San Gabriele Taurino Dufresse
Vescovo e martire
Aggiornato il 22 luglio 2026
La giovinezza e la chiamata alla missione
Jean-Gabriel-Taurin Dufresse nacque l'8 dicembre 1750 a Lezoux, località situata nella diocesi di Clermont e nel dipartimento francese del Puy-de-Dôme. Durante l'infanzia frequentò la scuola parrocchiale del suo villaggio, ponendo le basi della sua formazione umana e cristiana. In seguito proseguì gli studi secondari a Riom, dove maturò le proprie attitudini culturali e spirituali. Proprio in quegli anni sentì parlare per la prima volta della Società per le Missioni Estere di Parigi da un suo professore, l'abbé de Saint-Martin. Lo stesso abate in seguito partì per la Cina, tracciando una via che avrebbe segnato profondamente il giovane studente. San Gabriele Taurino Dufresse decise quindi di partire alla volta di Parigi per rispondere alla chiamata del Signore. Nella capitale francese frequentò il liceo Louis le Grand e successivamente passò al seminario di Saint Sulpice. Entrò nel seminario delle Missioni Estere il 2 luglio 1774 in qualità di diacono, preparandosi con preghiera e studio al sacerdozio. Fu ordinato sacerdote il 17 dicembre 1775, coronando il desiderio di consacrarsi interamente al ministero apostolico.
Il viaggio e i primi anni in Cina
Partì per la Cina il 4 dicembre 1775, poco meno di un anno dopo l'ordinazione sacerdotale. Sbarcato in Asia, lasciò Macao nel 1776 travestito da cinese per poter raggiungere l'entroterra eludendo i controlli. Entrò nella provincia del Sichuan dopo più di tre mesi di viaggio faticoso e rischioso. Durante il suo primo periodo in terra cinese fu arrestato a Pechino e in seguito rilasciato dalle autorità locali. Il vicario apostolico del Sichuan, monsignor Francois Pottier, lo inviò nel nord del Paese dopo che ebbe imparato a sufficienza la lingua cinese. Purtroppo la tranquillità durò poco, poiché fu arrestato nel corso di una persecuzione anticristiana scoppiata sul finire del 1784. Riuscì a evadere e si nascose in una casa di cristiani amici che offrirono rifugio al missionario braccato. Fu raggiunto da un messaggio del vescovo coadiutore, monsignor de Saint-Martin, che lo invitava ad allontanarsi per non causare problemi alla comunità. Obbedì all'invito e partì per Chengdu, dove giunse il 27 febbraio 1785. Tuttavia fu nuovamente arrestato dalle guardie imperiali. Fu trasferito a Pechino insieme a monsignor de Saint-Martin e ad altri due missionari, Delpon e Devaux. Subirono numerosi e dolorosi interrogatori a Pechino, affrontando la prigionia con fede incrollabile. Furono infine rilasciati il 9 novembre 1785 con il severo divieto di tornare nel Sichuan.
Il rientro e il ministero episcopale
Chiese il permesso di tornare a Macao in attesa di poter ripartire per la missione. Fu portato a Canton, dove prese un battello diretto alle Filippine, e soggiornò per un periodo a Manila. In seguito fu ricondotto a Macao da una nave francese, avvicinandosi nuovamente alla sua meta. Rientrò nel Sichuan il 14 gennaio 1789 dopo un viaggio molto difficile e provante. Nel giro di quattro anni fu nominato pro-vicario apostolico, ricevendo il titolo vescovile di Tabraca. Svolse un lavoro pastorale intensissimo, battezzando bambini e adulti, ricevendo nuovi catecumeni, ascoltando migliaia di confessioni e visitando numerose comunità nel Sichuan. Fu consacrato vescovo coadiutore di monsignor de Saint-Martin nel 1800. Gli succedette nel 1801 come vicario apostolico della regione del Sichuan. La regione del Sichuan contava all'epoca diciannove sacerdoti, di cui quattro francesi e quindici cinesi, e gestiva scuole e un seminario. Nel settembre 1803 tenne un sinodo le cui decisioni furono vivamente approvate a Roma e portate ad esempio per le altre missioni in Cina. Incentivò le vocazioni indigene a causa della mancata adesione di Napoleone all'invio di missionari all'estero dalla Francia. Le conversioni e il lavoro missionario aumentavano costantemente, con millecinquecento o duemila cinesi battezzati ogni anno. Non si lasciava insuperbire dai successi, consapevole che il suo servizio avrebbe incontrato anche sofferenze. Lasciò scritto che più ci si conosce da sé stessi, più ci si allontanerà dai sentimenti d'orgoglio.
Il martirio e i discepoli convertiti
Editti di proscrizione contro i cristiani riapparvero dal 1805 dietro istigazione dei dignitari e dei letterati locali. Il viceré del Sichuan pubblicò a sua volta editti di proscrizione per sradicare la fede. San Gabriele Taurino Dufresse riprese la vita di fuggiasco mentre le autorità imperiali ne seguivano le tracce. Fu infine arrestato il 18 maggio 1815, condotto a Chengdu e condannato a morte. Altri trentatré cristiani che erano con lui subirono l'esilio a causa della loro fede. Fu decapitato il 14 settembre 1815 nella città di Chengdu, nella provincia di Sichuan in Cina, ponendo termine al suo ministero con il martirio. Le sue spoglie furono seppellite tre giorni più tardi da alcuni fedeli coraggiosi. Un sacerdote cinese di nome Lin fece traslare le spoglie nel cimitero cattolico quattro anni dopo. La testa gli era stata consegnata da alcuni bonzi e fu riunita al corpo nella traslazione. Monsignor Jacques-Léonard Pérocheau, vescovo titolare di Maxula Prates, inviò le spoglie al procuratore delle Missioni Estere di Parigi a Hong Kong nel 1856. Le spoglie furono poi trasferite a Parigi nel 1857 e attualmente riposano nella cripta della chiesa del seminario delle Missioni Estere a Parigi, in Rue du Bac 128. La testimonianza del vescovo toccò profondamente anche i suoi persecutori. Uno dei guardiani di padre Dufresse, Zhao Rong, si convertì durante la prigionia del 1785, sconvolto dalla sua fede e capacità di sopportazione. Zhao Rong ricevette il Battesimo e la Cresima il 28 agosto, assumendo il nome di Agostino. Dopo un periodo al servizio dei missionari, Zhao Rong fu ordinato sacerdote e morì in carcere nella primavera del 1815, precedendo l'artefice della sua conversione. Analogamente, Yuan Zaide aderì al cattolicesimo dopo aver udito la predicazione del missionario Dufresse. Yuan Zaide fu battezzato col nome di Giuseppe, ordinato sacerdote e diffuse il Vangelo in numerosi distretti prima di essere arrestato nell'agosto 1816 e condannato a morte per strangolamento il 24 giugno 1817.
La causa dei martiri e la canonizzazione
La causa di beatificazione di monsignor Gabriel-Taurin Dufresse e di altri quarantacinque compagni venne introdotta il 9 luglio 1843. I compagni erano sacerdoti e laici dei vicariati apostolici di Guizhou, Sichuan, Tonchino Occidentale, Cocincina e Tonchino Orientale. Tra i compagni figuravano Agostino Zhao Rong e Giuseppe Yuan Zaide. Papa Leone XIII promulgò il decreto sul loro martirio il 2 luglio 1899 e presiedette la loro beatificazione a Roma il 27 maggio 1900. La causa di canonizzazione procedette congiuntamente ad altre iniziate successivamente. La causa formò un elenco di centoventi martiri uccisi in Cina capeggiati da Agostino Zhao Rong. I martiri sono stati iscritti nell'albo dei Santi da san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000, confermando la perenne attualità del loro sacrificio.
Il cammino missionario
San Gabriele Taurino Dufresse nasce a Lezoux nel 1750. La sua giovinezza è orientata verso il sacerdozio, che riceve nel 1775, anno che segna l'inizio della sua missione in Cina. Questo lungo viaggio lo porta lontano dalla sua terra d'origine, spinto dal desiderio di portare la luce della fede in contesti complessi e spesso ostili. L'impegno missionario non è privo di ostacoli: già nel 1785 viene arrestato a Pechino, subendo l'espulsione verso Macao. Tuttavia, tale prova non spegne il suo zelo pastorale. Rientrato nel suo campo di missione, continua a operare con perseveranza e saggezza, venendo infine consacrato vicario apostolico del Sichuan nel 1801.
La missione in Sichuan si svolge in un clima di crescente tensione sociale e politica. San Gabriele Taurino Dufresse guida la comunità locale con fermezza, sostenendo i fedeli durante le persecuzioni anticristiane che caratterizzano l'inizio del diciannovesimo secolo. La sua vita giunge al compimento definitivo nel 1815, quando, in seguito a un nuovo arresto, affronta il martirio. La decapitazione, avvenuta a Chengdu il 14 settembre, segna l'atto finale di un'esistenza spesa interamente per la diffusione del Vangelo. La sua morte non rappresenta una sconfitta, ma il suggello supremo di una testimonianza che ha attraversato confini geografici e culturali, rimanendo impressa nella storia della missione in Cina.
Il culto e la memoria
La figura di San Gabriele Taurino Dufresse è profondamente radicata nella memoria dei Martiri della Cina, gruppo di testimoni che hanno dato la vita per la fede in Cristo in terra cinese. Il suo culto è stato solennemente riconosciuto dalla Chiesa cattolica nel duemila, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato santo. La sua memoria liturgica, che ricorre il 14 settembre, invita i fedeli a riflettere sul significato profondo del martirio come suprema testimonianza di amore e di fedeltà alla Parola di Dio.
Oggi, il ricordo di questo santo vescovo rimane vivo non solo nelle terre dove ha operato, ma presso tutti coloro che vedono nella sua esistenza un modello di dedizione missionaria. La sua vita, trascorsa tra il servizio pastorale e la prova della persecuzione, offre un esempio di come la fede possa resistere anche nelle condizioni più difficili, mantenendo viva la speranza del Vangelo. La Chiesa lo venera come intercessore, affidando alla sua protezione tutti coloro che, nel mondo contemporaneo, si dedicano all'annuncio della salvezza, spesso affrontando sfide e incomprensioni, nella certezza che il dono di sé non è mai vano agli occhi del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Gabriele Taurino Dufresse?
La memoria liturgica si celebra il 14 settembre di ogni anno.
Di cosa è patrono San Gabriele Taurino Dufresse?
I dati forniti non menzionano specifici patronati ufficiali del santo.
Nella città di Chengdu nella provincia di Sichuan in Cina, san Gabriele Taurino Dufresse, vescovo e martire, che pose termine con il martirio della decapitazione a un operoso ministero, a cui aveva atteso per quarant’anni. — Martirologio Romano