San Martino di Tours, illustre vescovo del quarto secolo, nacque in Pannonia, nell'odierna Ungheria, nel trecentosedici da una famiglia di origine pagana. Figlio di un ufficiale dell'esercito romano, crebbe ricevendo l'istruzione sulla dottrina cristiana quando era ancora ragazzo, pur non ricevendo il battesimo durante la fanciullezza. Si arruolò giovanissimo nella cavalleria imperiale e prestò servizio militare in Francia, distinguendosi per un gesto memorabile in cui tagliò in due il suo mantello militare con la spada per difendere un mendicante dal freddo. Tale episodio, richiamato anche dal martirologio dove si narra che coprì Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero, segnò profondamente il suo cammino di fede. Lasciò l'esercito nel trecentocinquantasei, ricevendo il battesimo probabilmente ad Amiens, e raggiunse a Poitiers il dotto e combattivo vescovo Ilario, che conosceva da alcuni anni.
Ordinato esorcista da Ilario, visse una stagione di intensa mobilità e attivismo che condusse il suo apostolato attraverso la Pannonia, Milano e l'isolotto roccioso della Gallinaria, rifugio di cristiani al tempo delle persecuzioni. Rientrato in Gallia dopo il ritorno dall'esilio del vescovo Ilario nel trecentosessanta, ricevette da lui il sacerdozio e fondò a Ligugé, nel trecentosessantuno, una comunità di asceti considerata il primo monastero databile in Europa. Eletto vescovo di Tours nel trecentosessantuno, o più precisamente nel trecentosettali, risiedette nel monastero di Marmoutier da cui guidò un'ultraventennale azione per cristianizzare le campagne. La sua memoria liturgica si celebra l'undici novembre nel giorno della deposizione e anniversario della sepoltura, ricordando una figura di straordinaria santità che seppe unire l'annuncio del Vangelo alla difesa concreta dei poveri e dei deboli.
San Menna visse in Egitto durante il quarto secolo, affrontando il martirio e trovando sepoltura nella propria terra d'origine intorno al anno trecento. La tradizione agiografica tramanda la sua figura attraverso un racconto ricco di elementi leggendari, nato dalla riscrittura di una biografia precedente e arricchito nel corso delle generazioni, rendendo impossibile distinguere la nuda cronaca dagli episodi fantastici. Nonostante la mancanza di prove storiche di supporto per la sua vicenda originaria e la perdita della narrazione primitiva, la figura di San Menna resta salda nella devozione cristiana, ricordata con particolare fervore dai fedeli che a lui si rivolgono per ritrovare gli oggetti smarriti.
Nel corso dei secoli il culto di San Menna si diffuse ampiamente in tutto l'Oriente come santo guerriero, dando origine all'edificazione di chiese in suo onore, come quella sorta a Cotyaeum e la antichissima chiesa abruzzese situata nel comune di Lucoli e risalente al nono secolo. La tomba del santo, situata a Bumma nei pressi di Alessandria d'Egitto, divenne meta di pellegrinaggi frequentatissimi fino all'invasione araba del settimo secolo. Il patriarca ortodosso alessandrino Cristoforo II attribuì a San Menna la salvezza dell'Egitto e la sconfitta delle truppe di Rommel a El Alamein nel millenovecentoquarantatre, proponendo il restauro del sacrario in memoria dei caduti.
San Verano di Vence, vissuto nel corso del quinto secolo, rappresenta una figura luminosa di pastore e guida spirituale per la Chiesa delle origini. Nato a Lione, egli trasse la propria formazione culturale e ascetica dal monastero dell'Isola di Lérins, un centro di profonda spiritualità e sapienza teologica. La sua vocazione si espresse inizialmente nel fiancheggiare il proprio padre, Eucherio, vescovo di Lione, in un sodalizio di fede e di servizio al popolo di Dio che segnò profondamente il suo cammino verso il ministero episcopale.
Egli è ricordato per essere stato il secondo vescovo di Vence, città dove concluse il suo cammino terreno nell'anno quattrocentoottanta. La sua memoria rimane viva grazie alla ferma dedizione con cui difese la dottrina ortodossa ortodossa contro le insidie delle eresie che minacciavano l'unità dei credenti. Il suo impegno pastorale fu sostenuto da un costante dialogo con la sede apostolica, testimoniato dalla fitta corrispondenza epistolare intrattenuta con i papi Leone Primo e Ilario, che vedevano in lui un interlocutore autorevole e un fedele servitore della Chiesa universale.
San Bartolomeo il Giovane, vissuto nell'undicesimo secolo tra il 980 e il 1055, fu un insigne abate e una figura di primissimo piano nella Chiesa del suo tempo. Nato a Rossano da una nobile famiglia discendente da Costantinopoli e battezzato con il nome di Basilio, fin da piccolo mostrò un grande interesse per la vita religiosa, che lo condusse a un cammino di profonda ascesi e di intensa dedizione spirituale accanto a san Nilo. La sua esistenza si svolse principalmente tra la Calabria, Rossano e il Lazio, dove impresse un segno indelebile come fondatore, consigliere di pontefici, diplomatico e raffinato uomo di cultura. Egli consolidò il monastero di Grottaferrata secondo la disciplina ascetica dei Padri orientali, trasformandolo in una straordinaria scuola di scienza e arte. Fu copista di molti codici e il più grande innografo del suo secolo, autore del 'Typicon' e della celebre biografia di san Nilo.
La memoria di san Bartolomeo è profondamente radicata nella tradizione liturgica e nella devozione popolare. Il martirologio lo ricorda come abate nel monastero di Grottaferrata presso Frascati, e la sua festa si celebra l'undici novembre a Rossano e a Grottaferrata, con un culto che nel diciottesimo secolo fu esteso a tutta la Calabria. La sua opera riformatrice e la sua santità furono solennemente riconosciute anche nel ventesimo secolo da papa Pio XII, il quale definì l'abate un autentico luminare della Chiesa e ornamento della sede apostolica. La sua eredità spirituale e letteraria continua a vivere attraverso i manoscritti conservati a Grottaferrata e nelle antiche biografie che tramandano la sua insigne testimonianza evangelica.
Il Beato Vincenzo Eugenio Bossilkov, figura luminosa del ventesimo secolo, ha servito la Chiesa con dedizione assoluta, offrendo la propria vita come testimonianza suprema di fedeltà al Vangelo. Nato a Belene nel 1900, egli intraprese il cammino del sacerdozio all'interno della Congregazione dei Passionisti, maturando una vocazione che lo portò a studiare in Belgio, Olanda e Roma, prima di tornare nella sua terra natale per esercitare il ministero episcopale. Nominato vescovo di Nicopoli nel 1944, in anni segnati da profonde lacerazioni politiche e sociali, egli scelse di restare accanto al suo gregge, custode instancabile della fede cattolica in Bulgaria.
La memoria del Beato Vincenzo Eugenio Bossilkov resta viva nel cuore dei fedeli non solo per il valore del suo magistero, ma soprattutto per la fermezza morale dimostrata di fronte alla persecuzione. Egli è ricordato come un pastore che, posto dinanzi alla scelta di rinnegare il Papa e la comunione con la Chiesa universale, preferì subire il martirio piuttosto che tradire la propria coscienza. La sua vita, conclusasi tragicamente nel carcere di Sofia nel 1952, rimane un richiamo potente alla coerenza cristiana, celebrata solennemente dalla Chiesa nel 1998, quando fu elevato agli onori degli altari da Papa Giovanni Paolo Secondo.
San Giovanni l'Elemosiniere, nato ad Amatonte di Cipro nel cinquecento cinquantasei, è una figura luminosa che ha saputo trasformare il dolore di una vita segnata dalla perdita in una dedizione assoluta verso i fratelli più fragili. Rimasto vedovo in giovane età dopo aver perso prematuramente i propri figli, egli scelse di consacrare la propria esistenza al servizio della Chiesa e dei bisognosi, incarnando con umiltà la carità cristiana. La sua elezione a Patriarca di Alessandria d'Egitto, avvenuta per acclamazione popolare, segnò l'inizio di un ministero episcopale straordinario, interamente volto a sollevare le sofferenze del prossimo attraverso una cura instancabile e una generosità senza confini.
Egli è ricordato nei secoli per aver istituito ospedali e case di riposo, divenendo un punto di riferimento per migliaia di poveri che trovarono in lui il volto misericordioso di Dio. Il suo impegno sociale e spirituale ha lasciato un segno indelebile che giunge fino ai nostri giorni, testimoniato anche dalla venerazione delle sue reliquie custodite nella città di Venezia, presso la chiesa di San Giovanni in Bragora. La sua vita, conclusasi ad Alessandria d'Egitto nel seicento diciassette, rimane un esempio perenne di come la fede possa tradursi in azioni concrete, donando speranza e dignità a chi vive nell'abbandono.
San Teodoro Studita, nato a Costantinopoli nell'anno settecentocinquantotto, è una figura luminosa del nono secolo, ricordato per la sua instancabile dedizione alla vita monastica e per il coraggio dimostrato nella difesa della fede. Abate di grande sapienza, egli seppe guidare la comunità con rigore e spirito di servizio, divenendo un punto di riferimento spirituale in tempi segnati da gravi tensioni tra il potere imperiale e le istituzioni ecclesiali. La sua esistenza fu un cammino di fedeltà assoluta ai precetti cristiani, vissuto con la consapevolezza che la verità del Vangelo non ammette compromessi.
La memoria di San Teodoro è indissolubilmente legata alla sua strenua resistenza contro l'iconoclastia e alla difesa dell'indissolubilità del matrimonio. Per queste posizioni dottrinali, egli affrontò con fermezza tre esili, la prigionia e la flagellazione, senza mai recedere dal compito di custode della tradizione ortodossa. La sua opera di riforma nel monastero di Studios ha lasciato un segno profondo nella storia della spiritualità, rendendolo un esempio perenne di coerenza tra il pensiero e l'azione, nonché un intercessore per quanti, ancora oggi, si trovano a difendere la sacralità del legame coniugale.
La Beata Vincenza Maria, al secolo Luigia Poloni, nacque a Verona il 26 gennaio 1802 in piazza delle Erbe, ultima di dodici figli di una famiglia cristiana e fervorosamente impegnata nella carità. Cresciuta con l'attenzione agli altri e lo spirito di sacrificio, fondò l'Istituto delle Sorelle della Misericordia insieme a don Carlo Steeb, pronunciando il suo sì definitivo a Dio il 10 settembre 1848 e dedicando la sua esistenza alla cura dei poveri e dei bisognosi fino alla morte, avvenuta l'undici novembre 1855 dopo una coraggiosa lotta contro la malattia. La sua vita fu caratterizzata da una profonda unione con Cristo, da un grande amore per l'Eucaristia e da uno stile improntato all'umiltà e alla semplicità.
Oggi la Beata Vincenza Maria è ricordata per aver dato inizio a una grande famiglia religiosa ed ecclesiale che continua a operare nel mondo, diffondendo la tenerezza e la misericordia di Dio attraverso l'educazione, l'assistenza agli anziani, il volontariato e la cura dei sofferenti. La Congregazione delle Sorelle della Misericordia di Verona celebra la sua festa il 10 settembre, mentre la sua memoria liturgica si colloca nel giorno della sua nascita al cielo. Il Rito di Beatificazione della Venerabile Serva di Dio si è svolto a Verona domenica 21 settembre 2008, alla presenza del rappresentante del Santo Padre, il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, coronando la testimonianza luminosa di una donna interamente consegnata alla carità evangelica.
La Beata Carlotta della Visitazione, al secolo Baudelia Luisa Duque Belloso, nacque a Nava del Rey il 20 maggio 1872 ed è ricordata come religiosa, educatrice e martire del ventesimo secolo. Primogenita di una famiglia cristiana, crebbe nella partecipazione assidua alle funzioni religiose e ai pii pellegrinaggi della sua terra d'origine, rimanendo presto orfana di padre.
Rispondendo alla chiamata del Signore nella giovinezza, entrò tra le Terziarie Francescane dei Sacri Cuori, spendendo la vita nell'insegnamento, nel servizio alla congregazione e infine offrendo la testimonianza suprema del sangue a Barcellona, dove fu fucilata per la fede il giorno undici novembre millenovecentotrentasei. La Chiesa la venera come beata dopo la celebrazione del rito presieduto nella basilica della Sagrada Familia il dieci novembre duemiladiciotto.
Nel monastero di Malonne in Brabante, nell’odierno Belgio, san Bertuino, venerato come vescovo e abate.
San Menna del Sannio
Eremita
Nel Molise, commemorazione di san Menna, eremita, le cui virtù sono ricordate dal papa san Gregorio Magno.
Santa Marina di Omura
Vergine e martire
A Nagasaki in Giappone, santa Marina di Omura, vergine e martire, che, gettata in prigione, fu pubblicamente esposta alla derisione della sua castità e infine bruciata sul rogo.
Beata Alice (Maria Jadwiga) Kotowska
Vergine e martire
Nella cittadina di Laski Piasnica presso la città di Wejherowo in Polonia, beata Alicia Kotowska, vergine della Congregazione delle Suore della Risurrezione del Signore e martire, che durante la guerra morì fucilata per avere strenuamente difeso la sua fede in Cristo.
Venerabile Anastasio Surdi
Mercedario
San Rhedius
Dal Martirologio Romano
Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell’odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore. — Martirologio Romano