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4 giugno

San Filippo Smaldone

Sacerdote

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione a Napoli

L'arco di vita di San Filippo Smaldone si estende dal 1848 al 1923. Il periodo storico fu contrassegnato da decenni densi di tensioni e contrasti nella società italiana e nella Chiesa. San Filippo Smaldone nacque a Napoli il 27 luglio 1848, anno dei moti di Napoli. La famiglia di San Filippo Smaldone era fortemente attaccata alla monarchia borbonica. A dodici anni Filippo assistette al rovesciamento politico della monarchia borbonica. La Chiesa subì momenti drammatici con la conquista di Garibaldi e l'esilio del Cardinale Arcivescovo Sisto Riario Sforza. Il contesto storico offriva tempi non favorevoli per il futuro e per la gioventù. Filippo prese la decisione irrevocabile di ascendere al sacerdozio durante la crisi istituzionale e sociale. Filippo decise di legarsi al servizio della Chiesa che vedeva osteggiata e perseguitata. Mentre era studente di filosofia e teologia, volle dedicarsi all'assistenza dei sordi a Napoli. I sordi rappresentavano una categoria di emarginati particolarmente numerosi e abbandonati all'epoca a Napoli. Filippo si applicò nell'attività benefica molto più che negli studi. Ebbe scarso successo in alcuni esami preliminari alla ricezione degli ordini Minori. Lo scarso successo negli esami provocò il suo passaggio dall'arcidiocesi di Napoli a quella di Rossano Calabro. L'Arcivescovo Monsignor Pietro Cilento accolse generosamente Filippo a Rossano Calabro per la sua bontà e il suo ottimo spirito ecclesiastico. Il cambio canonico di diocesi durò pochi anni. Nel 1876 Filippo fu reincardinato a Napoli. Con licenza del nuovo Arcivescovo, Filippo restò a Napoli a proseguire gli studi ecclesiastici. Studiò sotto la guida di un maestro dell'Almo Collegio dei Teologi. Proseguì con immutata dedizione l'opera di assistenza ai sordi. Monsignor Pietro Cilento lo ordinò personalmente suddiacono a Napoli il 31 luglio 1870. Filippo fu ordinato diacono il 27 marzo 1871. Il 23 settembre 1871 fu ordinato sacerdote a Napoli con dispensa di alcuni mesi dall'età canonica dei ventiquattro anni.

Il ministero sacerdotale e l'apostolato per i sordi

Appena sacerdote, iniziò un fervido ministero come catechista nelle cappelle serotine che aveva frequentato da fanciullo. Fu collaboratore zelante in varie parrocchie, specialmente in quella di Santa Caterina in Foro Magno. Fu visitatore assiduo di ammalati in cliniche, ospedali e case private. La sua carità raggiunse l'eroismo durante una forte pestilenza a Napoli. Filippo fu colpito dalla peste e ridotto in fin di vita. Fu guarito dalla Madonna di Pompei, che divenne la sua devozione prediletta per tutta la vita. La sua cura pastorale privilegiata era rivolta ai poveri sordi. Provava grande pena nel vedere l'educazione e la formazione umano-cristiana dei sordi frustrata e paragonata a quella dei pagani. Pensò di partire come missionario nelle missioni estere per dare espressione concreta al suo sacerdozio. Il suo confessore di infanzia gli fece capire che la sua missione era fra i sordomuti di Napoli. Da quel momento si dedicò interamente all'apostolato verso i sordi. Lasciò la casa paterna per vivere con un gruppo di sacerdoti e laici che intendevano istituire una Congregazione di Preti Salesiani. Acquistò grande competenza pedagogica nel settore dell'educazione dei sordi. Andò progettando una istituzione stabile per la cura, l'istruzione e l'assistenza dei sordi. Il 25 marzo 1885 partì per Lecce insieme a Don Lorenzo Apicella per aprire un istituto per sordi. Condusse a Lecce alcune suore che aveva formato in precedenza. Gettò le basi della Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori. La congregazione fu benedetta e sostenuta dai Vescovi di Lecce Monsignor Salvatore Luigi dei Conti di Zola e Monsignor Gennaro Trama. La congregazione ebbe una rapida e solida espansione. L'istituto di Lecce comprendeva sezioni femminile e maschile. L'istituto di Lecce ampliò le sedi fino all'acquisto dell'ex convento delle Scalze, divenuto sede definitiva e Casa Madre. Nel 1897 fu aperto un nuovo istituto a Bari.

L'espansione delle opere e le prove affrontate

Il sacerdote Filippo Smaldone accoglieva nelle sue opere fanciulle cieche e bambine orfane e abbandonate oltre alle sorde. Smaldone si dedicava anche ai bisogni umani e morali della gioventù in genere. Aprì diverse case con scuole materne, laboratori femminili e pensioni per studentesse, inclusa una a Roma. Durante la sua vita l'Opera e la Congregazione si allargarono e consolidarono nonostante dure prove esterne e interne. A Lecce sostenne una furibonda lotta contro un'amministrazione comunale laica e avversa alla Chiesa. All'interno della Congregazione affrontò la complessa vicenda di secessione della prima Superiora Generale. La secessione provocò una lunga Visita Apostolica. Durante i gravi frangenti della lotta comunale e della secessione emersero le virtù di Smaldone. Per circa un quarantennio Don Filippo Smaldone si prodigò incessantemente per sostenere materialmente ed educare moralmente i sordi. Aveva affetto e cure di padre verso i sordi. Lavorò per formare alla vita religiosa perfetta le sue Suore Salesiane dei Sacri Cuori. A Lecce ebbe universale benemerenza come direttore dell'Istituto e fondatore delle Suore Salesiane. Svolse un intenso e molteplice ministero sacerdotale a Lecce. Fu assiduo e stimato confessore di sacerdoti e seminaristi. Fu confessore e direttore spirituale di diverse comunità religiose. Fondò la Lega Eucaristica dei Sacerdoti Adoratori e delle Dame Adoratrici. Fu Superiore della Congregazione dei Missionari di San Francesco di Sales per le missioni popolari. Fu decorato della Croce pro Ecclesia et Pontifice. Fu annoverato tra i canonici della cattedrale di Lecce. Fu decorato con una Commenda dalle autorità civili.

Il transito e la glorificazione

Sopportò con ammirata serenità una diuturna malattia diabetica complicata da disturbi cardiocircolatori e generale sclerosi. Si spense a Lecce alle ore ventuno del 4 giugno 1923 all'età di settantacinque anni. Morì dopo aver ricevuto tutti i conforti religiosi e la benedizione dell'Arcivescovo Trama. Morì attorniato da diversi sacerdoti, dalle sue Suore e dai sordi. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 12 maggio 1996. Fu canonizzato da papa Benedetto XVI il 15 ottobre 2006 a Roma in Piazza San Pietro. Il martirologio ricorda il beato Filippo Smaldone come sacerdote dedito alla cura dei sordi e ciechi e fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori. La sua testimonianza di fede operosa continua a risplendere nella Chiesa come faro di carità e di dedizione totale agli ultimi e ai sofferenti.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Filippo Smaldone?

La festa di San Filippo Smaldone si celebra il 4 giugno, giorno della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrono San Filippo Smaldone?

San Filippo Smaldone è ricordato nel martirologio come sacerdote dedito alla cura dei sordi e ciechi e fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.

A Lecce, beato Filippo Smaldone, sacerdote, che si dedicò con ardente impegno alla cura dei sordi e dei ciechi bisognosi e alla loro formazione umana e cristiana, fondando la Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori. — Martirologio Romano