6 settembre
San Cagnoaldo di Laon
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini familiari e la formazione a Luxeuil
Cagnoaldo proveniva da una nobile famiglia della Borgogna, inserita nei circoli di potere del tempo. Il padre di Cagnoaldo, Cagnerico, era un potente lord e commensale del re d'Austrasia Teodoberto, mentre la madre, Laudegonda, era una donna di profonda fede cristiana e saggezza. La famiglia fu particolarmente fertile di vocazioni religiose, testimoniate dai percorsi dei fratelli e della sorella. Il fratello di Cagnoaldo, San Faro, lavorò a corte, fu sposato, si separò di comune accordo con la moglie e divenne vescovo di Meaux, mentre la moglie di San Faro prese il velo monastico. La sorella di Cagnoaldo, Santa Burgundofara, fondò il monastero di Faremoutier. Cagnoaldo sviluppò fin da giovane un forte interesse per le cose sacre. Raggiunta l'età opportuna, Cagnoaldo fu mandato dal padre a Luxeuil per essere istruito da San Colombano. L'ingresso di Cagnoaldo a Luxeuil risale al cinquecento novanta, anno della fondazione del monastero. A Luxeuil Cagnoaldo crebbe nella virtù e nella conoscenza insieme ad altri giovani nobili. Cagnoaldo si distinse tra i compagni, stringendo una profonda amicizia con San Colombano. San Colombano chiamava Cagnoaldo giovane devoto a Dio. San Colombano volle che Cagnoaldo venisse ordinato sacerdote, evento raro nell'ambito monastico dell'epoca, e lo scelse come stretto collaboratore, coinvolgendolo nelle sue missioni.
L'esilio, i viaggi e la vita eremitica
Quando Teodorico secondo esiliò San Colombano, Cagnoaldo lasciò la sua sede per seguirlo nella regione del Lago di Costanza. Nel seicentodieci a San Colombano fu vietato di portare con sé monaci che non fossero irlandesi o bretoni. Gli uomini del principe ricorsero alla forza per far rispettare il divieto, confinando i monaci franchi all'interno del monastero. I monaci franchi rimasero reclusi fino all'intervento di Sant'Agile, cugino di Cagnoaldo. Grazie all'intercessione di Sant'Agile, la proibizione fu revocata e Cagnoaldo poté ricongiungersi a San Colombano. Cagnoaldo raggiunse San Colombano mentre questi era ospitato da suo padre Cagnerico. Cagnerico trattenne San Colombano presso di sé per un certo lasso di tempo per beneficiare della sua presenza. Durante il soggiorno presso Cagnerico, San Colombano impose il velo e consacrò a Dio Burgundofara, ancora bambina. Cagnoaldo seguì San Colombano a Bregenz, condivise le sue fatiche, ne imitò le virtù e assistette ai suoi prodigi. Mentre vivevano da eremiti su una montagna, San Colombano ordinò a Cagnoaldo di fermare le incursioni di un orso che devastava i vegetali di cui si nutrivano. Cagnoaldo tracciò un solco per terra con una verga e intimò all'orso di non oltrepassarlo, e l'animale obbedì, come la tradizione riferisce. Nel seicentododici, durante la battaglia di Tolbiac tra Teodorico e suo fratello Teodoberto, San Colombano ebbe una visione degli eventi e la riferì a Cagnoaldo. In un momento d'impulso, Cagnoaldo suggerì a San Colombano di pregare per la sconfitta di Teodorico. San Colombano rimproverò Cagnoaldo, ricordandogli il dovere di pregare per i nemici e di rimettersi al giudizio di Dio. Teodorico vinse la battaglia e San Colombano fu costretto a fuggire in Italia, dove avrebbe fondato il monastero di Bobbio.
Il ministero episcopale e l'opera di governo
Cagnoaldo si separò da San Colombano e tornò a Luxeuil per riprendere la vita cenobitica. Da Luxeuil, Cagnoaldo fu inviato ad aiutare la sorella nella fondazione del monastero di Eboriac, poi chiamato Faremoutier. Nel seicentoventitré, in seguito alla morte del vescovo Richeberto, Cagnoaldo fu nominato sesto vescovo di Laon. Non si conservano notizie dettagliate sulle azioni del suo episcopato, eccetto la partecipazione al Concilio di Reims. Cagnoaldo firmò i decreti del Concilio di Reims insieme a prelati illustri, tra i quali San Donato, vescovo di Besançon ed ex compagno a Luxeuil, San Sulpizio, vescovo di Bourges, Pallade, vescovo d'Auxerre, San Anserico, vescovo di Soissons, San Bertrando, vescovo di Cambrai, Hadouin, vescovo di Mans, e San Arnolfo, vescovo di Metz. Cagnoaldo fu stimato da tutti per la sua prudenza, dolcezza e carità verso i poveri e gli infermi. Il ventidue novembre seicentotrentuno Cagnoaldo firmò l'atto con cui Sant'Eligio dotò il monastero di Solignac, retto dalla Regola di San Colombano.
Il transito e la memoria delle reliquie
Cagnoaldo morì in una data incerta tra il seicentotrentadue e il seicentoquaranta, mentre si trovava nel monastero di Saint-Vincent; la data indicativa della morte è fissata al seicentotrentacinque circa. Cagnoaldo fu sepolto nel coro del monastero di Saint-Vincent. Secondo il Martirologio, san Cagnoaldo è ricordato come vescovo di Laon, discepolo di san Colombano e suo unico assistente nell'eremo presso Bregenz. Nel mille centonovantasei l'abate Ugo riesumò il corpo di Cagnoaldo e lo collocò in una cassa. La cassa contenente i resti di Cagnoaldo fu successivamente distrutta dagli Inglesi. Nel diciassettesimo secolo i resti del santo ricevettero una nuova sistemazione. Nel milleseicentoventitré alcune reliquie di Cagnoaldo furono donate alle monache di Faremoutier. Nel milleseicentoquarantatré un femore di Cagnoaldo fu donato alla Cattedrale di Laon. La popolazione di Laon ricorse con successo all'intercessione di Cagnoaldo durante epidemie e calamità. Durante la Rivoluzione francese tutte le reliquie di Cagnoaldo andarono perdute e l'abbazia fu parzialmente distrutta.
Il cammino di santità
Il percorso spirituale di San Cagnoaldo ebbe inizio nell'anno cinquecentonovanta, quando scelse di varcare la soglia del monastero di Luxeuil per porsi sotto la guida del padre spirituale San Colombano. In quel luogo di ascesi, egli ricevette una formazione che avrebbe segnato indelebilmente il suo carattere, preparandolo alle prove che la Provvidenza gli avrebbe riservato. Quando il suo maestro fu costretto all'esilio, Cagnoaldo scelse di accompagnarlo fedelmente, condividendo con lui le fatiche del viaggio e la vita austera presso il Lago di Costanza e la regione di Brégentz. Tale esperienza di precarietà e missione temprò il suo spirito, rendendolo capace di servire la Chiesa con umiltà e fermezza.
Negli anni successivi, la sua sollecitudine apostolica si espresse nel sostegno alla sorella Burgundofara, con la quale collaborò attivamente per la fondazione del monastero di Faremoutier, un centro che divenne faro di cultura e di preghiera. La sua dedizione fu riconosciuta ufficialmente nel seicento ventitré, quando fu consacrato vescovo di Laon. Da pastore, egli non cessò di cercare il bene dell'intera comunità ecclesiale: prese parte al Concilio di Reims e appose la sua firma solenne all'atto di fondazione del monastero di Solignac, confermando la sua costante vicinanza a ogni iniziativa tesa alla gloria di Dio. La sua parabola terrena giunse a compimento nell'anno seicento trentacinque, presso il monastero di Saint-Vincent, luogo in cui il suo spirito tornò al Signore, lasciando dietro di sé una traccia di luce e di fedeltà evangelica che continua ad arricchire il patrimonio della cristianità.
Il culto e la memoria
La venerazione verso San Cagnoaldo di Laon si è consolidata nel corso dei secoli come espressione di gratitudine per il suo ministero episcopale e per la sua vita spesa al servizio del Vangelo. La Chiesa, nel suo cammino liturgico, pone il ricordo di questo santo vescovo il giorno sei settembre, offrendo ai fedeli l'opportunità di riflettere sulla sua testimonianza di obbedienza e di carità pastorale. La città di Laon, che egli guidò con dedizione di padre, lo riconosce tuttora come suo protettore, invocando la sua intercessione per le necessità della comunità cittadina e diocesana.
La memoria liturgica celebrata ogni anno non è mero ricordo storico, bensì un richiamo a vivere con la medesima dedizione il proprio stato di vita, attingendo alla fonte della preghiera che Cagnoaldo imparò tra le mura di Luxeuil. Il suo esempio continua a parlare al cuore dei credenti, ricordando che la santità si edifica giorno dopo giorno, nel rispetto dei legami fraterni, nella lealtà verso la gerarchia e nell'amore verso il prossimo, affinché ogni opera umana possa essere orientata verso il bene eterno. La figura di San Cagnoaldo rimane così un punto di riferimento saldo, capace di ispirare ancora oggi quanti cercano, nella sobrietà e nel silenzio, il volto del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Cagnoaldo?
La memoria liturgica di San Cagnoaldo si celebra il sei settembre, mentre il ventidue novembre si ricorda la firma dell'atto di dotazione per il monastero di Solignac.
Quale ruolo ha ricoperto San Cagnoaldo nella Chiesa?
San Cagnoaldo è stato un monaco a Luxeuil, discepolo e stretto collaboratore di san Colombano, e successivamente sesto vescovo di Laon.
A Laon in Francia, san Cagnoaldo, vescovo, che fu discepolo di san Colombano e unico ministro nel suo eremo vicino a Bregenz. — Martirologio Romano