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giovedì 12 novembre 2026 · Santo del giorno

San Giosafat Kuncewycz

Vescovo e martire

San Giosafat Kuncewycz

San Giosafat Kuncewycz, vissuto a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, rimane nella memoria della Chiesa come un luminoso testimone dell'unità dei cristiani e un pastore mite, che ha suggellato con il dono della vita il suo servizio episcopale. La sua figura di vescovo e martire brilla per la dedizione assoluta al ministero e per il desiderio profondo di ricomporre la comunione ecclesiale, un cammino che ha percorso con umiltà e fermezza spirituale.

Ricordato in particolare come patrono del popolo ucraino, san Giosafat ha saputo unire la severità della vita ascetica a un'instancabile operosità pastorale. Il suo sacrificio, consumatosi nel sangue, continua a intercedere per la riconciliazione dei cuori e per l'edificazione di una Chiesa che sappia respirare con i suoi polmoni d'oriente e d'occidente, custodendo la fedeltà al Vangelo fino all'estremo sacrificio.

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Gli altri santi di oggi

San Diego di Alcalá

Religioso dei Frati Minori

San Diego di Alcalá, vissuto nel corso del quindicesimo secolo, rappresenta una figura luminosa di umiltà e dedizione all'interno dell'ordine dei Frati Minori. Nato ad Alcalá del Puerto nell'anno 1400, egli scelse fin dalla giovinezza la via del silenzio e della contemplazione, vivendo dapprima come eremita presso il suo paese natale, per poi abbracciare la vita consacrata come fratello laico nel convento di Arizafe. La sua esistenza fu segnata da un profondo spirito di servizio che lo condusse lontano dalla terra d'origine, rendendolo un instancabile missionario nelle Isole Canarie e un testimone di carità cristiana presso la città di Roma.

Egli è ricordato per la sua instancabile dedizione verso i sofferenti e per la fedeltà alla regola francescana, che seppe incarnare nel nascondimento e nell'obbedienza. La sua memoria rimane viva nella Chiesa come esempio di santità semplice, capace di farsi prossima ai bisognosi in ogni circostanza. Canonizzato da papa Sisto V nell'anno 1588, il suo cammino terreno si concluse ad Alcalá de Henares nel 1463, lasciando in eredità una testimonianza di preghiera costante e di amore verso Dio che ancora oggi interpella il cuore dei fedeli.

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San Cadwaladr Fendigaid

Re

San Cadwaladr Fendigaid visse nel settimo secolo e il suo nome viene tramandato anche nelle forme latine e inglesi. Egli nacque in Galles nel seicentotrentatré, assumendo il ruolo di re e affrontando un percorso segnato da drammatici eventi storici e spirituali. Figlio di sovrani, crebbe in anni di aspri conflitti politici che segnarono profondamente la sua giovinezza e il destino della sua terra. La sua vita si concluse a Roma nel seicentottantotto, dopo un pellegrinaggio che coronò la sua esistenza terrena e terziaria. La memoria della sua persona rimase viva nei secoli, legandosi indissolubilmente alla storia religiosa e civile del popolo gallese.

Egli è ricordato soprattutto per la sua dedizione alla fede cristiana, per la protezione dei sudditi e per la generosità dimostrata verso la Chiesa. Le antiche tradizioni lo descrivono come un sovrano benedetto, capace di lasciare un'impronta indelebile nella cultura e nell'identità della sua nazione. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica nel giorno dodici novembre, rinnovando il ringraziamento per la sua testimonianza di fede. La sua figura continua a essere un punto di riferimento spirituale e storico per quanti riconoscono nella sua vita il segno di una provvidenziale guida terrena.

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San Renato di Angers

Vescovo

San Renato di Angers è una figura luminosa del quinto secolo, la cui memoria si intreccia con il mistero della fede e il dono della vita restituita. La tradizione lo ricorda in modo singolare per il prodigio di cui fu protagonista ad Angers, dove fu miracolosamente resuscitato dal vescovo Maurilio. Tale evento, che supera le ordinarie vicende umane, segna l'inizio di un legame profondo con la comunità cristiana, che vide in lui un segno tangibile della potenza di Dio.

La memoria di San Renato è giunta fino a noi come una figura agiografica complessa, risultante dalla fusione di due tradizioni distinte che collegano il suo nome sia alla città di Angers che a quella di Sorrento. Egli viene celebrato come il successore di Maurilio sulla cattedra vescovile di Angers, un ministero che egli ha esercitato con la consapevolezza di chi ha varcato la soglia dell'eternità per tornare a servire i fratelli. La sua figura invita i fedeli a riflettere sulla continuità della missione apostolica e sulla grazia che sostiene il cammino dei pastori nella Chiesa.

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San Margarito Flores Garcia

Sacerdote e martire

San Margarito Flores Garcia nacque a Taxco in Messico il 22 febbraio 1899 da Germano Flores e Mercede García, buoni e ferventi cristiani. Cresciuto in una famiglia che nel 1915 viveva in Messico, a Taxco, Guerrero, nella diocesi di Chilapa, manifestò fin da giovane una ferma vocazione sacerdotale. Nonostante l'iniziale opposizione dei genitori, preoccupati per i motivi economici e per la necessità delle braccia di un ragazzo di quattordici anni per far quadrare i conti, egli seppe trovare da sé i benefattori necessari tra sacerdoti e amici. Ragazzo intraprendente e determinato, studiò nel seminario di Chilapa senza farsi pregare, dove tutti riconoscevano intelligenza e capacità non comuni, contribuendo al proprio mantenimento tagliando barba e capelli e dedicandosi nel tempo libero alla scultura e alla pittura. Fu ordinato sacerdote il 5 aprile 1924.

Venne inviato ad esercitare il ministero nella parrocchia di Chilpancingo, rimanendo fino allo scoppio della persecuzione religiosa nel 1926, anno in cui avrebbe dovuto trasferirsi a Tecalpulco. A causa della situazione incandescente e della persecuzione dei preti, visse nascosto tra i monti patendo fame e sete, per poi rifugiarsi brevemente nella casa paterna. Dopo aver raggiunto Città del Messico nei primi giorni del 1927, esercitò clandestinamente il ministero e subì il martirio a Tulimán il 12 novembre 1927 all'età di ventotto anni. San Margarito Flores Garcia è ricordato per aver offerto la propria vita per la fede e per la pacificazione del Messico, ed è stato proclamato santo il 21 maggio 2006 dopo essere stato beatificato nel 1992.

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Sant' Emiliano della Cogolla

Monaco

Nel corso del sesto secolo, durante l'occupazione della penisola iberica da parte dei Visigoti, visse Sant'Emiliano della Cogolla. Nato in Castiglia nella provincia di Logroño, presso un cocuzzolo montano chiamato La Cocolla per la sua forma a cappuccio, il santo prese il nome proprio da questa località natia anziché dall'indumento monastico. La cocolla indica infatti il cappuccio dei monaci e dei frati, sia a mantello sia a collare. La memoria preziosa della sua esistenza ci è giunta grazie alla biografia scritta da Braulione, Vescovo di Saragozza e discepolo di Sant'Isidoro di Siviglia, del quale fu anche continuatore dell'opera.

Sant'Emiliano è profondamente ricordato per il suo cammino di fede che lo condusse dall'iniziale vita pastorale fino all'ascesi eremitica e al sacerdozio. Il Martirologio lo definisce sacerdote che condusse vita eremitica, di chierico e monastica, distinguendosi per la grande generosità verso i poveri e per lo spirito di profezia. La sua testimonianza continua a vivere attraverso i luoghi della sua terra e l'esempio luminoso della sua dedizione totale al Signore e ai fratelli più bisognosi.

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San Benedetto, Giovanni, Matteo, Isacco e Cristiano

Monaci, protomartiri della Polonia

Nel corso dellundicesimo secolo, la terra polacca fu bagnata dal sangue dei primi martiri cristiani di quella nazione. Benedetto, nato a Benevento intorno al novecentosettanta, intraprese un cammino di purificazione e conversione che lo condusse dal sacerdozio giovanile alla vita eremitica, fino ad incontrare San Romualdo e ad abbracciare l ordine dei camaldolesi. Chiamato dallimperatore Ottone Terzo per evangelizzare la Pomerania, Benedetto partì insieme al confratello Giovanni da Cervia e ai novizi Matteo, Isacco e Barnaba. Accolti con calore alla corte di Boleslao Primo, i missionari ricevettero in dono un eremo a Kazimierz, sul fiume Warta. In quel luogo isolato, la notte del dodici novembre milleduecentotrè, Benedetto, Giovanni, Matteo, Isacco e il servo Cristiano subirono il martirio per mano di predatori pagani attirati dallargento destinato al Pontefice.

La memoria di questi testimoni della fede rimase viva fin dal primo momento, tramandata dalle testimonianze raccolte dallamico San Bruno o Bonifacio di Querfurt e confermata successivamente dallo scrittore Cosmas di Praga. Il culto dei martiri, meta di ininterrotti pellegrinaggi verso leremo divenuto santo e verso Olomouc dove furono traslate le reliquie, ricevette la conferma ufficiale da Papa Giulio Secondo nel millenovecentootto. Oggi il Martyrologium Romanum continua a commemorarli nel giorno del loro anniversario, ricordando il sacrificio estremo di coloro che per primi piantarono la croce nella terra di Polonia.

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Beato Giovanni della Pace (Cini da Pisa)

Eremita, fondatore

Il Beato Giovanni della Pace, nato a Pisa nel 1270, rappresenta una testimonianza luminosa di come la grazia di Dio possa trasformare un cuore segnato dal peccato in uno strumento di profonda carità. La sua giovinezza fu segnata da un evento drammatico: nel 1296 partecipò all'attentato contro l'arcivescovo Matteo di Pisa. Proprio il tempo trascorso in detenzione, seguito alla sua colpa, divenne per lui il luogo provvidenziale di una conversione autentica, capace di mutare radicalmente il corso della sua esistenza terrena.

Uscito dal carcere, Giovanni consacrò il resto dei suoi anni al servizio dei fratelli e alla preghiera contemplativa. La sua memoria rimane viva grazie all'opera instancabile profusa come presidente della Pia Casa della Misericordia, incarico assunto nel 1305, e per la fondazione della Congregazione degli Eremiti Terziari Francescani. Visse gli ultimi tempi della sua vita in una condizione di eremitaggio murato presso la Porta della Pace, luogo da cui trasse il nome con cui è tuttora ricordato dalla comunità cristiana, fino alla sua morte avvenuta a Pisa nel 1335.

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Sant' Esichio I di Vienne

Vescovo

A Vienne in Burgundia, ora in Francia, sant’Esichio, vescovo, che fu elevato dalla dignità senatoria a quella episcopale; i suoi figli, che aveva generato in precedenza, furono i santi Apollinare, vescovo di Valence, e Avíto, che gli succedette nella sede di Vienne.

San Livino (Lebuino)

Vescovo

A Deventer in Frisia, nell’odierna Olanda, san Lebuino, sacerdote, che, monaco venuto dall’Inghilterra, si adoperò per annunciare agli abitanti di questa regione la pace e la salvezza di Cristo.

San Nilo il Sinaita

Confessore

Presso Ankara in Galazia, nell’odierna Turchia, san Nilo, abate, che, ritenuto discepolo di san Giovanni Crisostomo, resse a lungo un monastero e diffuse con i suoi scritti la dottrina ascetica.

San Machar di Aberdeen

Vescovo

Nell’isola di Mull in Scozia, san Macario, vescovo, che, di origine irlandese, è ritenuto discepolo di san Colomba e fondatore della Chiesa di questo luogo.

San Cuniberto di Colonia

Vescovo

A Colonia nell’Austrasia, ora in Germania, san Cuniberto, vescovo, che dopo le invasioni barbariche rinnovò nella città e in tutto il territorio la vita ecclesiastica e la pietà dei fedeli.

Beato Giuseppe Raimondo Medes Ferris

Laico coniugato, martire

Nel villaggio di Alcudia de Carlet nel territorio di Valencia in Spagna, beato Giuseppe Medes Ferrís, martire, al quale il Signore diede il premio eterno, nel corso della persecuzione religiosa, per la sua impavida fedeltà.

Beata Bianca d’Aragona

Regina, mercedaria

Sant’ Esichio II di Vienne

Vescovo

San Petrusio

San Sinchell di Cloen Inis

Abate

Santa Seledritha

Badessa di Minster-in-Thanet

Dal Martirologio Romano

Memoria della passione di san Giosafat (Giovanni) Kuncewicz, vescovo di Polotzk e martire, che spinse con costante zelo il suo gregge all’unità cattolica, coltivò con amorevole devozione il rito bizantino-slavo e, a Vitebsk in Bielorussia, a quel tempo sotto la giurisdizione polacca, crudelmente assalito in un tumulto dalla folla a lui avversa, morì per l’unità della Chiesa e per la verità cattolica. — Martirologio Romano