3 maggio
San Filippo
Apostolo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la chiamata
San Filippo nacque nella città di Betsaida, che fu il luogo d'origine anche di Pietro e Andrea, in un contesto storico e geografico ambientato in Palestina nel corso del primo secolo dopo Cristo. Inizialmente Filippo fu un discepolo di Giovanni Battista, prima di essere chiamato da Gesù Cristo affinché lo seguisse lungo le strade della Galilea. Filippo è stato uno dei primi uomini a essere chiamato da Gesù per far parte della sua cerchia e, alla chiamata del Maestro, rispose subito con grande entusiasmo. Senza esitare, Filippo comunicò immediatamente a Natanaele il suo incontro con Gesù. Di fronte all'incredulità di Natanaele, che dubitava potesse venire qualcosa di buono da Nazaret, Filippo lo invitò a verificare di persona pronunciando la celebre frase 'Vieni e vedi'.
La presenza nei Vangeli
Nel Vangelo di Giovanni, prima della moltiplicazione dei pani, Gesù mise alla prova Filippo chiedendogli dove comprare il pane necessario per sfamare la grande folla radunata nel deserto. Successivamente, dopo l'ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme, alcuni greci si rivolsero proprio a Filippo per poter vedere il Maestro da vicino. Durante l'Ultima Cena, Filippo espresse il desiderio profondo della comunità chiedendo a Gesù di mostrare loro il Padre. Questa richiesta specifica dimostra che gli apostoli avrebbero compreso la vera natura di Gesù e la loro missione soltanto dopo la Risurrezione, grazie al dono dello Spirito Santo. Filippo ha ricevuto grande attenzione fin dai primi secoli grazie alle Scritture canoniche, alle fonti apocrife e alle leggende nate sulla sua figura.
La missione e il martirio
È probabile che dopo la Pentecoste Filippo abbia predicato in Asia Minore, spingendosi fino alla Scizia e successivamente in Frigia. Alcuni testi apocrifi, ripresi in seguito da Jacopo da Varagine nella Legenda Aurea, narrano che Filippo evangelizzò la Scizia per vent'anni. Le stesse fonti apocrife riferiscono che Filippo viaggiava accompagnato dalle sue due figlie vergini. Durante la sua permanenza in Scizia, Filippo fu catturato da un gruppo di pagani, i quali lo condussero nel tempio di Marte per costringerlo a sacrificare alla statua del dio. Al momento del sacrificio forzato, il basamento della statua di Marte si frantumò e dalla cavità emerse un drago. Il drago uccise con il suo alito velenoso il figlio del sacerdote pagano che stava preparando il fuoco sacrificale, uccise anche due tribuni e avvelenò numerosi presenti con le sue esalazioni pestilenziali. Filippo scacciò il drago e resuscitò le persone che erano state uccise dalla creatura demoniaca, guarendo inoltre quanti erano rimasti intossicati dall'alito pestilenziale. In seguito Filippo arrivò nella città di Hierapolis, in Frigia, un luogo sacro ad Apollo e noto per il suo importante oracolo. A Hierapolis Filippo convertì al cristianesimo molte persone, tra cui la moglie del proconsole locale. Il proconsole, adirato per le conversioni, fece inchiodare Filippo a un albero a testa in giù, e l'iconografia tradizionale rappresenta il martirio dell'apostolo proprio con l'affissione a un albero a testa in giù. Sebbene le fonti non siano del tutto concordi, si ritiene che Filippo sia stato martirizzato a Hierapolis, capitale della Frigia, tramite crocifissione a testa in giù su una croce decussata a forma di lettera X, e le informazioni su di lui non contenute nei Vangeli restano legate a tradizioni leggendarie che testimoniano il precoce interesse verso la sua figura.
Le reliquie e il culto
Dopo la sua morte, avvenuta a Hierapolis, Filippo fu sepolto nella stessa città. Numerosi viaggiatori e religiosi dei secoli successivi, tra i quali Eusebio di Cesarea, hanno documentato nei loro scritti la presenza della tomba dell'apostolo guaritore. Nella seconda metà del secondo secolo, il vescovo Policrate di Efeso scrisse una lettera a papa Vittore I nella quale affermò che Filippo riposa a Hierapolis insieme a due figlie rimaste vergini, mentre una terza figlia è sepolta ad Efeso. La tomba dell'apostolo Filippo divenne così un luogo meta di venerazione e di pellegrinaggio. Nonostante la città di Hierapolis sia stata abbandonata a causa di diversi terremoti, i pellegrinaggi verso di essa sono proseguiti per tutto il Medioevo. Nel 1190 Federico Barbarossa fece marciare l'esercito dei crociati tra le rovine di Hierapolis per rendere omaggio alla memoria dell'apostolo. In un momento successivo, i resti mortali di Filippo furono trasferiti prima a Costantinopoli e poi a Roma, dove sono stati deposti insieme a quelli di Giacomo il minore nella chiesa dei Dodici Apostoli. La festa liturgica dei santi Filippo e Giacomo, Apostoli, viene celebrata ogni anno il tre maggio.
La figura di Giacomo il minore
L'apostolo Filippo viene commemorato il tre maggio insieme a Giacomo il minore. Giacomo era figlio di un uomo di nome Alfeo ed era soprannominato il Giusto. La tradizione latina considera Giacomo come fratello del Signore ed egli fu la prima guida e il responsabile della Chiesa di Gerusalemme. Durante il dibattito sulla questione della circoncisione, Giacomo sostenne la linea di Pietro e la decisione concordata fu di non obbligare i pagani convertiti al cristianesimo al giogo delle prescrizioni ebraiche. Infine, Giacomo concluse la sua opera apostolica subendo il martirio in Terra Santa.
Il magistero dei papi
Durante l'udienza del sei settembre 2006, papa Benedetto XVI ha tenuto una riflessione dedicata alla figura di San Filippo. Il Santo Padre ha affermato che lo scopo della vita umana è incontrare Gesù e vedere in lui il Padre celeste, come fece Filippo durante il suo cammino terreno. Secondo gli insegnamenti di papa Benedetto XVI, Filippo insegna ai credenti a farsi conquistare da Gesù, a stare con lui e a invitare altri a condividerne la compagnia per trovare la vera vita.
Il cammino apostolico
La vita di San Filippo ha inizio a Betsaida, luogo dove il Signore Gesù lo chiamò a seguirlo, trasformandolo da uomo comune a testimone della Parola. Egli non fu soltanto un uditore passivo, ma un discepolo che interrogò profondamente il mistero di Dio; memorabile rimane il momento in cui, durante l'Ultima Cena, chiese a Gesù di mostrare il Padre, ricevendo in cambio la rivelazione del legame indivisibile tra il Figlio e Colui che lo ha mandato. Questo desiderio di conoscere il volto di Dio divenne il motore di tutta la sua missione successiva.
Dopo la Pentecoste, l'orizzonte di San Filippo si ampliò notevolmente. Egli percorse le strade dell'Asia Minore e le terre della Scizia, diffondendo il messaggio di salvezza con la forza di chi ha veduto e udito il Maestro. La sua esistenza si concluse a Gerapoli, dove il suo cammino di fede giunse alla pienezza del martirio attraverso la crocifissione. Il sacrificio della sua vita divenne così l'atto conclusivo di una missione spesa interamente per l'annuncio del Vangelo. La sua testimonianza, che unisce la semplicità dell'origine alla grandezza del dono di sé, continua a parlare alla Chiesa, ricordandoci che seguire Cristo significa accettare di essere inviati là dove il cuore di Dio desidera giungere, senza timore di affrontare le sofferenze che il cammino può riservare.
Il culto e la memoria
Il culto verso San Filippo si è radicato profondamente nella tradizione della Chiesa, che ne onora la memoria liturgica il giorno tre di maggio, celebrandolo in comunione con San Giacomo il minore. Questa data non è solo un richiamo al calendario, ma un momento di preghiera corale che unisce i fedeli nel ricordo di coloro che hanno gettato le fondamenta della comunità cristiana. La presenza delle sue reliquie a Roma, custodite nella chiesa dei Dodici Apostoli, rappresenta un ponte spirituale che lega la città eterna ai luoghi remoti dove l'apostolo ha versato il proprio sangue.
Venerare San Filippo significa oggi riscoprire il valore della domanda sincera rivolta a Dio e la dedizione senza riserve alla missione. La sua vita ci insegna che non occorrono titoli particolari per essere strumenti della grazia, ma solo un cuore capace di lasciarsi chiamare e guidare. Nel silenzio della preghiera davanti alle sue reliquie, i cristiani di ogni tempo trovano il conforto necessario per proseguire il proprio cammino, consapevoli di essere inseriti in una stirpe di testimoni che non ha mai smesso di proclamare, con la vita e con la morte, la bellezza del Risorto.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Filippo?
San Filippo viene commemorato il tre maggio insieme a Giacomo il minore, nella festa liturgica dedicata a entrambi gli apostoli.
Di cosa è patrono San Filippo?
Nei dati biografici e storici forniti non viene menzionato alcun patronato specifico per San Filippo.
Festa dei santi Filippo e Giacomo, Apostoli. Filippo, nato a Betsaida come Pietro e Andrea e divenuto discepolo di Giovanni Battista, fu chiamato dal Signore perché lo seguisse; Giacomo, figlio di Alfeo, detto il Giusto, ritenuto dai Latini fratello del Signore, resse per primo la Chiesa di Gerusalemme e, durante la controversia sulla circoncisione, aderì alla proposta di Pietro di non imporre quell’antico giogo ai discepoli convertiti dal paganesimo, coronando, infine, il suo apostolato con il martirio. — Martirologio Romano