6 febbraio
San Filippo di Gesù (Felipe Las Casas Martnez)
Religioso e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e il contesto in Giappone
San Filippo di Gesù nacque nel sedicesimo secolo, nel 1571, a Città del Messico nel Messico, da genitori di origine spagnola. La sua giovinezza fu caratterizzata da una spiccata irrequietezza e da un percorso molto disordinato. In seguito, maturò la vocazione ed entrò nell'Ordine Francescano, attraversando la prova dell'uscita e del successivo rientro nell'ordine avvenuto a Manila. Nel frattempo, il Giappone era governato da Toyotomi Hideyoshi, il quale visse dal 1535 al 1598 e fu il capo incontrastato del paese dal 1582 al 1598. I cristiani lo chiamavano con il nome di Taicosama. Nei suoi primi anni di governo, Toyotomi Hideyoshi fu favorevole ai cristiani, ma il suo atteggiamento cambiò profondamente nel tempo. Un ruolo determinante fu giocato dalle insinuazioni di un bonzo, medico di fiducia del capo giapponese, che avvertiva del pericolo rappresentato dalla presenza degli europei a Nagasaki. A influenzare il mutamento d'animo contribuirono anche il timore per l'ascendente che i missionari esercitavano sui signori di Cyushu e la ripulsa di alcune donne cristiane a prestarsi ai capricci dello stesso Hideyoshi. Dopo aver condotto una sfortunata guerra contro la Corea, Toyotomi Hideyoshi pretese la sovranità sulle isole Filippine a danno degli spagnoli. In seguito all'opposizione manifestata dagli spagnoli, Toyotomi Hideyoshi emanò un editto di proscrizione contro i cristiani il ventiquattro luglio 1587. Nonostante questo provvedimento, la propaganda missionaria continuò la sua attività. Hideyoshi lasciò dormire il suo decreto, pur continuando a sorvegliare attentamente i movimenti dei missionari per mezzo di spie.
L'arrivo dei francescani e l'arresto
Nel 1593 alcuni francescani guidati da padre Pietro Battista giunsero da Manila nel Giappone. Toyotomi Hideyoshi ricevette cordialmente i francescani provenienti da Manila, i quali fondarono due conventi e si dedicarono con zelo all'evangelizzazione della regione. La situazione precipitò a causa del naufragio e della confisca di un galeone spagnolo carico di pesos d'argento sulle coste giapponesi, un evento che rese nuovamente molto tesi i rapporti con la Spagna. Il nove dicembre 1596 l'autocrate fece arrestare ad Osaka sei francescani e tre gesuiti. Successivamente, il trenta uno dicembre 1596 a Meaco furono arrestati quindici laici giapponesi terziari francescani, ai quali si aggiunsero altri due laici durante il trasferimento. San Filippo di Gesù, giunto a Meaco proprio al momento dell'arresto dei confratelli, fu aggregato al loro gruppo. I religiosi trasportati a Meaco subirono il crudele taglio dell'orecchio sinistro. Successivamente i prigionieri furono fatti salire su carri in gruppi di tre per percorrere le pubbliche strade come i delinquenti. Tale esposizione pubblica aveva il duplice scopo di incutere terrore ai cristiani e di aumentare le sofferenze fisiche e morali dei martiri. Lungo il percorso, la popolazione locale mostrava tuttavia molta compassione e cercava in ogni modo di soccorrere i prigionieri.
Il martirio e la glorificazione
Passando attraverso le località di Meaco, Sacai, Corazu e Facata, i prigionieri giunsero il cinque febbraio a Nagasaki. L'esecuzione capitale avvenne a Nagasaki mediante crocifissione il cinque febbraio. Nella fredda mattina del cinque febbraio 1597 a Nagasaki, Filippo di Gesù fu crocifisso insieme agli altri martiri. San Filippo di Gesù risultò essere il primo dei martiri ad essere trafitto. L'intera esecuzione si svolse alla presenza di numerosi cristiani e dei marinai portoghesi della Nao. La memoria del sacrificio fiorì rapidamente nella Chiesa. Urbano VIII concesse la Messa e l'Ufficio all'Ordine di Filippo di Gesù nel 1627, dopo aver rigorosamente dimostrato la veridicità del martirio. Più tardi, Benedetto XIV iscrisse il martire nel Martirologio pubblicato nel 1748. Infine, Pio IX canonizzò Filippo di Gesù insieme agli altri martiri l'otto giugno 1862. La canonizzazione avvenne con una magnifica cerimonia alla presenza di numerosi vescovi, suggellando per sempre la santità del religioso.
Il cammino verso il martirio
Il percorso terreno di San Filippo di Gesù ha avuto inizio a Città del Messico, da dove il giovane ha mosso i primi passi verso una missione che lo avrebbe condotto lontano dalla sua terra d'origine. La sua vocazione si è concretizzata a Manila, città nella quale ha scelto di indossare l'abito dell'Ordine Francescano, consacrando la propria vita alla preghiera e all'apostolato. La missione lo ha poi spinto verso il Giappone, terra che in quel tempo stava vivendo momenti di grande tensione per la comunità cristiana. Proprio in quel contesto, insieme ai suoi confratelli, ha affrontato l'arresto a Meaco, vivendo sulla propria pelle la violenza della persecuzione. Durante la prigionia e il cammino verso il luogo del supplizio, San Filippo di Gesù ha dato prova di una fortezza spirituale che ha stupito i suoi carnefici, accettando con spirito di fede anche la mutilazione del taglio dell'orecchio sinistro. Il suo cammino si è concluso a Nagasaki, dove il cinque febbraio del millesettecentonovantasette è stato crocifisso. La sua morte non ha rappresentato una sconfitta, ma il compimento definitivo di una vita spesa per il Signore, suggellando in modo indelebile la sua appartenenza alla schiera dei martiri che hanno dato la vita per amore del Vangelo.
La memoria liturgica
La venerazione per San Filippo di Gesù ha trovato un riconoscimento solenne all'interno della Chiesa universale. Dopo essere stato inserito nel Martirologio da Papa Benedetto XIV nell'anno millesettecentoquarantotto, il suo culto è stato confermato definitivamente dalla canonizzazione operata da Papa Pio IX l'otto giugno del millesettecentosessantadue. La sua figura è ricordata annualmente il giorno sei febbraio, data in cui la comunità dei credenti si unisce nel ricordo del suo sacrificio. Questa celebrazione liturgica invita i fedeli a riflettere sulla fedeltà che San Filippo ha mantenuto fino alla fine, offrendo la sua vita sulla croce. Il culto di questo santo messicano, martire in terra giapponese, unisce idealmente diverse nazioni nel segno di una fede che non conosce confini geografici né barriere temporali, confermandosi come un faro di speranza per tutti coloro che desiderano seguire Cristo con sincerità e dedizione totale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Filippo di Gesù?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il sei febbraio, sebbene la sua memoria sia legata al giorno del martirio avvenuto il cinque febbraio.
Di cosa è patrono San Filippo di Gesù?
Le fonti biografiche non menzionano specifici patronati associati alla sua figura.