Nolli. Entrambi trovarono nel fervore religioso dell'epoca, animato dalla figura di San Bernardino da Siena, la spinta necessaria per consacrarsi interamente a Dio. Tommaso Caccia, in particolare, compì un gesto di grande coraggio spirituale rinunciando alla propria nobile estrazione sociale per accogliere l'abito francescano direttamente dalle mani di San Bernardino. Questo passo segnò l'inizio di un percorso di ascesi e di carità che avrebbe caratterizzato l'intera sua esistenza.
Anche Matteo Nolli, animato dal medesimo spirito di dedizione, scelse la via della povertà e dell'obbedienza, mettendosi al servizio della comunità cristiana attraverso il ministero della predicazione. Egli divenne noto per la sua capacità di trasmettere la Parola di Dio, toccando le coscienze dei suoi contemporanei con la forza di una testimonianza vissuta nel silenzio e nel rigore della regola. Entrambi i religiosi trovarono la loro dimora nel convento di San Nazaro a Novara, un luogo che divenne per loro il santuario dell'anima, dove la preghiera costante e il lavoro quotidiano si fondevano in un'unica offerta a Dio. Qui essi condussero una vita austera, lontana dai clamori del mondo, dedicandosi alla contemplazione e al sostegno spirituale di chiunque bussasse alla porta del loro convento. La loro fedeltà al carisma francescano non fu solo un impegno esteriore, ma una trasformazione profonda del cuore che li rese specchio della carità di Cristo, lasciando un segno indelebile nella comunità novarese del tempo.
La memoria e il ricordo
Il percorso terreno del Beato Tommaso Caccia e del Beato Matteo Nolli trovò il suo compimento nell'anno millequattrocentosettantotto. La loro scomparsa, avvenuta all'interno del convento di San Nazaro, segnò la conclusione di una vita spesa nell'amore per il Signore, lasciando in eredità ai posteri un esempio di perseveranza. Essi furono sepolti nel medesimo luogo che era stato testimone della loro ascesi, consolidando il legame profondo tra la loro vita e la storia del convento cittadino.
Oggi, la Chiesa ne custodisce la memoria con venerazione, ricordando il valore di una scelta di vita radicale che, ancora oggi, interpella il nostro modo di vivere la fede. La commemorazione liturgica, fissata per il giorno sette agosto, invita i fedeli a elevare il pensiero verso questi due servitori di Dio, affinché la loro intercessione possa sostenere il cammino di quanti cercano, nelle vicende quotidiane, di seguire le orme di San Francesco. Il loro ricordo non è soltanto un atto di omaggio al passato, ma un richiamo vivo all'essenzialità della sequela cristiana, che trova nella povertà, nell'umiltà e nella preghiera il suo fondamento più solido e duraturo.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i beati Tommaso Caccia e Matteo Nolli?
I due beati sono ricordati liturgicamente il sette agosto.
Di cosa sono patroni i beati Tommaso Caccia e Matteo Nolli?
Le fonti storiche e biografiche non menzionano specifici patronati per questi santi.