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20 novembre

San Cipriano di Calamizzi

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalla scienza medica alla vita eremitica

San Cipriano nacque tra il 1110 e il 1120 da una nobile e ricca famiglia reggina. Suo padre esercitava la professione di medico e il giovane Cipriano divenne presto esperto della scienza medica, come attestato dai biografi del suo tempo. Tuttavia, egli avvertì una chiamata più alta e preferì la salute spirituale a quella fisica. All'età di venticinque anni, decise di entrare a far parte dei monaci del monastero del Santissimo Salvatore di Calanna. Poiché la vita monacale austera, fatta di veglie, lavoro e penitenze, non lo convinse del tutto, Cipriano chiese e ottenne dal Superiore il permesso di praticare la vita eremitica. Si ritirò così nei possedimenti paterni a Pavigliana, dove sorgeva una chiesa dedicata a Santa Veneranda martire. Alcuni chilometri sopra questa località, sulle colline a Sud-Est di Reggio Calabria, si trovano grotte che testimoniano la presenza di eremiti dediti alla vita ascetica, alla penitenza e alla preghiera, e proprio San Cipriano trascorse parte della sua vita in questi luoghi solitari. Visse in totale solitudine a Pavigliana per venti anni, trascorrendo il tempo nel lavoro per mantenersi, nella preghiera, nella meditazione e nella penitenza.

Abate a Calamizzi e guida del popolo

La notizia della presenza di San Cipriano si diffuse rapidamente nella vallata. Gli abitanti dei centri vicini si recavano da lui per ricevere aiuti di ogni tipo, specialmente per le infermità, trovando in lui un buon consigliere per tutti. Alcuni abitanti chiedevano persino di poter rimanere con lui. In quel periodo morì Paolo, abate del monastero di San Nicola di Calamizzi. I monaci del monastero si recarono da Cipriano, che aveva sessant'anni, per chiedergli di diventare il loro nuovo abate. Cipriano accettò l'incarico ritenendolo la volontà di Dio. Fu severo con se stesso, generoso con i poveri e custodì fedelmente gli insegnamenti e gli esempi dei Padri orientali. Cipriano stimolò con ogni mezzo la vita spirituale e culturale dei monaci. Fece restaurare la chiesa, costruire il campanile, le celle per i confratelli e il refettorio. Acquistò inoltre arredi e libri per il monastero. Di giorno lavorava e curava gli ammalati, mentre di notte pregava, mangiando e dormendo lo strettamente necessario per sopravvivere. Durante i suoi spostamenti, Cipriano cadde dal carro che usava e si fratturò una gamba, rimanendo claudicante per il resto della vita.

Il transito e la memoria liturgica

San Cipriano morì il venti novembre 1190 dopo aver chiesto perdono a tutti. La sua morte è registrata alla precisa data del venti novembre 1190. Fu sepolto nella chiesa del monastero, che purtroppo fu distrutta dal terremoto del 1783. La tradizione riferisce che i monaci che abitavano l'edificio rimasero prodigiosamente illesi durante il terremoto. Il Martirologio ricorda san Cipriano come abate di Calamizzi in Calabria. Oggi l'Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova celebra la memoria obbligatoria di San Cipriano abate il venti novembre.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Cipriano di Calamizzi?

La memoria obbligatoria di San Cipriano abate si celebra il venti novembre, data della sua morte avvenuta nel 1190.

In Calabria, san Cipriano, abate di Calamizzi, che, custodendo fedelmente gli insegnamenti e gli esempi dei Padri orientali, fu severo con se stesso, generoso con i poveri e per tutti buon consigliere. — Martirologio Romano