28 settembre
San Fausto di Riez
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione monastica e gli inizi a Lérins
San Fausto nacque nella Bretagna, probabilmente insulare, un po' prima del 410. Entrato ben presto nella vita monastica, si stabilì nell'isola di Lérins, dove ebbe la grazia di incontrare san Onorato, fondatore e primo abate di quel celebre cenobio. Quando san Onorato fu promosso al seggio arcivescovile di Arles verso il 427, la comunità monastica continuò il suo cammino sotto la guida di Massimo, secondo abate di Lérins, il quale fu poi chiamato a diventare vescovo di Riez nel 434. In quel tempo Fausto fu chiamato a succedere a Massimo come abate di Lérins, assumendo la guida spirituale della comunità. Nel suo servizio abbaziale, avvenuto verso il 452, Fausto difese con fermezza l'autonomia del governo interno dell'abbazia contro le pretese di Teodoro, vescovo di Fréjus. La spiritualità diffusa nei suoi scritti rimase sempre fortemente marcata dall'ascesi monastica, insistendo sul ruolo della volontà e sul costante sforzo personale nel cammino della fede.
Il ministero episcopale e l'esilio
Alla morte di Massimo, avvenuta verso il 460, Fausto gli succedette anche come vescovo di Riez, continuando a guidare il popolo cristiano con la stessa dedizione dimostrata nel monastero. Egli condusse una vita mortificatissima, conservando l'austerità della vita monastica anche in età avanzata, tanto che l'amico Sidonio Apollinare gli scrisse esortandolo a non rilassare il rigore della vecchia disciplina. Il santo non risparmiava le proprie forze nel lavoro di edificazione del suo gregge e nel sollievo generoso dei poveri. La sua autorità spirituale lo portò ad assistere a un concilio romano alla fine del 462. Nel vasto territorio del sud-est della Gallia, Fausto esercitò una grande influenza, sforzandosi anche di addolcire la dura dominazione dei Visigoti. A causa del suo zelo dottrinale, fu mandato in esilio dal re visigoto Eurico per aver combattuto l'arianesimo. La tradizione riferisce che fu esiliato in particolare per aver scritto contro l'arianesimo in merito all'incarnazione del Verbo di Dio, per aver scritto sulla consustanzialità dello Spirito Santo con il Padre e per aver scritto sulla coeternità dello Spirito Santo con il Figlio. Dopo un periodo di lontananza, ritornò dall'esilio verso il quarto secolo negli anni compresi tra il 484 e il 485, riprendendo il suo ministero fino alla morte, sopraggiunta intorno al 495.
La dottrina spirituale e il culto
San Fausto fu profondamente coinvolto nelle questioni teologiche fra agostiniani e semipelagiani. Qualche punto di vista dei semipelagiani rasenta presso di lui la dottrina esatta, e sebbene il suo insegnamento presenti talvolta un'insufficienza di espressione, questa fu indice di uno spirito che partecipava allo sviluppo di una teologia in divenire e non certo dell'accecamento di un eretico ostinato. Tale insufficienza non ha mai ostacolato la santità della sua vita e l'irraggiamento della sua azione pastorale, ed i contemporanei ricordano e celebrano la santità e l'azione pastorale di Fausto. In seguito, nel 529, il progresso dottrinale della Chiesa fece condannare il semipelagianesimo. Nei suoi insegnamenti, in accordo con la tradizione patristica, Fausto ricordava che l'uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, insegnando che si deve vigilare per non deturpare l'immagine divina, ma abbellirla con la virtù. La sua teologia del Battesimo, dell'Eucaristia e della parola di Dio sboccava in un insegnamento spirituale eccellente. Egli fu un direttore di anime sperimentato, che desiderava formare coscienze illuminate capaci di discernere il peccato al pari delle deviazioni dalla virtù, e voleva che le coscienze apprezzassero la purificazione attraverso le sofferenze. San Fausto fu venerato dal popolo per la sua virtù, in particolare per la sua forza di carattere, e per la sua scienza, specialmente della Sacra Scrittura. Sebbene non sia iscritto nel Martirologio Romano, egli è oggetto di un culto locale antichissimo. A Riez in Provenza in Francia vi è la memoria di san Fausto vescovo, e una chiesa gli è particolarmente dedicata in quel luogo.
Il cammino terreno
Il percorso di San Fausto ebbe inizio nelle terre di Bretagna all'alba del quinto secolo. La sua vocazione monastica trovò dimora presso l'abbazia di Lérins, un luogo di preghiera e di ascesi dove egli maturò la propria dedizione al Signore, giungendo a guidare la comunità come abate. In quegli anni di profondo discernimento, San Fausto si preparò alla missione che la Chiesa gli avrebbe richiesto in Gallia.
Nel quattrocentosessanta, la chiamata lo condusse a succedere a Massimo nella guida della diocesi di Riez. Il suo ministero episcopale non si limitò alla cura dei fedeli locali, ma si estese alla partecipazione attiva alla vita della Chiesa universale, come documentato dalla sua presenza al concilio romano del quattrocentosessantadue. In quel periodo, la diffusione dell'arianesimo rappresentava una minaccia per l'unità della fede, e San Fausto non esitò a professare apertamente la dottrina cattolica, esponendosi alle ritorsioni dei poteri temporali. Il re visigoto Eurico, irritato dalla sua fermezza, decretò per lui l'esilio, privando la diocesi del suo pastore per diversi anni. San Fausto visse questa prova con spirito di sacrificio, mantenendo intatta la propria testimonianza. Soltanto verso la fine della sua esistenza, tra il quattrocentottantaquattro e il quattrocentottantacinque, poté finalmente fare ritorno a Riez, dove concluse il suo pellegrinaggio terreno nel quattrocentonovantacinque. La sua vita rimane un esempio di dedizione totale, vissuta con sobrietà e coraggio in tempi di grande incertezza storica.
Il culto e la memoria
La venerazione per San Fausto di Riez affonda le radici in una tradizione antichissima, profondamente legata al territorio dove egli esercitò il suo ministero episcopale. Pur non essendo il suo nome iscritto nel Martirologio Romano universale, la memoria del santo è custodita con affetto e devozione dalla comunità di Riez, che lo riconosce come una colonna della propria storia cristiana. Il culto locale, tramandato attraverso i secoli, testimonia l'impatto spirituale che la sua figura ebbe sui contemporanei e la stima profonda di cui godette come difensore della fede ortodossa.
La fedeltà alla sua memoria non risiede soltanto nel ricordo del suo esilio o delle sue battaglie dottrinali, ma nella testimonianza di un uomo che seppe coniugare la sapienza dell'abate con la carità del vescovo. La celebrazione del ventotto settembre diviene, per i fedeli di Riez, l'occasione per rinnovare il legame con questo pastore che, pur tra le tribolazioni, non abbandonò mai il gregge affidato alla sua cura. La sua presenza spirituale continua a parlare alla Chiesa odierna, invitando alla perseveranza nella verità e alla custodia del deposito della fede, elementi centrali che hanno definito la missione di San Fausto lungo tutto il corso del suo fecondo apostolato in terra di Gallia.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Fausto di Riez?
La memoria liturgica di san Fausto di Riez si celebra il ventotto settembre.
Dove si trova la memoria principale di San Fausto di Riez?
La memoria del santo vescovo è viva a Riez in Provenza in Francia, dove sorge una chiesa a lui dedicata.
A Riez in Provenza in Francia, san Fausto, vescovo, che, già abate di Lérins, fu esiliato dal re Eurico per aver scritto contro l’arianesimo in merito all’incarnazione del Verbo di Dio e alla consustanzialità dello Spirito Santo con il Padre e alla sua coeternità con il Figlio. — Martirologio Romano