18 aprile
Madonna dell'Arco
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini del culto e il primo prodigio
L'inizio del culto della Madonna dell'Arco è legato a un episodio del sei aprile 1450, Lunedì di Pasqua. L'evento accadde nei pressi di Pomigliano d'Arco, località attualmente situata in provincia di Napoli nel corso del quindicesimo secolo. Durante una festa paesana, due giovani giocavano a palla a maglio in un campetto. Il gioco consisteva nel colpire una boccia di legno con un maglio per farla andare il più lontano possibile. Ai margini del campetto sorgeva un'edicola con un'immagine affrescata della Madonna con il Bambino Gesù. L'affresco si trovava sotto l'arco di un acquedotto, da cui derivano i nomi di Madonna dell'Arco e Pomigliano d'Arco. Durante il gioco, la palla colpì un albero di tiglio i cui rami coprivano parzialmente il muro affrescato. Il giocatore che sbagliò il colpo perse la gara. In preda all'ira, il giovane recuperò la palla e la scagliò con violenza contro l'immagine sacra pronunciando bestemmie. La palla colpì l'immagine sulla guancia sinistra. La guancia dell'immagine iniziò a sanguinare come se fosse di carne. La popolazione locale stava per linciare il responsabile della bestemmia. Sul posto passò Raimondo Ordini, conte di Sarno e Gran Giustiziere del Regno di Napoli. Raimondo Ordini fece liberare il giovane ma, dopo aver constatato il miracolo e condotto un processo sommario, lo condannò all'impiccagione. La sentenza fu eseguita immediatamente impiccando il giovane al tiglio vicino all'edicola, lo stesso albero che aveva fermato la boccia. Ventiquattr'ore dopo l'esecuzione, l'albero si seccò. Questo evento miracoloso diede origine al culto della Madonna dell'Arco, diffusosi rapidamente in tutta l'Italia Meridionale. Grandi folle di fedeli accorsero sul luogo del prodigio. Con le offerte ricevute fu costruita una chiesetta per proteggere l'immagine sacra dalle intemperie.
Il secondo prodigio e la giustizia della fede
Un secondo fatto prodigioso avvenne il due aprile 1589, sempre di Lunedì di Pasqua, oltre un secolo dopo. Aurelia Del Prete, originaria di Sant'Anastasia, comune a cui appartiene oggi la zona, si recava alla chiesetta con il marito. La coppia andava a ringraziare la Madonna per sciogliere un voto fatto dal marito, guarito da una grave malattia agli occhi. Durante il tragitto, ad Aurelia scappò di mano un porcellino acquistato alla fiera. La donna rincorse l'animale tra la folla e, arrivata davanti alla chiesetta, incontrò il marito. In preda a una reazione inconsulta, Aurelia strappò di mano al marito l'ex voto di cera. La donna calpestò l'ex voto maledicendo l'immagine sacra, il suo autore e coloro che la veneravano. La folla rimase inorridita dall'accaduto. Il marito tentò}^{-1} invano di fermarla ammonendola con la possibile perdita dei piedi con cui aveva profanato il voto. L'anno seguente, Aurelia fu colpita da dolori atroci ai piedi che la costrinsero a letto. Nella notte tra il venti e il ventuno aprile 1590, a cavallo tra Pasqua e il Lunedì dell'Angelo, le si staccò nettamente un piede. Durante il giorno successivo si staccò anche l'altro piede. I piedi di Aurelia furono mummificati ed esposti in una gabbietta di ferro, visibili ancora oggi nella Sala Ricordi del Santuario. La risonanza dell'evento attirò una grande folla di pellegrini, devoti e curiosi da tutto il Regno di Napoli. Si rese necessaria la costruzione di una grande chiesa.
La costruzione del santuario e i segni celesti
Papa Clemente VIII nominò san Giovanni Leonardi rettore della nuova chiesa. La prima pietra della nuova chiesa fu posta il primo maggio 1593. Dall'anno successivo, la gestione del Santuario fu affidata ai padri Domenicani, che lo amministrano tuttora. Il tempio fu edificato attorno alla cappellina della Madonna. Nel 1621 la cappellina fu restaurata e abbellita con marmi. Dopo tali lavori, la parte inferiore dell'immagine fu coperta da una lastra di marmo, rimossa solo in tempi recenti per consentire la venerazione integrale. Nel 1638 la sacra effigie riprese a sanguinare per diversi giorni. Al tramonto del venticinque marzo 1675, un frate del convento vide l'immagine risplendere e circondata di stelle. Il fenomeno luminoso fu confermato, tra gli altri, dal cardinale Vincenzo Orsini, in seguito divenuto papa Benedetto XIII. Il Santuario conserva sulle pareti e nel Museo del Centro Studi per la devozione e la pietà popolare migliaia di ex voto d'argento e tavolette votive dipinte. Gli ex voto costituiscono una testimonianza di devozione e una rassegna storica e di costume dei secoli passati. Il Santuario con l'annesso convento dei Domenicani costituisce il centro del culto. Nelle strade e negli angoli di Napoli e dei paesi campani sono sorte cappelline, edicole e chiese dedicate alla Madonna dell'Arco. I fedeli si fanno carico di custodire, accudire e abbellire i luoghi di culto per continuare la devozione vicino a casa tutto l'anno.
Il pellegrinaggio e la tradizione dei fujenti
Il culto della Madonna dell'Arco è continuato nei secoli attraverso associazioni laicali presenti in Campania, in particolare nel Napoletano. Gli aderenti a tali associazioni sono chiamati battenti o fujenti, ossia coloro che fuggono o che corrono. I fedeli sono organizzati in compagnie denominate paranze, dotate di sedi, presidenti, tesorieri, portabandiera e soci. Durante i pellegrinaggi, uomini, donne e bambini indossano abiti bianchi con una fascia rossa e blu a tracolla. I pellegrini partono dalle rispettive sedi trasportando a spalla grandi simulacri, tali da richiedere l'impiego di trenta o quaranta uomini. I fedeli percorrono svariati chilometri sempre a piedi e molti a piedi nudi per convergere al Santuario. L'ultimo tratto del pellegrinaggio verso il Santuario viene compiuto di corsa. Lungo la strada i fedeli raccolgono offerte per il Santuario. I gruppi di fedeli girano per i rioni, i quartieri e le strade di città e paesi. Durante la raccolta delle offerte i fedeli utilizzano bandiere, banda musicale e vestiti devozionali. La memoria liturgica della Madonna dell'Arco è fissata al diciotto aprile. Il Lunedì successivo alla Pasqua è il giorno del grande pellegrinaggio popolare. Il pellegrinaggio popolare è preparato dai Grandi Lunedì. I Grandi Lunedì iniziano dopo la solennità dell'Epifania. I Grandi Lunedì terminano il Lunedì Santo.
La storia del prodigio
Il cammino di questa devozione ebbe inizio nel quindicesimo secolo, quando un evento drammatico segnò indelebilmente la venerazione verso l'immagine sacra. Il sei aprile dell'anno 1450, l'effigie fu colpita da una palla durante un gioco, e in quel preciso istante il volto della Vergine iniziò a sanguinare, destando lo stupore e la devozione dei presenti. Tale segno venne interpretato come un richiamo alla riverenza e al rispetto dovuto alle cose sante, stabilendo fin da subito un legame profondo tra l'immagine e la gente del luogo.
La storia del santuario è segnata anche da eventi che hanno messo alla prova la coscienza religiosa della comunità. Nel mese di aprile del 1589, Aurelia Del Prete profanò un ex voto, gesto che fu seguito, l'anno successivo, dal prodigioso distacco dei piedi della donna. Questo episodio, lungi dall'essere solo un monito, divenne parte integrante della memoria storica del luogo, sottolineando la sacralità degli atti di devozione e la responsabilità che essi comportano. La risposta della comunità non tardò a manifestarsi in un impegno concreto: il primo maggio del 1593 fu posta la prima pietra del santuario, edificio destinato a custodire l'effigie e a dare accoglienza ai numerosi pellegrini. La devozione fu ulteriormente confermata nel marzo del 1675, quando l'immagine apparve risplendente e circondata da stelle, segno luminoso che continua a guidare il cammino di quanti si rivolgono alla Madonna dell'Arco con animo sincero.
Il culto e la devozione
Il culto alla Madonna dell'Arco si è radicato nel tempo come una delle espressioni più autentiche della fede nel Meridione d'Italia. La memoria liturgica, fissata al diciotto aprile, rappresenta un momento di profonda comunione, ma è soprattutto durante il Lunedì dell'Angelo che il santuario accoglie il grande pellegrinaggio, momento in cui la comunità si stringe attorno all'effigie in un atto corale di affidamento. La presenza del santuario, sorto per volontà dei fedeli, testimonia la vitalità di una preghiera che sa farsi storia, capace di trasformare il dolore in offerta e lo stupore in carità. La Vergine, onorata sotto questo titolo, rimane per i fedeli un segno di luce, un invito costante a vivere la propria vita cristiana con umiltà e spirito di riparazione, nel solco di una tradizione che non teme il passare dei secoli.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Madonna dell'Arco?
La memoria liturgica della Madonna dell'Arco è fissata al diciotto aprile, mentre il grande pellegrinaggio popolare si svolge il Lunedì di Pasqua.
Di cosa è patrono la Madonna dell'Arco?
La Madonna dell'Arco è patrona dell'omonima località e di Pomigliano d'Arco.