1 gennaio
Beato Valentino Paquay
Sacerdote dei Frati Minori
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Il Venerabile Servo di Dio Valentino Paquay nacque a Tongres, in Belgio, il diciassette novembre del 1828. Suo padre si chiamava Enrico e sua madre si chiamava Anna Neven. I suoi genitori erano persone di specchiata onestà e profondamente religiosi. Egli fu il quinto di undici figli. Al momento del Battesimo gli fu imposto il nome di Luigi. Terminati gli studi elementari, entrò nel collegio dei Canonici Regolari di Sant'Agostino a Tongres per frequentare gli studi letterari. Nel 1845 fu ammesso al piccolo seminario di Saint-Trond per seguire i corsi di retorica e di filosofia. Suo padre morì precocemente nel 1847, lasciando la famiglia nel dolore ma unita nella fede.
La vocazione e la formazione religiosa
Dopo aver ottenuto il consenso della madre, entrò nell'Ordine dei Frati Minori della provincia belga. Il tre ottobre del 1849 cominciò il noviziato nel convento di Thielt. Il quattro ottobre del 1850 emise la professione religiosa nelle mani di Padre Ugolino Demont, che era il guardiano del convento. Subito dopo la professione si trasferì a Beckheim per seguire il corso teologico. Completò gli studi teologici nel convento di Saint-Trond. Fu ordinato sacerdote a Liegi il dieci giugno del 1854. I suoi superiori lo destinarono ad Hasselt, città dove rimase per tutta la vita.
Il ministero ad Hasselt e l'apostolato
Ad Hasselt ricoprì anche gli incarichi di vicario e di guardiano. Nel 1890 e nel 1899 venne eletto definitore provinciale. Agostino Gemelli ha scritto che Padre Valentino si inserì nella spiritualità francescana attraverso la guida di San Giovanni Berchmans, insegnando la virtù quotidiana e la valorizzazione delle piccole cose con umiltà. Svolse un'opera di apostolato instancabile. Predicò in modo quasi continuo e fu molto stimato per la sua parola semplice e persuasiva, in particolare negli ambienti popolari e negli istituti religiosi. Fu estremamente assiduo al confessionale, venendo talvolta paragonato al Santo Curato d'Ars per il suo ministero di confessore. Dimostrò a più riprese il dono straordinario di penetrare nelle coscienze dei penitenti, i quali giungevano da lui anche da luoghi lontani.
La devozione e le opere spirituali
Nutrì una singolare devozione per la Santissima Eucaristia. Promosse la Comunione frequente con un apostolato durato mezzo secolo. Con questa attività eucaristica fu un precursore attivo del famoso decreto di papa San Pio X. Fu devoto del Sacro Cuore di Gesù, del quale meditava e magnificava costantemente le perfezioni. Diffuse il culto del Sacro Cuore di Gesù, specialmente tra le consorelle della Fraternità dell'Ordine Francescano Secolare di Hasselt. Diresse la Fraternità dell'Ordine Francescano Secolare di Hasselt per ventisei anni. Mantenne sempre vivo il ricordo della Passione di Gesù praticando ogni giorno il pio esercizio della Via Crucis. Fu devotissimo della Vergine Maria. Da giovane venerò la Vergine nella chiesa parrocchiale di Tongres con il titolo di Causa nostrae laetitiae. Venerò la Vergine con il titolo di Virga Jesse nel santuario di Hasselt. Come francescano, prediligeva tra tutti i titoli mariani quello dell'Immacolata Concezione. Nonostante la malattia, volle celebrare con grande esultanza il cinquantenario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione. Il cinquantenario del dogma coincideva con il suo giubileo sacerdotale.
Il transito e la beatificazione
Morì ad Hasselt il primo gennaio del 1905 all'età di settantasette anni. L'eroicità delle sue virtù è stata riconosciuta da Papa Paolo VI con un Decreto del quattro maggio del 1970. È stato proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II il nove novembre del 2003. Il Martirologio lo ricorda ad Hasselt, vicino a Tongeren in Belgio, come beato e sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori. Il Martirologio attesta che offrì un mirabile esempio di carità cristiana nella preghiera, nel ministero della riconciliazione e nella devozione del Rosario. Il Martirologio aggiunge che egli raggiunse altezze sublimi partendo dalle minime cose in uno spirito di umiltà.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di Valentino Paquay iniziò con la scelta di abbracciare la Regola di San Francesco, entrando nell'Ordine dei Frati Minori nel 1849. Dopo gli anni di formazione, ricevette l'ordinazione sacerdotale a Liegi nel 1854, evento che segnò l'inizio di un ministero sacerdotale svolto con costante dedizione. Sebbene avesse conosciuto diverse realtà geografiche come Tongres, St-Trond, Thielt e Beckheim, fu la città di Hasselt a diventare il luogo privilegiato del suo servizio, dove risiedette stabilmente per il resto della vita.
In questo contesto, il Beato Valentino si distinse per una cura pastorale profonda e attenta, che non si limitava all'amministrazione dei sacramenti ma cercava di formare le coscienze. Un aspetto peculiare del suo apostolato fu la promozione della comunione frequente, un impegno che egli portò avanti con coraggio e lungimiranza ancora prima che il decreto di Papa Pio X ne sancisse ufficialmente la prassi per tutta la Chiesa. Tale zelo manifestava la sua ferma convinzione circa la necessità vitale di attingere costantemente al sacramento dell'altare. Oltre a questo, dedicò ventisei anni della sua vita alla guida della Fraternità dell'Ordine Francescano Secolare, accompagnando con spirito paterno i laici nel loro cammino di santificazione quotidiana. La sua vita, trascorsa nel silenzio operoso di Hasselt fino alla morte avvenuta nel 1905, fu un riflesso autentico dello spirito francescano, vissuto nella semplicità e nella totale dedizione al bene delle anime, in un continuo dialogo con il Signore che lo portò, nel tempo, alla gloria degli altari con la beatificazione nel 2003.
La memoria liturgica
Il Beato Valentino Paquay è oggi iscritto nel Martirologio Romano, a testimonianza della sua santità riconosciuta dalla Chiesa universale. La sua memoria liturgica, fissata al 1° gennaio, invita i fedeli a iniziare l'anno sotto il segno di quella stessa umiltà e dedizione che hanno caratterizzato il suo lungo ministero sacerdotale. La beatificazione, celebrata da Giovanni Paolo II il 9 novembre 2003, non ha fatto altro che confermare ciò che il popolo di Hasselt aveva già percepito in vita: la presenza di un uomo di Dio, capace di trasformare il quotidiano in un atto di amore oblativo.
La sua figura non è legata a un patronato specifico, ma la sua eredità spirituale continua a parlare a chiunque cerchi nella vita dei santi un modello di fedeltà al proprio stato di vita e di amore per l'Eucaristia. Celebrare la sua memoria significa accogliere l'invito a una fede più consapevole e a una partecipazione più viva alla vita sacramentale, ricordando il suo impegno instancabile come guida spirituale per i membri dell'Ordine Francescano Secolare e per tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino sacerdotale.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Valentino Paquay?
Il Beato Valentino Paquay è commemorato il primo gennaio nel Martirologio Romano.
Ad Hasselt vicino a Tongeren in Belgio, beato Valentino Paquay, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che nella preghiera, nel ministero della riconciliazione e nella devozione del Rosario offrì un mirabile esempio di carità cristiana, raggiungendo, in spirito di umiltà, dalle minime cose altezze sublimi. — Martirologio Romano