19 maggio
San Dunstano
Monaco e vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e l'ingresso nella corte
San Dunstano nacque a Baltonsborough, nella contea di Somerset, intorno al 910. Venne al mondo da una nobile famiglia imparentata con quella reale, la quale aveva già dato tre vescovi alla Chiesa. Ancora fanciullo fu affidato all'abbazia di Glastonbury, gestita da sacerdoti secolari. In quel luogo ricevette una buona formazione nelle lettere. Fu formato anche nelle arti della pittura, miniatura, oreficeria e nel suono dell'arpa. La tradizione gli attribuisce la composizione del Kyrie, Rex splendens, il settimo dell'edizione Vaticana. Nel 925 suo zio Atelmo, arcivescovo di Canterbury, lo introdusse nella corte di Atelstano. Atelstano regnò dal 924 al 939. Dunstano fu cacciato dalla corte dieci anni dopo a causa delle accuse di consanguinei invidiosi. Prima di prendere i voti, egli pensava di sposarsi. Un altro zio, san Elfego, vescovo di Winchester, insisteva invece perché si facesse monaco. Dunstano prese la decisione definitiva di farsi monaco durante una grave malattia che lo portò sull'orlo della tomba. Emise i voti monastici a titolo puramente personale poiché il monachismo era quasi scomparso dall'isola. Fu ordinato sacerdote poco dopo insieme all'amico san Etelvoldo.
L'abate di Glastonbury e le persecuzioni
Mentre stava già progettando la restaurazione della vita monastica, Dunstano fu nominato abate di Glastonbury. La nomina ad abate avvenne tra il 943 e il 945 da parte del nuovo re Edmondo. Edmondo regnò dal 939 al 946. In quindici anni Dunstano fece dell'abbazia di Glastonbury il focolare del nuovo monachismo benedettino in Inghilterra. Glastonbury divenne una fucina di abati e di vescovi sotto la sua guida. Dunstano influiva anche sulla politica religiosa di re Edmondo e del suo successore Edred. Edred regnò dal 946 al 955. Ebbe tuttavia degli oppositori che convinsero il nuovo re Edwig ad espellerlo dall'isola. Edwig era uno scostumato e aveva sedici anni al momento dell'espulsione. Edwig regnò dal 955 al 958. Dopo l'espulsione fu ospite del monastero di San Pietro a Gand. Il monastero di Gand era stato recentemente riformato da Cluny. L'ospitalità a Gand gli permise di arricchirsi di un'altra esperienza monastica.
Il ritorno in patria e il ministero episcopale
Nel 958 il nuovo re Edgaro il Pacifico lo richiamò in patria. Edgaro il Pacifico regnò dal 957 al 975. Nel 958 ricevette la sede episcopale di Worcester. Nel 959 ricevette la sede di Londra. Nel 960 ricevette la sede primaziale di Canterbury. Nel 961, in qualità di primate, consacrò vescovo di Worcester san Osvaldo. San Osvaldo era già stato monaco di Fleury. Nel 963 consacrò vescovo di Winchester san Etelvoldo. Tre grandi vescovi provenienti dal monachismo si trovarono così alla testa della riforma monastica dell'isola. La riforma monastica toccò il suo apogeo con circa trenta monasteri maschili e sei femminili. Il concilio di Winchester del 975 circa promulgò la Regularis concordia Anglicae nationis monachoram sanctimonialiumque. La Regularis concordia fu opera di san Etelvoldo ma composta sotto l'influsso dell'esperienza monastica di Dunstano. La regola servì a impedire che la diversità delle consuetudini e l'ingerenza dei laici provocassero divisioni e contrasti.
Gli ultimi anni e il culto
Dunstano continuò a influenzare la politica religiosa del re Edgaro e poi del successore san Edoardo il Martire. Dopo l'assassinio di san Edoardo il Martire, Dunstano, ormai vecchio, si limitò alla cura della diocesi. I biografi descrivono la sua attività nell'istruzione religiosa del popolo. Si occupava dell'esercizio della giustizia ecclesiastica e delle opere di misericordia. Si dedicava soprattutto alla preghiera liturgica e privata. Il suo unico svago era la correzione di qualche manoscritto. Morì il 19 maggio 988. Fu sepolto nella cattedrale di Canterbury. Gli furono attribuiti numerosi miracoli in vita e ancor più dopo la morte. Il culto verso di lui si diffuse rapidamente. La gloria di san Tommaso Becket eclissò in seguito quella di Dunstano. San Dunstano è ricordato nel martirologio come vescovo a Canterbury in Inghilterra.
Il cammino di una vita
La vicenda terrena di San Dunstano ebbe inizio nel 910 a Baltonsborough. Fin dalla giovane età, egli manifestò una vocazione che lo condusse nel 925 a entrare alla corte di re Atelstano, dove iniziò a maturare quella saggezza che avrebbe poi messo al servizio del regno e della Chiesa. Il suo legame con Glastonbury si consolidò tra il 943 e il 945, quando ricevette la nomina ad abate, incarico che segnò l'avvio della sua missione riformatrice. In quegli anni, egli non si limitò alla guida spirituale della comunità, ma divenne un pilastro per l'intera nazione.
Il percorso di Dunstano non fu privo di sofferenze. Sotto il regno di Edwig, egli subì l'amarezza dell'esilio a Gand, un periodo di distacco che egli visse con la fermezza di chi confida nel disegno del Signore. Al ritorno in patria, il suo ministero si estese ulteriormente, toccando i centri di Worcester e Londra, prima di giungere, nel 960, alla sede arcivescovile di Canterbury. Da arcivescovo, Dunstano si fece promotore instancabile della riforma monastica benedettina, un impegno che trasformò profondamente la vita spirituale dell'Inghilterra, riportando il rigore e la preghiera al centro dell'esistenza dei monaci. Egli concluse il suo pellegrinaggio terreno a Canterbury nel 988, lasciando dietro di sé una Chiesa rinnovata nel fervore e nella disciplina.
La memoria e il culto
Il culto di San Dunstano si diffuse rapidamente subito dopo la sua morte, segno tangibile di quanto il suo operato avesse toccato il cuore dei contemporanei. La devozione dei fedeli ha continuato a onorare la sua memoria per secoli, riconoscendo in lui non solo un vescovo solerte e un riformatore illuminato, ma anche un uomo che seppe santificare il quotidiano. La tradizione ha associato il suo nome a diverse arti manuali, rendendolo un intercessore privilegiato per coloro che, con le mani e con la mente, danno forma alla materia.
Egli è infatti venerato come patrono degli orafi, dei fabbri e dei musicisti, arti che richiedono pazienza, precisione e una scintilla di creatività ispirata. Questa vicinanza al mondo del lavoro artigiano testimonia la natura concreta della sua santità, capace di santificare l'ingegno umano e di nobilitare ogni fatica onesta. Ancora oggi, la memoria di San Dunstano ci invita a cercare la perfezione nel servizio e a dedicare ogni nostra opera, piccola o grande che sia, alla gloria di Dio e al bene dei fratelli.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Dunstano?
La sua memoria liturgica si celebra il diciannove maggio.
Di cosa è patrono San Dunstano?
Non sono menzionati patronati specifici nei dati biografici tradizionali.
A Canterbury in Inghilterra, san Dunstano, vescovo, che, dapprima abate di Glastonbury, rinnovò e propagò la vita monastica e nella sede episcopale di Worcester, poi di Londra e, infine, di Canterbury si adoperò per promuovere la concordia dei monaci e delle monache prescritta dalla regola. — Martirologio Romano