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22 agosto

Beato Tommaso Percy

Conte di Northumbria, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la restaurazione della nobiltà

Tommaso Percy nacque nel 1528 nel Northumberland, nel Regno Unito, come settimo conte di Northumbria. Egli era figlio di Sir Thomas Percy, il quale aveva partecipato attivamente al pellegrinaggio di grazia del 1536, un evento che aveva segnato profondamente la storia della sua famiglia. In seguito a quel movimento, Sir Thomas Percy era stato arrestato e giustiziato il due giugno del 1537 al Tyburn di Londra. Dopo la morte del marito, la madre Eleonora Harbottal si era ritirata a Preston Tower, dove i giovani Tommaso e suo fratello minore Enrico furono educati dapprima sotto la sua custodia. I due fratelli furono però presto sottratti alla madre per essere affidati alle cure di Sir Thomas Tempest, che ne diresse la crescita. La loro famiglia era stata dichiarata decaduta dalla nobiltà per gli avvenimenti del 1536, ma la situazione mutò radicalmente quando Tommaso ed Enrico riottennero la nobiltà il quattordici marzo del 1549, recuperando il proprio lignaggio e aprendosi la via ai servigi dello Stato.

Il favore reale e le prime cariche

Quando Maria Tudor salì al trono, Tommaso Percy godette del pieno favore della regina, che riconobbe la lealtà e i meriti della sua casa. La sovrana lo nominò governatore di Prudhoe Castle poco dopo la sua ascesa al trono, affidandogli importanti compiti di difesa e amministrazione territoriale. Successivamente, la regina gli restituì il titolo di conte di Northumberland il primo maggio del 1557, un atto formale che avvenne in riconoscimento del valore dimostrato dal nobile nella riconquista del castello di Scarborough. In aggiunta a tali riconoscimenti, la regina gli concesse altresì ulteriori cariche e privilegi, consolidando la sua posizione nel regno. Tommaso ottenne nuovi onori anche dalla regina Elisabetta, la quale succedette al trono e lo insignì dell'Ordine della Giarrettiera il ventidue aprile del 1563, confermando temporaneamente la stima della corona verso le sue capacità di governo.

Il conflitto religioso e l'insurrezione

Con il mutare dell'orientamento politico della corte, Tommaso Percy fu fatto segno a violenti critiche a causa della sua fede cattolica, considerata incompatibile con la nuova linea ecclesiastica inglese. Egli dovette dimettersi da alcune cariche pubbliche, mentre gli agenti del Burghley lo avevano qualificato sin dal 1565 come pericolosamente ostinato nella religione. Nel maggio del 1568 la regina Maria Stuart di Scozia andò a rifugiarsi a Carlisle dopo la sconfitta di Langside, e Tommaso Percy si recò subito presso la sovrana scozzese. Egli sposò la causa della regina di Scozia nella speranza di ottenere riforme in religione o tolleranza per i cattolici. Sospettato di favorire la lotta tra la Stuart e il duca di Norfolk, ricevette l'ordine di lasciare Carlisle. Indignato per la limitazione della sua libertà, Percy ascoltò il suggerimento di Thomas Markenfield di unirsi al conte di Westmorland, Charles Neville. Insieme a Charles Neville, Percy organizzò l'insurrezione del 1569. Prima di agire, Percy scrisse a Pio V per averne consiglio e direttive circa la condotta da tenere.

La marcia su Durham e la repressione

Il governo venne rapidamente a conoscenza della ribellione e intimò al conte di Northumberland e a Neville di comparire direttamente davanti alla regina. Nel frattempo, gli altri capi del movimento si riunirono a Brancepeth Castle per decidere la strategia. I capi decisero, contro il parere prudente di Percy, di ignorare l'intimazione governativa. Il quattordici novembre del 1569 i ribelli marciarono con le loro forze su Durham, dove a Durham furono ben accolti dalla popolazione e poterono restaurare il culto cattolico nelle chiese locali. Dopo un mese di lotta e resistenza, gli insorti furono infine sconfitti dal conte di Sussex. Il conte di Sussex trattò con estremo rigore tutti quelli che riuscì a catturare sul campo, e molti dei catturati furono immediatamente passati per le armi senza alcun processo formale.

La fuga, il tradimento e il martirio

Tommaso Percy trovò scampo nella fuga e andò a rifugiarsi in Scozia, sperando di trovare protezione lontano dalle forze elisabettiane. Egli rimase a lungo nascosto nel castello di Lochleven, protetto da alleati locali. Nell'agosto del 1572 fu tuttavia consegnato dal reggente, il conte di Mar, agli ufficiali della regina Elisabetta, in seguito a un accordo politico. Il prezzo della consegna fu di duemila sterline, e Percy fu arrestato da William Douglas. Egli fu condotto a York e rinchiuso nel castello locale in attesa di essere giustiziato per tradimento. Il ventidue agosto del 1572 fu il giorno della sua esecuzione capitale. Prima di porgere il collo al carnefice, rivolto al popolo che assisteva, dichiarò fieramente di morire da cattolico, e aggiunse di non aver mai riconosciuto la nuova Chiesa d'Inghilterra. A York in Inghilterra, beato Tommaso Percy, martire, che, conte di Northumbria, per la sua fedeltà alla Chiesa di Roma conseguì con la decapitazione la palma del martirio sotto la regina Elisabetta prima.

La discendenza e la memoria

La figlia Mary nacque nel 1570 e morì nel 1642, ereditando lo spirito di fede della famiglia. Mary fondò nel 1598 l'abbazia benedettina inglese di Bruxelles, offrendo un rifugio spirituale alle monache esiliate. In seguito, Mary divenne badessa dell'abbazia di Bruxelles nel 1616, guidando la comunità con saggezza. Il beato Percy fu innalzato all'onore degli altari da papa Leone XIII il tredici maggio del 1895, riconoscendone ufficialmente il martirio. Il beato Percy viene commemorato il ventisei agosto, specie nelle diocesi di Hexham, Leeds e Middlesborough, dove la sua memoria liturgica rimane viva.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Tommaso Percy?

Il Beato Tommaso Percy si festeggia il ventisei agosto, in particolare nelle diocesi di Hexham, Leeds e Middlesborough.

Qual è la ricorrenza liturgica generale del santo?

La sua ricorrenza liturgica è fissata al ventidue agosto, giorno del suo martirio.

A York in Inghilterra, beato Tommaso Percy, martire, che, conte di Northumbria, per la sua fedeltà alla Chiesa di Roma conseguì con la decapitazione la palma del martirio sotto la regina Elisabetta I. — Martirologio Romano