28 settembre
Santa Eustochio
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini a Roma e l'incontro con san Girolamo
I genitori di Eustochio appartenevano ambedue all'alta aristocrazia romana e la loro figlia nacque a Roma non prima del tremilaseicentocinquantasei, secondo le stime cronologiche, o più esattamente nel tremilasei... No, l'anno esatto stabilito è il trecentosessantasette. Ella era la terzogenita del senatore Tossozio e della matrona Paola. Prima di intraprendere il cammino di perfezione, Eustochio trascorse un periodo giovanile dedito alla mondanità. Nel trecentosettantanove, alla morte del padre, seguì la madre nell'aggregarsi al cenacolo di Marcella sull'Aventino. Negli anni compresi tra il trecentottantadue e il trecentottantacinque san Girolamo soggiornò a Roma. In quel tempo Eustochio divenne affezionata discepola di san Girolamo. Ella frequentava assiduamente le conferenze sulla Sacra Scrittura tenute dal santo dottore nella casa di Marcella a un gruppo di signore romane. San Girolamo scrisse per lei l'Epistola ventidue, considerata il più diffuso trattato sulla verginità, definendola alunna esemplare. In occasione della festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo del trecentottantaquattro, Eustochio mandò a Girolamo un biglietto e doni simbolici costituiti da un paniere di ciliegie, alcune armille e alcune colombe. San Girolamo rispose a Eustochio con una lettera molto arguta.
Il pellegrinaggio in Oriente e l'arrivo a Betlemme
Paola decise di fissare la sua dimora in Palestina per non rimanere priva della direzione di san Girolamo. Eustochio si unì a Paola nel trasferimento in Palestina. Nell'autunno del trecentottantacinque madre e figlia si imbarcarono a Porto Romano. Sbarcarono a Seleucia, porto di Antiochia di Siria, capitale della regione. Furono accolte dal vescovo Paolino a Seleucia. San Girolamo attendeva le pellegrine a Seleucia. Il gruppo navigò lungo la costa della Siria e della Palestina. Toccarono le località di Tolemaide, Cesarea, Diospoli e Joppe. Salirono per Nicopoli a Gerusalemme e si recarono poi a Betlemme. Continuarono le devote esplorazioni spingendosi nella Galilea. Visitarono l'Egitto, volendo vedere anche la Nitria. San Girolamo, profondo conoscitore della Sacra Scrittura, illustrava ogni luogo da dotto. Nel trecentottantasei la carovana ripartì per la Palestina. A Betlemme Paola costruì due monasteri, uno per le religiose presso la grotta e l'altro per i monaci a debita distanza.
Lo studio biblico e l'eredità spirituale
Eustochio dedicò molto tempo allo studio della Sacra Scrittura nel monastero di Betlemme. Divenne una brava ebraista come la madre Paola. Eustochio e Paola sapevano stimolare san Girolamo al lavoro biblico. San Girolamo dedicò loro la traduzione del Libro dei Re. Le diciotto prefazioni dei libri di Isaia sono dedicate a Eustochio. Le quattordici prefazioni di Ezechiele sono dedicate a Eustochio. Eustochio era la discepola prediletta di Girolamo perché vergine. Tra il quattrocentodue e il quattrocentotre Paola si ammalò di una malattia che la portò alla morte. Eustochio compì verso la madre malata tutti i doveri dell'amor filiale. Dopo la morte della madre, Eustochio prese la cura e il governo del monastero fondato da Paola. Camminò sulla scia luminosa degli esempi e degli ideali della genitrice. Continuò a stimolare san Girolamo a proseguire i lavori biblici intrapresi per le insistenze della madre. Verso il quattrocentoquattro Girolamo tradusse per lei la regola di san Pacomio. Eustochio morì nel quattrocentodiciannove. Il giorno esatto del suo transito è sconosciuto, motivo per cui i martirologi lo collocano in date diverse. Tre brevi lettere di Girolamo esprimono la sua desolazione per la morte improvvisa della santa e venerabile vergine di Cristo. Girolamo affermò che la morte di Eustochio lo aveva sconvolto e aveva cambiato il suo genere di vita. Eustochio non ebbe alcun culto nell'antichità ed è entrata nei martirologi piuttosto recentemente e in pochi testi. Nel Martirologio viene commemorata a Betlemme di Giuda come vergine che raggiunse il presepe del Signore per non privarsi del consiglio del maestro san Girolamo e passò al Signore rifulgendo di meriti insigni.
Il cammino di una vita santa
Santa Eustochio nacque a Roma nel trecentosessantasette, in un contesto di nobiltà che ella scelse di abbandonare per seguire la chiamata verso una vita di dedizione. Dopo la scomparsa del padre, il suo percorso spirituale trovò accoglienza presso il cenacolo di Marcella, situato sull'Aventino, un luogo dove la preghiera e lo studio della Sacra Scrittura costituivano il fondamento quotidiano. In questo ambiente, Santa Eustochio incontrò San Girolamo, divenendone discepola e instaurando un sodalizio intellettuale e spirituale che avrebbe segnato profondamente la sua missione. La ricerca della verità divina la condusse lontano dalle comodità di Roma, portandola a intraprendere un lungo viaggio attraverso l'Egitto e Antiochia di Siria, fino a raggiungere la Palestina.
Nel trecentottantacinque, insieme alla madre Paola, Santa Eustochio si stabilì definitivamente a Betlemme. In quella terra, intrisa della memoria del Salvatore, ella si immerse nello studio profondo delle lingue antiche, acquisendo una conoscenza dell'ebraico che le permise di collaborare attivamente alla grande opera biblica di San Girolamo. La sua vita fu un costante esercizio di umiltà e di applicazione, volto non soltanto alla conoscenza accademica, ma alla comprensione profonda del mistero di Dio. Quando la madre Paola concluse il suo pellegrinaggio terreno, Santa Eustochio ricevette l'incarico di assumere la direzione del monastero di Betlemme. Con spirito di servizio e con la saggezza maturata nel tempo, ella guidò la comunità monastica, offrendo alle sorelle un esempio di vita austera, dedita al lavoro e alla preghiera. Fino al momento della sua morte, avvenuta nel quattrocentodiciannove, ella rimase fedele alla vocazione di vergine consacrata, lasciando una traccia indelebile di cultura e santità nel cuore della cristianità orientale, in quel luogo benedetto dove aveva scelto di dimorare per sempre.
La memoria liturgica
Il culto di Santa Eustochio si è tramandato nel corso dei secoli come modello di dedizione allo studio della parola di Dio e di fedeltà alla vita monastica. La Chiesa, nel suo cammino liturgico, invita i fedeli a volgere lo sguardo verso questa figura austera e sapiente, che seppe unire la contemplazione alla cura per il testo sacro. Il Martirologio Romano ne conserva il ricordo il ventotto settembre, giorno in cui la comunità cristiana ne celebra la memoria, riconoscendo in lei una testimone autentica del Vangelo. La sua presenza a Betlemme, luogo in cui ella riposa, rimane un richiamo costante per i pellegrini e per quanti cercano, nella preghiera, di accostarsi alla semplicità del mistero dell'Incarnazione. La celebrazione di Santa Eustochio non è soltanto un atto di devozione, ma un invito a riscoprire la bellezza di una vita spesa per Dio, lontano dai rumori del mondo, dedicando le proprie energie alla comprensione della Verità e alla crescita spirituale della comunità ecclesiale.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Eustochio?
Il Martirologio Romano la ricorda al ventotto settembre, mentre altri martirologi indicano il venti o il ventotto settembre, il venti febbraio, il due marzo e il due novembre.
A Betlemme di Giuda, commemorazione di santa Eustochio, vergine, che, insieme a sua madre santa Paola, partì da Roma per raggiungere il presepe del Signore e non privarsi del consiglio del suo maestro san Girolamo e in questa terra passò al Signore rifulgendo di meriti insigni. — Martirologio Romano