2 agosto
Perdono di Assisi (Indulgenza della Porziuncola)
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e radici della Porziuncola
La Basilica di Santa Maria degli Angeli sorge a circa quattro chilometri da Assisi e racchiude al suo interno l'antica cappella della Porziuncola, un luogo di inestimabile valore spirituale legato alla memoria di San Francesco d'Assisi e riconosciuto come la culla degli ordini francescani. La chiesina della Porziuncola era originariamente appartenuta ai monaci benedettini del monte Subasio e fu successivamente restaurata da San Francesco. La tradizione attesta che la chiesina era dedicata alla Madre di Cristo. San Francesco nutriva un grande affetto per questo luogo, al punto che San Bonaventura attesta nella Legenda Major che il Santo fissò la sua dimora alla Porziuncola per la profonda riverenza verso gli Angeli e l'amore ardente per la Madre di Cristo. Tommaso da Celano racconta che San Francesco raccomandava con insistenza ai suoi frati di non abbandonare mai quel luogo, definendolo un luogo santo e la vera abitazione di Dio. La Porziuncola è il luogo benedetto dove l'Altissimo ha moltiplicato i frati quando ancora erano pochi, ha illuminato i loro cuori e ha acceso il fuoco del suo amore. Secondo le parole di Francesco, chiunque pregherà con devozione in questo luogo otterrà ciò che ha chiesto, mentre chi oserà profanarlo sarà maggiormente punito.
Questo sacro recinto fu testimone dei momenti fondanti della fraternità. L'Ordine dei Frati Minori fu fondato alla Porziuncola nel 1209. Nella notte tra il 27 e il 28 marzo 1211, Chiara di Favarone di Offreduccio ricevette l'abito religioso da San Francesco proprio alla Porziuncola, un evento provvidenziale che diede origine all'ordine delle Clarisse. Nel 1221 si riunì alla Porziuncola il celebre Capitolo delle stuoie, un'assemblea straordinaria a cui parteciparono cinquemila frati provenienti da ogni parte d'Europa. Il Capitolo delle stuoie servì per pregare insieme, ragionare della salute dell'anima e discutere la nuova Regola francescana. Presso questo luogo santo, San Francesco concluse la sua esistenza terrena, morendo al tramonto del 3 ottobre 1226, steso sulla nuda terra.
La visione e la concessione dell'indulgenza
San Francesco ebbe proprio alla Porziuncola la divina ispirazione di chiedere al papa l'indulgenza detta della Porziuncola o Grande Perdono. Il Diploma di frate Teobaldo, vescovo di Assisi, è uno dei documenti più diffusi che riferisce dell'ispirazione di questa straordinaria indulgenza. Nel luglio 1216, in una notte non precisata, San Francesco era in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola in preghiera. All'improvviso, il Santo vide uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti della chiesa, mentre Gesù e Maria apparvero in trono, circondati da uno stuolo di angeli in una luce sfavillante. Il Redentore chiese a San Francesco quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. Con cuore colmo di compassione, San Francesco chiese pietà per i suoi fratelli peccatori e domandò che tutti i pentiti che avessero varcato le soglie di quel luogo ottenessero il pieno perdono delle colpe. Il Signore rispose che la richiesta era grande, ma aggiunse che Francesco era degno di cose maggiori. Il Signore accolse la preghiera a patto che Francesco domandasse l'indulgenza al suo vicario in terra.
Alle prime luci dell'alba, San Francesco si diresse a Perugia con frate Masseo di Marignano per incontrare il Papa. A Perugia si trovava la curia pontificia dopo la morte di Innocenzo III, e sul soglio di Pietro sedeva papa Onorio III. Onorio III è descritto dalle cronache come un uomo anziano, molto buono e pio, che aveva generosamente dato ciò che aveva ai poveri. Il Pontefice ascoltò con attenzione il racconto della visione dalla viva voce di San Francesco. Il Papa chiese per quanti anni Francesco domandasse l'indulgenza, e il Santo rispose coraggiosamente di non chiedere anni, ma anime. Francesco voleva infatti che chiunque fosse venuto a quella chiesa confessato e contrito fosse assolto da tutti i peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal battesimo fino al giorno e all'ora dell'ingresso nella chiesa. La richiesta di Francesco era del tutto inusitata, poiché tale indulgenza si soleva concedere solo a chi prendeva la Croce per la liberazione del Santo Sepolcro divenendo crociati. Il papa fece notare a San Francesco che non era usanza della curia romana accordare un'indulgenza simile, ma Francesco ribatté fermamente che la domanda non veniva da parte sua, ma da Gesù Cristo che lo aveva mandato. Nonostante l'iniziale opposizione della Curia, il pontefice accordò l'indulgenza dicendo che gli piaceva che egli l'avesse. Sul punto di accomiatarsi, il pontefice chiese a Francesco dove andasse senza un documento che attestasse quanto ottenuto. Francesco rispose che gli bastava la parola del papa e che, se l'indulgenza era opera di Dio, Egli avrebbe pensato a manifestarla. Francesco affermò così di non aver bisogno di alcun documento, indicando come carta la Santissima Vergine Maria, come notaio Cristo e come testimoni gli Angeli. L'indulgenza fu dunque ottenuta vivae vocis oraculo.
La promulgazione e la diffusione del Grande Perdono
Il 2 agosto 1216 San Francesco promulgò il Grande Perdono dinanzi a una grande folla di fedeli e alla presenza dei vescovi dell'Umbria. I vescovi presenti alla storica promulgazione furono quelli di Assisi, Perugina, Todi, Spoleto, Nocera, Gubbio e Foligno. Il Grande Perdono fu promulgato per ogni anno in quella data per chiunque, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano. Nel 1279 il frate Pietro di Giovanni Olivi scrisse che l'indulgenza è di grande utilità per spingere il popolo alla confessione, alla contrizione e all'emendazione dei peccati. Pietro di Giovanni Olivi aggiunse che nel luogo dell'indulgenza, attraverso San Francesco e Santa Chiara, fu rivelato lo stato di vita evangelica adatto ai tempi. La diffusione del movimento francescano contribuì in modo determinante all'espansione dell'indulgenza legata al Perdono di Assisi, che divenne rapidamente una pratica consolidata in tutta la cristianità. Nel 1303 Perugia ricevette dal pontefice Benedetto XI un'indulgenza ad instar Portiuncule vivae vocis oraculo, avendo la città avuto l'onore di ospitare in più occasioni la curia papale durante il pontificato dello stesso Benedetto XI, collocato storicamente tra il 1302 e il 1304.
Nel corso dei secoli successivi, la memoria e la cura della Porziuncola trovarono nuovo vigore anche attraverso interventi strutturali. La Basilica di Santa Maria degli Angeli fu infatti costruita su interessamento di San Pio V a partire dal 1569. L'interno della basilica presenta storicamente volte annerite e pareti sobrie con tracce di affreschi risalenti al XIV secolo. Dietro l'altare della basilica si trova un prezioso polittico con fondo in oro opera del prete Ilario da Viterbo, datato 1393. Il centro del polittico raffigura l'Annunciazione, mentre i riquadri circostanti illustrano episodi della vita di San Francesco legati proprio alla concessione dell'indulgenza del Perdono. Sulla facciata della basilica spicca un grande affresco raffigurante l'istituzione del Perdono di Assisi, opera di Giovanni Federico Overbeck di Lubecca, datata 1829-1830. Infine, il pontefice Pio X elevò la Chiesa di Santa Maria degli Angeli alla dignità di Basilica Patriarcale con Cappella Papale, confermando solennemente alla chiesa il titolo di Capo e Madre di tutto l'Ordine dei Frati Minori.
Il quadro normativo e le condizioni odierne
L'indulgenza connessa al Perdono di Assisi è stata organicamente inserita nel rinnovato cammino della Chiesa attraverso la riflessione teologica e i provvedimenti della Sede Apostolica. Paolo VI riordinò complessivamente la materia delle indulgenze nella Costituzione Apostolica Indulgentiarum doctrina del 1 gennaio 1967. L'indulgenza viene definita come la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa. La Sacra Penitenzieria Apostolica pubblicò successivamente l'Enchiridion indulgentiarum il 29 giugno 1968. Per acquisire l'indulgenza plenaria, che può essere ottenuta una sola volta al giorno, è necessario eseguire l'opera prescritta e adempiere le tre condizioni canoniche: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice, richiedendo inoltre l'esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale.
L'opera prescritta per lucrare l'indulgenza plenaria in una chiesa o oratorio consiste nella devota visita recitando un Padre Nostro e un Credo, in conformità alla Norma 16 della citata Costituzione Apostolica. Nelle chiese parrocchiali si può lucrare l'indulgenza plenaria due volte all'anno, segnatamente nella festa del santo titolare e il 2 agosto. Il paragrafo 65 dell'Enchiridion stabilisce che l'indulgenza plenaria per la visita alla chiesa parrocchiale nella festa del Titolare o il 2 agosto può essere acquistata nel giorno indicato o in un altro giorno stabilito dall'Ordinario d'accordo con i fedeli. La chiesa cattedrale, la concattedrale e le chiese quasi-parrocchiali godono delle medesime indulgenze delle parrocchiali. Queste disposizioni sono state sostanzialmente mantenute inalterate nella quarta edizione dell'Enchiridion indulgentiarum, intitolata Normae et concessiones, pubblicata il 16 luglio 1999 dalla Paenitentiaria Apostolica, con specifico riferimento alla concessione 33, paragrafo 1, numeri 2, 3 e 5. L'indulgenza del Perdono di Assisi è inoltre lucrabile per sé o per le anime del Purgatorio da tutti i fedeli quotidianamente per una sola volta al giorno per tutto l'anno nel luogo santo della Porziuncola, e può essere lucrata con il consenso dell'Ordinario del luogo nella domenica precedente o successiva visitando un'altra chiesa francescana, basilica minore, cattedrale o parrocchiale. Nel santuario della Porziuncola ad Assisi si può lucrare un'indulgenza alle medesime condizioni durante tutto l'anno e una sola volta al giorno, grazie a uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica intitolato Portiuncolae sacrae aedes e datato 15 luglio 1988.
La storia del dono
La vicenda che porta al Perdono di Assisi è indissolubilmente legata al cammino terreno di San Francesco. Tutto ebbe inizio nel tredicesimo secolo, in un tempo in cui il Santo di Assisi dedicava la propria esistenza alla fondazione dell'Ordine dei Frati Minori, avvenuta nel 1209. La sua vita fu un susseguirsi di momenti di intensa dedizione, come quando, nel 1211, accolse Chiara d'Assisi, conferendole l'abito religioso e dando avvio a una nuova forma di sequela evangelica. In questo contesto di fervore spirituale, Francesco scelse la Porziuncola come luogo di preghiera e di rifugio, sentendo nel suo cuore il desiderio di offrire ai fratelli e alle sorelle un'opportunità straordinaria per riconciliarsi con Dio.
Fu proprio in virtù di questo amore per le anime che, nell'anno 1216, egli si rivolse a Papa Onorio III per chiedere che fosse concesso il dono dell'indulgenza a quanti avessero visitato quella piccola chiesa. Il Pontefice accolse la supplica, confermando una grazia che avrebbe segnato la storia di Assisi. Negli anni successivi, il cammino del Santo proseguì tra le fatiche e le gioie della missione, culminando nella solenne celebrazione del Capitolo delle stuoie nel 1221, un raduno che testimoniò la crescita e l'unità della famiglia francescana. Infine, il tre ottobre 1226, San Francesco concluse la sua esistenza terrena proprio presso la Porziuncola. La sua morte non segnò la fine di quel gesto di misericordia, ma ne garantì la trasmissione nel tempo, rendendo il luogo del suo trapasso un simbolo eterno di perdono e di riconciliazione per la Chiesa universale.
La memoria del Perdono
Il culto legato al Perdono di Assisi si esprime oggi attraverso la solenne ricorrenza del due agosto. Questa data non è soltanto un appuntamento liturgico, ma rappresenta un richiamo costante al valore della pietà e del pentimento, temi centrali nell'esperienza vissuta da San Francesco d'Assisi. La Porziuncola, situata nel cuore della città di Assisi, rimane il centro focale di questo evento, un luogo silenzioso dove ancora oggi risuona l'eco della preghiera del Santo fondatore. I fedeli che si recano in visita in questo giorno si uniscono spiritualmente alla supplica che Francesco elevò al Papa, cercando nel silenzio della chiesa il conforto della grazia.
La celebrazione del Perdono invita ogni persona a riflettere sulla propria condizione di peccatore e sulla infinita capacità di Dio di sollevare l'animo umano. Non si tratta di una semplice osservanza esteriore, ma di un cammino interiore che ripercorre le tappe vissute da Francesco tra Perugia e Assisi, luoghi che videro la nascita e lo sviluppo della sua opera. La memoria del Perdono di Assisi mantiene viva la testimonianza di una fede che non si chiude in se stessa, ma che si apre generosamente verso il prossimo, offrendo a tutti, senza distinzione, la possibilità di un nuovo inizio sotto lo sguardo misericordioso del Padre.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Perdono di Assisi?
La festa del Perdono di Assisi si celebra annualmente il 2 agosto, data in cui San Francesco promulgò l'indulgenza nel XIII secolo.
Qual è il legame tra la Porziuncola e gli ordini francescani?
La Porziuncola è considerata la culla degli ordini francescani: qui fu fondato l'Ordine dei Frati Minori nel 1209, Chiara ricevette l'abito religioso dando origine alle Clarisse nel 1211, e si tenne il Capitolo delle stuoie nel 1221.