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28 settembre

Santi Alfio, Zosimo e compagni

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

La testimonianza di Marco

Le notizie sui santi provengono da scarse e poco sicure fonti di menei e sinassari greci, risalenti al quarto secolo. I fatti si svolsero al tempo dell'imperatore Diocleziano, tra il duecento ottantaquattro e il trecentocinque. Protagonista iniziale fu Marco, un vecchio pastore cristiano che pascolava il suo gregge in piena solitudine sulle montagne della Pisidia. Marco fu sorpreso da alcuni cacciatori e accusato di essere cristiano, subendo l'arresto per ordine di Magno, prefetto di Antiochia di Pisidia. Chiuso in carcere, il vecchio pastore operò una straordinaria opera di evangelizzazione, convertendo i trenta soldati che sorvegliavano le prigioni. A causa della fede professata, i trenta soldati convertiti furono decapitati tutti quanti a Nicea. Marco fu quindi sottoposto a tortura ma resisteva a ogni tormento. Avendo esaurito i mezzi a loro disposizione, i carnefici decisero di approntare nuovi strumenti di tortura per piegare la sua resistenza. La costruzione dei nuovi strumenti fu affidata a tre fratelli di nome Alfio, Zosimo e Alessandro, che lavoravano come fabbri nel villaggio di Cauti.

Il prodigio e la conversione dei fabbri

I tre fratelli non riuscirono a portare a termine il lavoro commissionato. Durante il lavoro ai tre fratelli s'infiacchivano le braccia ed era impossibile lavorare il ferro. Inoltre, il ferro scaldato si liquefaceva istantaneamente tra le loro mani. Profondamente colpiti dal prodigio, Alfio, Zosimo e Alessandro si convertirono al cristianesimo. A seguito di questa scelta di fede, i tre fratelli furono subito arrestati. Il ventuno settembre Marco subì il martirio a Claudiopoli, suggellando la sua vita terrena. I tre fratelli subirono invece il martirio il ventotto settembre a Caliti. La tradizione riferisce che Nicone, Neone, Eliodoro e molti fanciulli, vecchi e vergini si convertirono per i prodigi accaduti dopo la morte di Marco. A causa della loro fede, Nicone, Neone, Eliodoro e i nuovi convertiti furono uccisi a Filomelio in Pisidia il tredici luglio di un anno successivo. Sotto l'appellativo di martiri di Caliti sono compresi Alfio, Zosimo, Alessandro, Marco e un numeroso gruppo di altri. I martiri morirono per la fede in luoghi e tempi diversi, e ad unirli in una stessa schiera è proprio il martirio di Marco, che fu l'occasione del coronamento degli altri.

Il culto e la memoria liturgica

Il Martirologio Romano ricorda i martiri di Caliti al ventotto settembre, data in cui cade la loro festa. Anche i sinassari greci ricordano i martiri di Caliti al ventotto settembre. Il Martirologio attesta specificamente il martirio dei santi fratelli Alfeo, Alessandro e Zosimo a Chiliadu in Pisidia, nell'odierna Turchia. Nel corso della storia, i martiri erano venerati a Costantinopoli nel loro apposito santuario situato presso la chiesa di San Cipriano nel quartiere di Salomone. A testimonianza della perdurante devozione nei secoli successivi, esiste un'orazione in onore dei martiri scritta da Eustazio di Salonicco, il quale morì nell'anno undici cento novantotto.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Alfio, Zosimo e compagni?

La festa dei martiri di Caliti si celebra il ventotto settembre, data attestata sia dal Martirologio Romano che dai sinassari greci.

A Chiliadu in Pisidia, nell’odierna Turchia, santi fratelli Alfeo, Alessandro e Zosimo, martiri. — Martirologio Romano