Beato Tommaso Caccia e Matteo Nolli da Novara
Francescani
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino francescano
Nel corso del quindicesimo secolo, la città di Novara fu teatro di una vocazione straordinaria che vide protagonisti il Beato Tommaso Caccia e il Beato Matteo Nolli. Entrambi trovarono nel fervore religioso dell'epoca, animato dalla figura di San Bernardino da Siena, la spinta necessaria per consacrarsi interamente a Dio. Tommaso Caccia, in particolare, compì un gesto di grande coraggio spirituale rinunciando alla propria nobile estrazione sociale per accogliere l'abito francescano direttamente dalle mani di San Bernardino. Questo passo segnò l'inizio di un percorso di ascesi e di carità che avrebbe caratterizzato l'intera sua esistenza.
Anche Matteo Nolli, animato dal medesimo spirito di dedizione, scelse la via della povertà e dell'obbedienza, mettendosi al servizio della comunità cristiana attraverso il ministero della predicazione. Egli divenne noto per la sua capacità di trasmettere la Parola di Dio, toccando le coscienze dei suoi contemporanei con la forza di una testimonianza vissuta nel silenzio e nel rigore della regola. Entrambi i religiosi trovarono la loro dimora nel convento di San Nazaro a Novara, un luogo che divenne per loro il santuario dell'anima, dove la preghiera costante e il lavoro quotidiano si fondevano in un'unica offerta a Dio. Qui essi condussero una vita austera, lontana dai clamori del mondo, dedicandosi alla contemplazione e al sostegno spirituale di chiunque bussasse alla porta del loro convento. La loro fedeltà al carisma francescano non fu solo un impegno esteriore, ma una trasformazione profonda del cuore che li rese specchio della carità di Cristo, lasciando un segno indelebile nella comunità novarese del tempo.
La memoria e il ricordo
Il percorso terreno del Beato Tommaso Caccia e del Beato Matteo Nolli trovò il suo compimento nell'anno millequattrocentosettantotto. La loro scomparsa, avvenuta all'interno del convento di San Nazaro, segnò la conclusione di una vita spesa nell'amore per il Signore, lasciando in eredità ai posteri un esempio di perseveranza. Essi furono sepolti nel medesimo luogo che era stato testimone della loro ascesi, consolidando il legame profondo tra la loro vita e la storia del convento cittadino.
Oggi, la Chiesa ne custodisce la memoria con venerazione, ricordando il valore di una scelta di vita radicale che, ancora oggi, interpella il nostro modo di vivere la fede. La commemorazione liturgica, fissata per il giorno sette agosto, invita i fedeli a elevare il pensiero verso questi due servitori di Dio, affinché la loro intercessione possa sostenere il cammino di quanti cercano, nelle vicende quotidiane, di seguire le orme di San Francesco. Il loro ricordo non è soltanto un atto di omaggio al passato, ma un richiamo vivo all'essenzialità della sequela cristiana, che trova nella povertà, nell'umiltà e nella preghiera il suo fondamento più solido e duraturo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Tommaso Caccia e il Beato Matteo Nolli?
La loro memoria liturgica viene celebrata il giorno sette agosto.