11 settembre
San Felice, Regola ed Essuperanzio
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini della tradizione e la Legione Tebea
Per comprendere l'origine del culto dei santi Felice e Regola si fa riferimento alla Legione Tebea, un episodio fondamentale della memoria cristiana antica. Il Martyrologium Romanum ricorda al ventidue settembre i santi martiri Maurizio, Essuperio e Candido a Saint-Maurice-en-Valais. I soldati della Legione Tebana e il veterano Vittore furono uccisi per Cristo sotto l'imperatore Massimiano. Secondo successive cronache, solo due soldati scamparono all'eccidio della Legione Tebea, mentre leggende narrano di altri soldati rifugiatisi in varie località per evangelizzare e subire il martirio. In Europa si contano circa quattrocento località legate a questa tradizione della Legione Tebea. Ciononostante, l'appartenenza di Felice e Regola alla Legione Tebea è frutto della fantasia di agiografi successivi, e persino il sesso di Regola crea dubbi sulla sua reale appartenenza al celebre esercito romano. Questa presunta appartenenza ha comunque conferito ai santi la nazionalità egiziana, e la Chiesa Copta venera San Maurizio e i suoi leggendari compagni diffusi nei santuari europei.
Il testo più antico che riporta la leggenda dei due presunti santi fratelli risale all'ottavo secolo. Nel testo dell'ottavo secolo Felice e Regola vengono collegati alla Legione Tebea. I due fratelli si sarebbero rifugiati prima a Glaris e infine a Zurigo dopo essere sfuggiti all'eccidio. A Zurigo si dedicarono ad evangelizzare gli abitanti e a battezzarli nelle foreste. I due santi furono scoperti e condannati a morte dal governatore romano. I soldati li decapitatorono al bordo del fiume Limmat. La morte di Felice e Regola è avvenuta a Zurigo alla fine del terzo secolo, e la città svizzera di Zurigo è il centro del culto dei santi Felice e Regola.
Il martirio cefaloforo e il servo Essuperanzio
Durante la decapitazione avvenne un miracolo in cui i corpi presero le teste nelle mani e le portarono su una collina vicina per la sepoltura. Per questo motivo i martiri sono definiti cefalofori, cioè portatori di testa. Il termine cefalofori simboleggia i martiri che camminano verso la nuova vita e la comunione con i santi. Secoli dopo, una leggenda del tredicesimo secolo narra di un servitore di nome Essuperanzio unitosi ai due fratelli nella fede cristiana. Essuperanzio subì lo stesso martirio e raggiunse la tomba reggendo la propria testa con le mani.
L'iconografia raffigura prevalentemente i tre martiri nell'atto di reggere con le mani il proprio capo staccato dalla decapitazione. Accanto a ciò, l'iconografia raffigura i tre martiri con attributi dei soldati tebei come la palma, la spada, lo stendardo con croce rossa e la Croce Mauriziana. Il Martyrologium Romanum non esplicita nulla riguardo alla vita di Felice e Regola, ma il nuovo Martyrologium Romanum commemora i santi martiri Felice e Regola l'undici settembre.
Il culto, le chiese e le testimonianze artistiche
Nel corso del tempo, la memoria dei martiri ha plasmato il volto urbanistico e spirituale di Zurigo. Nell'ottocentocinquantatré Ildegarda, figlia di Luigi secondo il Germanico, fondò un convento femminile a Zurigo. La chiesa del convento fondato da Ildegarda fu rimpiazzata dal Grossmunster. Le religiose si spostarono sull'altra riva in un nuovo convento chiamato Fraumunster a seguito della costruzione del Grossmunster. Durante la Riforma protestante le reliquie dei tre santi furono trasferite ad Andermatt nella chiesa parrocchiale, salvaguardando la devozione popolare in tempi di grande mutamento.
Negli anni trenta e quaranta del ventesimo secolo il pittore zurighese Paul Bodmer dipinse la leggenda sui muri dei chiostri romanico e gotico di Fraumunster. L'ultimo affresco di Paul Bodmer raffigura la solenne processione della translatio delle reliquie dei tre martiri, coronando un legame visivo e spirituale che attraversa le generazioni e continua a parlare ai fedeli di oggi.
La vita e la testimonianza
Il cammino terreno di San Felice, Regola ed Essuperanzio si colloca nel contesto storico del terzo secolo, un periodo segnato da grandi trasformazioni e da sfide complesse per le prime comunità cristiane. Questi uomini scelsero di dedicare la propria esistenza all'annuncio del Vangelo, operando con dedizione tra le genti di Zurigo, Glaris e Andermatt. Il loro apostolato fu un'opera di carità spirituale, volta a seminare la parola di Dio nei cuori degli abitanti di queste terre, in un tempo in cui la professione di fede richiedeva una fermezza d'animo non comune.
La loro missione si concluse tragicamente sotto l'autorità del governatore romano, che non tollerò la diffusione del messaggio cristiano. Condannati a morte, affrontarono il momento supremo con la dignità propria dei martiri. La loro esecuzione avvenne nel duecentonovantanove, presso il fiume Limmat, dove subirono la decapitazione. Questo atto di martirio non fu soltanto la fine di una vita, ma il compimento di una vocazione vissuta nell'obbedienza. Il sacrificio presso le acque del fiume Limmat, a Zurigo, rimane nella memoria della Chiesa come un momento di suprema testimonianza, in cui la fedeltà al Signore ha prevalso su ogni minaccia o pressione del potere temporale. La loro storia continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, ricordandoci che la verità del Vangelo, quando testimoniata con sincerità, diventa un punto di riferimento incrollabile che attraversa i secoli e giunge sino a noi.
Il culto e la memoria
La venerazione per San Felice, Regola ed Essuperanzio è radicata profondamente nella tradizione della città di Zurigo, che li riconosce come propri patroni. Il legame tra questi santi e la città è un legame di protezione e di memoria spirituale, che si rinnova costantemente attraverso la preghiera e la liturgia. La Chiesa universale, nel suo Martyrologium Romanum, ne celebra la memoria il giorno undici settembre, unendo i fedeli nel ricordo di tre figure che hanno saputo donare la propria vita per la fede.
Questo culto, sobrio e costante, non cerca clamori, ma si esprime nel silenzio della preghiera e nella riflessione sulla loro testimonianza. Onorare la memoria di San Felice, Regola ed Essuperanzio significa accogliere l'invito a vivere la propria fede con la stessa dedizione che essi mostrarono nel terzo secolo. La loro presenza nei calendari liturgici è un invito a guardare al passato non come a un tempo lontano, ma come a una sorgente viva da cui attingere forza e ispirazione per il cammino quotidiano.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Felice, Regola ed Essuperanzio?
La memoria liturgica dei santi martiri Felice e Regola si celebra l'undici settembre.
Di cosa è patrono San Felice?
I santi Felice e Regola, insieme al loro servo Essuperanzio, sono ricordati come celesti patroni della città svizzera di Zurigo.
A Zurigo nell’odierna Svizzera, santi martiri Felice e Regola. — Martirologio Romano