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13 novembre

San Brizio di Tours

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalla giovinezza ribelle al magistero di san Martino

Nei testi antichi Brizio viene chiamato anche con i nomi di Brictio e Brissone, ed era originario della Turenna. Affidato a san Martino, fu condotto nel monastero di Marmoutier, dove completò la sua educazione e pronunciò i voti religiosi. La Vita di Brizio fu scritta da san Gregorio di Tours, e in alcuni manoscritti essa incorpora un capitolo dei Dialoghi di Sulpicio Severo. Brizio era ribelle per natura e pretendeva di mantenere schiavi e una scuderia nel monastero. Si sdegnò per la muta disapprovazione dei monaci e tentò di vendicarsi osservando san Martino per cercare di coglierlo in fallo. Poiché la vita di san Martino era irreprensibile, Brizio lo derideva pubblicamente non potendo fargli nulla. I monaci chiesero spesso a san Martino di punire Brizio, ma il santo rispondeva che se Cristo aveva sopportato Giuda, lui doveva sopportare Brizio. Secondo Gregorio di Tours, san Martino predisse a Brizio che sarebbe diventato vescovo.

L'episcopato, le accuse e il soggiorno a Roma

Brizio succedette a san Martino sulla cattedra vescovile di Tours nel 397. L'ascesa di Brizio all'episcopato incontrò l'opposizione degli antichi confratelli. Lazzaro, futuro vescovo di Aix, accusò Brizio in numerosi concili, e le sue accuse furono discusse fino al concilio di Torino del 401, dove furono dimostrate faziose. Due lettere del pontefice Zosimo del settembre 417 attestano le accuse contro Brizio. Egli governò come vescovo per trentatré anni prima di uno scandalo che ravvivò gli antichi malumori. Brizio fu accusato di aver avuto un figlio da una religiosa incaricata di governare il suo guardaroba, e fu minacciato di lapidazione. Nonostante l'intervento di alcuni difensori, Brizio fu destituito e partì per Roma con la speranza di essere riabilitato dal pontefice. Dopo la sua partenza, la sede di Tours fu occupata prima da Giustiniano e poi da Armenzio. Brizio rimase a Roma per sette anni, al termine dei quali fu infine riconosciuto innocente.

Il ritorno a Tours e le opere pastorali

Brizio tornò a Tours dopo essere stato riconosciuto innocente e governò la diocesi per un numero di anni eguale a quello del suo soggiorno romano. Edificò una modesta chiesa in onore di san Martino e vi depose il corpo del santo maestro. Brizio edificò inoltre cinque parrocchie nei villaggi di Clion, Brèches, Ruan, Rédoré e Chinon. Egli morì nel 444 e fu sepolto nella chiesa di San Martino. Il culto di Brizio era fiorentino a Tours già pochi anni dopo la sua morte. Il Martirologio attesta che Brizio fu discepolo di san Martino e gli succedette, e che fece più volte fronte a varie avversità per quarantasette anni.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Brizio di Tours?

La festa di san Brizio si celebra il tredici novembre, giorno anniversario della sua deposizione. È ricordato nella stessa data sia nel Martirologio Geronimiano sia nel Martirologio Romano, il quale lo colloca a Tours nella Gallia lugdunense, oggi in Francia.

A Tours nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Brizio, vescovo, che, discepolo di san Martino, succedette al maestro e per quarantasette anni fece più volte fronte a varie avversità. — Martirologio Romano