Sant' Alberto di Gerusalemme
Vescovo e martire
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino terreno
Il percorso di Sant' Alberto ebbe inizio a Castel Gualtieri, terra che lo vide nascere prima che egli abbracciasse la vita comunitaria con impegno e dedizione. Nel millecentottanta, la sua autorevolezza spirituale fu riconosciuta con la nomina a priore dei Canonici Regolari di Mortara, incarico che segnò l'inizio di un ministero fecondo. La Chiesa lo chiamò presto a responsabilità crescenti: nel millecentottantaquattro fu eletto vescovo di Bobbio e, l'anno successivo, trasferito alla cattedra di Vercelli. In ogni luogo in cui fu inviato, Sant' Alberto seppe coniugare la fermezza del pastore con la mitezza di chi si sente servo del Vangelo.
Nel milleduecentocinque, il Signore lo volle Patriarca latino di Gerusalemme in un tempo segnato da grandi prove e necessità. In quella terra benedetta, egli non si limitò al governo della diocesi, ma divenne padre e guida per gli eremiti che dimoravano sul Monte Carmelo. Per loro, Sant' Alberto redasse la Regola, una sintesi mirabile di obbedienza, preghiera e fraternità che ancora oggi costituisce il fondamento del carisma carmelitano. La sua fine terrena giunse in modo drammatico a San Giovanni d'Acri, nel milletrecentoquattordici. Mentre partecipava alla processione solenne in onore dell'Esaltazione della Santa Croce, fu vittima di un assassinio che lo consacrò al martirio, sigillando una vita interamente spesa per il gregge che gli era stato affidato. Egli morì portando nel cuore il mistero della Croce, che aveva servito con fedeltà incrollabile fino all'ultimo respiro.
La memoria liturgica
Il culto di Sant' Alberto di Gerusalemme si irradia attraverso i secoli, nutrendo la preghiera di quanti riconoscono in lui un maestro di vita spirituale. La sua eredità è custodita con particolare amore dall'Ordine Carmelitano, che lo venera come padre e legislatore. La memoria del suo passaggio alla gloria eterna trova espressione in diverse date, a testimonianza del legame profondo tra la sua figura e la vita delle comunità che ancora oggi vivono secondo la sua Regola.
Mentre i Canonici Regolari celebrano la sua memoria l'otto aprile, i Carmelitani dedicano al suo ricordo i giorni sedici, diciassette, venticinque e ventisei settembre. Tale pluralità di date riflette la ricchezza di un ministero che ha saputo trascendere i confini geografici, unendo le diverse famiglie religiose sotto il segno della sequela di Cristo. La Chiesa universale, nel celebrare la sua memoria il quattordici settembre, giorno della festa dell'Esaltazione della Santa Croce, associa il martirio di Sant' Alberto al mistero stesso in cui egli morì, ricordando a ogni fedele che la vita del pastore è sempre unita al sacrificio del Salvatore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Alberto di Gerusalemme?
Si festeggia il quattordici settembre, sebbene i canonici regolari lo celebrino l'otto aprile e i Carmelitani il sedici, diciassette, venticinque e ventisei settembre.
Di cosa è patrono Sant' Alberto di Gerusalemme?
È patrono dell'Ordine Carmelitano e del Patriarcato latino di Gerusalemme.
Ad Akko in Palestina, sant’Alberto, vescovo, che, trasferito dalla Chiesa di Vercelli a quella di Gerusalemme, scrisse una regola per gli eremiti del monte Carmelo e, mentre celebrava la festa della Santa Croce, fu trafitto con la spada da un uomo malvagio da lui rimproverato. — Martirologio Romano