11 novembre
San Bartolomeo il Giovane di Grottaferrata (o di Rossano)
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e l'incontro con san Nilo
San Bartolomeo nacque a Rossano intorno al novecento ottanta da una nobile famiglia discendente da Costantinopoli e venne battezzato con il nome di Basilio. Egli visse indicativamente tra il novecento ottanta e il millenovecentocinquantacinque tra Rossano e la Calabria, manifestando fin da piccolo un grande interesse per la vita religiosa. A soli sette anni fu affidato dai genitori ai monaci del monastero di san Giovanni Calibita di Caloveto, dove ricevette un'istruzione così profonda da superare i suoi compagni di studio. Dopo cinque anni di permanenza in quel luogo, si trasferì a Vallelucio, vicino a Montecassino. Proprio nel monastero di Vallelucio incontrò san Nilo, dal quale non si allontanò più, legando indissolubilmente il proprio cammino spirituale a quello del maestro. Nel novecentonovantaquattro seguì san Nilo a Serperi, in provincia di Gaeta, dove dimorò per dieci anni praticando digiuni e astinenze e riducendo al minimo il sonno. Sei anni dopo l'arrivo a Serperi, Bartolomeo e Nilo si recarono a Roma per chiedere clemenza al papa Gregorio V per Giovanni XVI, un antipapa nato anch'egli a Rossano. Purtroppo la missione non ebbe successo, poiché Filogato, dopo aver subito atroci torture, morì in carcere. Nel millenovecentoquattro morì san Nilo a Grottaferrata, località nel frattempo stabilita da entrambi per la loro comunità. Bartolomeo fu accanto a san Nilo durante la fondazione del monastero a Frascati, organizzato secondo la disciplina ascetica dei Padri orientali.
Il governo del monastero e l'azione diplomatica
Dopo la scomparsa del maestro, Bartolomeo fece costruire a Grottaferrata il monastero e la chiesa dedicata alla Madonna. Egli consolidò il monastero durante il suo governo trasformandolo in una scuola di scienza e arte, aperta alla sapienza e alla contemplazione. La chiesa di Grottaferrata fu consacrata da papa Giovanni XIX nel millenovecentoventiquattro. Nel corso degli anni successivi, l'abate partecipò attivamente ai Sinodi romani del millenovecentotrentasei e del millenovecentoquarantaquattro. Diede prova di ottime capacità diplomatiche riuscendo a placare i conflitti tra il duca Adenolfo e il principe di Salerno, dimostrando una spiccata attitudine alla pacificazione. Fu inoltre grande amico dei pontefici Benedetto VIII e Benedetto IX. La sua autorevolezza morale si manifestò in modo particolare quando riuscì a convincere Benedetto IX ad abdicare dal soglio pontificio. Dopo l'abdicazione, lo stesso Benedetto IX si ritirò nel monastero di Grottaferrata, trovando accoglienza sotto la guida spirituale dell'abate. Bartolomeo morì probabilmente nel millenovecentocinquantacinque e fu sepolto accanto a san Nilo nella cappella a loro dedicata nel monastero laziale. La tradizione riferisce che le reliquie di Bartolomeo e di san Nilo rimasero a Grottaferrata fino al tredicesimo secolo, ma dopo il millenotrecento ogni traccia delle loro reliquie è purtroppo scomparsa.
Le opere letterarie e i manoscritti
Accanto alla guida spirituale e al governo monastico, Bartolomeo fu un infaticabile uomo di cultura. Fu copista di molti codici ed è considerato il più grande innografo dell'undicesimo secolo. Tra le sue opere figura il 'Typicon', un importante codice liturgico e disciplinare pensato per la vita del monastero. La sua opera principale è considerata la biografia di san Nilo, un testo fondamentale per comprendere le origini e lo spirito della comunità. Tutta la sua produzione letteraria manoscritta è gelosamente conservata a Grottaferrata. La figura del santo monaco ha continuato a vivere anche attraverso le testimonianze scritte dai suoi posteri. Esiste infatti una biografia di san Bartolomeo di modeste proporzioni, probabilmente scritta da un monaco suo discepolo. Questa biografia fu tradotta in latino e in greco e pubblicata nel milleneseicentosettantaquattro da Possin. Una seconda versione latina e greca fu poi pubblicata dai padri Maurini nel millesettecentoventinove. Nel millesettecentosessantaquattro fu pubblicata la terza biografia del santo a cura del cardinale Mai. Tale biografia curata dal cardinale Mai evidenzia in modo particolare l'opera svolta da Bartolomeo per la riforma della Chiesa, affiancandolo ad altre figure insigni come Lorenzo di Amalfi, Ugo di Farfa, Pietro di Silvacandida e Ildebrando di Soana, che sarebbe poi diventato papa Gregorio VII.
Il miracolo e la memoria ecclesiale
Anni dopo la sua morte, si verificò un prodigioso miracolo che testimonia il grande amore nutrito dal santo per i poveri. Il protagonista di questo evento fu un monaco di nome Franco, il quale, ritrovandosi in fin di fin di vita e incapace di parlare, guarì improvvisamente. Il monaco Franco raccontò ai confratelli di aver visto in sogno due colombe, una bianca e una nera, che lo guidavano in un campo luminoso. In quel campo luminoso egli vide Bartolomeo che distribuiva amorevolmente il pane a una moltitudine di poveri. Bartolomeo entrò poi in un bellissimo palazzo dove si trovava la Vergine Maria. All'interno del palazzo, Bartolomeo raccomandò al monaco Franco di esortare i monaci di Grottaferrata a essere sempre misericordiosi verso i poveri. La festa di san Bartolomeo si celebra l'undici novembre a Rossano e a Grottaferrata. Nel millesettecentocinquantotto la celebrazione della sua festa fu estesa a tutta la Calabria. Papa Pio XII, in occasione del nono centenario della morte dell'abate, inviò un messaggio ufficiale definendolo un luminare della Chiesa e un ornamento della sede apostolica. Il martirologio ricorda san Bartolomeo come abate nel monastero di Grottaferrata presso Frascati, celebrandone la fedeltà al Vangelo e il servizio operoso reso alla Chiesa d'Oriente e d'Occidente.
Il cammino monastico
Il percorso terreno di San Bartolomeo il Giovane ebbe inizio a Rossano, sua città natale, dove fin dalla tenera età di sette anni comprese la chiamata del Signore, entrando nel monastero di San Giovanni Calibita. Questo primo passo segnò l'avvio di una vocazione che lo avrebbe portato a diventare uno dei pilastri del monachesimo italo-greco. Il legame profondo con San Nilo fu la chiave di volta del suo spirito; Bartolomeo non fu solo un discepolo, ma un compagno fedele che condivise con il maestro le asprezze e le gioie della vita eremitica e comunitaria, spostandosi verso Serperi e infine approdando a Grottaferrata. Alla morte di San Nilo, Bartolomeo assunse con umiltà e coraggio la responsabilità di guidare la comunità. Fu lui a dare forma definitiva al monastero di Grottaferrata, consolidandone la struttura e la missione spirituale. La sua vita fu un susseguirsi di preghiera, studio e servizio, in un costante intreccio tra la solitudine del chiostro e le necessità della Chiesa universale. La sua opera letteraria, in particolare la stesura del Typicon, che disciplina la vita dei monaci, e la biografia dedicata a San Nilo, rivelano una profonda cultura teologica e un desiderio sincero di preservare la memoria dei giusti, affinché fossero di esempio per le generazioni future. Egli visse fino all'anno millecinquantacinque, lasciando un'impronta indelebile nei luoghi in cui dimorò, da Montecassino a Roma, fino alla definitiva dimora presso Grottaferrata, dove la sua memoria è custodita con affetto e venerazione.
Il culto e la memoria
Il culto di San Bartolomeo il Giovane, la cui santità è stata confermata dalla Chiesa, trova il suo centro vitale a Rossano e a Grottaferrata. La ricorrenza dell'undici novembre rappresenta per queste comunità un momento solenne di preghiera e di rinnovata gratitudine verso colui che fu padre e guida. Nel corso del tempo, la venerazione per questo illustre abate si è allargata oltre i confini locali; ne è testimonianza l'estensione del suo culto a tutta la Calabria, avvenuta nell'anno milleottocentocinquantotto, segno tangibile di quanto la sua figura sia considerata un punto di riferimento per l'intera regione. I fedeli guardano a lui come a un intercessore potente e a un maestro di vita, la cui santità non si è spenta con il passare dei secoli, ma continua a ispirare quanti cercano, nella preghiera e nell'obbedienza al Vangelo, la via per la salvezza. La sua presenza è ancora avvertita nella liturgia e nei luoghi che videro il suo instancabile lavoro, ricordandoci costantemente il valore dell'umiltà e del servizio disinteressato.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Bartolomeo il Giovane?
La festa di san Bartolomeo il Giovane si celebra l'undici novembre a Rossano e a Grottaferrata, mentre dal diciottesimo secolo la ricorrenza è stata estesa a tutta la Calabria.
Nel monastero di Grottaferrata nei pressi di Frascati, vicino a Roma, san Bartolomeo, abate, che, nato in Calabria, fu compagno di san Nilo, del quale avrebbe in seguito composto la Vita, e gli fu accanto quando, ormai prossimo alla morte, fondò nel territorio di Frascati un monastero organizzato secondo la disciplina ascetica dei Padri orientali, che egli consolidò durante il suo governo facendone una scuola di scienza e arte. — Martirologio Romano